di Cesare Sacchetti Improvvisamente, taluni hanno scoperto una vocazione “cristiana” che mai...
L’irruzione a Mar-a-Lago e l’allarme bomba alla Trump Tower: Trump vittima di due attentati?
di Cesare Sacchetti
Se n’era parlato due settimane fa, il 22 febbraio, a pochi giorni dal deflagrare della crisi in Medio Oriente, quando Israele ha deciso di scatenare un’altra guerra all’Iran pur di far fallire i negoziati tra gli Stati Uniti e l’Iran sul nucleare.
Un giovane, il 21enne, Austin Tucker Martin, si è introdotto quel giorno nella residenza in Florida, a Mar-a-Lago, del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Secondo quanto riportato dalla Casa Bianca, il presidente in quel momento non si trovava lì, ma in realtà il comunicato stampa non risulta aver riportato l’esatta ricostruzione dei fatti per probabili ragioni di sicurezza nazionale, come si vedrà meglio in seguito.

Agenti di guardia a Mar-a-Lago
Anthony Guglielmi, uomo del servizio segreto, riferisce che Cameron aveva con sé un fucile e una tanica di benzina.
Il giovane sarebbe stato visto dagli uomini del servizio segreto che sorvegliano il perimetro di Mar-a-Lago, intimandogli di fermarsi e di posare a terra l’arma che aveva con sé.
Austin non si sarebbe fermato.
Gli agenti del servizio segreto a quel punto non avrebbero avuto chiaramente scelta.
Hanno aperto il fuoco sull’intruso che era entrato lì per eseguire un piano quale quello di tentare di assassinare ancora una volta il presidente degli Stati Uniti.
Austin Martin: fantasma MK-Ultra?
Austin Tucker Martin è un fantasma. Di lui si sa poco o nulla.
La sua cosiddetta “impronta digitale” nell’era di Internet è pressoché inesistente.
Secondo quanto trapelato fino ad ora, il 21enne originario della Carolina del Nord, aveva una sorella, Caitlin, morta nel 2023 in un incidente stradale, anche se non c’è un messaggio di cordoglio o un necrologio che parli della giovane, così come nulla si sa dei genitori di Austin e di suo fratello, Jacob.
Sembra che in questo piccolo paesino americano di sole 244 anime, ci sia una famiglia fantasma che non ha lasciato tracce della sua presenza, del suo lavoro, della sua attività sociale, sino a quando un giorno Austin ha lasciato la sua casa per tentare di uccidere il presidente degli Stati Uniti per ragioni sulla carta ignote, ma che rientrano in realtà in un gioco ben più grande di questo 21enne della Carolina del Nord.
Austin T. Martin aveva tutto il profilo del classico agente MK-Ultra.

Austin Tucker Martin
Si tratta del famigerato programma della CIA per addestrare schiavi del pensiero, soggetti che vengono sottoposti a tremendi traumi e torture, inflitti per “infrangere” la psiche delle persone in più compatimenti stagni, impedire che queste perdano la ragione per le violenze subite, e infine programmare la psiche a piacimento di quei personaggi che gestiscono tali programmi, come il famigerato tenente colonnello dell’esercito americano, Michael Aquino, già membro della Chiesa di Satana di Szandor LaVey e fondatore in seguito di un’altra chiesa di stampo satanico, come il Tempio di Set.
Austin è stato probabilmente scelto per tale ragione.
E’ stato scelto perché spesso questi soggetti sono dei veri e proprio sconosciuti, cresciuti con famiglie che spesso non sono le loro, e “allevati” dalle varie agenzie di intelligence che si premurano di addestrarli sin dalla prima infanzia, come accaduto a due famose vittime dei programmi di controllo mentale, come Paul Bonacci e Cathy O’Brien, entrambi programmati per essere resi schiavi sessuali sin dalla tenera età.
Austin esce così dal nulla che lo circondava e va ad affrontare la “missione” più importante della sua vita, ovvero quella di essere un altro ennesimo aspirante assassino di Trump.
Austin ha cercato di avvelenare Trump?
Secondo una informativa dei servizi britannici, il presidente degli Stati Uniti era effettivamente lì, a Mar-a-Lago, e il 21enne della Carolina del Nord aveva con sé oltre al fucile e ad una tanica, una siringa, anche se questo ultimo dettaglio non è stato reso noto.
Martin sarebbe riuscito ad avvicinarsi a Trump, ad assalirlo, per provare ad iniettare a Trump un qualche agente chimico per provare probabilmente ad avvelenarlo.
Ci sarebbe stata una colluttazione tra il presidente e il giovane, fino a quando gli agenti del servizio segreto non sono riusciti a uccidere l’aspirante assassino.
A Mar-a-Lago, quindi lo scorso 22 febbraio, sarebbe successo qualcosa di molto grave, tale da spiegare quella cicatrice e quelle escoriazioni comparse di recente sul collo del presidente, che, a detta del dottore della Casa Bianca, sarebbero il risultato dell’applicazione di una crema topica, una motivazione ufficiale per nascondere una realtà purtroppo molto più inquietante.

L’escoriazione di Trump
Si ignora che tipo di agente chimico sia stato iniettato nel corpo del presidente, e quanto di esso sia finito nel suo organismo, ma i tratti dell’operazione assomigliano molto ad uno di quegli avvelenamenti dei quali proprio i servizi britannici hanno dato prova in più di un’occasione, attraverso una serie di omicidi di disertori russi al libro paga del MI6, tra i quali il famigerato Alexander Litvinenko, attribuiti invece dalla stampa Occidentale ai servizi russi del FSB, nel tentativo di occultare il più classico dei false flag.
Il precedente di Butler
I mandanti di questo omicidio risultano essere gli stessi del tentato omicidio di Butler.
Sulla distesa della cittadina della Pennsylvania, il 13 luglio del 2024, giorno dell’anniversario dell’apparizione di Fatima, ancora una volta si assistette ad un piano per eliminare il presidente degli Stati Uniti.
Sul tetto di una vetreria di proprietà del famigerato fondo di investimenti, BlackRock, saliva indisturbato Thomas Crooks, un 20enne del posto, del quale si sa ancora oggi pochissimo, se non che aveva partecipato al programma di studi di BlackRock, una presenza che ricorre spesso nei tentativi di omicidio ai danni di Trump.

Thomas Crooks
Gli elettori di Trump che si sono radunati quel giorno per assistere al suo comizio hanno segnalato più volte alla polizia locale che c’era qualcuno sdraiato su quel tetto dotato di un fucile AR-15, che verrà poi usato per sparare contro il presidente.
Gli ufficiali di polizia di Butler però non intervengono.
Lasciano che l’uomo prenda la mira e spari.
La pallottola esce dal fucile di Crooks e non centra la testa del presidente soltanto perché Trump muove all’ultimo istante la testa per leggere un cartellone sotto di lui, un’azione provvidenziale che gli salva la vita.
A Butler avviene un vero e proprio miracolo, ma dopo la prima pallottola ne partono altre che uccidono l’eroico pompiere Corey Coomperatore, il quale fa schermo con il suo corpo per salvare la sua famiglia.

Trump ferito dopo l’attentato di Butler
Un altro proiettile finisce contro il motore di un trattore nei pressi del palco, che dopo lo sparo, inizia a schizzare acqua in aria.
Crooks viene ucciso dal cecchino dei servizi segreti con grave ritardo, e forse non era nemmeno solo perché sulla torre dell’acqua distante 135 metri circa dal palco, è stato visto un altro uomo, un secondo cecchino che avrebbe a sua volta sparato, ma Trump a quel momento era già in terra, coperto dagli agenti del servizio segreto giunti comunque con troppa lentezza per fargli schermo.
Crooks sembra essere come Martin. E’ un altro fantasma.
La sua impronta digitale è pressoché inesistente.
La sua famiglia stranamente denuncia la sua scomparsa nonostante quel giorno il giovane fosse uscito per andare al lavoro.
La zia di Martin fa lo stesso.
Il 21enne esce di casa il 21 febbraio, il giorno prima del suo arrivo in Florida e del suo tentativo di omicidio contro Trump.
La madre denuncia la scomparsa del giovane, e la polizia locale si mette subito sulle sue tracce tanto da pubblicare subito un volantino per denunciare la sua presunta assenza, nonostante Austin non fosse certo scomparso da molti giorni.

L’annuncio della polizia di Carthage sulle ricerche di Martin
Martin è chiaramente giunto dalla Carolina del Nord alla Florida per una missione suicida, perché gli agenti MK-Ultra sono programmati per portare a termine la missione, qualsiasi essa sia, e se c’è l’ordine di terminarsi alla fine del “lavoro”, lo fanno perché sono purtroppo vittime di programmi mentali che li hanno resi completamente schiavi di tali aguzzini.
Se si guarda alla interminabile lista dei cosiddetti “sparatori solitari”, se ne può avere una idea.
Quasi nessuno non si è tolto la vita alla fine della missione.
Ognuno prendeva l’arma e iniziava a sparare contro la folla, senza che nemmeno ve ne fosse una qualche motivazione, come nel caso di Stephen Paddock, l’autore della strage di Las Vegas, uomo giudicato da tutti normalissimo, ma che disse prima della strage che i servizi gli avevano fatto qualche programma di lavaggio del cervello per controllarlo.
Paddock spara e uccide 60 persone al festival di musica country Route 91 di Las Vegas.
Ad oggi, ancora non c’è un movente per quella enorme strage costata la vita a tutte quelle persone.
Gli agenti MK-Ultra sono “perfetti” perché sono presi spesso da contesti completamente lontani dal bersaglio che devono colpire, un elemento che complica il lavoro degli investigatori che cercano di risalire ai veri mandanti di tali attentati.
L’allarme bomba alla Trump Tower
Mar-a-Lago però forse non è stato l’unico tentativo di colpire il presidente e la sua famiglia.
Il lunedì passato, alla Trump Tower di New York, è scattato un allarme bomba.
Secondo quanto riferito dagli organi di stampa, uno strano pacco sarebbe stato trovato nella stanza della corrispondenza dell’edificio, una segnalazione che ha fatto scattare immediatamente la reazione degli artificieri della polizia di New York, giunti sul posto per esaminare quell’oggetto e capire se fosse una bomba.

Gli artificieri giunti per l’allarme bomba alla Trump Tower di New York
Gli uomini del dipartimento di polizia di New York hanno riferito che non si trattava di una “minaccia” , senza dire cosa fosse effettivamente quel pacco e se davvero conteneva qualche tipo di ordigno.
Sono trapelate alcune indiscrezioni che dietro quell’allarme bomba potesse esserci una minaccia per il figlio più giovane di Trump, Barron, che vive tra la Trump Tower di New York e Washington.
Il giorno dopo, durante la cerimonia per insignire la Medaglia d’Onore, il presidente è apparso scuro in volto, apparentemente sconvolto, forse proprio per quello che era accaduto il giorno prima nella sua storica residenza newyorchese.
C’è una vera e propria guerra permanente contro il presidente degli Stati Uniti.
Nella storia degli Stati Uniti, e forse anche in quella mondiale, mai un capo di Stato ha dovuto subire così tanti attentati alla sua vita, iniziati sin dai primi istanti della sua campagna elettorale nel 2016, quando un assalitore armato di coltello cercò di salire sul palco dove stava tenendo il suo discorso.
Trump ha sconvolto tutte le certezze del passato.
Troppa dirompente la sua politica, troppo lontana dagli ambienti Euro-Atlantici e soprattutto da quelli sionisti, nonostante le pacche sulle spalle in pubblico, disattese poi da una ferma volontà di non trascinare gli Stati Uniti in una serie di interminabili guerre.
In Iran, ce n’è stata l’ennesima conferma.
I servizi israeliani si sono a dir poco irritati per questo dialogo mai interrotto con Teheran, e per questa volontà del presidente di porre il veto sull’uomo prescelto dallo stato ebraico per eseguire la tanto agognata rivoluzione colorata, ovvero il figlio dello shah di Persia, Reza Pahlavi, la cui famiglia venne messa al potere proprio dai servizi angloamericani e dal Mossad dopo il colpo di Stato che rovesciò il presidente Mossadegh nel 1953.
C’è una guerra senza sosta da 10 anni per liberare gli Stati Uniti da questa piovra dai mille tentacoli che non si dà pace e continua a tramare attentati su attentati, sventati, ma che denotano dei problemi nella sicurezza che circonda Trump.
Crooks riuscì a salire su quel tetto indisturbato ed ebbe tutto il tempo di prendere la mira e sparare, così come un altro uomo, Ryan Routh, riuscì ad entrare armato nel Trump Golf Club di West Palm Beach, pochi attimi prima che un agente del servizio segreto lo vedesse appostato in un cespuglio armato di un fucile automatico SKS.

Ryan Routh, uno dei numerosi aspiranti assassini di Trump
Altre “anomalie” si sono riscontrate nelle successive indagini su questi sicari.
Il corpo di Crooks, ad esempio, non venne nemmeno esaminato dal servizio segreto.
L’FBI si affrettò a distruggerlo forse anche per occultare delle informazioni potenzialmente compromettenti per la celebre agenzia di Quantico.
Secondo quanto emerso fino ad ora, Crooks venne in visita a Washington proprio in uno degli edifici dell’FBI, un fatto che dimostra come il bureau conoscesse il giovane, al quale è stato dato con ogni probabilità supporto e assistenza da elementi di alto livello delle istituzioni americane.
Della sua vita, come si accennava prima, si sa poco, se non che forse era un frequentatore della locale sinagoga di Butler, presso la quale sarebbe stato fotografato, un indizio della sua fede ebraica.
Altri comunque sapevano che il 13 luglio qualcosa di grave sarebbe accaduto.
Altri sapevano che ci sarebbe stato un qualche evento negativo per Trump, tanto che diversi fondi di investimento legati alla lobby sionista, su tutti l’Austin Investment attivo nello stato del Texas, piazzarono diverse opzioni al ribasso contro la società mediatica del presidente, la Trump Media Inc.
Su Routh invece si sa che è passato dalla caserma di Fort Bragg, nella Carolina del Nord, luogo dove sono usciti a loro volta altri due terroristi quali Shamsud-Din Bahar Jabbar e Matthew Livelsberger, autori rispettivamente degli attentati del Capodanno del 2025 avvenuti a New Orleans e Las Vegas.
A Fort Bragg, c’è una sezione specializzata nella guerra psicologica, nella quale probabilmente vengono anche eseguiti sui vari soldati tecniche di programmazione mentale come i citati metodi MK-Ultra e Monarch.
Routh ha preferito rinchiudersi nel silenzio.
Non ha detto una parola sui mandanti di quel tentativo di omicidio di Trump, e quando ha ricevuto la sentenza all’ergastolo da parte del tribunale di Fort Pierce, in Florida, ha cercato di uccidersi colpendosi con una penna sul collo.
Routh sembra che stesse per fare quello che generalmente fanno i candidati manciuriani come lui.
Eliminarsi, a prescindere che la “missione” sia riuscita o meno.
Mar-a-Lago e la Trump Tower sono evidentemente gli ultimi capitoli di una guerra che questo apparato ha scatenato contro il presidente americano.
Sono gli ennesimi tentativi di una bestia che non si dà pace della sua dipartita.
C’è da augurarsi che la testa di questo serpente venga schiacciata il prima possibile.
Questo blog si sostiene con il contributo dei lettori. Se vuoi aiutare anche tu la libera informazione clicca qui sotto. Se preferisci invece sostenerci tramite versamento bancario, puoi versare il tuo contributo a questo IBAN: IT53J0200805047000105110952
15 Commenti
Rispondi
Altro in notizie …
La battaglia per lo IOR e i tentativi di Macron di sabotare i rapporti tra Stati Uniti e Vaticano
di Cesare Sacchetti Improvvisamente, taluni hanno scoperto una vocazione “cristiana” che mai avevano manifestato prima...
Lo scontro tra Trump e la politica italiana: resa dei conti per la Repubblica di Cassibile?
di Cesare Sacchetti Tanto tuonò che piovve. La genesi della tempesta che ha portato ai livelli più bassi di sempre i...
Il referendum truffa del’46 e Aimone che rivendica la guida di Casa Savoia: verso il compimento della profezia di Padre Pio?
di Cesare Sacchetti Il contenzioso è entrato nel vivo, nel momento storico che, a detta di miopi osservatori sarebbe...






Salve, a differenza di Sanchez, che ha fatto quel discorso anche per tornaconti personali, pare che il resto dell Unione europea cerchi con ogni costo la guerra. Trump, a parte la salvaguardia degli Stati Uniti, secondo lei ha anche un piano per bonificare finalmente la corrotta ue?
Saluti
Salve Max, sì, lo ha certamente. Nel documento della Casa Bianca, si capisce chiaramente che vogliono fare leva su alcuni Paesi, soprattutto l’Ungheria, per scardinare l’Unione europea.
Salve, gli attentati a Trump sono abbastanza significativi ma il punto e’ che Trump e’ citato 38000 volte negli Epstein files. Un altro dato e’ che siamo nella piu’ grave guerra del Medioriente da 50 anni, e vista la guerra in Ucraina stiamo scivolando nella Terza guerra mondiale.Quindi parlare bene di Trump o farsi illusioni sul suo conto e’ folle. Siamo appesi ad un filo che probabilmente sra’ strappato da Trump.
Trump è citato, perché Epstein stesso diceva che lo aveva fatto arrestare. Ci sono documenti nei files che confermano che lui era l’uomo che lo fece arrestare negli anni 2000. Bisogna leggerli i files..
“”C’è da augurarsi che la testa di questo serpente venga schiacciata il prima possibile.””
Già mi chiedo quando si danno una mossa…. A proposito della domanda a cui ha risposto al lettore di sopra, secondo lei oltre ai dazi e ad altre strategie per fare crollare l’ UE ecc….. Perché non optano per una strategia di intervento militare come accaduto in altri contesti….. Se gli Stati Uniti di Trump intervenissero con la forza del loro esercito per abbattere la roccaforte “europea” smantellerebbero tutto in breve tempo, tipo come ha fatto Putin ma non lo fanno, bah
C’è un motivo logico per questo?
Saluti.
Io non sarei tanto smanioso di ricevere una bomba in testa.
Piuttosto: è credibile che uno sconosciuto armato e con una siringa in mano riesca a giungere a contatto con il Presidente e poterlo pure aggredire?
Quindi non è nemmeno credibile, secondo te, Crooks che si sdraia sul tetto con un fucile per un’ora e ha tutto il tempo di prendere la mira?
No, non è credibile. Se anche la polizia avesse dimenticato gli occhiali a casa mi sembra incredibile che le guardie di Trump non l’abbiano visto.
Perché pensi che Crooks sul tetto non lo avessero visto? Pensi sia davvero un problema di vista? Come spieghi allora il fatto che è riuscito a entrare dentro?
Scusa Gabriele, ma in tutto questo tempo e con i tanti contributi di Cesare non ti sei fatto quest’altra domanda: perché gli USA nei confronti della roccaforte “europea” dovrebbero agire allo stesso modo che abbiamo visto in altri scenari internazionali tramite l’esercito se la situazione nel continente europeo è più complessa e necessita di mosse differenti? Guarda che ogni scenario non è proprio identico.
un bel padiglione auricolare, nonostante abbia subito un colpo di fucile. complimenti una rigenerazione incredibile………
Sì, si è sparato da solo..Acuto..
Ma e’ vero che Trump ha fatto arrestare soros questa mattina all’alba?, e che il figlio di soros e’ riuscito a fuggire a dubai? L’ho letto su mr. Pool
Che strano questi aspiranti assassini tutti incapaci quando si tratta di Trump, mentre persone come Falcone, Borsellino, Moro, Kennedy fatti fuori in un lampo. Qualcosa non mi torna ..
I primi tre personaggi citati non avevano nemmeno il 20% della protezione che ha Trump, mentre Kennedy è stato tradito da servizi e forze armate, a differenza di Trump che continua ad essere protetto dai militari e attaccato da elementi infedeli. Non ti torna, perché non pensi sopra le cose prima di scrivere…