di Cesare Sacchetti Di lui, non si sapeva nulla fino all’estate del 2023, quando da queste parti...
Le origini oscure di Netflix: da Sifgmund Freud a Edward Bernays
di Cesare Sacchetti
Molti sono già famigliari con il suo logo, quella N stilizzata accompagnata da un breve timbro musicale che domina da qualche tempo a questa parte il mercato dello streaming televisivo.
Netflix è oggi uno dei marchi dominanti del mercato dei cosiddetti film o serie on demand, ovvero su richiesta, dove l’utente abbonandosi compra un pacchetto di film e fiction che in chiaro non vengono offerti.
Chi paga per Netflix paga però in qualche modo per il suo stesso lavaggio del cervello che vuole portare l’ignaro consumatore verso un programma ben preciso di ingegneria sociale.
Sulla emittente americana nata nel 1997, si trova infatti tutto il catalogo, per così dire, che offre il mondo moderno e modernista, a partire dalla normalizzazione della omosessualità, promossa e incoraggiata, bestemmie di vario tipo contro la religione cattolica, sempre il bersaglio principale di queste emittenti, che vede il Papa impegnato in attività omosessuali senza dimenticare ovviamente l’immancabile sdoganamento della pedofilia, altro imprescindibile feticcio della presente società post-68.
Di Netflix si sente ormai parlare da qualche anno, si conoscono i suoi famigerati orrori blasfemi e pedofili, ma non si sa, o meglio non viene fatto sapere abbastanza, dai mezzi di comunicazione chi sono i personaggi che hanno fondato uno dei più grossi network globali.
I fondatori di Netflix e le loro parentele
In principio, i suoi fondatori erano principalmente due personaggi dal profilo piuttosto interessante.
Il primo è Reed Hastings, che vanta una serie di influenti parentele, a partire dal suo prozio Henry Loomis, già direttore del famoso apparato di propaganda americano Voice of America, nonché membro della Mitre Corporation, una impresa che aveva degli stretti rapporti con la CIA e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Reed Hastings
Da sempre, le agenzie di intelligence americane ed europee hanno mostrato uno spiccato interesse nella programmazione delle masse, o meglio nel favorire nel pensiero comune determinate mode e tendenze, necessarie per poter manipolare o controllare al meglio i cittadini.
La citata CIA ha notoriamente dietro di sé un ricco curriculum di vere e proprie costruzioni di generi cinematografici e musicali, tra i quali il rap e l’hip hop, finanziati dall’agenzia di Langley solo per demoralizzare i giovani.
Determinati generi musicali e determinati testi aprono la mente a pensieri negativi, nichilisti, inducono gli individui che la ascoltano senza le dovute cautele e necessarie accortezze ad essere vittime inconsapevoli di un programma di ingegneria sociale che alla fine produce delle persone molto diverse da quelle che prima non ascoltavano certe canzoni.
Il libro della musica utilizzata come mezzo per l’instaurazione di mode e culture è pressoché sconfinato, e tra il mare magnum di questa storia si può citare forse il caso più di successo di modifica del comportamento delle masse attraverso la musica, ovvero quello portato dai Beatles.
I Beatles infatti, dei quali si è parlato in più di un’occasione, erano qualcosa di ben più grande di quattro ragazzi in cerca di fortuna di Liverpool che fino ai primi anni’60 non potevano aspirare ad altro che suonare in qualche bordello della Germania.
Dietro la banda rock più famosa della storia, c’era un sofisticato ed enorme apparato composto da menti molto raffinate, su tutte quasi certamente quella del filosofo della scuola di Francoforte, Theodor Adorno, che hanno permesso ai quattro aspiranti musicisti di produrre canzoni dalla tonalità e dai testi complessi mai prima di allora nemmeno lambiti.
Marc Randolph e i suoi avi: Freud e Bernays
Netflix nasce per esigenze del tutto simili, e la storia dell’altro cofondatore, Marc Bernays Randolph, aiuta a comprenderlo ancora meglio.

Marc Bernays Randolph
Randolph ha, se possibile, delle parentele ancora più “pesanti” o “illustri”.
Nel suo albero genealogico si trovano nientemeno che il padre della moderna psicoanalisi, Sigmund Freud, fratello del suo bisnonno, e Edward Bernays, suo prozio e autore del famigerato testo “Propaganda” ancora oggi considerata la “bibbia” per lo studio della manipolazione delle masse.
Ancora più interessante è il fatto che Freud e Bernays erano a loro volta parenti, in quanto il primo era il nonno del secondo.
Se si studiano comunque più da vicino i due influenti parenti di Randolph, ci si accorgerà che Netflix ha tratto moltissimo spunto dai loro studi e dallo loro opere.
Freud è certamente noto per essere l’uomo che ha elaborato un metodo per esplorare cosiddetto inconscio e trovare, nella sua visione, dei presunti desideri sessuali repressi, a partire da quelli più scabrosi, come i rapporti incestuosi o i rapporti tra adulti e bambini che, secondo lo psicologo originario di Vienna, originerebbero dai secondi verso i primi.
Secondo Freud in pratica, la pedofilia non sarebbe una devianza o un impulso sessuale malato del genitore o dell’adulto verso il bambino, ma ciò non deve destare sorpresa se si prende per un istante in considerazione la storia famigliare del padre della psicanalisi.
Nella famiglia di Freud scorreva infatti potente la perversione pedofila, praticata dal padre, Jacob, contro il figlio Sigmund, e anche gli altri figli, come rivelato dalla sorella di Freud, Anna, a sua volta vittima di abusi sessuali da parte del padre.

Jacob Freud
La pedofilia perciò come si vede ha fatto parte della vita di Freud sin dai primissimi anni della sua vita, e il male sembra essere stato trasmesso da Sigmund ai suoi figli, che una volta cresciuti hanno manifestato quei disturbi tipici degli adulti che nell’infanzia hanno subito violenze pedofile.
La trasmissione generazionale non si è fermata poi ai figli di Freud, ma è giunta anche ai suoi nipoti, come Clement Freud, accusato da diverse vittime di abusi pedofili e persino coinvolto nella sparizione della piccola Madeleine McCann.
Così la perversione e il male che sono stati fatti da Jacob ai figli, sono diventati, apparentemente, uno dei pilastri della teoria della psicanalisi che si studia ancora oggi negli atenei europei e americani, e che forma molti psicologi che ancora oggi difendono la validità delle teorie di Freud.
C’è però un aspetto che sui libri di testo più comuni, quelli distribuiti nelle scuole e nelle università, viene completamente taciuto e che getta una luce completamente diversa sulla nascita della psicanalisi.
Il rapporto della psicanalisi con il Talmud
Freud affermava che le sue origini ebraiche nulla avevano contribuito nella produzione della sua teoria, ma lo psicanalista era un grande bugiardo, smentito dalla sua stessa biografia.
E’ in realtà impossibile scindere il Freud psicanalista dal Freud che studente del Talmud e la Cabala presso delle scuole ebraiche scelte appositamente dal padre.
Dallo studio della moderna religione talmudica, Freud ha in pratica portato tutto il misticismo che si trova nella Cabala.
Ad esempio, la stessa celebre opera “Interpretazione dei Sogni” dello psicologo viennese ad uno sguardo più attento non è null’altro che una rielaborazione dei metodi magici che la citata Cabala utilizza per dare una spiegazione, spesso chiaramente deviata ed esoterica, dei sogni notturni.
Freud ha fatto, sotto certi aspetti, una abile operazione di camuffamento non molto dissimile da quella che un altro suo correligionario come Karl Marx.
Il dottor Freud si servì, in altre parole, di una maschera secolare per nascondere la vera identità religiosa della “sua” psicanalisi.

Sigmund Freud
Quando i critici della psicanalisi di quell’epoca affermavano che la materia dell’autore della “Interpretazione dei Sogni” non fosse altro che “scienza ebraica” difficilmente potevano essere accusati di affermare il falso, poiché quasi tutti i membri della Società della Psicanalisi viennese erano ebrei.
Secondo alcuni studiosi, l’interpretazione onirica di Freud aveva così tanto in comune con il misticismo ebraico dall’essere incredibilmente simile a quella che fece prima di lui il rabbino Dov Ber, membro della famigerata setta dei Lubavitch, tanto che a questo punto si dovrebbe forse parlare di plagio da parte del fondatore della Società della Psicanalisi verso il rabbino Dov Ber.
In fin dei conti, il citato Marx non fece qualcosa di molto dissimile.
Nella scrittura del Capitale, il filosofo di Treviri fece passare come fondamentalmente suo il principio del materialismo storico come motore della storia e la conseguente conclusione della “necessità” di cercare la salvezza non nel Cielo, ma sulla Terra.
Marx non fece altro che prendere i principi del Talmud che appunto rigettano la visione cristiana del Paradiso alla ricerca della esclusiva felicità sulla Terra, poiché, come affermava il rabbino Harry Waton, Dio non era più in Cielo ma nel mondo terreno.
Come si vede, una lettura più approfondita, e soprattutto meno liberale, dei personaggi più noti, o famigerati, degli ultimi due secoli, e dalla loro importanza sulla costruzione della moderna società laica e secolare fa capire che alla fine la vera anima di tali filosofie e psicologie sia strettamente di origine ebraica.
La spregiudicatezza di Freud
Anche il celebre rito del paziente sul lettino dello psicanalista che “confessa” le sue turbe, i suoi tormenti, o i suoi risentimenti fa parte di un rito talmudico chiamato teshuvah, ovvero una sorta di auto-esame dove però non c’è né redenzione né guarigione dal peccato che in realtà sta affliggendo il paziente.

Uno psicanalista con il famigerato lettino per il paziente
Freud è riuscito, purtroppo, attraverso la sua psicanalisi a creare di fatto un’altra religione, nella quale il lettino dell’analista prende il posto del confessionale, e lo psicologo veste i panni del “sacerdote” laico senza però che il paziente, o meglio il peccatore, ne tragga in qualche modo un reale giovamento.
Il dottor Sigmund non esitava piuttosto a dire ai propri pazienti di divorziare dai propri coniugi e dal farsi lasciare ricche donazioni alla sua società.
L’etica non era proprio di casa nello studio dello psicologo austriaco che nemmeno nascondeva il suo vizio per la cocaina, da lui diffuso e incoraggiato anche ad altri amici, tanto che si volesse individuare uno dei primi colpevoli della vasta diffusione di questa devastante droga, quello sarebbe certamente proprio lui, Sigmund Freud.
Dopo che la secolarizzazione aveva iniziato a diventare la vera falsa religione del’900, la psicanalisi è diventata a tutti gli effetti il mezzo per sdoganare le devianze sessuali fino a che il testimone non fu raccolto da altri come il medico tedesco, anch’egli di origini ebraiche, Magnus Hirschfeld.
Hirschfeld fu uno dei primissimi sostenitori delle teorie freudiane, anche se poi si allontanò da Freud per via di alcune divergenze sulle origini della omosessualità.
Freud infatti individuava le origini della devianza nella psicologia, senza attribuire esclusivamente l’omosessualità ad una causa biologica come faceva invece Hirschfeld.
Nonostante una freddezza iniziale, Freud non smise mai di elogiare “l’opera” di Hirschfeld che aveva intanto negli anni’20 aperto a Berlino il suo Istituto per la scienza della sessualità, luogo nel quale genere di perversione era ben accetta, e tre queste si potevano trovare ovviamente la pedofilia, l’incesto, e la bestialità.
Hirschfeld è certamente noto ancora oggi per essere il cultore dell’idea del “terzo sesso”, ovvero il cosiddetto transessualismo, che lo portò persino a cercare un criminale esperimento di “cambio di sesso” culminato con la morte di un malcapitato travestito danese.
Se si pensa che anche il transessualismo abbia delle origini laiche, si commette un errore, dato che anche Hirschfeld trasse abbondante ispirazione per estrarre tale concetto dal Talmud, e il medico omosessuale tedesco non esitava a ricorrere all’assistenza di rabbini nelle sue conferenze sul terzo sesso.
Edward Bernays, l”arte” di controllare il pensiero delle masse
L’altro “illustre” parente di Randolph è stato un personaggio altrettanto importante nella costruzione delle tecniche di manipolazione mentale delle masse.
Edward Bernays viene considerato ancora oggi il padre delle “pubbliche relazioni”, espressione da lui coniata, e uno dei principali ideatori delle varie campagne commerciali delle varie corporation americane.

Edward Bernays
Bernays era l’uomo che creava i desideri e i bisogni che non esistevano.
Suo scopo principale era quello di far emergere le pulsioni e gli istinti più irrazionali delle masse a tutto beneficio di quel capitale che aveva bisogno non solo di vendere i propri prodotti, ma anche di costruire un popolo docile, facilmente ingannato dalla retorica della pubblicità e dalle illusioni di una vita fondata troppo sui consumi materiali, ed in nulla sulla spiritualità.
Nel suo celebro libro Propaganda, lo stesso Bernays spiegava come funziona la moderna società capitalistica.
“Se comprendiamo i meccanismi e le motivazioni del pensiero collettivo, non è forse possibile controllare e disciplinare le masse secondo la nostra volontà senza che esse ne siano consapevoli? La recente pratica della propaganda ha dimostrato che ciò è possibile, almeno fino a un certo punto e entro certi limiti.”
Bernays non aveva solo elaborato un manuale per controllare i falsi bisogni economici delle masse, ma anche i loro desideri politici.
La manipolazione del pensiero collettivo è alla base di tutto, così come alla base di tutto sono gli strumenti, principalmente i mezzi di comunicazione, attraverso i quali vengono eseguite delle programmazioni di massa.
Netflix perciò non è altro che un moderno mezzo di programmazione del pensiero sulle orme degli ingombranti parenti dei fondatori.
In questa emittente, si mette in scena una enorme operazione di ingegneria sociale su vasta scala.
Attraverso film come Moxie, si demonizza la figura maschile sempre sulle orme della lotta al patriarcato, eredità della famigerata Scuola di Francoforte, indispensabile per abbattere l’ordine tradizionale.
Film blasfemi come “La prima tentazione di Cristo” oltre all’oltraggio della religione cristiana servono alla continua e incessante propaganda omosessuale, grimaldello per distruggere la famiglia, nemico supremo del comunismo, della massoneria e del talmudismo.
Non ci si deve perciò stupire che Netflix sia un concentrato di blasfemie, di riscrittura della storia in chiave marxista e antieuropea, e di bestialità contro la Chiesa.
Netflix è stato creato per scatenare una guerra religiosa, culturale e psicologica al mondo Occidentale.
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