di Cesare Sacchetti Domani la repubblica di Cassibile si sveglierà e apprenderà di aver appena...
L’informativa ignorata dei servizi russi sul rischio degli attentati di immigrati in Italia ed in Europa
di Cesare Sacchetti
Se non fosse stato per Luca Signorelli, a quest’ora probabilmente il bilancio delle vittime dell’attentato terroristico di Modena commesso da parte di Salim El Koudri, sarebbe ben più pesante.
La definizione di attentato appare a tutti gli effetti la più appropriata, se si considera che le sue modalità di esecuzione sono state identiche a quelli di altri attentati che si stanno manifestando negli ultimi 12 anni nell’Europa Occidentale, nonostante la stampa si stia dando da fare per raffigurare il gesto come quello di uno squilibrato.
Salim El Koudri può definirsi radicalizzato, data la natura dei suoi messaggi sulle reti sociali, ma ci sono molte più sfumature in questa recrudescenza di attentati di matrice islamista, iniziati nei primi anni 2000 dopo l’attacco alle Torri Gemelle.

I messaggi sulle reti sociali di Salim
La storia dell’attentato alle Torri è difatti, come noto, ben diversa da quella palesemente falsa che i vari organi di stampa e la Commissione sull’11 settembre hanno fornito.
Se si volesse seguire tale linea narrativa, si dovrebbe credere che delle persone completamente prive delle necessarie capacità di addestramento per guidare dei velivoli molto meno complessi di un Boeing, sarebbero riuscite, da sole, a compiere manovre impossibili dal punto di vista aerodinamico, senza contare il fatto che l’intera difesa americana quel giorno si spense su decisione dell’ineffabile vicepresidente Dick Cheney che autorizzò una esercitazione per spostare l’aviazione degli Stati Uniti del quadrante Nord-Est in Alaska, a fronteggiare una fantomatica “invasione russa”.
Ci sono moltissimi elementi nell’11 settembre che indicano la presenza dei servizi americani ed israeliani in una operazione molto elaborata, sofisticata, che ha richiesto probabilmente anni di preparazione e di partecipazione attiva di ufficiali infedeli negli apparati di intelligence e militari che quel giorno hanno consentito l’attuazione del più classico dei false flag.
La genesi del terrorismo islamico
Il terrorismo islamico perciò non è affatto un fenomeno spontaneo.
Si può parlare chiaramente di una minaccia costruita nei laboratori dei servizi, soprattutto israeliani, i più interessati a ventilare lo spauracchio dell’islamismo per poter creare quelle condizioni necessarie per uno scontro tra il mondo Occidentale e l’Islam, lo scenario ideale per soddisfare i sogni imperialistici dello stato ebraico che brama sin dalla sua nascita la conquista dei suoi vicini.
Israele infatti, ormai dovrebbe essere chiaro, non nasce per consentire agli ebrei sparsi nel mondo dopo la diaspora di trovare un loro piccolo “spazio vitale”, ma per compiere un disegno messianico che attende spasmodicamente la venuta del cosiddetto moshiach, figura tirannica che a detta degli stessi ambienti del sionismo internazionale sarà il leader di Israele e del mondo intero.
Negli anni successivi all’11 settembre in Europa, sono iniziate le manifestazioni di attentati che presentavano le stesse anomalie di quelli accaduti negli Stati Uniti, a partire da quello di Londra del 2005, nel quale, ancora una volta, venne riscontrata la partecipazione dei servizi britannici che avevano nuovamente autorizzato una esercitazione in programma lo stesso giorno che prevedeva, guarda caso, uno scenario del tutto identico a quello che si manifestò il 7 luglio del 2005, ovvero un attentato alla metropolitana di Londra.

Gli attentati alla metropolitana di Londra del 2005
Generalmente, la programmazione di esercitazioni da parte dei servizi nei giorni degli attentati è sempre la spia di una vasta operazione di intelligence che ha bisogno di uno scenario artificiale per distrarre le varie unità di risposta che potrebbero intervenire rapidamente per sventare o limitare i danni del vero attentato.
Londra, negli ultimi 25 anni, è comunque diventata una sorta di panopticon, ovvero una città nella quale la sorveglianza attraverso le telecamere è vasta e capillare, ma tali strumenti tecnologici si rivelano puntualmente inutili per la prevenzione degli attacchi terroristici e utilissimi invece per il controllo di massa del cittadino comune, il vero nemico di tale sistema.
Negli anni a venire, iniziarono a manifestarsi le tecniche dell’utilizzo di vetture contro la folla, a partire ancora una volta da Londra, che vide nel 2013 l’esordio di questa tipologia di attacco nel quale gli autori sono sempre degli islamisti che prendono delle auto e le lanciano contro i vari passanti.
A Nizza, tre anni dopo, ci sarà una vera e propria carneficina quando Mohamed Bouhlel prese un camion e si lanciò sul lungomare cittadino contro tutti i passanti, arrivando a compiere una strage, fino a quando non venne ucciso dai poliziotti francesi che risposero anche al fuoco dopo che l’uomo aveva iniziato a sparare.

Il camion usato da Bouhlel per la strage di Nizza
Un anno dopo, a Barcellona, si assiste alla stessa dinamica.
Sulle ramblas del capoluogo catalano, si scaglia un furgone guidato da un militante dell’ISIS, che arrivò ad uccidere 16 persone prima di essere ucciso qualche giorno dopo dalla polizia spagnola, dopo che aveva indossato una finta cintura esplosiva al solito grido di “Allahu akbar”.
C’è una strategia nell’uso di questa tecnica, una sorta di ritualità programmatica che vede un soggetto reclutato dalla cosiddetta ISIS eseguire con una certa regolarità questi attentati, piuttosto facili da attuare, se si considera che c’è principalmente solo l’uso di una vettura o camion.
ISIS però è più che altro un brand coniato da chi ha sostenuto sin dal primo istante la nascita di questo gruppo terroristico, finanziato anni addietro principalmente dalle monarchie del Golfo, alleate di Israele, quali Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, prima che negli ultimi 5 anni tale asse si ridefinisse completamente lasciandola la sola Abu Dhabi al fianco dell’isolato stato di Israele.
C’era chiaramente una volontà da parte dello stato ebraico di alimentare il citato scontro di civiltà, necessario per compiere i suoi piani di espansione, tanto che la direzione della stessa ISIS è stato dimostrato in più di un’occasione essere di impronta israeliana, soprattutto se si pensa agli arresti di agenti del Mossad tra le fila dello Stato islamico, senza dimenticare che lo stesso Al-Baghdadi risultava essere un operativo dell’intelligence israeliana di nome Simon Elliot.
L’evoluzione della strategia della tensione in Italia: gli attacchi islamisti
Modena è il triste esordio in Italia di questa strategia delle tensione camuffata attraverso il solito false flag di tipo “islamista”.
Il soggetto responsabile veniva indicato come un disturbato psichico già noto da qualche anno, al quale erano stati chiusi anche i social qualche tempo, ma allora ci sarebbe da chiedersi come abbia mai fatto Salim a conseguire una laurea in Economia presso l’università di Modena, a meno che i suoi disturbi non siano emersi improvvisamente dopo il conseguimento del titolo di studi.
I vari servizi Occidentali pescano spesso in un bacino molto preciso.
Cercano dei soggetti cosiddetti border-line, già predisposti per alcune tecniche di manipolazione mentale, sempre sulla scia dei famigerati programmi MK-Ultra e Monarch, le tecniche di controllo del pensiero varate dall’agenzia di Langley, la CIA, per fabbricare schiavi mentali attraverso dei veri e propri lavaggi del cervello.
La fabbrica Monarch è aperta in tutti i Paesi Occidentali, e produce oltre che sicari anche degli schiavi sessuali, finiti anche sulla famigerata isola di Jeffrey Epstein nel Mar dei Caraibi.
L’attacco all’Italia e all’Europa è chiaramente deliberato.
L’Italia, in particolar modo, è stata al centro di una aggressione studiata a tavolino della quale si discusse già nel novembre del 2025 negli ambienti dei servizi russi.
Ci fu allora una riunione ai massimi livelli in quell’occasione dell’intelligence russa, presieduta dal presidente Putin, della quale si diede conto su questo blog già all’epoca.
I servizi segreti russi dell’FSB annunciarono che i vari apparati dei servizi Occidentali e israeliani avrebbero dato vita ad un attacco concertato contro l’Italia attraverso i soliti immigrati islamici, spesso reclutati tra i soggetti, come si diceva in precedenza, più portati per le varie tecniche di manipolazione mentale.
L’informativa dei servizi russi si è concretizzata purtroppo in pieno.
Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, si è assistito a degli attacchi contro la popolazione civile da parte degli immigrati mai visti in Italia, a partire da quella lunga serie di tentati rapimenti di bambini in ogni parte d’Italia commessi da immigrati, che fino ad ora non avevano mai messo in atto questo tipo di attacco, e che ora, improvvisamente, viene eseguito a breve distanza di tempo da soggetti diversi che non si conoscono sull’intero territorio.

Una delle varie notizie di tentativi di rapimento di bambini negli ultimi tempi
Nel giro delle ultime due settimane, ci sono stati ben tre tentativi di rapimento di bambini da parte di immigrati, uno avvenuto a Sesto San GIovanni, l’altro a Genova e il terzo a Viterbo.
Se si cercasse di liquidare questa seria di attacchi come frutto della casualità, si commetterebbe una ingenuità tale da non consentire di capire che tipo di strategia è in corso contro il Paese.
Si è di fronte ad una evoluzione della strategia della tensione.
Se negli anni di piombo e sul finire della Prima Repubblica, si adoperavano principalmente altre metodologie, quali gli attentati eseguiti da formazioni terroristiche infiltrate ed etero dirette dai servizi, oppure l’uso di bande armate che sparavano contro la popolazione civile, si veda la famigerata Uno Bianca, oggi i panni del terrorismo sono quelli degli islamisti perché nel mondo post-muro di Berlino ci sono altri avversari, altre figure da utilizzare per seminare la paura.
Il terrorismo si adatta perciò al mondo post-globalizzato, o già in corso di deglobalizzazione, e gli immigrati fatti affluire dalla Open Society di Soros sono sia strumento di sostituzione etnica delle popolazioni autoctone sia esercito di riserva degli apparati di intelligence che non hanno difficoltà a pescare nel mare magnum dell’immigrazione per trovare i soggetti che assolvono meglio ai loro scopi.
C’è comunque senza dubbio la chiara volontà di aggredire questo Paese, da lungo, e troppo, tempo nel mirino di ambienti globalisti quali il club di Roma che già negli anni’70 decisero che l’Italia sarebbe dovuta andare incontro ad una violenta deindustrializzazione, oltre che ad un impoverimento demografico, causato dalla infausta secolarizzazione avvenuta attraverso l’approvazione del divorzio e dell’aborto, e acuitasi tramite delle politiche di austerità che stanno desertificando l’Italia.
Un odio che raggiunse il suo apogeo quando nel 2020 l’Italia divenne, suo malgrado, l’epicentro dell’operazione terroristica del coronavirus che voleva trascinare il Paese e il mondo verso una governance globale.
Il rovinoso crollo di quel colpo di Stato globale ha portato alla liquidazione del mondialismo e del suo potere, ma c’è da affrontare ora una fase di destabilizzazione.
Il governo è, ancora una volta, di tipo coloniale.
L’esecutivo Meloni vende quel poco che c’è rimasto da (s) vendere e l’indecente centrodestra ormai fa a gara per superare a sinistra il Partito Democratico persino sul terreno delle questioni etiche e morali, se si pensa che FDI, la Lega e Forza Italia sono a favore del cosiddetto “suicidio assistito” ossimoro che maschera la pratica dell’eutanasia.

Giorgia Meloni
Sulle varie leggi sul cosiddetto “antisemitismo”, c’è un altro perfetto piano di allineamento di questa impresentabile “classe politica” sottomessa in toto alle varie lobby sioniste,a differenza della Prima Repubblica, rappresentata da leader come Giulio Andreotti e Bettino Craxi, che non avevano remore ad opporsi allo stato di Israele.
Il crollo di quella classe dirigente, a dir poco eccelsa rispetto alla mediocrità di quella attuale, ha proprio determinato questa crescente occupazione del territorio italiano da parte dei servizi segreti israeliani, che hanno trasformato il lago Maggiore in una delle loro basi privilegiate, senza che qualcuno avesse nulla da ridire al riguardo, compresi i vari partiti che si fanno passare come “critici” di Israele, su tutti il M5S.
Sotto certi aspetti, la decadenza dell’Italia ricorda molto l’inferno vissuto dalla Russia negli anni’90, quando il Paese si ritrovò vittima di varie bande di oligarchi di origine ebraica che misero all’asta tutto quello che c’era da mettere, prima dell’arrivo di Vladimir Putin e della fine dei saccheggi ai danni di una intera nazione.
I nemici dell’Italia vogliono continuare a distruggere tutto il possibile prima che un intera sistema politico se ne vada a ramengo, perché questo è quel che accadrà, poiché lo stato di degradazione della repubblica di Cassibile è troppo avanzato, oltre il fatto che non esistono più le protezioni americane di un tempo dopo che gli Stati Uniti di Trump sono diventati uno dei più grandi avversari della NATO e della governance globale.
Ci sarà da aspettarsi inevitabilmente delle generali turbolenze, tali da portare al definitivo collasso di questi partiti e dei clan che li proteggono, che da qualche tempo a questa parte hanno già dato segni di gravi lotte intestine, manifestatesi a colpi di strani “suicidi”, e segreti che escono improvvisamente dai cassetti nei quali erano chiusi, a partire da quelli sulla banda della Uno Bianca, sul mostro di Firenze e sulle stragi atlantiche dell’biennio horribilis dell’92-93.
L’epilogo appare perciò già scritto, anche se la destabilizzazione attuale e prossima sarà con ogni probabilità inevitabile.
C’è a tal punto da augurarsi che le pressioni degli Stati Uniti, della Russia e della Cina nei confronti dell’Unione europea aumentino ancora di più nei mesi a venire per favorire uno smantellamento il più rapido e, si spera, ordinato possibile di una Unione europea ormai isolata sul piano internazionale e incapace di restare in piedi senza il supporto di Washington.
Sono anni di cambiamento e di instabilità.
Chi li vive, è testimone della fine di un’epoca e dell’inizio di un’altra.
L’Italia attende con trepidazione la sua liberazione e il compiersi di quanto disse decenni prima San Pio.
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Buongiorno sig. Sacchetti, anch’io auspico la venuta di un sistema capace di smantellare questa corrotta e marcia classe politica, ma sono del parere che sarebbe solo all’inizio perché dietro o forse molto più probabilmente davanti a questa c’è un’ altrettanto sistema molto più potente e radicato prodotto dalla magistratura e dalla massoneria.
Le chiedo di quale entità e forza dovrebbe essere capace per sradicare definitivamente questo cancro dalla nostra nazione. Grazie
L’apparato che proteggeva la classe politica era transnazionale, composto da una struttura della quale fanno parte vari circoli globalisti e le massonerie internazionale. Il sistema al quale si riferisce è questo. La sua caduta porta a cascata la fine di questa classe politica.
Occorre un fiume di sangue fratricida e al termine si da inizio al nuovo mondo. La storia insegna Roma Repubblicana e Roma Imperiale. poi secoli nei splendore.
errata corrige: secoli di splendore.
Dicono, in Italia,che è tecnicamente impossibile revocare la cittadinanza a questo ,essere,.In Canada abbiamo il -ius-solis ,no il iu s sanguines e quando ho preso la cittadinanza mi hanno dato uguali diritti e doveri ma con -sub-contitio….Per reati penali grandi ti sarà revocata…Ho visto giovani emigranti italiani che si sono difesi da una rissa ,in un bar, e essendo ,sfortunatamente, i contendenti nativi canadesi, hanno avuto torto e dopo un periodo detentivo ,imbarcati sul primo volo per Roma.Il Canada è sovranista e l’Italia no?Comunque questo-elemento- nei preparatori.della tesi di laurea, aveva vergato……Maledetti cristiani ,li uccidero’ ad uno a uno e altri riferimenti simili….Perché gli è stata concessa la cittadinanza italiana?
E’ falso. Si può revocare domani mattina attraverso la stessa legge dell’92 e altre modifiche del caso.
Nell attentato a Nizza non venne ucciso il conducente , ma yestimoni diretti affermarono che l autista del camion scese e fu addirittura scortato dietro al mezzo dalla polizia e poi allontanato .
Il vetro era blindato ???
Blindato di un camion ?
I proiettili sul vetro nessuno verso il posto guida ma tutti laterali o on altre parti , poliziotti incapaci ??
Ed inoltre testimonianza di un bambino che diceva alla madre che i corpi sparsi sul selciato erano manichini !
E riprese video della scena fatte immediatamente sequestrare dalla polizia .
Quella di nizza dopo l 11 settembre , la maratona di Boston , l attentato all aereoporto in belgio , il Bataclan e i mercatini tedeschi , e stata la peggior messa in scena di attentati .
Ma i veri attentatori alla sicurezza , sono i giornalisti venduti e falsi spergiuri , che addirittura trasmettevano e commentavano con dovizie di particolari i filmati , dell attentato all Aereoporto di belgio .
Peccato che quei filmati si riferivano si , purtroppo ad un vero attentato , quello di mosca anni prima , regolarmente registrato dalle telecamere russe .
E stato sufficiente togliere le scritte in cirillico e spacciarcelo come nuovo .
Quei giornalisti si andrebbero condannati x spaccio !
Qualche conferma di queste testimonianze su Nizza? Per il resto parlare di “messa in scena” per l’11 settembre e il Bataclan, dove ci fu una vera e propria mattanza, è a dir poco ridicolo..