La scristianizzazione della Spagna e l’assassinio di Carrero Blanco

28/03/2026

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di Cesare Sacchetti

Noelia Castillo è morta così.

Sola, rannicchiata su un letto d’ospedale, separata dal mondo esterno e dai suoi più cari amici che volevano vederla per darle l’ultimo saluto, nel tentativo di dissuaderla, di non farsi uccidere.

A Barcellona, c’è stata una esecuzione.

Sul patibolo però non è salito un pericoloso criminale, un assassino, un pedofilo, o uno stupratore.

Costoro appartengono alla categoria dei Caino.

Sono coloro che non si possono toccare poiché nelle democrazie liberali i carnefici sono sempre le vittime, mentre quest’ultime sono abbandonate a loro stesse, vilipese, colpevoli di essere cittadini del loro Stato, e, dunque, nel kalergismo contemporaneo automaticamente relegati allo status di cittadini di classe inferiore.

Noelia è stata una vittima sacrificale.

Trascinata via con la forza dalla propria casa perché la sua famiglia in quel momento aveva difficoltà economiche, e già si può vedere dal principio di questa storia qual è l’approdo ultimo del neoliberalismo.

Noelia Castillo

Lo Stato non assiste più le persone.

Non le aiuta a trovare lavoro, non le dà assistenza sanitaria, ma le consegna tra le fauci del libero mercato, il quale senza pietà mastica tutti i più deboli, li maciulla e li lascia a terre morenti, una volta che questi, disperati, vengono abbandonati a loro stessi perché privi delle risorse economiche necessarie per sopravvivere.

Noelia era una di queste vittime.

Viene messa in un centro per i minori non accompagnati, una di quelle strutture dove vengono rinchiusi degli immigrati clandestini che dichiarano di avere 16 anni e spesso ne hanno 38 tanto da avere sul proprio volto una barba già bella folta, non vista però evidentemente dai governi che hanno deciso di aprire le porte dei confini a queste orde di invasori trasportati dai moderni trafficanti di esseri umani, le famigerate ONG di George Soros.

Lì la giovane spagnola viene abusata, entra in un inferno di disturbi psichici, di sofferenze che la portano a tentare il suicidio in almeno due occasioni, e nella seconda si getta dal quinto piano di un edificio, resta parzialmente paralizzata, ma miracolosamente si salva, forse assistita da qualche angelo custode.

Il suo calvario non si arresta.

Noelia chiede l’eutanasia, l’omicidio di Stato, ma suo padre, assistito dal gruppo legale di Abogados Cristianos, si oppone a quella barbarie.

Chiede un sacrosanto diritto.

Chiede che sua figlia non venga uccisa, ma assistita, mentre l’ospedale e i “medici” che devono somministrare l’eutanasia alla ragazza iniziano a circuirla, a dirle che ormai non si può tornare indietro perché i suoi organi erano stati già impegnati per essere dati ad altre persone, con grande beneficio dell’ospedale che prende denaro per ogni organo assegnato a vari pazienti.

Il 26 marzo si consuma la barbarie.

I carnefici in camice bianco si apprestano a uccidere Noelia, ma non prima di averle asportato gli organi, una operazione che non è possibile fare se non da viva, anche se a tale “ostacolo” ci ha pensato la “medicina” moderna che si è inventata dal nulla la definizione di morte cerebrale, una costruzione artificiale, come ha spiegato, tra gli altri, il dottor Paul Byrne, utilizzata per iniziare il traffico di organi legalizzato, decollato dagli anni’90 in poi.

La metamorfosi della Spagna: dal cattolicesimo alla massoneria

La Spagna si risveglia e fatica a riconoscersi.

Uno dei Paesi più vicini alla Chiesa Cattolica, sede della Santa Inquisizione spagnola, seconda soltanto a quella di Roma in quanto a rigore morale e determinazione nel respingere le varie eresie anticattoliche diffusesi tra il Rinascimento e l’inizio della moderna età illuminista, propedeutica per portare alla dismissione di tale tribunale nel 1834.

Madrid si guarda allo specchio e scopre di assomigliare piuttosto che al glorioso Paese cattolico di un tempo, ad una periferia di un Paese del Nord-Europa protestante, magari proprio quella orribile Olanda, sede di tutti gli esperimenti del culto dei diritti umani, quello che ha portato, ad esempio, ad uccidere una ragazza, la 17enne Milou Verhoof, a sua volta violentata come Noelia ed uccisa per espressa volontà dei suoi genitori, moderni Ugolini che hanno dato loro figlia in pasto al carnefice di Stato.

Milou Verhoof, altra vittima dei “diritti umani”

Sembra che sia dunque questa l’essenza della tanto decantata, da altri, democrazia liberale.

Il più debole è lo scarto.

Va accompagnato fuori dalla società, soppresso perché se si è depressi o si soffre di gravi malattie fisiche, lo Stato nemmeno si premura più di curare le persone, ma si affretta a liberarsene.

Alla fine, nel liberalismo emerge prepotente una verità.

Il più forte vince sempre.

Vince chi ha il capitale e può permettersi delle cure, mentre il più debole è in qualche modo condannato dalla nascita.

C’è stato però un punto di rottura nella storia della Spagna, un momento definitore che è stato decisivo per separare il prima dal dopo, per portare un Paese ad una determinata identità dall’averne un’altra.

Gli ultimi anni del franchismo e la minaccia della NATO

C’è stato a Madrid un processo di geoingegneria sociale iniziato molti anni addietro, tra la fine degli anni’60 e l’inizio degli anni’70.

Sono gli ultimi anni del caudillo Francisco Franco, l’uomo che portò fuori la Spagna dalla sanguinosa guerra civile degli anni’30, nella quale l’opposizione comunista, celebrata dalla storiografia liberale, non esitava a commettere le peggiori nefandezze anche contro innocenti, come accaduto, ad esempio, alle suore di un convento di Barcellona il 17 luglio del 1936.

Un gruppo di comunisti camuffati con delle divise governative convinse le suore a lasciare il convento, le portò fuori e poi le massacrò.

Comunisti spagnoli sorridono soddisfatti vicino al cadavere in putrefazione di una suora

Franco si trovava a combattere contro tali criminali, assistiti solertemente dal sanguinario dittatore sovietico, Josip Stalin, impegnato in quegli anni nelle purghe interne, nel genocidio dei cristiani in Ucraina, ma questa è una pagina della quale si vuole parlare poco nella storia della guerra civile spagnola.

Nel 1970, iniziano la fase terminale del franchismo.

La salute del generale inizia a vacillare, e Oltreoceano sono particolarmente attenti a questa fase poiché la Spagna è un Paese importante, decisivo per le sorti della futura governance europea che Washington in quegli anni voleva a tutti i costi favorire.

C’era un piano di integrazione in Europa, un piano che prevedeva una progressiva erosione della sovranità nazionali, le quali, a poco a poco, dopo l’avvento dell’ordine Euro-Atlantico sono state progressivamente esautorate e ridotte a mere convenzioni, poiché il potere aveva già superato i confini nazionali ed era approdato nelle stanze dei circoli transazionali del mondialismo.

Madrid era ancora aliena da tale processo.

Luis Carrero Blanco: il bersaglio della NATO

C’erano stati già dei primi tentativi di approccio degli esponenti dell’allora amministrazione Nixon, come il generale Vernon Walters, vicedirettore della CIA e Luis Carrero Blanco, sottosegretario della presidenza del governo spagnolo, nominato dallo stesso Franco, dal 1941 al 1973, e vice primo ministro dal 1967 al 1973.

Luis Carrero Blanco

Carrero Blanco era forse uno dei massimi interpreti della filosofia politica del franchismo.

Autore di ricche e documentate opere sul comunismo e la massoneria, tra le quali si ricorda il saggio “La Spagna di fronte al mondo”, l’ammiraglio spagnolo mostrava una conoscenza profonda degli scopi sovversivi della libera muratoria.

Nella citata opera scriveva che “la Massoneria propugna l’esatto opposto di ciò che pratica; propugna la più ampia libertà individuale e pratica la più barbara delle dittature, il più duro dei totalitarismi, poiché impone ai suoi seguaci, sotto le pene più severe, persino la morte – la storia è piena di strani attacchi che non sono stati altro che sanzioni massoniche di questo tipo – la massima segretezza e la più cieca obbedienza agli ordini di un potere misterioso sconosciuto ai suoi stessi sudditi e che non offre la minima spiegazione delle sue direttive.”

Una descrizione a dir poco accurata, che lo aveva portato ad avere un ruolo di assoluto rilievo nell’applicazione della legge approvata nel 1940 contro il comunismo e la massoneria.

La Spagna e i suoi leader avevano una visione chiara, lucida di quali poteri e organizzazioni fossero vicine agli scopi della frammassoneria, e il passo naturale di questa impostazione non poteva che essere che quello di guardare con grande diffidenza la NATO e le sue mire espansionistiche.

C’erano stati già dei tentativi di portare Madrid a firmare il trattato sulla non proliferazione nucleare, ma il generale Franco non gradiva affatto questa imposizione, e considerava invece la costruzione di un’arma nucleare come un potente deterrente per salvaguardare la sovranità della Spagna da quei tentativi di annetterla a tutti i costi nell’impero atlantico e nella nascente governance globale.

Carrero Blanco era perciò considerato il nemico naturale della Washington di quegli anni.

Una volta accertato che il presidente Franco non sarebbe rimasto ancora a lungo nel palazzo di El Pardo, l’allora segretario di Stato, Henry Kissinger, al centro di infinite trame eversive e colpi di Stato contro vari Paesi, iniziò a studiare la gerarchia dei vari successori che potevano prendere il posto del caudillo e garantire la continuità franchista.

In cima alla lista, c’era proprio lui: Luis Carrero Blanco.

Se si legge la versione superficiale, a dir poco agiografica, della citata storiografia liberale, la transizione dal franchismo alla democrazia liberale in Spagna sarebbe avvenuta così, “naturalmente”, di sua sponte, scaturita dalla morte del presidente spagnolo, un evento che avrebbe messo da solo fine all’epoca franchista, ma la storia è lungi dall’essere andata così.

Lo spiegò anche, seppur da un punto di vista critico del franchismo, il giornalista Alfredo Grimaldos, il quale documentò come tutta la politica spagnola dai primi anni’70 venne dettata, passaggio dopo passaggio, dallo stato profondo americano che voleva mettere fine all’esperienza del franchismo per trascinare Madrid nella gabbia atlantica e democratizzare il Paese.

Carrero Blanco non poteva che diventare il nemico numero uno.

Lui, l’uomo che poteva garantire la continuità di Franco, non poteva restare vivo.

Le trame per uccidere Carrero Blanco: l’ETA e la scuola Hyperion

La giornalista francese Claire Gruié spiega con grande dovizia di particolari le fasi che portarono all’assassinio del delfino del presidente Franco.

L’ETA, il gruppo terrorista dei separatisti baschi, rientrava già da tempo nell’orbita della famigerata scuola Hyperion, una vecchia conoscenza sulla quale si diede un retroscena in esclusiva in un precedente contributo.

Hyperion si era dotata della facciata esterna di una scuola di lingue di base a Parigi, ma in realtà si trattava di un centro della Central Intelligence Agency di Langley e del Mossad per gestire tutte quelle formazioni terroristiche, tra le quali c’erano le Brigate Rosse, usate per eseguire le direttive della strategia della tensione.

Corrado SImioni, uno degli uomini che dirigeva Hyperion, ricevuto da Giovanni Paolo II

Hyperion aprì anche una sede a Roma poco prima del sequestro di Aldo Moro, a pochi passi dal ritrovamento del corpo dell’onorevole della DC, a via Caetani, attaccata al ghetto ebraico, e chiuse poco dopo l’omicidio del presidente democristiano, segno che ormai la missione era compiuta.

Carrero Blanco finisce nella stessa trama eversiva.

Il 19 dicembre del 1973, il giorno prima della sua morte, si incontra con Henry Kissinger, l’uomo che di lì a pochi anni minacciò Moro per le sue politiche troppo “audaci” per le esigenze della NATO.

Nel corso di quell’incontro, il vice premier spagnolo informa il segretario di Stato americano che la Spagna disponeva di risorse sufficienti di uranio per poter realizzare un ordigno nucleare, il famoso progetto Islero.

Il giorno dopo, l’ammiraglio salta in aria a bordo della sua auto parcheggiata fuori dalla chiesa di San Francisco de Borja.

L’auto di Carrero Blanco saltata in aria

Gli uomini dell’ETA avevano costruito un tunnel sotto la strada dopo aver preso un appartamento in affitto nelle vicinanze e dopo aver piazzato almeno 80 kg di esplosivo.

Una operazione che, a quanto pare, sono riusciti a fare indisturbati.

L’auto di Carrero Blanco salta 20 metri in aria, e il vice primo ministro muore poco dopo in ospedale.

Secondo alcune ricostruzioni, l’esplosivo sarebbe stato del tipo Goma-2, rubato da un deposito dell’esercito, ma i servizi spagnoli in un loro rapporto riservato hanno rilevato che l’esplosivo usato per l’agguato era in realtà C4, nella sola disponibilità delle forze armate americane.

E’ la firma sull’attentato.

Juan Carlos I: il re voluto dalla NATO e dalla massoneria

Kissinger fa rientro a Washington soddisfatto per la riuscita dell’operazione che ora prevedeva l’installazione al potere del re Juan Carlos, una volta che Franco fosse morto per via delle sue condizioni di salute precarie.

Il momento atteso arriva nel 1975.

Il sovrano spagnolo si insedia al posto del generale, giura di tenere fede ai principi del franchismo, ma ci mette pochissimo a cambiare rotta e ad accompagnare la Spagna verso la via della democratizzazione e dell’approvazione della costituzione.

L’incoronazione di Juan Carlos I

Al potere sale un personaggio come il primo ministro Adolfo Suarez, un personaggio scialbo che ci mise poco a passare dai ranghi del franchismo a quello di traghettatore della democrazia voluta da Washington.

Ci mise altrettanto poco la Spagna a piombare nella scristianizzazione attraverso l’approvazione della legge sul divorzio nel 1981, seguita dall’ingresso nella NATO nel 1982 e nella definitiva irreggimentazione sul piano geopolitico di Madrid, ad un passo dal diventare potenza nucleare dieci anni prima, e ridotta a satellite atlantico dieci anni dopo.

Di lì’ a poco il terreno per la discesa della Spagna nel processo di massonificazione è stato su un piano inclinato.

Il terreno era stato abbondantemente seminato per un personaggio come il primo ministro Zapatero che nel 2004 approvò la legge sui matrimoni gay, tanto da far cadere sulla sua via un personaggio come Sabina Guzzanti, pasionaria dell’antiberlusconismo, oggi attiva su X a sostenere le varie iniziative dell’Unione europea.

L’incubo di Noelia non è un qualcosa nato due giorni fa.

E’ iniziato almeno 53 anni prima, quando le forze dell’atlantismo decisero che la Spagna doveva perdere la sua sovranità e la sua identità cattolica.

L’attacco è molto più antico e molto più studiato.

Potenti forze transnazionali e massoniche si misero all’opera per trasformare la Spagna in un laboratorio dell’eugenetica, uno nel quale si iniziano a uccidere i più deboli sempre in nome del culto umanista.

Al palazzo della Moncloa, c’è oggi un uomo dell’internazionale sorosiana, come Pedro Sanchez, glorificato da Marco Travaglio e dalla solita falsa controinformazione, nonostante sia stato lui a volere la legge che ha ucciso Noelia, e nonostante sia stato sempre lui a correre in soccorso di Israele mandando una nave a proteggere Cipro, enclave dello stato ebraico usata per gli attacchi contro l’Iran.

Secondo il professor Barcena Perez, la Spagna si trova dov’è adesso per una precisa pianificazione massonica che l’ha portata ad essere il Paese che uccide gli indifesi.

Difficile dargli torto.

La Spagna oggi come il resto d’Europa si trova nel nichilismo della scristianizzazione.

Noelia sembra però aver scosso le coscienze di molti, in Spagna, in Italia, in Europa e in tutto il mondo.

Molti sembrano aver capito che se non si mette fine alla deriva del laicismo, c’è solo la barbarie, l’homo homini lupus nel quale non c’è legge se non quella che ogni individuo si fa da sé, senza curarsi se essa significhi o meno la soppressione del prossimo, la cancellazione della patria e il dilagare di ogni immaginabile devianza morale.

Un fiore di speranza forse può nascere dalla morte di questa giovane per far recuperare all’Europa la sua identità smarrita.

L’Europa ha bisogno ora come mai di fede.

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9 Commenti

  1. Gabriele

    Un miliardo di euro per il regime nazista e zero aiuti economici alla famiglia della ragazza che ne aveva bisogno.
    L’ occidente e’ un impianto fognario presieduto da batteri fecali e orde di pezzi di merda putrescenti.

    Una storia infinitamente triste.

    Non so se il Paradiso esiste davvero, ma se esiste, Noelia Castillo e’ lì che deve stare, nella parte più alta, nella candida rosa dei beati, nell’Empireo Dantesco.

    Saluti.

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  2. davide

    Impressionante la foto dell’auto di Blanco che vola in aria! Fotografia vera o prodotta da AI ? Ebbi modo a leggere che l’auto di Carrero Blanco fece un volo così grande che finì nel cortile di un condominio !! Si ricorda dott Sacchetti il film “Ogro” (1979) diretto da Gillo Pontecorvo proprio sulla vicenda dell’assassinio di Blanco? Dove i protagonisti che rubano tutta la scena sono i quattro attentatori e Carrero Blanco ha solo una piccola parte.
    Quando ho visto il film (un poco noioso nella prima parte nonostante gli sforzi di Gian Maria Volontè) non lo avevo capito fino in fondo ora mi rendo perfettamente conto che doveva sostenere la falsa narrazione di omicidio del tiranno. Questo è veramente la novità del secolo scorso: il cinema per riscrivere la storia e contorcere la verità. “Ogro” infatti significa orco, come se Blanco che si recava alla Santa Messa tutte le mattine fosse un criminale pedofilo. Fango sul morto.
    Gran bel pezzo anche questo dott Sacchetti. Preghiamo per l’anima di Noelia questa nostra sorella uccisa nel più barbaro dei modi.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Salve Davide, ti ringrazio. No, è originale. La cosa che mi ha colpito è che c’era qualcuno lì pronto a scattarla. Avvertito? Non ho visto il film ma con l’accanito comunista Volontè non mi sorprende che abbiano infangato Carrero Blanco.

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      • Andrea

        Ciao Cesare e grazie per il tuo contributo. L’alta affluenza al referendum costituzionale come si spiega?

        Grazie ancora e alla prossima

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        • La Cruna dell'Ago

          Salve Andrea, grazie Gli elettori del cdx sono andati per punire la Meloni per le sue politiche del tutto identiche a quelle del centrosinistra. Senza di loro, l’affluenza non sarebbe arrivata nemmeno al 50%.

          Rispondi
  3. 2DEG

    Gli Spagnoli avevano abbandonato il Cristianesimo da anni, solo che il Generalissimo manteneva in piedi una facciata destinata a crollare.
    Occorre ricordare che durante l’epoca di Francisco Franco l’Opus Dei aveva preso un potere sempre maggiore, tant’è che il Generalissimo aveva tentato di spiare l’Opus Dei, forse temeva di essere sopraffatto da chi gli aveva dato appoggio.
    Pure i rapporti tra Carrero Blanco e l’Opus Dei sono sempre stati ambigui.
    Credo che l’Opus Dei abbia contribuito, involontariamnte ovviamente, a rendere il Cristianesimo sempre meno popolare in Spagna.
    Tengo a esprimere il mio sdegno per la morte di Noelia Castillo.

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    • La Cruna dell'Ago

      L’Opus si era infiltrata bene. Franco non la gradiva affatto, e la considerava una massoneria mascherata, già segnalata prima del franchismo stesso. Carrero Blanco non era numerario.

      Rispondi
  4. Gioele

    Articolo perfetto,alle superiori nelle ore di storia non mi è mai tornata la spiegazione secondo cui la Spagna sarebbe passata dal Franchismo al liberalismo in maniera naturale,e ricordo i miei conpagni di classe da centro sociale entusiasti dei comunisti che stupravano e ammazzavano suore e membri del clero dissacrando statue e immagini sacre…gente che a sua volta nelle occupazioni prendeva i crocifissi e li buttava nel cesso a sfregio,comunismo=sionismo,
    2 domande:
    1)Secondo lei la forma economica migliore per superare il neoliberismo è il Rerum Novarum o la democrazia organica/corporativismo?
    2)Affinità divergenze tra corporativisimo fascista e cooperative comuniste?
    Su internet trovo sempre articoli di parte che non spiegano mai in maniera soddisfacente cosa sia il Corp. e la Dem.organica,
    Grazie in anticipo sia per la risposta che per l’articolo.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Salve Gioele, ti ringrazio. Abbastanza agghiacciante l’odio che i tuoi compagni avevano verso il cristianesimo. Il sistema economico migliore, più equo e che garantisce gli interessi economici nazionali, è quello della dottrina sociale della Chiesa, alla quale il fascismo si è quasi certamente ispirato, considerate le notevoli affinità tra i due. Le corporazioni nel fascismo servivano a garantire gli interessi dei mestieri e delle professioni. Le cooperative rosse sono clientele del partito comunista e delle sue mutazioni che si sono appropriate di appalti pubblici soltanto per la loro collocazone politica. Non ci sono affinità, sono due mondi completmente opposti e separati.

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