di Cesare Sacchetti Improvvisamente, taluni hanno scoperto una vocazione “cristiana” che mai...
La guerra tra Trump e Israele: scacco matto al sionismo
di Cesare Sacchetti
Donald Trump è maestro dell’arte dell’accordo, un ramo che richiede astuzia, pazienza, sagacia e capacità dissimulatorie senza le quali nessuna trattativa può essere condotta con successo.
Ci sono taluni, dall’alto di una esperienza che non hanno mai avuto, che credevano che i metodi di Trump, imprenditore abituato agli squali dell’alta finanza ebraica di New York, non potessero funzionare efficacemente nelle relazioni internazionali, ma costoro, oltre a parlare dominati dalla loro incompetenza, sono notoriamente carichi di un elevato odio politico nei confronti del presidente.
La notte dell’8 aprile Trump ha messo a tacere tale ciurma di mestieranti e di odiatori globalisti dopo l’annuncio dell’accordo di pace con l’Iran.
Il presidente aveva deciso di alzare il giorno precedente una cortina fumogena attraverso la pubblicazione di un tweet nel quale minacciava di spazzare via la civiltà iraniana, tanto che gli aficionados della terza guerra mondiale si sono precipitati in cantina per recuperare il cappello di stagnola e la tuta antiradiazioni, in attesa di uno scenario simile a quello del celebre film di fantascienza, Terminator.

Il tweet di Trump sulla “distruzione della civiltà iraniana”
Se si fosse usato il buonsenso e soprattutto se si fosse guardato con un minimo di attenzione alla politica del presidente, si sarebbe forse stati meno in balia dell’isteria e si sarebbe giunti alla più logica conclusione che Trump stava preparando un altro dei suoi depistaggi, necessari per confondere i suoi nemici, e in particolar per far uscire definitivamente allo scoperto i suoi falsi amici..
Non era nemmeno necessario guardare troppo lontano.
Sarebbe stato sufficiete guardare a quanto accaduto in particolare nel giugno del 2025, quando Tel Aviv travolta dalla sua febbre messianica iniziò a bombardare Teheran senza considerare che gli Stati Uniti non avevano alcuna intenzione di appoggiare quella folle guerra, e agirono infatti, di concerto con Teheran, per disinnescare quella crisi attraverso un bombardamento simulato nel mezzo dei deserti iraniani.
Tel Aviv sapeva ovviamente quello che era accaduto.
Sapeva della dissimulazione concertata con Teheran, ma allora decise di non attaccare frontalmente il capo di Stato americano, preferendo seguire un’altra tattica sulla quale si dirà di più in seguito.
A febbraio, Israele, intanto ci ricade di nuovo.
Mosso dalla disperata ricerca del suo falso moshiach, Israele ha iniziato di nuovo ad attaccare l’Iran, e il presidente americano ha scelto nuovamente la via delle cosiddette “apparenze”, in base alle quali si sarebbe schierato al fianco dello stato ebraico, mentre intanto remava nella direzione opposta attraverso la rimozione delle sanzioni sul petrolio iraniano accompagnata da dichiarazioni di distruzioni di obiettivi militari iraniani, senza però che queste trovassero riscontro nella realtà dei fatti.
Il verdetto sul campo non lasciava spazio alle interpretazioni.
Nessuna base missilistica iraniana veniva distrutta dagli Stati Uniti, nessun rifornimento alla contraerea israeliana veniva fornito da Washington, che ha lasciato molto semplicemente Israele in balia dei missili iraniani.
I depistaggi di Trump contro nemici e falsi amici
Trump doveva però prima assicurarsi di mandare i suoi avversarsi in un vicolo cieco prima della chiusura della crisi.
Occorreva un diversivo, una distrazione quale il tweet citato poco fa che costringesse gli avversari ad uscire allo scoperto, come poi puntualmente accaduto.
Gli organi di stampa nelle mani dei vari signori del sionismo ci sono caduti in pieno.
I tamburi di guerra hanno iniziato a rullare nelle varie redazioni che battevano false veline su una fantomatica invasione di terra americana dell’Iran, non tanto nella convinzione che il presidente americano volesse davvero scegliere una strada così suicida per salvare Israele, ma piuttosto per destabilizzare, per far credere all’opinione pubblica che Trump non era molto diverso da Bush, già distruttore del Medio Oriente negli anni 2000 su mandato del famigerato gruppo sionista dei neocon.

Il Times of Israel scriveva della imminente invasione di terra dell’Iran
C’era però da occuparsi dell’altra faccia della luna della disinformazione, quella dei falsi conservatori dove pullulano i lupi vestiti da agnelli.
I disinformatori anti – Trump e il Mossad
Su X, la giornata del 7 aprile, si è avuto un saggio delle tattiche seguite da questi agenti della destabilizzazione.
Quel giorno c’è stata una lenzuolata di tweet scritti da personaggi come Tucker Calrson, Candace Owens, Alex Jones e Marjorie Green, ognuno dei quali si impegnava a chiedere con forza l’utilizzo del 25° emendamento, l’arma per dichiarare Trump come “infermo di mente” e sostituirlo in quello che non sarebbe stato altro che un colpo di Stato.

I falsi giornalisti conservatori chiedevano all’unisono la rimozione di Trump
Costoro sono i citati lupi vestiti da agnelli.
Si prenda, ad esempio, Carlson, uomo vicinissimo alla CIA, già iscritto al partito democratico fino al 2020, alle dipendenze di un canale ultrasionista come Fox News, e che non ha esitato a dire che il presidente Trump aveva intenzione di scatenare una guerra atomica a Teheran.
Alex Jones suonava lo stesso spartito.
Il “giornalista” americano si dava molto da fare per chiedere di invocare il 25° emendamento, seguito dalla disgraziatissima Candace Owens, altra democratica della prima ora, sostenitrice di Israele fino all’altro ieri, alla quale è stato cucito addosso l’abito di giornalista in opposizione allo stato ebraico, mentre tali depistatori sono parte, chiaramente, di uno sforzo di disinformazione diretto proprio da Tel Aviv.
C’è stata e c’è tuttora una ferocissima guerra della informazione tra Trump e lo stato ebraico.
Nonostante le reciproche pacche sulle spalle, le dichiarazioni di stima e amicizia, Israele aveva già compreso molti anni addietro che il presidente voleva disimpegnarsi dal Medio Oriente.
Non c’era altra via dunque che agire dall’interno del movimento MAGA attraverso degli infiltrati che si dichiaravano a favore di Trump, ma che in realtà agivano e agiscono come seminatori di zizzania, agenti della disinformazione con il solo scopo di demoralizzare e disgregare il fronte trumpiano pur di facilitare così il ritorno al potere di un presidente democratico o repubblicano neocon in grado di ripristinare il vecchio status quo.
Le rapidissime conversioni sulla via di Damasco di Carlson, Owens, Greene e Jones, divenuti improvvisamente estramamente loquaci su Israele e il sionismo sono il risultato di tale strategia, quando qualche anno fa, costoro erano silenti sui crimini del sionismo così come nulla dicevano riguardo al giro pedofilo del Mossad di Epstein, arrestato su ordine di Trump nel 2019 e cacciato dallo stesso Trump anni prima per aver molestato una minorenne in uno dei suoi club.
Carlson, Owens, e Jones invece si sono premurati di gettare fango addosso a Trump, tanto da associare Trump a quel giro pedofilo, sgominato dal presidente che si è seduto pazientemente sulla riva del fiume e ha fatto uscire allo scoperto i suoi nemici.
Il tweet è stato l’esca perfetta al quale tali stolti hanno abboccato, non differentemente dagli epigoni italiani di questi ciarlatani, i quali si sono dati molto da fare per depistare quella sempre più ristretta platea di lettori ancora inebetita dalle loro bugie, tanto da provare a riesumare lo spettro del “lockdown energetico” e del defunto Grande Reset, evocato, periodicamente, da tali falsari dal 2022 ad oggi, su precisi ordini degli apparati dei servizi che li gestiscono.

Lo spauracchio del lockdown energetico
Un “lockdown energetico” che non è mai stato una possibilità reale, soprattutto se si fosse spiegato al pubblico che lo stretto di Hormuz non è mai stato chiuso, e che molte delle navi non attraversavano quel tratto di mare non perché Teheran glielo impedisse ma perché le compagnie assicurative di Londra hanno sospeso arbitrariamente il pagamento dei premi assicurativi.
Una delle prime vittime, ancora una volta, della guerra è stata la verità, seppellita sotto un tappeto di bugie e depistaggi terroristici.
Trump ha spazzato tuttavia via questa disinformazione in un colpo solo.
Si è seduto sulla riva del fiume ad aspettare i cadaveri dei suoi nemici, agenti del caos pilotato dal Mossad e dalla CIA, mentre intanto imbrigliava lo stato ebraico tramite un accordo con l’Iran che di fatto ha riammesso Teheran nella comunità internazionale.
La guerra contro l’Iran che ha aiutato l’Iran
Nel corso della “guerra” contro l’Iran, Trump ha fatto tutto quello che il capo di una potenza in guerra presumibilmente contro un’altra non avrebbe dovuto fare.
Il presidente ha prima rimosso le sanzioni sul petrolio iraniano e, dopo aver accettato i 10 punti della proposta di Teheran, ha tolto ogni sanzione economica alla teocrazia islamica.
Volge così al termine il lungo embargo economico iniziato ai tempi della amministrazione del democratico e uomo del Bilderberg, Bill Clinton, una decisione storica che è avvenuta nel mezzo di uno dei momenti, quale quello della crisi tra Stati Uniti ed Iran, che sulla carta mai avrebbe dovuto portare al disgelo tra Washington e Teheran.
Si può vedere quindi come la bussola della diplomazia trumpiana non sia mai stata puntata nella direzione di Tel Aviv, che l’ultima cosa che desiderava dalla sua folle guerra contro l’Iran era quella di far avvicinare l’amministrazione Trump agli ayatollah.

Il figlio dell’ayatollah Khamenei già riconosciuto da Trump
I risultati della crisi in Medio Oriente sono comunque indubbiamente questi.
Sono apparentemente paradossali, poiché gli Stati Uniti ufficialmente in guerra contro l’Iran hanno aiutato l’Iran e hanno invece lasciato al suo destino Israele.
Se si fosse vittime di miopia o di presunzione, si potrebbe pensare che il risultato della crisi iraniana sia stato un effetto collaterale non calcolato da Trump, il quale si sarebbe mosso non in base ad una sua precisa strategia, piuttosto sull’onda dell’improvvisazione, ma questa sciocchezza la si può lasciare ai Travaglio e agli Scanzi, brutte copie di Repubblica, che hanno apostrofato Trump come “un pazzo criminale”.
Donald Trump sapeva chiaramente già quello che voleva da questa crisi sin dalle prime battute.
Sapeva che Israele avrebbe cercato ancora una volta lo scontro suicida con l’Iran, ma non si è fatto trascinare nel gioco al massacro dello stato ebraico, lasciandolo in balia delle sue derive messianiche e arrivando alla chiusura di un accordo che oltre ad non aver toccato in nessun modo la teocrazia islamica, l’ha, come detto poco fa, rafforzata.
Sapeva anche che la NATO non avrebbe risposto alle sue richieste di assistenza contro l’Iran, consapevole che il Patto Atlantico non gli avrebbe dato alcun reale aiuto, vista la sua intenzione di non rovesciare il governo degli ayatollah.
L’esca anche qui è stata posta con cura dal presidente.
Una volta ricevuto lo scontato rifiuto di Bruxelles a partecipare alla crisi iraniana, Trump ha fatto sapere che gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione l’uscita dalla NATO, una decisione in realtà già presa nel corso di una riunione del suo gabinetto, sulla quale si disse di più in un precedente contributo.
Washington abbandonerà così il Patto Atlantico, già scaduto ai tempi del muro di Berlino, senza dimenticare che gli Stati Uniti proseguiranno il desiderato ritiro dal Medio Oriente, facilitato da Teheran che ha bombardato basi americane vuote da settimane, con viva soddisfazione del presidente Trump, che non vuole più spendere un centesimo per presidiare Israele e le sue derive imperialiste.
Compresa così la micidiale astuzia del magnate newyorchese, a Bruxelles si è diffusa una sensazione di sconforto, consapevoli che nulla potrà fermare il presidente americano dalla sua ferma volontà di smantellare la NATO.
A Tel Aviv l’atmosfera è altrettanto pesante, densa delle dichiarazioni ostili contro Trump, accusato di aver beffato lo stato ebraico.

Tziva Foghel, capo della commissione della sicurezza nazionale della Knesset accusa Trump di essere uscito fuori dalla crisi in Medio Oriente come una “papera
Israele e le trame eversive contro Trump
Se Israele riuscisse a trovare del buon senso nel mare del suo delirante sionismo messianico, cercherebbe una uscita ragionevole dalla crisi da essa innescata per evitare danni ancora maggiori di quelli già subiti fino ad ora, ma di ragionevolezza in Israele ce n’è poca, tanto che non può escludersi una nuova tessitura di qualche altra trama cospirativa per rovesciare il presidente, come già accaduto in passato.
Uno sguardo a tutta la interminabile serie di tentativi di assassinio del presidente o di colpi di Stato elettorali, rivela infatti la costante presenza della lobby sionista.
A Butler, ad esempio, l’aspirante assassino di Trump, Thomas Crooks, risultava essere uno studente del fondo di investimenti BlackRock, nel quale ci sono gli immensi capitali della famiglia Rothschild, dei Rockefeller, dei Morgan e degli altri signori della Federal Reserve Bank.
BlackRock dispone di una personalissima milizia di mercenari, utilizzata di volta in volta per uccidere leader politici, giornalisti o uomini di affari, divenuti d’intralcio per gli affari del serbatoio dell’economia mondiale.
Thomas Crooks non viene dal nulla.

Thomas Crooks
Crooks con ogni probabilità era un cosiddetto agente MK-Ultra, un soggetto sottoposto alle tecniche di controllo mentale studiate dalla Central Intelligence Agency, e addestrato come sicario da tali ambienti.
Quel giorno, i cospiratori erano così sicuri che il presidente sarebbe stato ucciso che iniziarono a muovere ingenti capitali dei loro fondi di investimento, in particolare l’Austin Investment Fund, verso delle scommesse al ribasso contro la società mediatica di Trump, certi del suo crollo in borsa dopo la morte del leader del movimento MAGA.
A Mar-a-Lago, solo due mesi dopo quel tentato omicidio, un altro aspirante assassino, Ryan Routh, addestrato nella caserma di Fort Bragg, nella Carolina del Nord, e intermediario dei nazisti di Kiev, a loro volta in strettissimi rapporti con Israele, cercò di uccidere il presidente nascosto dietro un cespuglio del suo campo da golf, prima che un agente del servizio segreto vedesse la canna del suo fucile spuntare dalla vegetazione.
Un altro inquietante episodio si è verificato nuovamente nella residenza di Trump lo scorso febbraio, e sul quale questo blog è stato in grado di dare una esclusiva internazionale, non raccontata da nessun organo di stampa, tantomeno da quelli alternativi.
La notte di domenica 22 febbraio un giovane, tale Austin Tucker Martin, si è introdotto nottetempo nella residenza del presidente.

Austin Tucker Martin
Secondo il servizio segreto della Casa Bianca, Trump quella notte sarebbe rimasto a Washington, ma in realtà il presidente si trovava lì, e Martin, armato di un fucile, di una tanica di benzina, e di una siringa avrebbe cercato di assalire Trump iniettandogli una sostanza prima di essere abbattuto dal servizio segreto.
La tentata somministrazione ha comunque provocato al presidente quella escoriazione che gli è comparsa sul collo nei giorni successivi all’agguato.
Il servizio segreto ha preferito per chiare ragioni di opportunità di non rendere noto l’accaduto per non destabilizzare il Paese, considerati i reiterati tentativi da parte della stampa americana di divulgare false informazioni allarmistiche sulla salute del presidente.
Sul tavolo c’è comunque una evidenza incontrovertibile.
C’è chiaramente una guerra senza quartiere da parte dell’apparato mondialista e sionista contro il presidente Trump, ma ogni tentativo fino ad ora è fallito, sventato soprattutto forse da una mano della Provvidenza che in più di un’occasione ha compiuto dei veri e propri miracoli, come accaduto il 13 luglio del 2024, quando il leader MAGA si salvò per un prodigio nel giorno di una della apparizioni di Fatima.
L’accordo tra Trump e l’Iran è l’ultimo capitolo di questo scontro che ora sembra essere entrato nella fase decisiva.
Trump sembra aver fatto davvero scacco matto allo stato di Israele.
Se lo stato ebraico non dovesse fermarsi, corre il rischio di andare incontro ad una disfatta ancora più disastrosa di quella del 70 d.C., quando Tito distrusse il tempio di Gerusalemme.
La storia lascia dietro di sè sempre lezioni, ma sembra che qualcuno si rifiuti di impararle.
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Come sempre esaustivo nel migliore dei modi! Complimenti per la chiarezza nell’esporre i fatti che molti non comprendono o non accettano .
Ti ringrazio, Wok.
Buongiorno, tutto fila, rimane purtroppo per noi cittadini, la morsa di questa ue che complici media e politici corrotti racconta una falsa narrazione e vessa grazie a questa di fatto la popolazione. Auspico il crollo di Bruxelles ma non lo vedo così facile nei fatti ed immediato. Saluti
Salve, Max, il crollo della NATO sarà una valanga che si porta via tutto. L’UE sarà travolta a sua volta.
Spero presto… continua così che di giornalismo a comando ne abbiamo fin sopra i capelli…buon proseguimento!!!
Grazie Nello.
forse farà parte del disegno di Trump male costanti forniture di armi ai Sionisti non sono prodromi di stabilizzazione del medioriente vista fra l’altro le scaramucce con la Turchia.
I rubinetti delle forniture americane sono chiusi da un pezzo. Basta vedere la mancanza di rifornimenti alla contraerea israeliana.
La follia di Trump si sta rivelando molto pericolosa. A seguito del blocco di Hormuz ci sara’ un ulteroore forte aumento dei carburanti e la Cina si appresta ad intervenire, giustamente, per rimuovere il blocco del bullo americano. Il mondo e’ stufo degli atti del banditismo di rapina di Trump.
Hormuz non era bloccata né prima né adesso. Il mondo è studo della disinformazione che tu ripeti.
Lei è troppo ottimista, ma spero abbia ragione. I tentacoli del Mossad, ai quali aggiungerei quelli del MI6, sono troppo estesi e credo che solo iniziative pari alle loro potrebbero debellare questa metastasi.
Nuovamente con il mantra dell”ottimismo”. Ho esposto dei fatti, non delle teorie. Sono lì, per chi vuole prenderli in considerazione..
Buongiorno,
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/iran-teheran-riapertura-hormuz-italia-chieda-stop-aggressione-usa-israele_1TEJgNaxgf5w4xslWP0vtt
Il link puoi anche ometterlo anche se sarebbe opportuno di no, comunque non ha importanza, comunque quello che intendo e’ che non considero ciò che scrive il sito in questione, sappiamo il perché, ma piuttosto prendo in considerazione ciò che dice nel sito l’ambasciata iraniana dove parla appunto del fatto che venga chiesto di smetterla di essere bombardati da usa e israele per riaprire hormuz…. E’ l’ ambasciata iraniana stessa che parla nel link.
Quindi, l’ambasciata iraniana in Italia e’ informata e sta solo avallando/reggendo la dissimulazione di facciata di Trump? L’ ambasciata sa del bluff?
Saluti
Hormuz non è mai stato chiuso. L’ho spiegato nel pezzo. La dichiarazione dell’ambasciata iraniana fa parte della strategia concordata con Trump. C’è tutto scritto nel pezzo…
Ok, grazie 👍🏻💯
Buona giornata.
L’ho sempre detto che Trump è un giocatore di scacchi a 5 dimensioni megagalattiche!
Difficile per me pensare che Trump sia contro il sionismo, dopo questi attacchi al fianco di Israele ed atteggiamenti.
Praticamente di tutti i fatti esposti non te n’è arrivato nemmeno uno. Ne prendo atto…
Ciao Cesare.Da sottolineare che dallo stretto di Hormuz passa quasi tutto il petrolio destinato all’ Asia e in particolare la Cina.Percio’ mi pare evidente che la falsa controinformazione e il mainstream stanno cercando un lockdown energetico sul nulla.Se fossimo in una partita di tennis saremmo con Sacchetti vs Travaglio 6 0 6 0 6 0
Salve Cesare,il ruolo della (dis)informazione è decisivo. In Italia ne sappiamo qualcosa, visto che anche di recente una sacrosanta riforma dell’ordine giudiziario, che da noi decide i destini massonici del Paese, è stata neutralizzata da una disinformazione seriale e dal movimentismo menzognero della sinistra, traditrice del paese e serva dei desiderata dei Dem Usa e Ue. Allora mi chiedo, poiché le leve economiche della disinformazione attingono dai finanziamenti della galassia di società, ong ecc. dei $oro$ e simili, come mai si è fatto così poco per neutralizzarle?
Leggo i suoi articoli sempre con grande fascino, quasi come se stessi guardando uno spettacolo, magari con una busta di popcorn. Dovrebbe davvero vendere i suoi contenuti a dei produttori: ne verrebbe fuori una serie tipo X-Files. Sarebbe un successo clamoroso, e farebbe anche palate di soldi — peccato solo per la disinformazione che promuove.
Mi chiedo come sia possibile affermare che Candace Owens sia una sostenitrice dello Stato di Israele, quando da anni attacca apertamente in televisione rabbini sionisti. Oppure sostenere che Carlson sia un democratico, quando alle ultime elezioni ha votato Trump. Siamo al puro delirio.
Per non parlare dell’articolo in cui afferma che Netanyahu sia in coma farmacologico a causa di missili yemeniti che avrebbero colpito il suo Boeing 787 mentre rientrava dagli Stati Uniti. Per dignità professionale, quell’articolo dovrebbe essere ritirato.
Non si capisce nemmeno come possa continuare a sostenere che Trump stia “giocando a scacchi” contro un presunto impero sionista, quando suo genero Kushner fa chiaramente parte di quell’ambiente. Lo stesso vale per Paula White, la sua “direttrice spirituale”, anch’essa notoriamente schierata.
Suvvia, non perdiamo il senso della misura. Ciò che colpisce di più è che nei suoi articoli non si fa alcun cenno alle conseguenze umanitarie delle politiche che difende: le vittime civili, donne e bambini che ogni giorno muoiono nei conflitti a Gaza, in Libano e in Iran.
Guardi, Lanzani, lei farebbe meglio a tacere perché chiaramente non sa nemmeno di cosa parla. Ad esempio, la Owens, negli anni passati, difendeva Israele strenuamente, ma ovviamente lei non ne sa nulla, perché si alza la mattina e scrive la prima cavolata che le passa per la mente senza nemmeno andarsi a informare. Su Carlson, altra prova di ignoranza, perché è stato iscritto ufficialmente al partito democratico, ha votato la Clinton e Biden, e ha detto persino che non ci fu nessuna frode nel 2020. Vede che non sa quello che dice? Vede che farebbe meglio a stare zitto? Per non parlare di Kushner, allontanato da tempo e consegnato al ruolo di portalettere che non decide nulla. Su Netanayhu, anche qui vedo che vuole fare brutte figure. Che lo stato di Israele stia usando IA e sosia, è cosa nota da un pezzo, specialmente nell’ultimo periodo, visti i clamorosi errori. Scriva lei a X-Files e magari si proponga da protagonista nalle parte di qualche alieno.
Cesare, il problema non è “stare zitti”, ma restare sui fatti.
Su Candace Owens: le sue posizioni negli ultimi anni sono pubbliche e facilmente verificabili, e non coincidono con la narrazione che proponi.
Su Tucker Carlson: tirare fuori vecchie registrazioni elettorali ignorando il suo posizionamento attuale non chiarisce nulla, è solo selezione conveniente.
Su Jared Kushner: ridurlo a figura irrilevante è una tua opinione, non un fatto dimostrato.
Quanto a Benjamin Netanyahu “sosia creati con IA”, qui usciamo completamente dal campo della discussione seria. Senza prove verificabili, restano affermazioni infondate.
Se vuoi contribuire al dibattito, porta fonti solide e verificabili. Altrimenti resta solo un elenco di accuse e teorie che non reggono a un minimo controllo.
Lanzani, tu e i fatti siete due entità separate. La Owens ha iniziato a parlare di Israele solo negli ultimi 3 anni. Dal 2010 al 2019, era a favore di Israele, e prim’ancora era democratica. Se non sei informato, meglio tacere.
Su Carlson, ti copri ancora più di ridicolo perché non parliamo del Mesozoico, ma del 2020. Ha votato tutti i candidati democratici e odiava Trump, come emerso chiaramente dai suoi messaggi di testo. Kushner non ha incarichi. Per quanto tu ti sforzi di farlo sembrare per quello che non è, non conta niente perché non decide proprio nulla. Sull’IA di Netanyahu: una persona dotata di buona vista, e soprattutto di buona fede, si sarebbe accorta dei grossolani errori dell’IA di Bibi, tanto da fargli avere sei dita. Tutto quello che ho scritto si basa su fonti “solide e verificabili”, a differenza di te che parli senza sapere ciò che scrivi.
ahahah…grande Cesare :))) ” …protagonista nella parte di qualche alieno”: ho riso per almeno mezzo minuto ah ah ah
“Tieniti stretto i tuoi amici e ancor di più i tuoi nemici”
Trump ha usato proprio questo mezzo per smascherare parecchi nemici.
Vedi i tre che hai citato Cesare, Alex Jones, Candace Owens, Tucker Carson
Io direi che ha lanciato una bella sfida ai vari ‘controinformatori’ sparsi in ogni dove, Italia inclusa.
Grazie Cesare, come sempre disanima chiara, pulita e comprensibilissima da tutti
Ti ringrazio, Maria.
Buongiorno Dott. Sacchetti. Complimenti per il suo lavoro così accurato e ben documentato. Per quanto il suo sia il solo blog che riporta questo tipo di informazione (almeno per quanto di mia conoscenza) effettivamente quella che lei propone è l’unica griglia interpretativa credibile.
E’ realmente difficile credere che Trump sia un povero sciocco, che è stato preso in giro dal MOSSAD, che gli aveva fatto credere che avrebbe vinto subito contro un Iran impreparato.
Il mantra che Trump è schiavo di Netanyahu per via dei file Epstein è abbastanza inverosimile.
Se Trump era uno Yesman come Biden che bisogno c’era di fargli gli attentati?
Addirittura uccidere Kirk.
Mi chiedo cosa sarebbe successo in America (ed in Europa) se Trump avesse scelto di attaccare frontalmente Netanyahu ed il sionismo.
Dubito che avrebbe potuto vincere contro il Deep State e tutto il sistema sionista.
Invece ha portato il coccodrillo (Sion) fuori dalle acque torbide.
Nelle acque limpide della verità svelata, il coccodrillo non è più pericoloso. E si stanno vedendo gli effetti.
Il ritiro (graduale) delle truppe americane dal Golfo faceva parte del documento programmatico National Security Strategy (NSS) pubblicato nel 2025, anche se Israele (Sion) non lo avrebbe mai permesso. Adesso le basi sono inutilizzabili, per chissà quanto tempo.
Inoltre la propaganda di Trump contro il nuovo Kamenei, a favore dei Leader scelti dall’America non poteva che avere l’effetto di blindare la leadership iraniana e compattare il popolo, in barba alle manifestazioni dei sostenitori del figlio dello Scià.
Mi chiedo quanti sono stati gli americani realmente uccisi in questa operazione, e da chi? Dall’Iran o da Israele? Quanti sono stati i morti israeliani e che danni hanno subito i territori occupati?
Il tempo ci darà risposte, in quanto la verità ha il vizio di venire sempre a galla.
Nel frattempo la ringrazio per il suo utilissimo lavoro e la prego di continuare con questa dedizione e questo coraggio.
P.S. Lascio a lei la scelta se pubblicare questo mio intervento. Lo consideri un personale messaggio di stima. Cordiali saluti
La ringrazio, Salvatore. Vedo che anche lettori acuti e di buon senso vedono che la narrazione di un Trump “sionista” è piena di buchi e non sta in piedi alla prova dei fatti.
a parte la velata apologia di Trump come “mano destra” di Dio, quasi capace di prevedere gli eventi e gli sviluppi futuri di una guerra in appoggio ad un esaltato psicopatico anticristiano (cosa non rispondente alla realtà per le numerose sfuriate e licenziamenti del POTUS negli ultimi tempi, che denotano un nervosismo da impotentia coeundi), la volontà trumpiana di compiere il “minore dei mali” si scontra con un prezzo da pagare altissimo, dato dalle numerose vittime innocenti del delirio di onnipotenza di Netaniahu (lo psicopatico di cui sopra) e dai suoi sodali intrisi di millenarismo ebraico. Dio non si allea mai col nemico antico, nè scende a patti con esso per i suoi disegni divini, e chiunque lo fa, prefigura un Dio debole, alla mercè delle paturnie sataniche. Trump, il vero debole della situazione, avrà sulla coscienza le migliaia di bambini morti per non aver fermato un genocida, nonostante il cielo gli abbia concesso una seconda possibilità
Ma Trump non si è alleato con lui. Il punto è proprio questo. Ha agito sin dal principio per disinnescare questa mina impazzita che è lo stato di Israele. I risultati della sua politica ora sono visibili a tutti. Sta firmando un accordo con l’Iran e sta praticamente finanziando la teocrazia islamica.
quindi per disinnescare una bomba la fai esplodere… presupponi un disegno divino che è antiCristico, e anche se alla fine “non prevalebunt” la ferita sarà profonda, come il papato di Francesco ti ha dimostrato; ricordati che Giuda non è stato perdonato, perchè la possibilità di scegliere, il libero arbitrio, è una responsabilità, non una concessione. Trump ha deciso di difendere la sua famiglia ma, nonostante i suoi sforzi, da solo non potrà vincere
no, sei tu che parli di esplosioni..Ma mi sembra che non ci sia molta logica in quello che scrivi. Addossi a Trump i crimini di Netanyahu, quando Trump è stato quello che ha messo fine al massacro di Gaza, togliendo ad Israele il giocattolino di Hamas.
Che Dio l’assista sempre dott Sacchetti .Guardo solo Fox News in Canada e ,francamente ,non conoscevo la vera realtà redazionale e non ero al corrente dei danni provocati al Presidente nell’ultimo attentato.Vi saluto.
Ti ringrazio, Vincenzo.
Quando Trump pubblicò il video del “Gaza Riviera Beach” ha dimostrato la sua strategia mediatica.
Il progetto non aveva nessun criterio ingegneristico- architettonico, urbanistico, strutturale o ambientale.
Semplicemente gli addetti ai lavori si resero conto che NON è un progetto redatto da studi tecnici di ingegneria, ma da sviluppatori di video games…
Non è un progetto, ma una semplice ambientazione di un videogioco. Non sono mancate le speculazioni e i giudizi morali di sedicenti “analisti” da social.
Tuttavia dopo quel video nessun giornalista filo sionista ha più avuto il coraggio di usare il mantra logoro e peloso secondo cui “Israele ha il diritto di difendersi da Hamas (anche bombardando i neonati nelle incubatrici!!)”
Dopo la frase apparentemente assurda secondo cui Trump pretendeva che il “Regime iraniano deve essere gradito all’America”, facendo intendere che l’America (e Sion) voleva Reza Pahlavi (notoriamente debosciato) e non Kamenei, le proteste di piazza a Teheran divennero presto un ricordo ed il cambio di regime impensabile. Cioè Trump ha semplicemente BLINDATO il regime di Kamenei.
C’è ancora qualche sciocco che dice: “Il povero Trump si è dato la zappa sui piedi…”
In realtà la zappa gli è “scivolata” sui piedi di Netanyahu.
Il giornalista Nicolai Linin riporta (da fonti non confermate, è giusto ricordarlo) che la situazione in Israele è drammatica. A quanto sembrerebbe (condizionale d’obbligo) molte aree dei territori occupati sono state ridotte peggio di Gaza dai missili iraniani.
I giovani israeliani non vogliono più arruolarsi e molti coloni stanno cercando di scappare per tornare in Europa o in America (altro che Grande Israele…).
Inoltre molti popoli dell’occidente collettivo si stanno lentamente svegliando, nonostante il servile “zerbinaggio” dei propri leader.
Se dobbiamo guardare la vicenda secondo la prospettiva escatologica Sionista Sabbatea Frankista, c’è da chiedersi come farà il loro “Moshiach” (o Anticristo) a chiedere agli Sciiti di demolire la Moschea per ricostruire il “Terzo Tempio”?
In parole più semplici, non sappiamo se effettivamente l’Anticristo (o Moshiach) sta già camminando nel mondo, tuttavia sembra che la loro visione escatologica si stia rivelando per loro stessi, una grossa fregatura…
Come disse un tale: “Portae inferi non praevalebunt…”
Buongiorno, articolo molto accurato e interessante. In questo contesto come si inquadrerebbero le altisonanti dichiarazioni contro Papa Leone? E inoltre pensi che quest’ultimo sia consapevole di questo quadro e lo assecondi? Grazie mille in anticipo.
Salve Luigi, in tutta sincerità mi sembrano telefonate come la risposta di Leone a Trump. I media stavano cercando di costruire una crisi tra Trump e Leone i giorni precedenti, e dal nulla è arrivato questo tweet di Trump che ha spiazzato i vari oppositori bergogliani di Leone. Ora se vorranno andare pubblicamente contro Leone, rischiano di ritrovarsi, paradossalmente, dalla parte di Trump.
Spero sia così, anche se al momento la penso come Pecchioli.
Spero che si sbagli.