di Cesare Sacchetti A Bruxelles, forse iniziano ad aprirsi delle crepe in seno ai vari istituti...
Il disperato piano dell’UE contro la Russia e l’avvicinamento del Vaticano a Mosca
di Cesare Sacchetti
A Mosca, lo scorso mercoledì, i commentatori Occidentali sono rimasti a dir poco a bocca aperta, se non presi da una vera e propria rabbia.
Appena il mastodontico aereo militare C-17 ha iniziato a sorvolare i cieli della capitale moscovita, sono proliferate ipotesi di vario tipo, depistaggi in larga parte secondo i quali il direttore della CIA, Ratcliffe, era giunto per trasmettere qualche monito a Mosca.
In realtà, gli organi di stampa Occidentali hanno divulgato la solita falsa velina per nascondere il vero tema cruciale dell’incontro di alto livello che è ruotato principalmente attorno alle continue e costanti provocazioni dell’Unione europea e della NATO nei confronti della Russia.
Solo pochi giorni prima del vertice russo-americano, il ministro degli Esteri, Sergej Lavrov, aveva di nuovo messo in guardia il Regno Unito dal cessare le sue continue provocazioni e i suoi appoggi sempre più costanti verso il regime nazista ucraino.

Il ministro Lavrov
Da qualche anno a questa parte, Londra agisce ormai come il vero centro di destabilizzazione degli affari internazionali e come il principale sobillatore delle ostilità in Ucraina.
Tramontato il ruolo di Washington come motore del disordine internazionale, la cosiddetta anglosfera, quell’area geopolitica che domina le relazioni internazionali dal secondo dopoguerra in poi, si è ritrovata priva del suo principale pilastro, quello degli Stati Uniti, ormai passati pienamente da una dimensione imperiale ad una più propriamente nazionale.
Londra così ha provato a indossare nuovamente i panni della potenza destabilizzatrice che agisce per conto di quel circolo di think tank e circoli mondialisti che da più di un secolo aspirano alla costruzione di una governance globale.
I risultati sono stati molto lontani da quelli sperati poiché le sorti del conflitto ucraino non hanno minimamente preso la piega sperata dagli ultimi Euro-Atlantisti, ma le provocazioni degli orfani dell’impero americano si stanno facendo sempre più reiterate e preoccupanti.
Il disperato piano dell’UE e della NATO contro la Russia
Secondo fonti di intelligence serbe, risulta che la NATO e l’Unione europea stiano lavorando per orchestrare qualche altra grave provocazione concentrate principalmente verso Kaliningrad, l’enclave russa tra Polonia e Lituania.
Recentemente, la Polonia ha deciso di mandare al confine intorno a Kaliningrad 28 carri armati sudcoreani K2, un’altra dimostrazione della manovre estremamente aggressive e provocatorie che l’area Euro-Atlantica ha eseguito contro la Russia.

La militarizzazione del confine vicino a Kaliningrad
Nei giorni successivi a questo inusuale schieramento di mezzi blindati, l’Olanda, altro Stato tra i più russofobi dei falchi atlantici, ha inviato i suoi aerei militari al confine con la Russia nell’ennesima spericolata manovra verso Mosca, che fino ad ora ha esercitato non poco l’arte della pazienza.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso però sembra essere stato il continuo e reiterato appoggio bellico al regime nazista di Kiev, tanto che i servizi segreti russi hanno deciso per la prima volta dal 2022 di iniziare a far detonare le fabbriche di armi in Europa che hanno rifornito Kiev, come, ad esempio, quella della KNDS, impresa franco-tedesca che aveva uno stabilimento a Colleferro, nei pressi di Roma, saltato in aria non prima che anonimi telefonisti facessero evacuare il sito.
A differenza di Kiev e di Bruxelles, Mosca quantomeno rispetta ancora le vite degli innocenti, non fa gratuite stragi di innocenti come fanno i sostenitori del battaglione neonazista di Avoz e l’Unione europea che, caduta la sua maschera liberal-democratica, non ha esitato a schierarsi con i peggiori terroristi e assassini pur di preservare l’ultimo fragile bastione del mondialismo, ovvero la citata UE.
Secondo le citate fonti dei servizi di Belgrado, l’ultimo incontro straordinario tra Stati Uniti e Russia ha visto i due Paesi, ormai uniti da una solida intesa geopolitica, discutere delle continue provocazioni dell’UE e della NATO verso il Cremlino, che è stata molto chiara con la delegazione americana.
A Bruxelles, sono come degli animali feriti.
Da molto tempo ormai non si agisce più in base a delle razionali considerazioni militari e geopolitiche.
Non si vuole riconoscere che l’ordine, o il disordine, del secolo scorso è ormai uno sbiadito ricordo.
Non esiste più negli affari internazionali una superpotenza in grado di cambiare arbitrariamente i destini di una qualsiasi nazione nel mondo per assicurarsi che in ogni Paese ci sia un governo fedele all’apparato della governance globale.
Gli Stati Uniti hanno chiaramente abdicato al ruolo di sovversori internazionali, ma la real politik sembra essere una dimensione sconosciuta a Bruxelles.
L’UE e il rifiuto di accettare il suo declino
Ci si chiude nel bunker, si accusa Mosca di aver portato alla rovina l’Europa, consumata invece dall’Unione europea, e si prova ad agitare lo spauracchio della “minaccia russa” nella illusione che i popoli europei si trincerino a difesa di una Unione mai veramente amata e oggi considerata la principale responsabile della crisi economica e demografica del vecchio continente.
L’UE è stata pari al passaggio di Attila al tempo delle invasioni barbariche.
Il suo passaggio ha distrutto fiorenti giardini europei, soprattutto quello dell’Italia, un tempo quarta potenza industriale invidiata dall’Europa e dal mondo per la sua straordinaria capacità di riuscire ad essere competitiva e decisiva in un mondo dominato all’epoca dal bipolarismo controllato delle due superpotenze americane e sovietiche.
Se Bruxelles crede di trascinare con sé gli italiani e gli europei attraverso la consunta retorica della russofobia, gli eurocrati commetteranno l’ennesimo grave errore di valutazione.
L’Unione sa che la storia ormai ha già decretato la sua estinzione, ma tale consapevolezza non ha portato gli eurocrati ad accettare uno smantellamento concordato per tornare ordinatamente agli Stati Nazionali.
Bruxelles sembra dominata dalla mentalità sansoniana.
Se noi dobbiamo morire, tutti devono morire.
I finanziatori dell’Unione sono affetti da un inguaribile delirio di onnipotenza.
Dominati come sono dalla loro smisurata bramosia di potere, mostrano la loro innata vocazione autoritaria e distruttiva, la stessa che conseguentemente domina l’Unione europea.
Il punto di non ritorno perciò non è mai stato così vicino dall’essere superato come lo è ora.
Mosca ha monitorato con attenzione e preoccupazione le folli manovre provocatorie di Bruxelles, e ha voluto informare gli Stati Uniti che il patto Euro-Atlantico si prepara a varcare il Rubicone del suicidio politico.
Superata la soglia della provocazione ed entrati in quella dell’attacco aperto, probabilmente mascherato attraverso un false flag concepito per accusare falsamente la Russia di aver aggredito un Paese UE, si entra in un territorio di nessuno.
Militarmente, non si comprende cosa abbia in mente di fare l’Unione.
Le riserve di munizioni sono prosciugate da tempo per via dell’incessante sostegno all’Ucraina.
I singoli eserciti dei Paesi europei sono a dir poco inadeguati e privi della necessaria preparazione per sostenere qualsivoglia conflitto con Paesi anche meno attrezzati della Russia, e se ci si sposta nel campo della missilistica la situazione si fa persino peggiore.
L’Unione è priva di efficaci contraeree in grado di respingere eventuali attacchi missilistici russi che non avrebbero difficoltà a colpire gli obiettivi designati.
Washington ha già mandato un messaggio molto chiaro alle deliranti cancelliere europee.
“Da noi non avrete alcuna copertura”.
Bruxelles si ritrova così isolata, emarginata dalla comunità internazionale che si è spostata sempre più verso il nuovo corso multipolare mentre l’eurocrazia rincorre ancora la defunta idea di un supergoverno mondiale.
L’ipotesi di un terzo conflitto globale non è perciò nemmeno da prendere in considerazione.
C’è sul campo un solo attore, l’Unione, disarmata e debole, non solo contro Mosca, ma contro tutto quel mondo libero che ormai vuole il ritorno del primato degli Stati nazionali su quello di circoli e potentati transnazionali che sono stati indubbiamente i veri arbitri del potere nel’900.
Il vertice russo-americano è servito a discutere esattamente delle provocazioni di Bruxelles, mentre la stampa angloamericana ed europea ha partorito la più classica delle false veline, ovvero quella secondo la quale Washington sarebbe andata ad intimare qualche immaginario altolà al Cremlino sulla sua avanzata in Russia.
Se c’è stato un altolà di qualche tipo, è stato in realtà quello di Washington contro Bruxelles che ha intimato agli organismi comunitari e alla NATO di mettere immediatamente fine alle sue provocazioni.
L’alleanza russo-americana ormai si muove come un orologio svizzero.
Il meccanismo aveva mostrato tutta la sua efficacia già lo scorso anno dopo il disastroso vertice di agosto alla Casa Bianca tra Zelensky e i “leader” europei, da un lato, e Donald Trump, dall’altro.
Dopo quel fallimentare incontro, Trump ha avuto una conversazione telefonica con il presidente russo, Vladimir Putin, con il quale ha coordinato le prossime mosse.

Vladimir Putin e Donald Trump
Stati Uniti e Russia hanno da quel momento in poi stretto in una morsa militare-giudiziaria il regime nazista di Zelensky, decimato sul fronte Orientale dalla Russia e decapitato dei suoi vertici politici dalle incessanti inchieste della NABU, l’ufficio anticorruzione ucraino che lavora a stretto contatto con la FBI.
Kiev è destinata a morire, e allora si cerca di appiccare incendi in ogni parte d’Europa, di mandare droni contro i Paesi europei in ridicole e maldestre operazioni di falsa bandiera che vorrebbero accusare la Russia, ma fino ad ora è stato tutto inutile.
Il Cremlino così ha voluto mettere sul tavolo il piano dell’UE per far sì che gli Stati Uniti fossero pienamente informati della politica estera guerrafondaia di un blocco alla deriva.
Alla Casa Bianca, all’indomani del vertice moscovita, si è appunto discusso dell’informativa dei servizi russi.
Washington sa che Bruxelles sta cercando una guerra impossibile che non cambierà comunque le sue sorti, e si prepara ad aumentare la pressione economica verso i Paesi dell’Unione attraverso un probabile aumento dei dazi che taglierebbero completamente le deboli gambe dei Paesi europei, già debilitati da anni di austerità economica, ormai insostenibile anche per l’ex locomotiva europea, la Germania, ormai divenuta il malato d’Europa per via della moneta unica.
La Santa Sede come mediatore della crisi
In tale politica estera del suicidio, la Casa Bianca e il Cremlino cercano un interlocutore al quale affidare il ruolo di mediatore e di paciere nella speranze che costui possa avere l’autorità politica e morale di riportare verso la via del buon senso gli isterici governi dell’Unione.
La missione dell’arcivescovo Paul Gallagher a Mosca nello stesso giorno in cui avveniva l’incontro russo-americano non va letta come una mera coincidenza temporale.
La conferenza stampa congiunta di monsignor Gallagher assieme al ministro Lavrov
Washington e Mosca vogliono che la Santa Sede inizi a mediare, a invitare i vari governi europei a cessare le loro folli provocazioni e a riconoscere finalmente la realtà del conflitto ucraino che, di questo passo, porterà la Russia a guadagnare altro terreno ad Occidente, fino a mettere in dubbio l’esistenza stessa della statualità ucraina.
I rapporti tra Mosca e il Vaticano erano a dir poco freddi dal 2021 a questa parte.
Nonostante gli ipocriti inviti al dialogo e alla pace, Papa Bergoglio non ha esitato a manifestare il suo sostegno a favore dei nazisti ucraini, ricevuti nella Santa Sede e accolti con tutti gli onori, a differenza della delegazione russa, che non ha messo piede a San Pietro negli ultimi anni.
Il viaggio di monsignor Gallagher è l’inizio di un disgelo, l’inaugurazione di un nuovo corso tra la Santa Sede e il Cremlino che vede per la prima volta un serio passo diplomatico del Vaticano verso la Russia.
A nemmeno un anno e mezzo dall’inizio del suo pontificato, Leone XIV si trova così ad essere il crocevia di una delicatissima fase storica e politica, nella quale un apparato al tramonto minaccia la pace collettiva e la sicurezza di tutti gli europei.
Il Santo Padre non si è tirato indietro quando si è trattato di esprimere la sua opinione verso l’Unione.
Nonostante gli organi di stampa continuino ad ignorare o a mettergli in bocca parole da lui mai pronunciate, Papa Prevost ha accusato l’Unione europea di essere la principale responsabile della drammatica crisi demografica per via del suo rifiuto di riconoscere le radici cristiane.
Il tempo presente perciò oltre ad avere una fondamentale importanza storica, sembra indissolubilmente legato a quanto previsto e annunciato a Fatima nel 1917 da Maria.
Sono le parole che sono state censurate per lungo tempo dai membri della massoneria ecclesiastica che si sono adoperati per nascondere la verità sul Terzo Segreto di Fatima.
Se si leggono le testimonianze dei lettori di quel testo, sembra quasi impossibile non accorgersi di una incredibile evidenza.
Gli eventi del tempo presente che riguardano la Russia e l’Ucraina sono stati annunciati da Maria più di un secolo fa.
Un secolo dopo si sta assistendo in diretta a quegli eventi.
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Bellissimo articolo, la cruna dell’ ago ottima.
Vorrei solo capire delle cose:
Trump e Putin da anni hanno a disposizione la possibilità di fare crollare tutto, perché non lo hanno fatto fino adesso?
Questo piano Q, ha realmente l’intenzione di salvare l’ Italia e l’ Europa? E poi perché hanno così a cuore si salvarci? ( Hanno davvero intenzione di salvarci?) Perché? Cosa li spinge a farlo?
Mettiamo che sia tutto vero, allora perché avendo tutte le risorse militari superiori, avendo tutte le prove dei crimini satanici delle elite, avendo tutte le prove sulla farsa elettorale e su tutto in generale ancora non hanno schiacciato quel famoso bottone che da almeno un anno doveva essere premuto? Ci vorrebbe poco per mandare in crisi definitiva e accelerare la disfatta del sistema, basterebbe ad esempio tra tutte le abominevoli rivelazioni farne soltanto una o due al massimo che basterebbero a fare tabula rasa di tutto, ad esempio la verità pubblica sulla frode 2020 oppure sui crimini disumani compiuti da loro durante le loro riunite logge, insomma qualcosa che faccia fermare il mondo obbligatoriamente a guardare e che faccia da vero e proprio terremoto….. Invece no, si aspetta sempre mentre qui da noi si soffre, il precariato continuo, un futuro per i giovani che non esiste, i crimini continui dei figli del progetto calergi, violenze, stupri, libertà al limite, tasse, poverta’, sieri killer, sanità lasciamo stare e tanto altro che già sappiamo…. Siamo arrivati alla frutta ormai, anzi siamo ormai a sparecchiare la tavola e gli eroi pensano ad andare cauti…. Boh ditemi voi cosa ci capite di logico in tutto quello che stanno facendo, ma quando si sbrigano?
Trump poteva dire gia’ adesso della farsa sulle elezioni e sai che squilibrio avveniva agli alti e bassi livelli qui in Europa? Ed e’ proprio quella crisi che ci serviva ad accelerare tutto…. Qui mi sembra che giochino con la carne dei popoli…. Tutto ricade su di noi..
.
Scusate la rabbia eh
Saluti
Grazie Francesco, Trump e Putin sono 10 anni che stanno lavorando assieme allo smantellamento di un sistema che esisteva da più di 100 anni. La fase attuale è quella finale, ovvero quella che prevede la liquidazione dell’Unione. Sono mossi a fare ciò che fanno perché c’è una comune intesa contro il mondialismo. Sono argomenti trattati in altri articoli più approfonditamente.
Ok, si conosco il piano di questi criminali molto bene purtroppo, era giusto per capire quanto tempo potrebbe durare questa fase finale prima di un nuovo inizio…..
Grazie comunque della risposta, volevo anche capire una cosa, io non mi sono sierato, e ho notato che oltre ad esserci tante persone morte a causa del siero , perché ce ne sono tante altre che nonostante abbiano fatto 2,3,4,5 addirittura più dosi stanno apparentemente bene e non sono venute a mancare?
È una roulette russa. Dipende dalla quantità degli ingredienti presenti nei vari lotti. C’è chi è morto subito e chi è morto quest’anno.
E, come chiede Francesco, quanto tempo potrebbe durare ancora questa fase finale prima di un nuovo inizio?
C’è sempre più gente esausta (per nn dire alla canna del gas)!
Va bene grazie…
stiamo ancora aspettando l’ arresto di Obama che oltre ad un video fake non si e’ tramutato in realtà, speriamo di vedere questa nuova era non oltre i prossimi due anni.
Grazie e saluti.
Hai sbagliato canale o blog. Mai messo il video di cui parli…
Sull’ arresto di Obama non intendevo che e’ stato messo sul blog il video dell arresto di Obama, no, intendevo quando l’anno scorso Trump mise quel video fake fatto con IA, non c’entra nulla il blog.
Trump e il dipartimento di Giustizia sanno quando procedere e qual è il momento opportuno per fare una mossa così dirompente.
Grazie Dott. Sacchetti della perfetta e puntuale ( dopo quella del regime del fantoccio zelensky) disamina dell’attuale panorama mondiale.
Infatti ritengo che le sue considerazioni sono collegate al fatto che oramai la rete si sta neanche tanto poco chiudendosi attorno al tossico ucraino, fantoccio perfetto di questa miserabile UE.
Resta sempre a mio parere, capire chi prenderà le redini della nostra Nazione, sì perché credo e auspico che il terremoto che ne derivera’ spazzerà via tutto il ciarpame che ruota intorno a questa fantomatico Repubblica.
Ti ringrazio, Carlo. Sul nostro Paese, guarderei sempre a quanto detto da San Pio.
Ciao Cesare.Una volta che cadrà l’ UE , quanto tempo occorrerà per vedere la politica italiana spazzata via completamente? Sarà una naturale conseguenza oppure dovremo sopportare ancora un po’ i Vannacci di turno?
Ciao Massimo, penso che il crollo di quell’apparato si porterà immediatamente dietro le classi politiche europee.
D’accordo, ma mi domando: sarà pronta una classe dirigente affidabile e preparata, in grado di prendere in mano le redini delle singole nazioni? Dopo questo tramonto, in Italia vedremo sorgere un nuovo regno?
Sandro, se l’Italia andrà verso un ritorno della Fede, gli uomini di valore non mancheranno di certo, e già non mancano ora.
La ringrazio come sempre del puntuale e veridico articolo, merce rarissima oggigiorno. E’ infatti difficile trovare altrove qualcuno che vede la realtà di questi nuovi tempi dove il globalismo sta lasciando il posto a ciò che sembrava impensabile: una profonda e strategica alleanza tra potenze termonucleari CRISTIANE . Che rabbia per chi aveva già dato la Chiesa “in uscita”!!. Certo questo Papa sta rischiando la pelle, speriamo che la profezia di Fatima non includa il suo sacrificio. Comunque il progetto templare sta facendo la “solita” fine che si ripete dai tempi di Traiano, Eraclio e compagnia bella. NON PREVALEBUNT!! Grazie ancora per il suo essere dalla parte della verità in un mondo che ha fatto della menzogna una grande industria
Ti ringrazio, Sigfrido. La Chiesa esisterà fino alla fine dei tempi come disse Gesù Cristo.
L’Italia non potrebbe tornare direttamente Stato Pontificio ? Togliamoci dalle scatole sta barzelletta massonica !!!
Buongiorno,
Ricordo che il 22 ottobre 2025 si leggeva sul blog che ad Aviano stavano organizzando ospedali e vari preparativi per tentare escalation contro la Russia, ma cosa potrebbe succedere effettivamente? Quale potrà essere la manovra o azione finale che sarà quella che porterà al disfacimento dell ue e delle sottostanti repubbliche e classi politiche? Cosa faranno esattamente per chiudere il cerchio?
Su Telegram ancora non si vedono gli aggiornamenti delle notizie rimaste al 5 agosto, se può controllat
Re se ci sono problemi con l account, forse e’ stata accidentalmente tolta l’accessibilita’ alle notizie? Nel caso si può renderlo di nuovo accessibile? In email avevo indicato nome account telegram di riferimento.
Saluti
Il cerchio si sta chiudendo…non vedo l’ ora di vedere la loro fine e che venga al più presto!
Grazie Cesare per l’articolo, chiaro ed esaustivo.
Mi sorge un dubbio: in questo periodo stiamo assistendo in Europa a questa immigrazione incontrollata che porta solo a confusione, decadenza e anche delinquenza.
Gli europei, d’altro canto, hanno perso di vista i loro valori e la fede (ovviamente non tutti). I motivi li hai esaminati in altri articoli.
A questo punto mi chiedo, prenderanno piede altre religioni (come l’Islam) con un conseguente cambiamento della società?
Salve Ilenia, non credo. Stanno aumentando le conversioni e se finisce l’UE, finisce la secolarizzazione.
Sono rimasto sorpreso della presenza di Papa Lone XIV al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, meglio conosciuto come Meeting di Rimini di CL.
Perché ha presenziato ad un evento di questo gruppo pseudo-cristiano?
All’evento ha parlato di Vangelo, ricordando a lor signori che è di quello che si deve occupare la Chiesa.
Leone XIV ha piena ragione, la CDO spesso (sempre) si dimentica del Vangelo, troppo indaffarata sulla così detta sussidiarietà,