L’ISIS e al-Baghdadi: storia di un fantasma uscito dalle fila del Mossad?

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10/03/2026

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di Cesare Sacchetti

Il suo volto è apparso praticamente dal nulla.

Erano gli anni delle cosiddette primavere arabe, gli anni nei quali nei Paesi del Medio Oriente infuriavano le cosiddette rivoluzioni colorate, dei disordini costruiti a tavolino per sovvertire completamente gli equilibri geopolitici di quei Paesi.

Si rallegrava delle rivolte il filosofo francese di origini ebraiche, quel Bernard Henry Levy, firma di Repubblica, sul quale pendono diverse accuse di pedofilia, mai riportate ovviamente dalla stampa italiana ed europea.

Henry Levy che spiega i benefici delle Primavere Arabe per Israele

BHL, l’acronimo con il quale viene generalmente chiamato, è uno di quegli ideologi della cosiddetta governance globale che esprimeva tutta la sua viva soddisfazione per degli sconvolgimenti che, a detta sua, non avrebbero fatto altro che recare gran beneficio allo stato di Israele, una riflessione difficilmente contestabile.

Le Primavere Arabe nascono proprio nel laboratorio della sovversione dello stato di Israele.

Israele aveva e ha bisogno di un Medio Oriente fatto su misura per le sue “esigenze” espansionistiche contro quei Paesi arabi che rappresentavano agli occhi di Tel Aviv una intollerabile minaccia verso le sue mire di annessione degli stati limitrofi.

Israele, ormai lo si dovrebbe aver capito, non ha intenzione di stabilire una pacifica convivenza in una terra occupata da molti anni, ma ambisce all’espansione, al dominio, e al compimento di un progetto di natura messianica che anela fortemente la venuta del cosiddetto messia ebraico.

I colpi di Stato e le guerre che furono eseguiti in quegli anni sono la diretta conseguenza di una logica eversiva concepita per soddisfare le mire dello stato di Israele.

I leader sulla lista nera di Israele: Gheddafi e Assad

A cadere per primo fu il colonnello Muammar Gheddafi, militare e uomo politico figlio del socialismo nazionale arabo, che aveva una visione alquanto lucida su cosa volesse veramente Israele e quali fossero i suoi veri alleati in Medio Oriente.

Muammar Gheddafi

Si ricorda in particolare un suo intervento lucidissimo contro l’Arabia Saudita, da lui accusata di essere una diretta enclave di Israele, un’affermazione certamente vera in quegli anni, prima che i Saud, opportunisticamente e astutamente, saltassero dall’altra parte dello steccato dopo aver fiutato il declino dell’anglosfera e degli Stati Uniti in Medio Oriente.

Gheddafi non poteva restare al suo posto.

Troppo in contrasto con il sionismo internazionale, soprattutto troppo abile da poter essere ingabbiato nelle trappole Euro-Atlantiche, visto che il rais stava studiando una unione monetaria africana in grado di liberare larga parte dell’Africa dal giogo del franco CFA, e di assestare così un colpo letale ad un pezzo importante della governance globale, quale quello della Francia colonialista.

Lo sguardo del colonnello aveva visto molto lungo, molto al di là della sua epoca, tanto che ora molte delle sue idee stanno trovando concreta attuazione nel nascente mondo multipolare che sta smontando pezzo per pezzo il dominio francese nel continente africano.

Gheddafi venne così barbaramente ucciso, tra le risate soddisfatte della malvagia Hillary Clinton, uno dei veri mandanti del suo omicidio, ma era solo l’inizio del sangue che aveva iniziato a scorrere nei Paesi arabi.

Gli Stati Uniti negli anni di Obama erano saldamente ancorati all’ordine atlantista e alla supremazia dello stato di Israele, nonostante diversi contrasti con il primo ministro Netanyahu, che non hanno comunque mai portato ad una crisi vera e propria tra Washington e Tel Aviv.

Israele voleva fare piazza pulita dei vari leader del Medio Oriente che erano considerati una minaccia dal sionismo mondiale, e l’amministrazione Obama si mise a sua completa disposizione per creare un mostro che nessuno aveva mai visto prima.

Serviva una forza tremendamente destabilizzante in grado di assalire quei Paesi che venivano considerati un ostacolo dallo stato ebraico, e il “naturale” successivo bersaglio dopo Gheddafi non poteva che essere un altro leader del socialismo nazionale arabo, quale il presidente siriano Bashar al-Assad.

Nasce così letteralmente dal nulla la cosiddetta ISIS, un acronimo che identifica la sigla dello Stato Islamico di Siria e Iraq, che in realtà, a volerla dire tutta, non ha mai avuto le caratteristiche di un vero e proprio Stato islamico come vorrebbe far credere il nome, ma piuttosto di una milizia di tagliagole reclutati per lo scopo.

L’ISIS dispone di infiniti mezzi.

Tra le sue mani arrivano migliaia di armi di fabbricazione israeliana, fondi per le sue campagne contro la Siria, l’Iraq e la Libia, consiglieri militari israelo-americani,  e soprattutto un apparato comunicativo nel quale si riscontra la mano di chi conosce il cinema, di chi sa come utilizzare certi primi piani, e determinati effetti visivi e sonori usati per infondere paura negli occhi di chi guarda i video di propaganda degli islamisti.

C’è molta Hollywood nell’ISIS e ben poco Islam, un elemento che suggerisce subito la regia di servizi Occidentali nella costruzione di un fenomeno, quello del terrorismo, che di spontaneo ha quasi nulla e di artificiale quasi tutto.

L”antenata” dell’ISIS: al-Qaeda

Lo si era già visto, sotto diversi aspetti, ai tempi dell’11 settembre del 2001, quando, per la prima volta, il mondo intero venne a conoscenza del cosiddetto terrorismo islamico, una minaccia che negli anni precedenti mai era stata in grado di arrivare ad eseguire degli attentati impossibili da mettere in atto senza la fondamentale e indispensabile sponda dei servizi angloamericani e sionisti, principali artefici di quegli attacchi, come affermò lucidamente 19 anni addietro l’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga.

Le impronte del Mossad e della CIA sono ovunque sugli attentati dell’11 settembre, a partire da quei cinque israeliani danzanti , uomini del Mossad, che esultavano davanti al crollo delle Torri da loro atteso, arrestati subito dopo essere stati segnalati da diversi newyorchesi, e gentilmente rilasciati poi dal sindaco di New York, quel Rudolph Giuliani vicinissimo agli ambienti del sionismo neocon.

Le due Torri colpite

Il cattivo in quegli anni divenne il volto barbuto di Osama bin Laden, nonostante bin Laden non avesse certo i mezzi per spegnere le difese aeree degli Stati Uniti, né tantomeno avesse la facoltà “magica” di far sparire nel nulla un Boeing dentro il Pentagono, di far precipitare le Torri ad una velocità di caduta libera, e di spostare la difesa aerea del quadrante Nord-Ovest in Alaska per fronteggiare una immaginaria invasione russa, mentre Dick Cheney, sionista di ferro, alla Casa Bianca dirigeva tutte le operazioni in corso per assicurarsi che gli attacchi avessero successo.

Ci fu chiaramente un colpo di Stato quel giorno in America.

Un colpo di Stato eseguito da forze straniere che avevano tutto l’interesse a servirsi della potenza militare degli Stati Uniti per mettere a ferro e fuoco il Medio Oriente, per sovvertire il governo iracheno dell’odiato Saddam Hussein, altro figlio del socialismo nazionale arabo, in opposizione al sionismo messianico, ucciso nel 2006 dal presidente George W. Bush, sicario dello stato di Israele.

L’ISIS è la continuazione della sconosciuta al-Qaeda, anch’essa costruita nei laboratori della CIA e del Mossad, con la differenza che la prima ricevette una spaventosa quantità di fondi come si diceva in precedenza e venne usata come una milizia paramilitare contro i vari Stati ostili a Israele.

A versare decine e decine di milioni di dollari nelle casse dello Stato islamico furono principalmente le monarchie del Golfo, quali l’Arabia Saudita, il Qatar e gli Emirati che misero a disposizione i propri capitali per costruire il mostro islamista e reclutare tutti i mercenari che c’erano sulla piazza.

Venne così fuori il volto dell’uomo comparso dal nulla al quale si diceva al principio.

Nel 2014, il mondo fa la conoscenza di Abu Bakr al-Baghdadi, presentato come il leader dell’ISIS, la mente di una strategia terrorista che in realtà è ben più elaborata e sofisticata della figura del barbuto leader, sconosciuto fino a quel momento.

Di lui si sa infatti poco o nulla.

Se si dà uno sguardo all’enciclopedia di riferimento della CIA, si leggono informazioni contraddittorie, a partire da quella che sarebbe stato internato in Iraq nel campo Bucca gestito dalle forze armate americane per una presunta appartenenza ad un gruppo islamista, nonostante in un rapporto della RAND Corporation, think-tank atlantista, la sua biografia viene descritta come in larga parte frutto del mito, e il suo personaggio raffigurato come quello di uno “sceicco invisibile”, ignorato e sconosciuto persino a chi faceva parte dei vari gruppi della cosiddetta Jihad islamica.

C’è chiaramente un velo di mistero nella biografia di questo personaggio, assente dalla mappa degli islamisti, e divenuto improvvisamente, nel 2014, il leader mondiale del terrorismo islamico.

Al-Baghdadi non è stato certamente quello che la stampa Occidentale ha cercato di far credere al grande pubblico.

La sua biografia di estremista radicale può considerarsi inventata di sana pianta, e allora non è certo nei bollettini della carta stampata redatti dai servizi Occidentali che si può capire chi è stato davvero costui.

Se si vuole davvero risalire alla vera identità di Abu Bakr-al Baghdadi, si può iniziare da un rapporto alquanto interessante redatto nel 2014 da Veteran News, che si fonda su diverse fonti, iraniane, arabe e persino l’ex agente del NSA, Edward Snowden, secondo le quali sotto la maschera di al- Baghdadi non ci sarebbe stato altro che il volto di Shimon Elliot, un agente del Mossad.

Elliott è uno di quegli individui che è stato addestrato dalla sezione del servizio segreto israeliano specializzata nella guerra psicologica ai Paesi arabi e islamici.

Il Mossad insegna tutto a questi agenti, a partire ovviamente dalla lingua araba, dai costumi e dalle tradizioni di certi Paesi, imparate da questi uomini per infiltrarsi nei circoli del terrorismo islamico, e far sì che questi perseguano al meglio le attività dello stato di Israele.

Secondo il Gulf Daily News, Elliot è stato addestrato da questa sezione, gli è stata fornita la necessaria preparazione teologica sull’islam,  ma ci sono tracce della sua vita precedente, quella nella quale ancora non si era calato nel ruolo assegnatogli dal Mossad.

Lo si può vedere in diverse occasioni in compagnia del famigerato senatore sionista, John McCain.

Le foto di Simon Elliot messe a confronto con quelle di al-Baghdadi

Secondo le citate fonti, il confronto tra il volto di Elliot e quello di Al-Baghdadi rivela che sono la stessa persona, un’affermazione sulla quale difficilmente si può dissentire, considerata la stessa fisionomia del volto, degli zigomi, del naso,  e delle sopracciglia.

Al-Baghdadi è quindi solo chiaramente una identità fittizia.

Non si tratta di un islamista salito al potere per pura casualità, ma di un uomo addestrato dall’intelligence israeliana per guidare un’orda di assassini prezzolati, assoldati per un preciso scopo politico, quale quello di scatenare l’inferno contro tutti quei Paesi arabi giudicati “nemici” da Israele.

L’ISIS e l’esecuzione del piano Yinon

L’SIS difatti, definita un’organizzazione islamista, si muove non sulle orme del Corano, ma su quelle di un piano di politica estera elaborato dal sionismo internazionale, scritto da Oded Yinon, fidato consigliere dell’ex premier Ariel Sharon, nel febbraio del 1982 sulla rivista Kivunim (Direttive), nel quale si suggeriva come i vari Stati arabi avrebbero dovuto essere smantellati pezzo dopo pezzo per poter essere poi annessi gradualmente da Tel Aviv alla ricerca dell’agognata Grande Israele.

Il piano Yinon prevedeva una espansione dello stato di Israele e un’annessione dei territori limitrofi

George W. Bush è tra i primi a muoversi per seguire le direttive di tale piano.

L’inquilino della Casa Bianca si adopera per mettere fuori gioco Saddam, il leader di un Paese, l’Iraq, nelle mire territoriali di Israele, e il suo successore alla Casa Bianca, Barack Obama, segue le stesse orme del piano Yinon.

Obama si occupa di togliere dalla scena Gheddafi, ma il rovesciamento e la frammentazione della Siria non avviene perché Mosca si mette di trasverso e impedisce la caduta di Damasco nelle mani di Israele.

La Russia diventa così una forza a salvaguardia dell’intero Medio Oriente.

A poco a poco, vengono eliminati migliaia di tagliagole, difesi dagli organi Occidentali e dai vari sedicenti “esperti” di geopolitica tutti impegnati a chiedere la testa del “dittatore” Assad.

Vengono giocate molte carte, comprese quelle dei falsi attacchi falsi chimici, eseguiti dai servizi israeliani e inglesi, ma ogni tentativo si rivela vano, fino a quando nel 2017, inizia a circolare l’indiscrezione che il famigerato leader dell’ISIS sia stato ucciso durante un bombardamento dei russi nei pressi di Raqqa, in Siria, anche se il Cremlino non ha mai annunciato ufficialmente la sua morte.

Due anni prima, nel 2015, diversi media iracheni avevano riportato la notizia della morte di al-Baghdadi, gravemente ferito nel corso di un’operazione nei pressi di Mosul.

Secondo le fonti dei quotidiani dell’Iraq, il capo dei tagliagole dell’ISIS sarebbe stato in seguito trasportato in un ospedale israeliano, nel quale infine sarebbe deceduto.

Al-Baghdadi non sarebbe stato l’unico ad essere curato dagli israeliani.

Altri tagliagole sono stati curati e assistiti dallo stato ebraico, che voleva assicurarsi che il suo esercito personale di tagliagole continuasse a mietere vittime, a conquistare villaggi pur di portare in dote ad Israele quei territori che avrebbero far parte del suo pianificato impero.

Sulle sorte di al-Baghdadi non è ancora comunque calato, almeno ufficialmente, il sipario, sino a quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annuncia nell’ottobre del 2019, che le forze armate americane, in collaborazione con la Russia, erano riuscite a uccidere il tagliagole a capo dei terroristi islamici.

Che il terrorista uscito dal nulla sia veramente morto quel giorno o nel 2017 non è certo, ma è certo che già in quel momento gli Stati Uniti di Trump e la Russia di Putin avevano iniziato a collaborare strettamente per fermare il piano di Israele, dando così, tra l’altro, l’opportunità a Trump di iniziare il ritiro dalla Siria, con grande irritazione di Netanyahu, già conscio allora che Washington non era più sotto il controllo dello stato ebraico come un tempo.

Sono passati 12 anni dalla prima apparizione di al-Baghdadi, e ancora oggi si sa pochissimo di lui, se non le scarne, e probabilmente fabbricate, informazioni partorite dagli organi di stampa Occidentali che ancora oggi mai hanno saputo, e soprattutto voluto, raccontare la vera natura del terrorismo islamico, dei suoi finanziatori e dei suoi ispiratori.

Oggi si assiste allo stesso fenomeno nel mezzo della crisi tra Iran e Israele.

Israele si è lanciata in una folle guerra contro Teheran senza avere i mezzi per farlo, e nel momento stesso in cui ha iniziato ad essere duramente punita dall’Iran ha iniziato ad eseguire varie intimidazioni e attentati contro i Paesi europei e arabi.

La naturale conclusione sembra essere solo una.

Il tramonto del terrorismo islamico ci sarà solo quando ci sarà il tramonto del sionismo.

A giudicare dagli eventi recenti, la fine del dominio di Israele non è mai stata così vicina come ora.

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15 Commenti

  1. Teo

    🇺🇸🇮🇱🇮🇷Residents of Tehran told Reuters that the nighttime strikes by the US and Israel were the most brutal in this war so far.

    “It was like hell. They bombed everywhere in Tehran. My children are now afraid to sleep. We have nowhere to go,” said one of the local residents.

    Al-Jazeera publishes a video of the debris being cleared in the Iranian capital and the extraction of a little girl’s body from the rubble. Ps you have to give this information … US attacked together Israel Teheran while you say … no …your not true information

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    • La Cruna dell'Ago

      I don’t take orders from you, and there are no proofs of direct involvment of the US in the attacks. You’re quoting Reuters, pal..Get real..

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      • Manlio+Montagna

        Mi sembra che tu stria dicendo grandi balle. Ti piacciono tanto gli americani

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        • La Cruna dell'Ago

          Mi piace chi difende la sovranità del suo Paese e chi è contro la governance globale. Le balle le dirà lei, e visti i suoi non argomenti, è meglio che non commenti.

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  2. 2DEG

    In Siria governa Al-Sharaa che dopo aver spodestato Assad ha assunto il ruolo dello statista.
    La taglia sulla sua testa è stata revocata e dopo aver riposto l’improbabile divisa da combattente indossa un bel completo scuro, con cui fa bella figura quando incontra i Capi di Stato esteri, Putin e Trump inclusi.
    L’ISIS vive e lotta con noi, basta una rinominazione ed una bella giacca su misura.
    Al-Sharaa è un grande successo ottenuto da Erdogan ed ovviamente dal MIT, il cui ruolo nel disastro medio-orientale è stato determinante.

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    • La Cruna dell'Ago

      Purtroppo ancora una volta si vede la tua scarsa conoscenza sulla Siria e sulla geopolitica. Al-Sharaa è sul libro nero di Israele. Da quando si è insediato hanno fatto di tutto per rovesciarlo, segno che questo personaggio, del quale non si sapeva e non si ancora nulla, non è certo gradito allo stato ebraico che voleva invece un tagliagole islamista. Da quando c’è al-Sharaa nulla è cambiato in Siria. Zero. Sono rimasti intatti, e consolidati i rapporti con la Russia.

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      • Orpall

        E allora perche’ la Russia non si riprende le sue basi in Siria?

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  3. Orpall

    Ciao Cesare, la storia di Al-Bagdadi mi ricorda quella dell’agente inglese Komehini……..

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  4. Max

    Dott. Sacchetti buonasera, prendo spunto da questi commenti per un osservazione. Conclamate da tempo la corruzione e l inattendibilità dei nostri mainstream, quanto c’è di vero in rete al di là delle reciproche propagande sulla situazione in tempo reale? Israele è davvero così distrutta e quasi pronta al collasso?
    Altra notizia da confermare, Putin è davvero disposto ad aiutare con l energia anche i popoli europei? Questa sarebbe una doppia ottima notizia perché a questo punto se l oramai stra corrotta UE rifiutasse, la maschera sarebbe del tutto gettata, ed anche i più scettici ed addormentati aprirebbero finalmente gli occhi sul fatto che questa entità è stata instaurata solo per affossare i cittadini e pertanto bisogna eliminarla. Saluti

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    • La Cruna dell'Ago

      Salve Max, considera che i media mainstream non stanno riportando una immagine che è una della distruzione di Israele. La situazione è molto seria, come hanno confermato diversi giornalisti sul posto. Difese aeree ormai inesistenti, scontri tra polizia e militari, e bande armate che girano per le strade senza rispondere a nessuno. Se la guerra prosegue, il rischio di un golpe a Tel Aviv non è affatto remoto.

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  5. Cedro

    anche se la realtà è ben diversa da cio’ che ci fa credere il mainstream, nondimeno resta preoccupante : come ne usciremo? Trump ha la forza per fermare il tutto, oppure no, essendo (forse, sospetto) sotto ricatto dei soliti? Le elezioni di aprile sono dietro l’angolo, e qualcosa di grosso dovrà per forza acccadere prima…

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  6. 2DEG

    Leggo ora che il Comando Centrale USA conferma la perdita di un aerocisterna in Iraq, velivoli il cui compito mi sembra chiaro e la presenza nei cieli dell’Iraq difficilmente giustificabile altrimenti.
    Ieri almeno un Awacs dell’USAF era in volo sul Golfo Persico, a sottolineare che il ruolo degli Stati Uniti non è di facciata.

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    • La Cruna dell'Ago

      Guarda, è inutile che ti incaponisci per cercare a tutti i costi di dimostrare che c’è un coinvolgimento attivo di cui non si vede l’ombra. Chiunque può aver abbattuto, se effettivamente accaduto, quell’aerocisterna. Ti faccio notare che Israele ha attaccato ambasciate e consolati americani. Se cerchi i responsabili degli attacchi agli Stati Uniti, devi guardare ad Israele. Vedi gli ultimi agenti MK-Ultra in azione.

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  7. nuccioviglietti

    Tre sono centrali mondiali progettazione terroristica in ultimi due secoli… Regno Unito Stati Uniti Israele… pur con esecutori più svariati. Quando riusciremo ficcare in nostri sclerotizzati cervellini questo elementare concetto… sarà sempre troppo tardi ma… porremo almeno fine a nostro sistematico dileggio!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

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