L’infiltrazione pedofila e massonica nella Chiesa e l’indagine interna di Papa Leone XIV

01/09/2026

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di Cesare Sacchetti

In principio fu Crimen Sollicitationis, il noto documento pubblicato da Giovanni XXIII, il cosiddetto “Papa buono”, secondo la vulgata di una certa stampa, da alcuni definito come la pietra dello scandalo.

Crimen Sollicitationis nasce per affrontare la questione degli abusi pedofili all’interno della Chiesa già all’inizio degli anni’60, quando stava nascendo una Chiesa da un volto diverso da quello del passato, più secolare e più umanista certamente, e di conseguenza molto più aperta ai vari errori ed eresie dei tempi moderni.

Giovanni XXIII approvò il documento in questione firmato dall’allora prefetto per la Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinal Alfredo Ottaviani, che stabiliva delle procedure molto severe durante delle eventuali situazioni incresciose che potevano verificarsi nel confessionale.

Il cardinal Ottaviani scrisse infatti le direttive da seguire qualora nel corso del sacramento della confessione, il penitente che stava confessando, ad esempio, i suoi peccati di pedofilia e di omosessualità fosse indotto dal sacerdote confessore a commettere altri peccati simili attraverso un adescamento diretto da parte dello stesso prelato.

Il cardinale Alfredo Ottaviani

C’è una locuzione latina che esprime molto bene tale situazione, quale la sollicitatio ad turpia, ovvero la sollecitazione a commettere atti turpi, impuri che evidentemente dovevano già essere giunti all’orecchio del porporato romano molto preoccupato da una certa infiltrazione pederasta e pedofila nel seno della Chiesa.

Dopo che il sacerdote che si era macchiato di tali atti, il penitente veniva esortato dal Sant’Uffizio a denunciare immediatamente i delitti dei quali si era macchiato il prete adescatore, e il documento era piuttosto severo nei confronti di quest’ultimo.

Crimen Sollicitationis disponeva infatti la immediata sospensione a divinis, e, non di rado, la riduzione allo stato laicale nei riguardi del prete che aveva utilizzato il sacramento della confessione per soddisfare le sue perversioni sessuali.

Il documento del cardinal Ottaviani è stato però trasformato in seguito dalla propaganda della stampa massonica e liberal-democratica in una sorta di “j’accuse” contro una presunta volontà di insabbiamento dei casi pedofili da parte della Chiesa Cattolica.

La disinformazione anticattolica e il silenzio sulla pedofilia in Chabad

Eppure, come appena visto, Crimen Sollicitationis nasce proprio per fare fronte a tali situazioni, e le accuse da vari organi di stampa liberali e altre associazioni atee di voler intralciare la giustizia civile sono a dir poco false e pretestuose.

In nessun modo, il cardinal Ottaviani ha voluto ostacolare il corso della giustizia ordinaria, che poteva e può procedere quando vuole nei confronti di un prelato che si sia reso colpevole di tali atti.

L’allora capo del Sant’Uffizio aveva certamente contestualmente disposto la segretezza nei riguardi del tribunale ecclesiastico che si fosse occupato di tali casi, una scelta intrapresa da Ottaviani più che altro per mettere la Chiesa al riparo di accuse e scandali che avrebbero danneggiato senza dubbio una Chiesa che già allora soffriva pesantemente di manovre di infiltrazione dall’interno.

Vari “giornalisti” ostili al cattolicesimo si sono serviti di tale falso argomento per attaccare la Chiesa, e tra questi certamente c’è Michele Santoro, figlio della scuola di RaiTre, la famigerata TeleKabul, feudo del PCI, che nel 2007 trasmise una controversa puntata intitolata appunto “Sex Crimes and the Vatican”, riprendendo un altro discusso servizio della emittente britannica BBC, oggi denunciata dal presidente Trump per il suo clamoroso falso montaggio che raffigurava Trump come un istigatore dei disordini del 6 gennaio 2021, provocati invece da vari infiltrati della CIA e dell’FBI.

La questione pedofila è senza dubbio un vero e proprio cavallo di battaglia del campo anticattolico, che raramente si sofferma a prendere in esame i numeri del problema.

Ad esempio, se si iniziassero a consultare le statistiche degli abusi dei preti pedofili, si scoprirebbe che tali situazioni sono a malapena il 2% del totale degli abusi.

Il problema pedofilo non è un problema che scaturisce dal seno della Chiesa Cattolica.

Se si volesse fare un confronto tra le varie religioni, si apprenderebbe che i casi di pedofilia sono molto più frequenti, ad esempio, nella religione ebraica e in particolar modo nella setta sionista di Chabad Lubavitch.

Ci sono alcuni rabbini, come Manis Friedman, che nel corso delle loro dissertazioni hanno incitato e giustificato pubblicamente le relazioni pedofile, ma il pubblico italiano ed europeo non ha mai avuto l’occasione nel corso degli ultimi 50 anni di venire informati di tale fenomeno.

C’è una zona rossa, un’area proibita, che la stampa non può varcare, e che personaggi come il citato Santoro o Marco Travaglio, all’epoca collaboratore del conduttore di Anno Zero, non si sono nemmeno mai sognati di avvicinare.

I compagni di merende, Marco Travaglio e Michele Santoro

La pedofilia è un’arma che si deve usare come una scure contro la Chiesa Cattolica, e mai deve essere spiegato come altri culti la considerino come una pratica accettabilissima, tantomeno dev’essere raccontata la storia di molti altri abusi pedofili, soprattutto quelli che avvenivano nella comunità del Forteto, meta di pellegrinaggio della sinistra progressista nel corso degli ultimi 35 anni.

Il cardinal Ottaviani e le indagini sulla infiltrazione pedofila

La pedofilia è in realtà nel cuore delle istituzioni liberali e non in quelle della Chiesa Cattolica, che si ritrova suo malgrado a fare i conti con una strisciante infiltrazione delle prime, a causa del controverso Concilio Vaticano II, terreno fertile per questo tipo di penetrazioni.

Pochi infatti sanno che il cardinal Ottaviani in quegli anni aveva già dato mandato al compianto don Luigi Villa di documentare tale infiltrazione e di raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sui vari nemici che erano penetrati dentro Santa Romana Chiesa.

Don Luigi Villa

Le scoperte di don Villa, sacerdote di una intelligence cattolica, furono a dir poco sorprendenti e agghiaccianti allo stesso tempo.

Don Villa scoprì che già l’allora pontefice Giovanni XXIII, al secolo Angelo Roncalli, era praticamente un iniziato alla massoneria sin dai tempi della sua permanenza in Francia come nunzio apostolico a Parigi.

Talmente frequenti erano le sortite di Roncalli nel Grande Oriente francese che i servizi segreti transalpini lo avevano visto più volte entrare in loggia camuffato in abiti civili pur di occultare quello che ormai era già per molti un vero e proprio segreto di Pulcinella.

Secondo le indagini di don Villa, il lato oscuro di Roncalli si spingeva ancora più oltre, proprio in quel controverso terreno pedofilo, un segreto inconfessabile che sarebbe stato conosciuto da altri massoni di alto rango, come il presidente francese Auriol, altro compagno di loggia di Giovanni XXIII.

Spesso la dimensione massone è di fatto imprescindibile da quella pedofila.

Attraverso la lettura di diversi ex massoni pentiti, tra i quali il Gran maestro del 33° grado, William Schnoebelen, si viene edotti delle devianze dei liberi muratori.

Il libero muratore di alto livello, quello più vicino all’ultimo grado massonico conosciuto, salvo i gradi ancora più segreti, è spesso un pedofilo accanito.

Dopo aver superato una serie di prove che hanno richiesto da parte sua il calpestamento del crocefisso e altre orribili manifestazioni sataniche, il massone si è aperto all’influenza delle peggiori perversioni possibili, e tra queste c’è senza dubbio la pedofilia che nella mente contorta del frammassone dovrebbe dare a questi una sorta di “immortalità”.

La Chiesa si è ritrovata in casa tali personaggi.

Massoni, pedofili e pederasti che hanno avuto via libera dai seminari del post-Vaticano II, retti in diversi casi da soggetti già attivi dall’interno per aumentare il più possibile tale penetrazione.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

I pontefici del post-Concilio hanno quasi tutti volto lo sguardo altrove.

Nessuno si è mai mosso seriamente e strutturalmente per sanare l’infiltrazione massonica, e di conseguenza pedofila, che affliggeva la Chiesa, salvo Papa Luciani, che purtroppo non ebbe il tempo di fare nulla, ucciso con ogni probabilità da una camarilla orchestrata e diretta dal cardinal Villot, allora segretario di Stato, e monsignor Marcinkus, vescovo-faccendiere, la cui principale specialità non era certamente la preghiera, ma il riciclaggio di capitali sporchi, tra i quali quelli della Banda della Magliana, lavati nella Banca Vaticana, lo IOR.

Papa Francesco e le protezioni ai preti pedofili

Incredibilmente, la stampa liberale che ha accusato il cardinal Ottaviani di aver agito per “insabbiare” taluni casi di pedofilia e/o pederastia, è stata in grado di scrivere che sotto il papato di Francesco si sarebbe respirata finalmente una “aria nuova”.

Bergoglio ha senza dubbio una storia più controversa più di ogni altro pontefice del post-Vaticano II.

Già nei primi anni’90, i suoi superiori gesuiti avevano rilevato diverse anomalie nella sua condotta, e avevano caldamente suggerito che Bergoglio fosse persino accompagnato fuori dalla Chiesa.

Bergoglio negli anni’90

La carriera ecclesiastica non era per lui, uomo già allora noto per il turpe eloquio, i modi rozzi, la doppiezza e la spregiudicata ambizione.

L’allora vescovo ausiliare di Buenos Aires però incredibilmente supera ogni remora nei suoi confronti, fino a compiere un grande balzo in avanti che riesce a insediarlo come arcivescovo di Buenos Aires nel 1998.

Un anno dopo, Bergoglio risulta essere entrato nel Rotary, associazione paramassonica contro la quale ancora oggi è valida una scomunica emessa da Papa Pio XII, e solo tre anni dopo a guadagnarsi la berretta cardinalizia, concessagli da Papa Giovanni Paolo II.

Dopo la rinuncia di Benedetto XVI, la strada per Bergoglio nel conclave del 2013 era spianata, ma il passato di Buenos Aires era pieno di ombre e scheletri nell’armadio nemmeno mai menzionati dalla stampa liberale.

Nella capitale argentina, e in altre diocesi del Paese, si erano insediati dei potenti circoli pedofili, dei quali facevano parte don Julio Grassi, e altri sacerdoti che l’allora cardinal Bergoglio protesse per tutto il suo mandate, nonostante le prove schiaccianti contro di loro, e nonostante diverse condanne penali emesse dalla giustizia ordinaria.

A Buenos Aires, regnava una potente lobby pedofila.

Una coraggiosa donna, la ex prostituta Natacha Jaitt, aveva iniziato a denunciare la rete pedofila che governava l’Argentina, prima che questa morisse in circostanze misteriose nel 2019.

Natacha aveva fatto nomi e cognomi, tra i quali quelli del sodale di Francesco, il “filantropo” Gustavo Vera, oggi denunciato per associazione a delinquere da diverse famiglie che hanno visto sparire i propri bambini, mai più ritrovati.

La Jaitt aveva accusato Bergoglio di far parte di tale rete, di essere un membro di questo circolo pedofilo, ma non fece in tempo a depositare la sua testimonianza in tribunale per la sua citata e improvvisa morte.

Il fango su Papa Leone e le indagini interne sugli abusi

Papa Leone XIV oggi raccoglie tra le sue mani questa “eredità”.

Nelle Mura Vaticane, si è ben insediata la massoneria ecclesiastica che nel corso degli ultimi 50 anni è ricorsa ad una pratica collaudata.

Spostare il pedofilo o il pederasta, e non ridurlo allo stato laicale, come imponeva il documento redatto dal cardinal Ottaviani, pur di mantenere tale infezione dentro la Chiesa.

Papa Prevost stesso durante i suoi anni da vescovo missionario in Perù ha avuto a che fare con questioni del genere, ma per ragioni diverse da quelle che si possono pensare.

Monsignor Prevost durante i suoi anni in Perù

Durante i suoi anni a Chiclayo, monsignor Prevost ricevette nel 2022 le denunce di tre donne che si dichiaravano vittime di presunti abusi pedofili da parte di due sacerdoti di due diocesi peruviane.

Prevost seguì alla lettera il protocollo previsto in tali casi.

Trasmise tutto agli uffici vaticani di competenza che non procedettero contro i due preti in questione, per mancanza di prove o omissione non è stato stabilito, ma ciò basto per taluni per orchestrare una campagna di fango contro Leone XIV.

Ad aprire le danze contro Prevost, diventato intanto nel 2023 cardinale, fu una emittente locale peruviana, America TV, di proprietà di una potente famiglia locale, i Mirò Quesada, emissari dei Rockefeller a Lima.

Nonostante il cardinal Prevost si fosse attenuto alle regole previste in tali casi, il fango iniziò ad essere gettato contro di lui, sia da famigerate associazioni anticattoliche come la SNAP, già in passato colpevole di false accuse, poi ritrattate, di pedofilia contro preti cattolici, sia dagli ambienti dei falsi tradizionalisti che hanno dichiarato guerra a Papa Leone XIV sin dal primo giorno del suo pontificato.

Inchieste serie e meticolose non sono state eseguite da tali ambienti che avevano evidentemente tutto l’interesse a screditare Leone XIV, nonostante ci fossero delle serie incongruenze nella versione delle tre donne vittime di questi presunti abusi, a partire dai lunghi anni di silenzio, ben 15, durante i quali non dissero mai nulla apparentemente né alle loro famiglie, né ai loro amici, fino al 2022, quando le tre donne ritrovarono improvvisamente la memoria senza mai avvicinarsi a Prevost negli anni precedenti quando già era vescovo di Chiclayo dal 2015.

Nulla venne trovato a sostegno di quanto detto dalle donne nemmeno da parte della magistratura peruviana che non viene “singolarmente” nemmeno chiamata in causa dal servizio della citata emittente peruviana, né tantomeno sono arrivate critiche contro le autorità giudiziarie di Lima da parte dei “tradizionalisti” che avevano come solo obiettivo quello di impallinare il neo-eletto pontefice.

In realtà, Prevost durante il periodo da vescovo di Chiclayo è stato uno dei pochi prelati che si è mosso attivamente per proteggere le vittime di abusi pedofili confermati e certi.

Accusarlo di “insabbiamento” è manifestazione di ignoranza o malafede, anche se a giudicare dalla natura delle calunnie, l’ago della bilancia pende molto di più verso la seconda ipotesi.

Anche da Papa, Prevost non ha mutato la sua ferma posizione di combattere la piaga dell’infiltrazione pedofila, da lui condannata apertamente in una lettera del dicembre 2025, alla quale ha fatto seguito un incontro diretto con le vittime di abusi, avvenuto a Madrid, durante il suo viaggio spagnolo.

Papa Leone XIV ora sta andando anche oltre le dichiarazioni.

Secondo fonti vaticane, i suoi fedeli collaboratori, lontani spesso dalle attenzioni della stampa, anche quella cattolica, stanno iniziando a passare in esame tutti i casi di insabbiamenti, questi sì veri, avvenuti durante il papato bergogliano e anche negli anni precedenti.

Nonostante la propaganda della stampa liberal-progressista abbia cercato di far credere che Francesco abbia sanato la ferita pedofila nella Chiesa, Papa Bergoglio è stato l’uomo che assicurava protezione e copertura ai preti pedofili.

Nessuno veniva cacciato o esposto.

Chi si macchiava di abusi veniva protetto, come il controverso Rupnik, macchiatosi di abusi su suore, e altri sacerdoti pedofili come Rubén Pardo , nascosto da Francesco in una casa di riposo di Buenos Aires.

Francesco era un lasciapassare per coloro che volevano insozzare la Chiesa e coloro che non hanno mai avuto nessuna vera vocazione.

Papa Leone XIV ha deciso che è giunto il tempo di sanare veramente la Chiesa Cattolica.

Dopo la revisione dei conti delle casse dello IOR, ancora in corso, ora sono iniziate le vere indagini sul giro pedofilo nelle Mura Vaticane.

Papa Prevost sta iniziando a mettere seriamente in ordine la casa di Dio.

Non c’è da stupirsi che la massoneria ecclesiastica lo consideri come il suo più acerrimo nemico.

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3 Commenti

  1. De

    È allucinante che tali informazioni siano “nascoste” ai più, nel senso che la maggior parte delle persone NON SA o, peggio, NON VUOLE SAPERE. La verità deve venire tutta a galla. Che Dio ci protegga tutti. Grazie per l’articolo, Cesare

    Rispondi
  2. Vincenzo

    Dobbiamo diventare le Sentinelle dell’Eucaristia per Pietro: il sommo Pontefice, Papa Leone IV°, ha bisogno della nostra preghiera 🙏 affinché il Signore lo protegga e lo guidi in queste battaglie contro il maligno ed i suoi seguaci terreni 🔥

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