Lo scontro tra Trump e la politica italiana: resa dei conti per la Repubblica di Cassibile?

16/04/2026

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di Cesare Sacchetti

Tanto tuonò che piovve.

La genesi della tempesta che ha portato ai livelli più bassi di sempre i rapporti tra Italia e Stati Uniti è stato il tweet di Trump su Papa Leone XIV.

Sia chiara subito una fondamentale premessa.

In questa storia non si stanno rivivendo i memorabili tempi di Sigonella, non c’è a palazzo Chigi un raffinato statista come Bettino Craxi che difendeva strenuamente la sovranità italiana, ma uno dei vari gregari dell’Euro-Atlantismo, quale Giorgia Meloni, detta anche Lady Aspen per via della sua appartenenza all’istituto Aspen della famiglia Rockefeller, una sorta di battesimo del fuoco per i politici italiani ambiziosi di salire i massimi gradini del potere mondialista senza i quali le porte di palazzo Chigi restano sbarrate.

I tentativi di avvelenamento dei pozzi tra Vaticano e Casa Bianca

Il pomo della discordia è il citato tweet di Donald Trump contro il Santo Padre, un tweet a dir poco anomalo, soprattutto per la tempistica, se si considera quanto accaduto qualche giorno prima quando venne pubblicata una falsa velina sulla presunta altissima tensione tra Washington e la Santa Sede.

Il tweet di Trump su Leone XIV

L’antefatto è la chiave per comprendere perché mai letteralmente dal nulla il presidente degli Stati Uniti abbia fatto mai questa sua improvvisa uscita contro Leone.

Nasce tutto da un articolo a firma di Mattia Ferraresi, già “giornalista” del Foglio, quotidiano vicinissimo allo stato di Israele, e ora trasferitosi nella redazione del Domani, il giornale di De Benedetti, in rosso, come sempre, per l’assenza di lettori.

Nell’articolo in questione si narrava di un incontro teso avvenuto presumibilmente lo scorso gennaio, quando il sottosegretario alla Difesa USA, Elbridge Colby, avrebbe convocato a rapporto il nunzio apostolico, il cardinal Christophe Pierre, per intimare alla Santa Sede di cambiare immediatamente la sua linea nei confronti dell’amministrazione americana.

La Santa Sede ha smentito il puerile tentativo di avvelenamento di pozzi, la maldestra seminatura di zizzania degli appartati globalisti alla disperata ricerca di sabotare i rapporti tra Vaticano e Casa Bianca, estremamente cordiali da quando è iniziato il papato dell’ex cardinal Prevost.

Sembrava che il capitolo fosse chiuso, ma pochi giorni dopo il presidente degli Stati Uniti ha spiazzato tutti.

Viene pubblicato da parte del presidente un tweet nel quale accusa Leone di essere “debole” sulla criminalità e troppo interessato a questioni politiche, quando in realtà se c’è un Papa che non è politico, questi è proprio il Papa originario di Chicago.

Leone XIV e il ritorno del Vangelo

A differenza del suo predecessore, Leone XIV, vuole mettere al centro della sua missione il Vangelo.

Cristo deve tornare ad essere Colui che ispira e guida la Sua Chiesa, ridotta da diversi anni ad una sorta di ONG sorosiana non più dedita alla salvezza delle anime, ma a quella dei vari traghettatori di esseri umani.

in questa chiesa post-moderna ci si occupa molto anche della presunta salvezza dell’ambiente, iniziativa dietro la quale si cela in realtà un vero e proprio panteismo che sotto il papato bergogliano è arrivato ai suoi estremi, tanto da inchinarsi agli idoli pagani della Madre Terra sui giardini del Vaticano.

Bergoglio è stato non un Papa nel senso più autentico del termine, ma a tutti gli effetti il lider maximo della sinistra globalista.

Il suo popolo difatti non era composto di cattolici.

C’erano tra le fila dei piangenti bergogliani, vari cattoprogressisti o cattocomunismi, figli dell’infausta ed eretica teologia della liberazione, accompagnati da massoni e abortisti conclamati come Giacinto Pannella detto “Marco”, vero e proprio agente della scristianizzazione in Italia assieme alla sua inseparabile sodale, Emma Bonino, rispettatissima da Francesco tanto che il Papa non esitava ad andarla a visitare presso la sua casa, onori nemmeno riservati ai preoccupati cardinali di Santa Romana Chiesa, trattati con sufficienza, quando andava bene, mentre nei casi peggiori volavano veri e propri improperi contro di essi.

Emma Bonino assieme a Bergoglio

Leone XIV vuole farsi da parte.

Vuole, semplicemente, a poco a poco, che il soglio di Pietro torni ad essere quello che era un tempo, ovvero cattedra di evangelizzazione, e non di sostegno del Nuovo Ordine Mondiale, come lo è stata purtroppo dagli anni dell’infausto Concilio Vaticano II ad oggi.

I frutti del Papa americano sono sembrati promettenti sin dagli esordi, a partire dalla condanna del panteismo trasmessa ai vescovi dell’America Latina, completamente ignorata dalla stampa, seguita dalla ferma dichiarazione che uno Stato ha tutto il sacrosanto diritto di difendere i propri confini, una pronuncia che agli occhi immigrazionisti di Bergoglio sarebbe stata a dir poco blasfema per lui così impegnato nella cristificazione del migrante.

La stampa caduta nella trappola di Trump

Se dunque le premesse del papato leoniano erano e sono di gran lunga diverse da quelle di Bergoglio, perché mai il presidente Trump, così silente nei riguardi di Francesco, che lo accusò addirittura di non essere cristiano, ha deciso di scrivere quel tweet?

Un sacerdote che segue questo blog ha dato una versione ancora più esaustiva e risolutiva di quella che si era ventilata qualche giorno fa sempre qui.

Attraverso quel tweet, Trump ha costretto definitivamente gli organi di stampa a schierarsi dalla parte del Santo Padre.

Il Papa a malapena esisteva sulla carta stampata.

Se si sfogliavano le pagine dei quotidiani, non si trovava nulla su Leone XIV, invisibile agli occhi della stampa che, a distanza di un anno dalla sua morte, continuava e continua ancora a parlare di Jorge Mario Bergoglio, mai più ripresasi dalla perdita del Papa preferito dai centri del mondialismo, un vuoto “incolmabile” per coloro che avevano preparato per tanto tempo questo papato anticattolico, già probabilmente negli anni’90, quando Bergoglio riuscì incredibilmente a superare indenne i rapporti dei suoi superiori gesuiti che lo giudicavano inadeguato per il sacerdozio.

Leone XIV non era chiaramente ciò che volevano tali ambienti, molto più desiderosi di proseguire sulla continuità bergogliana attraverso magari un Parolin o uno Zuppi, cardinali militanti della sinistra immigrazionista, vicinissimi, non sorprendentemente alla lobby di Sant’Egidio e ai vari influenti ambienti del sionismo internazionale.

Attraverso quel suo “attacco” , Trump ha paradossalmente aiutato Leone.

Se il presidente è il “cattivo” agli occhi della stampa globalista, allora un suo attacco verso il Santo Padre costringe la stampa a uscire allo scoperto, a schierarsi con il Santo Padre, così ignorato dalla carta stampata orfana invece del Papa venuto dalla fine del mondo.

I falsi amici e i sepolcri imbiancati allo scoperto

Un altro effetto di questo “attacco” è stato quello di aver fatto uscire allo scoperto i vari doppiogiochisti sulla piazza, su tutti Lady Aspen, considerate le sue amichevoli meline su Trump, disattese da una politica estera completamente allineata ai desiderata della NATO e dell’Unione europea, sempre difese da Giorgia Meloni.

Gli organi di stampa avevano anche qui costruito una falsa narrazione.

Si erano impegnati a far credere che esistesse una qualche amicizia tra Roma e Washington, mentre varie fonti vicine all’amministrazione americana riferivano che il presidente Trump non gradiva affatto le pantomime della Meloni, la quale ogni qual volta c’era da cannoneggiare l’Unione europea e la NATO, non prendeva nemmeno le armi in pugno, ma si faceva portatore d’acqua di Bruxelles e di tutti quei circoli che stanno sostenendo i nazisti ucraini.

Giorgia Meloni e Trump

Lady Aspen così è uscita allo scoperto nel peggiore dei modi, pur di farsi ipocritamente credere dalla parte di un Papa che lei ha bellamente ignorato quando questi le consegnò una lettera di un fedele cattolico, molto preoccupato per la legge sul “suicidio assistito” che il governo di centrodestra sta approvando.

Il volto anticattolico del centrodestra liberale è ormai visibile a tutti.

Tramontati i tempi di un altro mestierante quale Matteo Salvini, che ieri impugnava il rosario, e che oggi nulla dice, ad esempio, sull’omicidio della giovane Noelia Castillo, nè tantomeno si oppone alla citata legge sul “suicidio assistito” sostenuta del governo del quale lui fa parte, nonostante il leader del Carroccio cerchi di farsi passare come un uomo seduto tra i banchi dell’opposizione.

Ogni maschera così cade inesorabilmente, soprattutto quelle dei vari sepolcri imbiancati della Chiesa, silenti fino a ieri sui massacri dei cristiani in Nigeria, contro i quali è intervenuto proprio il presidente americano nel generale silenzio di quei leader politici europei che ora, da bravi ipocriti, si fanno passare per difensori del papato da loro ignorato fino a ieri l’altro.

Giorgia Meloni così ora non può più nemmeno provare a fare finta di essere amica di Trump.

Caduto ogni infingimento,  la politica italiana tutta si compatta tutta dietro di lei, unita come un sol uomo contro il “nemico” Trump.

I messaggi di Trump alla politica italiana

La risposta di Trump ai vari peones di Montecitorio non si è però fatta attendere.

Il presidente ha deciso di parlare per la prima volta in via esclusiva e approfondita con il Corriere della Sera, il quotidiano delle élite liberali alle quali Trump voleva trasmettere dei messaggi molto taglienti e precisi.

Tra i vari destinatari delle comunicazioni trumpiane, c’è proprio lei, Giorgia Meloni, accusata dal leader del movimento MAGA di essere stata “debole” nel corso della crisi in Medio Oriente, non tanto per un mancato intervento attivo nella crisi mediorientale, ma per la totale sottomissione del presidente del Consiglio alla NATO, la quale ben sapeva che Washington non stava lavorando a nessun regime change a Teheran.

I vari falsi amici sono stati così costretti a uscire allo scoperto anche sulla questione del Patto Atlantico e dell’Ucraina che in nessun modo la Meloni vuole abbandonare, tanto che ieri è sembrata quasi voler ribadire la sua fedeltà atlantica dopo aver ricevuto nuovamente il capo del regime nazista ucraino, Volodymyr Zelensky, a differenza del presidente degli Stati Uniti  che riconosce le legittime istanze russe sul conflitto ucraino, e vuole staccare la spina ad una organizzazione che andava sciolta già ai tempi del crollo del muro di Berlino, venuta meno ormai la sua stessa ragion d’essere.

La Meloni ha ricevuto nuovamente Zelensky

Il presidente ha però fatto un attacco, se possibile, ancora più radicale verso la politica italiana.

Mentre si soffermava a elogiare il caro amico Orban, unico vero leader sovranista europeo di razza, non risparmiava gli affondi contro la classe politica italiana, accusata di aver agito per sfigurare l’Italia attraverso l’immigrazione di massa, senza dimenticare l’economicidio che è stato perpetrato contro il Paese, da tempo rinchiuso nella gabbia dell’austerità per via della moneta unica.

Trump ama chiaramente l’Italia e il suo popolo.

Ne riconosce la grandezza e il genio profondo, ma vede al tempo stesso che non ha interlocutori a palazzo Chigi, se non gregari dell’UE e di quei circoli globalisti e massonici che si sono dedicati alla scientifica destrutturazione del Belpaese sin dai tempi del rapimento di Aldo Moro, quando il club di Roma decretò che la culla del cattolicesimo doveva subire l’attacco più agguerrito e feroce.

A Roma, non ci sono patrioti, ma quinte colonne dell’eversione, falsi profeti di Maastricht che hanno dichiarato guerra all’Italia e agli italiani in nome della tanto agognata governance europea, ovvero la distopica visione del massone austriaco, il conte Coudenhove Kalergi.

Il presidente è piuttosto saturo, mal sopporta questa disordinata muta di passacarte di Bruxelles che gli urlano contro, e sono mesi che manda messaggi a Roma sugli scandali che riguardano la classe politica italiana.

Gli scandali dell’Italiagate e dello Spygate

Attraverso una recente condivisione da parte di Trump di un tweet nel quale si parla del ruolo di Leonardo nella frode elettorale del 2020, le prefiche di Montecitorio hanno iniziato nuovamente a strapparsi le vesti, seguite dagli strepiti del gran tempio cartaceo che provava, come suo solito, a liquidare il tutto come una “bufala”, nonostante l’amministrazione Trump abbia le prove dell’hackeraggio commesso dalla società leader aerospaziale.

Secondo fonti vicine all’amministrazione presidenziale, Trump ha parlato esplicitamente del ruolo avuto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in tale vicenda, poiché l’attuale leader del M5S è stato accusato di aver autorizzato una operazione alla quale avrebbero preso parte i servizi italiani, il generale Claudio Graziano, morto in circostanze mai chiarite, e persino l’ex ambasciatore americano di origini ebraiche, Lewis Eisenberg, vicinissimo alla lobby sionista.

Il generale Claudio Graziano

Un intero apparato politico, militare e di intelligence si adoperò per eseguire una vastissima frode informatica tramite la tecnologia satellitare di Leonardo che ha spostato milioni di voti da Trump a Biden, dato che il candidato repubblicano stava raccogliendo persino più consensi del previsto, ed è stato necessario un intervento aggiuntivo.

Leonardo sarebbe stato quindi il crocevia dell’intera operazione, il luogo di aggregazione di personaggi di “alto” profilo dell’establishment italiano, tra i quali c’era l’ex AD, Alessandro Profumo, oltre a Gianni De Gennaro, vicino agli ambienti dell’intelligence americana e apostrofato anni addietro dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, come un “manutengolo dell’FBI”.

Secondo quanto riferito da fonti dei servizi statunitensi, il presidente Trump avrebbe già trasmesso disposizioni al suo ambasciatore in Italia, Tilman Fertitta, su come procedere nei confronti degli autori di tale operazione.

Il golpe elettorale del 2020 è stata infatti una sofisticata operazione di intelligence che oltre ad aver avuto la partecipazione dei servizi italiani, si è servita dell’assistenza dell’apparato di intelligence svizzeri e tedeschi nel tentativo di rovesciare Donald Trump e mettere al suo posto un presidente in continuità con la linea Euro-Atlantica.

L’Italiagate è stata soprattutto la storia di un tentativo di sopravvivenza.

La Repubblica di Cassibile, nata nell’infamia il 3 settembre del 1943, non era altro che una succursale dell’impero americano e di quei poteri che hanno privato l’Italia della sua sovranità, riducendola al rango di colonia degli Alleati.

La frode del 2020 è la disperata mossa da parte di un sistema politico che ha tentato il tutto per tutto pur di invertire la storia per riportarla ai tempi del continuum tra repubblicani neocon e democratici, quel duopolio che aveva sempre garantito che gli Stati Uniti fossero a tutti gli effetti i custodi della NATO, e soprattutto della governance globale che voleva cancellare ogni sovranità.

L’Italiagate è il secondo capitolo di una guerra che la politica italiana aveva già dichiarato a Trump nel 2016.

Secondo l’ex consigliere della campagna di Trump, George Papadopoulos, e diverse fonti di intelligence i servizi segreti italiani su ordine dell’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, presero parte ad una vasta operazione di spionaggio ai danni ancora una volta della campagna del leader del MAGA, vera e propria nemesi dello stato profondo italiano.

Il messaggio di Trump stavolta è ancora più esplicito e risoluto del passato.

Roma e la sua corrotta classe politica sono nel mirino della Casa Bianca.

La Repubblica di Cassibile è in cima alla lista nera del presidente Trump.

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26 Commenti

  1. Alessandro

    Attendiamo con tanta impazienza… il botto!

    Rispondi
  2. Federico

    ..Sarà, ma le parole del Papa nei confronti di Trump sono state nette e non amichevoli. La Meloni giustamente si è schierata dalla parte del Papa. Il redde rationem non arriva mai, né in Usa con gli Epstein Files che avrebbero dovuto scardinare un deep state più vivo che mai, né in Italia con la storia dello spygate. Anzi purtroppo ominicchi e traditori come il senatore di Rignano e Giuseppi, il maggior responsabile delle trame sul covid,assieme agli amici di MD, a danno degli Italiani, sono più che mai tristemente protagonisti e soprattutto ancora a piede libero.

    Rispondi
      • Gabriele

        Salve,

        Ottimo articolo…

        Capita spesso,anche a me di lamentarmi come chi di sopra ha scritto che mai nulla accade di cambiamento….. Purtroppo vorremmo tutto e subito, la sofferenza la sentiamo noi e quindi e’ ovvio che ci lamentiamo, non abbiamo tempo di attendere i giocatori di scacchi, i dolori li percepiamo noi e si sentono eccome!😠…..

        ma ormai ho ben compreso che non siamo noi a decidere quando e come cambiano le cose, quindi, io penso che sia fondamentale pensare alla propria vita personale senza ossessionarsi sul “perché ancora non e’ successo quel che deve succedere”…. Semplicemente arriverà e si manifesterà come tutti gli eventi già accaduti a tempo debito ⏳….. I cannoni sono già puntati sul bersaglio, un giorno sentiremo il botto e si festeggerà….🚀💥

        Saluti

        Rispondi
    • lorenzo

      Buongiorno signor Federico,scrivo per farle due domande,Lei si abbevera solo di notizie scritte dai giornalai italioti e dei media corrotti sempre italioti?
      Ha mai letto o cercato le notizie fuori dal mondocorrotto, occidentale, esempio legge i giornali Russi e Cinesi per non citare gli Indiani? Ove non riuscisse a causa di non conoscenza diretta della lingua, anche Inglese,Le suggerisco di farsi un giro nel dark web, le si aprirà un mondo che Non conosce… Buonaserata
      P.S.
      Grazie dottor Sacchetti per l’ennesimo articolo sempre sul pezzo.
      Permetta una domanda ha che punto è con la stesura della storia reale d’Italia del libro/i?

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      • La Cruna dell'Ago

        Ti ringrazio, Lorenzo. Sono in fase di revisione finale.

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  3. Salvatore Parlatore

    In realtà anche Prevost è un adoratore della Pachamama, almeno dagli anni’90, per come dimostrato da alcune foto mai smentite, pubblicate da lifesitenews.
    Il 4 febbraio 2026 “Papa Leone XIV” ha celebrato la Giornata Internazionale della Fratellanza Umana (categoria massonica ma non cattolica), nella quale ha riaffermato l’importanza del documento firmato nel 2019 da Papa Francesco e dal Imam Ahmad Al-Tayyeb, (con tanto di bacio in bocca).
    In quel documento di Bergoglio è contenuta la più grande apostasia della storia millenaria del cattolicesimo:
    citazione: “… Il pluralismo e le diversità di religione,… sono una sapiente volontà divina…”.
    Papa Francesco si è permesso di “aggiornare” Gesù Cristo ormai obsoleto e “fuori moda” che al contrario diceva: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me…”

    In pratica Papa Francesco ha UFFICIALMENTE RINNEGATO IL DOGMA dell’Univocità Salvifica di Cristo.
    Questa non è una “semplice” eresia.
    Si tratta di Apostasia.
    Prevost la ha confermata.
    Altro che “Papa che volta pagina…”
    Ha solo cambiato la cosmesi, l’apparenza…

    Poi c’è la questione mai chiarita della “Declaratio” (non renunziatio) di Benedetto XVI, il quale disse espressamente che rinunciava al “Ministerium” e non al MUNUS.
    Pertanto ai sensi del Canone 3.2 par. 2 del Codice di Diritto Canonico, Benedetto XVI NON SI E’ DIMESSO VALIDAMENTE.
    Infatti rimase a Roma con il ruolo (inesistente) di “Papa Emerito”.
    Continuando a firmarsi Benedetto XVI P.P. (Pontifex Pontificum.) Ovvero Papa Regnante, detentore del Munus.

    Se Benedetto non ha rinunciato al Munus, le sue dimissioni furono invalide, pertanto è stato invalido il conclave che ha eletto “Papa Francesco”, il quale per conseguenza sarebbe stato un Falso Papa (non un cattivo Papa), un usurpatore del Trono Petrino, privo di Munus.

    Questo ha costretto i cattolici ad assistere ad una situazione “mostruosa” di due Papi a Roma per 12 anni (??)

    Prevost è stato eletto da Cardinali creati da Bergoglio, quindi anche loro invalidi.
    Inoltre non ha mai chiarito la questione del Munus.
    Quindi per il diritto canonico anche il conclave di Prevost è invalido.
    Pertanto nuovo impostore, nuovo usurpatore del Trono Petrino.

    Infine Prevost ha confermato il documento di Abu Dabhi.
    Poi si scopre che ha adorato la Pachamama.
    Prima ancora si sapeva che ha ufficialmente coperto dei casi di abusi sessuali di sacerdoti in America Latina.

    Dott. Sacchetti, e sue intuizioni su Trump sono sempre geniali ed acute.
    Tuttavia ci potrebbero essere tante valide ragioni per attaccare Prevost.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Nelle foto in questione nemmeno si vede la Pachamama. Si vede un giovane Leone che ha preso parte ad un’iniziativa agostiniana che non ha nemmeno organizzato lui. Munus e ministerium sono la medesima cosa, chiarito egregiamente da veri canonisti. Andare appresso ai creatori di fantastorie ha portato te e altri nel metaverso di Raztinger Papa, metaverso dal quale se non lasciate perdere tali bufale, non uscirete più..

      Rispondi
      • Vincenzo .Ca

        Salve doct.Sacchetti.Complimenti x l’articolo anche se ci sono dei passi che ,personalmente per.mio limite critico o mia deficienza agnostica non connetto, come una simmetria geometrica che si perde in assimmetria.Ma ripeto è un mio limite che deriva da una precedente razio politica c.d.classica -tradizionalista…..Sicuramente nei prossimi Suoi aggiornamenti mi delucidero’.Mi ha fatto commuovere quando ha parlato, con melliflue parole, del nostro compianto Leader Bettino Craxi, Oltraggiato ingiustamente e morto DA LIBERO ESULE IN ALGERIA.Non avremo mai più Statisti del suo livello..Lo ricordo perché da giovane ,prima di lasciare l’Italia ,lo seguivo negli atti parlamentari e nelle tavole politiche.Un po lungo ,chiedo venia e poi volevo ,non suggerirvi ,lungo da me,ma richiamare ‘attenzione in un fatto minimo ,ma secondo me importante che riguardano i funerali di Bergoglio e la sua famiglia.Dicono che vennero una sorella ,lo visitò in ospedale e subito ritornò..Aereo di Stato… Ai funerali non era presente.è vero ? Fu minacciata? Aveva dossier personali del Papa? Fu ricattata?.Perché.la necessità di un aereo militare ? saranno ,ahimè ,mie paranoie ?Buona Giornata.

        Rispondi
        • La Cruna dell'Ago

          Slave Vincenzo, ti ringrazio. Craxi però è morto in Tunisia, ad Hammamet. Se c’è qualcosa che ti sfugge, dimmi pure. Un saluto.

          Rispondi
      • Paolo Augusto Ballerini

        Gentile Dr. Sacchetti, La seguo da tempo e apprezzo quanto Lei con chiarezza incisiva scrive per tutti noi Suoi lettori. Non posso esimermi però da non condividere quanto da Lei qui affermato circa il ” munus” e il ” ministerium” che stando a quanto leggo sono la stessa cosa. Eppure se le parole hanno un senso la differenza semantica indica una differenziazione concettuale che che’ ne pensino illustri canonisti.
        Distinzione concettuale profonda e chiarita con norma di interpretazione del Codice di diritto canonico pensata e voluta con sapiente preveggenza da SS Papa Giovanni Paolo di intesa con l’ allora Cardinale Ratzinger Prefetto per la Congregazione della Fede ( se non vado errato).
        Un cordiale saluto e complimenti per la Sua opera preziosa.

        Rispondi
        • La Cruna dell'Ago

          Buongiorno Paolo, la ringrazio. La distinzione non è mai esistita, come spiegato da veri canonisti. Trattasi fo completa fabbricazione di un personaggio che da anni ripete questa storia, smontata in tutte le salse. Non c’è, tra l’altro, nessuna “indagine”. Il personaggio ha presentato una richiesta di indagini in modo da poter continuare con la montatura suddetta.

          Rispondi
  4. Max

    Buongiorno Dott. Sacchetti, una vera e propria partita a scacchi quella che sta conducendo Trump, peccato però che alcune dichiarazioni che fà lo rendono agli occhi della massa come un folle guerrafondaio gestito da Israele se non peggio ricattato che va fermato. Speriamo bene, la UE oramai è rimasto l ultimo fortino veramente attivo del globalismo e al di là di quanto stanno facendo Trump e Putin sarà difficile farlo crollare anche perché perso quello sarebbe veramente la pietra tombale sul nuovo ordine mondiale. Ipotizzo che per difenderlo faranno/daranno al popolo qualche allentata o agevolazione su alcune cose per riottenere consenso lì a Bruxelles. Saluti

    Rispondi
    • wingedcrusade10199eb22e

      Lo penso anch’io

      Rispondi
  5. aiccor

    intanto bisogna ancora vedere se Leone è un papa vero, oppure un antipapa come Bergoglio.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Certo che è Papa, se poi si va appresso alle fantastorie della Marvel ovviamente è un altro discorso..

      Rispondi
  6. Veronica

    Splendido articolo.
    Sento nell’ aria uno “scacco matto”.
    Il grande botto🚀💯🚀 è in arrivo.🚀💯 E vaiiiii!

    Rispondi
  7. Luca

    Salve Cesare articolo molto Interessante ma vogliamo i fatti ormai siamo stanchi di sentire sempre gli stessi discorsi anche perché tratta questi temi già da anni e specialmente in Europa sembra che viviamo in una situazione statica e che anzi tende a peggiorare perché ormai è l’ultimo baluardo del globalismo ma sarà difficile liberarsene

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Scusa, ma tu non stai vedendo quello che accade? Trump ha già chiuso l’USAID, tolto il supporto all’OMS, rilasciato milioni di files di Epstein e ora ha detto chiaramente che vuole uscire dalla NATO, senza contare le bordate all’UE, la fine della dollarizzazione, e molto altro. Non sono fatti questi?

      Rispondi
  8. 2DEG

    Scusi se disturbo, ma ho la sensazione che se si verifica qualche evento imprevisto o indesiderato, allora è una trappola ordita da Trump.
    Mi sembra un discordo circolare. Forse esistono altre spiegazioni. Anche perché se fosse una trappola attesa, chiunque saprebbe come evitarla.

    Un saluto.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Trappola attesa da chi ed evitarla come? Se ti riferisci all’Ungheria,l’Unione europea non poteva fare proprio nulla al riguardo.

      Rispondi
      • 2DEG

        Mi riferisco ad ogni evento non previsto, come l’attacco all’Iran, le critiche pesanti contro Papa Leone XIV ed anche alla sconfitta di Orban dovuta ad un malcontento ormai diffuso.

        Rispondi
        • La Cruna dell'Ago

          L’attacco all’Iran è stato lanciato da Israele, e Trump si è servito di esso per lasciare che lo stato ebraico fosse punito duramente dall’Iran, al quale ha tolto le sanzioni. Le “critiche pesanti” di Trump sono state fatte per smascherare l’ipocrisia dei media che mai hanno parlato di Leone, che proprio ieri ha detto che non c’è nessuna tensione con Washington e ha respinto la falsa narrazione mediatica. Basterebbe leggere i vari articoli con i fatti riportati. In Ungheria, non c’era nessun “malcontento diffuso”. Se Orban non avesse consentito a Magyar di uscire e di dargli la visibilità, oltre che i fondi necessari, per raggiungere quelle percentuali nel giro di appena un anno e mezzo, ci sarebbe stato ancora lui come primo ministro. Magyar ha posizioni persino più radicali sull’immigrazione di Orban, come visto in questi giorni. Anche qui, tutte cose scritte nei vari articoli che o non leggi oppure non capisci.

          Rispondi
  9. Luca

    Per quanto concerne i file di Epstein le risulta che siano tutti dietro le sbarre ? Il principe Andrea è stato rilasciato dopo neanche un giorno e se la stampa ufficiale non viene sbugiardata pubblicamente continueranno con le loro menzogne

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      La stampa ufficiale continua perché è pagata per quello, fino a quando non affonderanno tra i debiti e i buchi di bilancio che hanno. Il principe Andrea era intoccabile fino a 7 anni fa. Nessuno sarebbe mai venuto a conoscenza dei documenti pubblicati dal dipartimento di Giustizia. Bisogna vedere da dove si è partiti. Pochi anni fa conoscere queste informazioni sarebbe stato impensabile.

      Rispondi

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