di Cesare Sacchetti A Bruxelles, forse iniziano ad aprirsi delle crepe in seno ai vari istituti...
Emma Bonino: una vita al servizio della massoneria e del mondialismo contro l’Italia
di Cesare Sacchetti
Come ci si aspettava, la stampa in queste ore è interamente ai suoi piedi.
Ogni qual volta muore un personaggio simbolo dell’apparato liberale e globalista, il pubblico dei media, se né esiste ancora uno, è costretto a sorbirsi questa soffocante liturgia di santificazione laica e soprattutto massonica.
Lo si vide già dopo le morti di Carlo Azeglio Ciampi, di Eugenio Scalfari, di Giorgio Napolitano, di Marco Pannella, e ora lo si vede anche per la morte della figlioccia “spirituale” di quest’ultimo, Emma Bonino.
Chi è stata costei?
Emma Bonino è stata la donna che ha marciato nella storia dell’Italia sessantottina ad oggi, la leader dei Radicali, un partito piuttosto piccolo, ma incredibilmente decisivo nel piano di assalto liberal-massonico all’Italia.
La missione dei Radicali e la secolarizzazione dell’Italia
I Radicali sono stati a tutti gli effetti la quinta colonna di tutti quei poteri che avevano e hanno in odio il Belpaese.
Costoro avevano una missione.
Doveva trascinare l’Italia nel mondo moderno e nella sua secolarizzazione.
Doveva in altre parole seminare nelle menti delle generazioni post-sessantottine l’idea che dovesse esistere una linea di demarcazione tra Stato e Chiesa, poiché il primo doveva e deve essere laico, avulso da qualsiasi richiamo religioso.
La cosiddetta laicità dello Stato in realtà parte da una premessa falsa.
Nel momento stesso in cui l’entità statuale disconosce la religione di un Paese, che incarna la sua storia, la sua cultura, e i suoi valori, non sta compiendo un atto di neutralità, ma una scelta che è chiaramente ostile al credo che da sempre rappresenta l’identità stessa di quella nazione.
Viene semplicemente sostituita una religione, quella cattolica, con un’altra, di carattere civile, che sotto questa pretesa di apparente neutralità apre in realtà la porta ad altri culti, soprattutto quello dell’ebraismo, dell’islam, e di varie religioni orientali.
Nel XIX secolo, iniziò a diffondersi sempre più questo concetto, o meglio l’idea che dovesse esistere una separazione tra il cattolicesimo e gli affari di Stato, fino a produrre l’errore del cattolicesimo liberale, condannato da Pio IX in Quanta Cura, secondo il quale potrebbe esistere una convivenza tra cattolicesimo, ovvero l’affermazione di verità assolute immutabili, e il liberalismo, il pensiero per eccellenza del relativismo morale, quello nel quale i valori non sono assoluti, ma mutevoli da soggetto a soggetto e anche da un periodo storico ad un altro.

Pio IX
Sono sorti così i figli del conte Camillo Benso di Cavour, iniziato alla libera muratoria, come i cosiddetti “cattolici” progressisti oppure quelli liberali del centrodestra, tra i quali c’è l’inqualificabile Luca Zaia che crede che essere cattolico significhi approvare leggi massoniche e anticattoliche nell’ufficio politico e poi, presumibilmente, uscire dalla sede di quell’ufficio per rivestire i panni del cattolico di facciata.
Tale contraddizione è insanabile, e a ricordarlo è stato di recente proprio il Santo Padre, Leone XIV, ma il Papa quando parla il linguaggio della Chiesa di sempre non trova nemmeno asilo sulla carta stampata che lo cita solo per distorcere le sue parole e mettergli in bocca gli infausti concetti del suo predecessore.
Nel processo di trasformazione dell’identità di questo Paese, i Radicali non potevano in qualche modo che essere i “vincitori” della rivoluzione del’68, in quanto a loro fu affidato il compito di sradicare quelle istituzioni sociali ed economiche che rappresentavano l’anima stessa del cattolicesimo.
Il divorzio: l’inizio della guerra alla famiglia
Si iniziò con l’infausto divorzio nel 1973 sul quale venne allestita una campagna di menzogne e depistaggi che voleva far credere che la fine del matrimonio fosse l’unica via di uscita per la donna da un matrimonio con eventuali abusi da parte dell’altro coniuge.
Occorrerebbe innanzitutto precisare che nella larghissima parte dei casi di tali abusi, solo una minima parte configura dei casi di reali violenze e percosse contro la consorte, mentre nella restante totalità si tratta semplicemente di calunnie inventate dalla donna per screditare il marito, pur di mandarlo in rovina presa com’è dalla sua sete di vendetta contro l’odiato coniuge.
Le statistiche giudiziarie sono un vero e proprio tabù sulla carta stampata.
Se venissero riportate, nel giro di sole poche righe, verrebbe spazzata via l’intera impalcatura di varie associazioni come Telefono Rosa, finanziate dalla paramassoneria del Rotary, che mettono in atto da tempo una costante demonizzazione dell’uomo attraverso la raccolta di presunti abusi eseguita attraverso centralini telefonici, senza nemmeno che le autorità si interessino di un campo che dovrebbe essere esclusivamente il loro e non quello di un’associazione che porta avanti una sua agenda politica.
Attraverso lo spauracchio dell’abuso, vero o fittizio che fosse, si costruì la campagna divorzista che voleva “liberare” la donna, nonostante nella prassi della Chiesa Cattolica sia sempre esistita l’assoluta facoltà di allontanamento dal coniuge violento che mette a rischio l’incolumità della moglie o dei figli.

Un manifesto di propaganda del PCI per difendere la legge sul divorzio
Nel cattolicesimo perciò la donna ha già una via di fuga, ma quello che non viene concesso è la possibilità di divorziarsi e sposarsi nuovamente in seconde nozze.
C’è una ragione profonda in tale diniego, che deriva dal fatto che nel cattolicesimo il matrimonio non è un contratto che si può rescindere quando si vuole.
E’ una unione davanti a Dio che nessun uomo può terminare a differenza del protestantesimo, dove il matrimonio è esattamente un contratto, e se si vuole sapere come funzionano le cose nei Paesi angloamericani, si può dare un’occhiata proprio agli Stati Uniti, dove non pochi milionari si mettono al riparo dalle varie arrampicatrici sociali a suon di accordi prematrimoniali.
Nel cattolicesimo dunque ci si sposa davanti a Dio, mentre nel protestantesimo ci si sposa davanti ai notai e agli avvocati che fanno firmare ai coniugi dei contratti per mettere al riparo il patrimonio dell’uno o dell’altro coniuge.
Il disastro divorzista sulla società italiana
Dopo il divorzio, la società cattolica italiana ha subito un processo di protestantizzazione, qualcosa che ha fatto il suo ingresso anche nell’economia come si vedrà in seguito.
I risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti.
I figli sono in molti casi cresciuti senza la guida del padre, il pilastro fondamentale che deve impartire alla prole quella necessaria disciplina e razionalità per consentirgli di stare al mondo.
I padri che dovevano guidare la famiglia e la prole sono invece finiti a dormire in macchina, umiliati da delle leggi divorziste che li hanno consegnati alla miseria, senza che la stampa si interessi di loro, poiché maschi e soprattutto italiani.
Allo stesso tempo, il femminismo ha svelato in pieno la sua ipocrisia.
Sotto le scomposte grida di volontà di emancipazione femminile, c’era in realtà una intenzione molto più venale, quale quella di impossessarsi del patrimonio di quell’uomo che “opprimeva” la consorte.
Amintore Fanfani, storico senatore della DC, intuì prima di tutti come sarebbe andata a finire.

La lucidissima previsione di Fanfani
Fanfani disse che il divorzio era solo l’inizio, il primo passaggio verso una discesa negli abissi della demoralizzazione dell’Italia.
Dopo il divorzio, sarebbe venuto l’aborto, e dopo l’aborto i “matrimoni” gay.
L’aborto: la pena capitale per gli innocenti
Andò tutto esattamente così.
A soli 5 anni di distanza dall’approvazione del divorzio, il Parlamento votata la legge 194, ancora oggi in vigore, che consente alla donna di avere potere di vita o di morte sul nascituro.
Emma Bonino era una pasionaria dell’aborto, a parlare di “a rivendicare il “diritto” della donna di potersi liberare di un bambino come se fosse uno scarto, perché “il corpo é mio e me lo gestisco io”.
Così il femminismo portò la barbarie in Italia.
C’è oggi l’impossibilità di somministrare la pena di morte a pedofili, assassini e membri di varie associazioni criminali, mentre la pena capitale è inflitta agli innocenti, ai bambini che nel grembo non si possono difendere e che hanno l’unica “colpa” di non essere graditi da una madre che non li vuole perché la “libertà” della donna viene prima di tutto e passa anche sopra la vita di un bambino.
Venne detto dalla Bonino e dai Radicali che l’aborto avrebbe messo fine alla piaga degli aborti clandestini, praticati da lei attraverso una pompa di bicicletta, una verità che dà ancora meglio l’idea di quanto fosse ripugnante, Preve dixit, la ex leader di Più Europa.

Uno dei famigerati aborti clandestini praticati dalla Bonino
Si tratta in realtà della menzogna delle menzogne.
I Radicali diffusero dei numeri palesemente falsi sulla pratica degli aborti clandestini pur di far credere che il fenomeno fosse fuori controllo, quando in realtà era molto ristretto e marginale.
Oltre tutto, se anche ci fosse stato un barlume di verità in tale affermazione, in base a quale principio, un delitto si deve legalizzare perché viene commesso da molti?
Si deve quindi abrogare anche l’omicidio perché molti uccidono oppure si deve abrogare il reato di traffico di droga perché molti spacciano?
Tra l’altro, i Radicali, talmente privi di ogni morale, erano arrivati anche a questo, ovvero a chiedere che lo Stato si facesse spacciatore di droga pur di togliere presumibilmente i profitti del traffico alle mafie.
Alla catasta di menzogne radicali si deve aggiungere anche questa.
Se si vuole avere un’idea di come sono andate le cose nei Paesi nei quali la droga è stata legalizzata, si può partire dagli Stati Uniti, dove diversi stati hanno sperimentato la marijuana libera.
Il traffico non è affatto andato via.
Agisce su due binari, quello legale, e quello illegale.
I cartelli della droga si sono ritrovati a possedere intere fattorie di marijuana, senza dimenticare che i tassi di suicidi nelle zone dove è avvenuta la legalizzazione sono saliti in diversi casi del 200%.
Vengono così confermate alcune evidenti verità.
La droga è una devastante arma di distruzione sociale, di controllo delle menti che è stata utilizzata dai servizi di intelligence per creare una massa facilmente manipolabile e dominata dagli istinti del nichilismo.
Il DNA distruttivo del partito Radicale
La Bonino e i Radicali hanno lavorato anche per favorire la diffusione di tale veleno.
C’è sempre stata nel loro DNA la volontà di distruggere, di contaminare tutto ciò che rappresentava l’identità morale e culturale dell’Italia.
Dopo il’68, c’era la necessità di eseguire l’agenda della Scuola di Francoforte di Theodor Adorno e Max Horkheimer, i filosofi tedeschi di origine ebraica che concepirono la destrutturazione della società Occidentale, soprattutto dell’Italia, giudicata dal Club di Roma, come un Paese culturalmente ostile alla governance globale.
La missione venne affidata nelle mani di Emma Bonino e dei Radicali.
Dopo la destrutturazione morale, c’era da compiere anche quella economica.
Venne così il 1992, un anno nel quale l’Italia già portava addosso le ferite ricevute dalla secolarizzazione degli anni’70.
In quell’anno, si decise che era giunto il tempo di spogliare l’Italia delle sue ricchezze, di ridurre la quarta potenza industriale al mondo, a comprimario, a Paese costretto a chiedere l’elemosina ai mercati.
I traditori che decisero di servire la finanza anglosionista che voleva mettere le mani sull’Italia si radunarono così sul famigerato Britannia, il panfilo della Regina Elisabetta, al largo delle coste di Civitavecchia.

Il panfilo Britannia
A bordo c’era ancora una volta, lei, Emma Bonino, la protetta di George Soros in Italia, il quale non mancò di finanziare la sua allieva prediletta che eseguiva l’agenda di Francoforte e della società aperta.
Nella vita di Emma Bonino, non c’è mai stato nulla di buono.
Non è mai nato qualcosa che abbia fatto del bene agli italiani e al Paese, ma c’è stata solo una lunga scia di devastazione, di bambini uccisi nel grembo, di industrie svendute sull’altare delle privatizzazioni, e di serenate alla moneta unica che ha ridotto l’Italia a un mendicante della finanza anglosionista.
Lei, la donna che avrebbe lottato per i “diritti” non si è mai voltata indietro.
L’intesa speciale con Bergoglio
L’apparato l’ha sempre protetta perché moralmente corrotto come lei.
L’apogeo, per così dire, c’è stato nel papato bergogliano.
Jorge Mario Bergoglio è stato l’uomo che ha messo al centro del suo papato il piano della società aperta.
Il migrante clandestino è stato così cristificato.
Non si pregava ai piedi della Croce, ma ai piedi di quell’orrenda scultura posta in piazza San Pietro pur di dimostrare la sottomissione della falsa chiesa di Bergoglio alla massoneria e al mondialismo.
Un uomo del genere non poteva avere un’intesa privilegiata con la abortista Emma Bonino come se fosse una sua vecchia amica.

Emma Bonino assieme a Bergoglio
Francesco non era un uomo che aveva evidentemente pudori.
Voleva far sapere a tutti qual era la sua missione, e voleva far sapere che sotto quell’abito bianco, c’era probabilmente un grembiulino massonico, specialmente se si considera la sua iscrizione alla paramassoneria del Rotary Club.
Dopo la morte di Francesco, Emma si è probabilmente sentita più sola.
Non c’era più il cavallo di Troia di George Soros seduto sul soglio di Pietro.
Il mondo per il quale aveva “lottato” la Bonino al tempo stesso inizia a tramontare.
Se negli ultimi decenni le chiese vuote sono state una triste ricorrenza, oggi in Italia e in tutta Europa, si assiste ad un ritorno sempre più crescente della Fede.
Il meticciato che la pasionaria radicale ha portato avanti per tutta la sua vita sta saltando in aria.
I popoli chiedono la fine di questa convivenza forzata e chiedono anche la restituzione di quella sovranità trasferita a Maastricht e ai centri di potere transnazionale.
C’è rifiuto di un mondo e di una società che non hanno dato nulla, se non dolore e devastazione ad un Paese che un tempo era felice anche con poco.
L’uscita di scena dell’abortista radicale sembra così rappresentare il tramonto di tutto ciò che lei rappresentava.
A coloro dotati ancora di un minimo di umanità, Emma Bonino non mancherà affatto.
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