di Cesare Sacchetti Domani la repubblica di Cassibile si sveglierà e apprenderà di aver appena...
Il caso Ultra Plus travolge Zapatero: Trump sta scatenando una Tangentopoli europea?
di Cesare Sacchetti
C’era una volta un “mariuolo”, come disse il compianto Bettino Craxi, ex presidente del Consiglio, convinto forse all’inizio di Mani Pulite che quello che stava per arrivare fosse solo un temporale passeggero, e non una vera e propria tempesta perfetta.
Mani Pulite iniziò così, con l’arresto appunto del “mariuolo” Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio, che, nonostante la campagna disinformativa degli anni post-tangentopoli, era una istituzione che aiutava e assisteva i milanesi indigenti, concetto oggi sparito nei tempi della società neoliberale, dove vige la legge del più forte, e dove il povero è rimesso alla mercé di oligarchi senza scrupoli.
Verso la fine del 1991, il cantiere di Mani Pulite era già in pieno allestimento come rivelò lo stesso ex “eroe” di quella stagione golpista, Antonio Di Pietro, il quale convinto di essere al sicuro fece una interessante confidenza all’ex console americano, Peter Semler, sulla sua ferma volontà di mettere agli arresti Bettino Craxi, quando l’inchiesta giudiziaria su Tangentopoli non era nemmeno ufficialmente iniziata.

Antonio Di Pietro
Mani Pulite aveva un obiettivo principalmente, ovvero colpire il blocco della classe dirigente della Prima Repubblica, rappresentato dalla Balena Bianca, la Democrazia Cristiana, e il Partito Socialista Italiano, come si poté costatare subito al principio dell’inchiesta che dispensava avvisi di garanzia in abbondanza ai leader dei due partiti, ma che lasciava intonsi invece i dirigenti del PDS, sui quali invece indagava Giovanni Falcone, prima che a Capaci un ordigno di fabbricazione militare angloamericana lo facesse saltare in aria.
A Craxi, si arrivò molto presto, tanto è vero che il leader socialista fu sottoposto all’ignominiosa gogna riservatagli da una folla agitata da uomini del MSI e del PCI che si incontrarono fuori dall’albergo Raphael per rovesciargli addosso l’infame pioggia di monetine.
Venne uccisa così una classe dirigente su esplicito mandato degli Stati Uniti d’America, o meglio di quei circoli atlantisti e sionisti che avevano allora in mano la Casa Bianca, e che decisero che erano ormai maturi i tempi di una demolizione controllata, di una rimozione precisa e chirurgica di un sistema politico, ormai d’intralcio ai piani della governance mondiale e della nascente Unione europea.
34 anni dopo, ogni equilibrio del tempo praticamente non esiste più.
A Washington, non esiste più il guardiano della governance globale, tantomeno esiste più una volontà di sorreggere la struttura del Patto Atlantico, alleanza che veniva descritta come di carattere difensivo rispetto al Patto di Varsavia, ma che dopo il 1989 ha rivelato in pieno la sua vera natura imperialista, vero e proprio braccio armato del Nuovo Ordine Mondiale e di quel conglomerato di poteri che vuole disfarsi delle sovranità nazionali.
La Casa Bianca e l’inchiesta per corruzione su Zapatero
Sono giorni nei quali si può assistere ancora una volta a questa metamorfosi e a questa manifestazione di dinamiche simili attuate però per conseguire fini completamente opposti.
Lo si può vedere appieno con lo scandalo della compagnia aerea spagnolo Ultra Plus che sta travolgendo il partito socialista spagnolo e soprattutto il suo dominus indiscusso dai primi anni 2000, ovvero quel Josè Luis Zapatero, idolatrato dalla pasionaria antiberlusconiana, Sabina Guzzanti, che decise di dedicarle un film “Viva Zapatero”, che è invecchiato molto male, come, del resto, tutti i falsi profeti dell’antiberlusconismo, prostrati, allora come oggi, ai piedi dell’alta finanza e dell’Unione europea.
Zapatero risulta essere al centro di una enorme corruttela che lo avrebbe visto ricevere grosse tangenti da parte di alcuni imprenditori azionisti della citata Ultra Plus, tra i quali c’è il suo fidato braccio destro, Julio Martínez Martínez , e un imprenditore venezuelano come Rodolfo José Reyes Rojas, che alcuni organi di stampa associano al governo di Nicolas Maduro, mentre risulta che in realtà già ai tempi del presidente Chavez, e successivamente dello stesso Maduro, venne messo sotto inchiesta e condannato per varie attività illecite a livello finanziario.

Josè Luis Zapatero
L’ex primo ministro spagnolo si sarebbe interessato attivamente per eseguire un salvataggio di Stato della società Ultra Plus, dentro la quale sono stati versati più di 50 milioni di euro, deciso dal delfino di Zapatero, l’attuale primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, vicinissimo a George Soros, e altro eurista di ferro.
Sanchez si ritrova nell’occhio del ciclone per questo scandalo, e teme una sua prossima caduta, perché l’ex premier spagnolo è “too big to fail” come direbbero nei vari circoli anglosassoni, anche se la caduta di Zapatero a questo punto appare a dir poco inevitabile.
Nell’ufficio dell’ex premier spagnolo, sono stati trovati preziosi e orologi di lusso, pari al valore di quasi 3 milioni di euro, senza contare più di 200mila euro in contanti.
Oltre oceano, la situazione è ancora più seria, visto che sono stati trovati conti correnti intestati a Zapatero in America Latina, sui quali sono depositati diversi milioni di euro.
Sono le quasi certe prove delle tangenti versate a Zapatero sotto varie forme, dai gioielli ai contanti, che spesso prendevano il volo anche per Dubai, meta preferita del riciclaggio di denaro sporco, visitata già in passato da due personaggi come il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il questore di Roma, Roberto Massucci, senza che né il primo né il secondo siano stati ancora in grado di spiegare la ragione della loro presenza in un momento a dir poco inopportuno come quello che ha preceduto di pochi giorni l’attacco di Israele all’Iran dello scorso febbraio.
L’effetto domino del caso Zapatero
Sanchez teme, molto semplicemente, l’effetto domino.
Sa che se cade il suo padrino politico, si apriranno altri cassetti che riguardano altri scandali del partito socialista spagnolo, e, con ogni probabilità, in quei cassetti ci sono spinose situazioni che toccano da vicino il premier iberico, “eroe” di personaggi come Marco Travaglio e della falsa controinformazione italiana.
A Madrid, c’è molto nervosismo, come rivelano le dichiarazioni del ministro dei Trasporti, Óscar Puente , che ha parlato di una “ingerenza” dall’estero in questa inchiesta, che è scaturita per merito del dipartimento della sicurezza interna dell’amministrazione di Trump, che ha fornito alla Guardia Civil spagnola tutta la documentazione sul traffico di influenze che vede al centro Zapatero.
C’è stato anche un tentativo da parte di un altro dipartimento della Guardia Civil di sopprimere l’inchiesta, ma non ha avuto evidentemente successo.
Il DAO, acronimo che identifica la Direzione Aggiunta Operativa guidata dal tenente generale Manuel Llamas Fernandez, ha avviato almeno tre procedimenti investigativi contro un’altra direzione della Guardia Civil, la UCO, la Unità Centrale Operativa, il gruppo di agenti spagnoli che ha ricevuto la documentazione da Washington e che ha proceduto alla perquisizione dell’ufficio di Zapatero, nel quale sono stati trovati appunto i citati contanti e gioielli.

Il tenente generale Manuel Llamas
Una vera e propria guerra “civile”, è il caso di dirlo, nel seno delle istituzioni governative spagnole, divise da obiettivi chiaramente opposti, con una parte dell’establishment fedele a Sanchez che si è mosso per sopprimere questo enorme scandalo di corruzione, e con un’altra invece ormai contrapposta agli schemi di tangenti che vedono coinvolti diversi leader socialisti e probabilmente anche di altri partiti.
Nelle cancellerie europee, si teme, molto semplicemente, l’effetto domino, lo tsunami che rischia di travolgere tutto un apparato, quello delle classi politiche dell’Unione europea, legate le une alle altre da affari illeciti, da affari tangentizi, a discapito di intere economie piagate ancora oggi dall’austerità imposta dalla moneta unica.
Il piano di Trump: far saltare l’UE e il suo magma di corruzione
Dalle parti dell’Espresso, house organ della sinistra progressista italiana, scrivono che “l’inchiesta su Zapatero sostenuta dall’Homeland Security americana viene letta nelle cancellerie europee come un messaggio a tutti i governi che hanno sfidato Trump.”
Nonostante la fonte sia nota, o famigerata, per aver sostenuto tutto ciò che è stavo voluto e deciso dalla governance globale e dall’UE, stavolta la verità non è molto lontana da questa affermazione.
Qualche tempo fa, su questo blog, si parlò infatti di una velina giunta da fonti vicine all’amministrazione americana, secondo la quale, Donald Trump aveva un piano molto preciso per far saltare in aria l’Unione europea.
Dopo aver messo a Budapest in pratica un agente di Viktor Orban come Peter Magyar, il leader di Fidesz ha iniziato a preparare la sua scalata per la Commissione europea, appoggiato da Trump, ma per poter raggiungere un obiettivo così ambizioso, i due leader hanno prima bisogno di dare una forte spallata a Ursula Von der Leyen, e ai politici che ancora la sostengono.

Peter Magyar
Donald Trump aveva già in mente nei mesi passati di iniziare a scoperchiare il verminaio di scandali che giace sotto l’Unione europea.
A Bruxelles e nelle capitali europee, c’è un vero e proprio mare magnum di corruzione.
I vari leader europei sono tutti coinvolti in enormi giri di tangenti, a partire proprio dalla Von der Leyen, accusata dal giornalista rumeno, Adrian Onciu, di aver ricevuto una maxi-tangente pari a 760 milioni di dollari mascherata da commissione versata a suo marito Heiko, trasferito in una società satellite della Pfizer poco prima che il presidente della Commissione europea firmasse il contratto per la fornitura dei vaccini.
Nelle altre cancelliere europee il malaffare è ugualmente all’ordine del giorno, e c’è veramente l’imbarazzo della scelta da dove poter cominciare per scoperchiare tutta la corruzione che si annida nell’Unione europea.
Uno dei filoni sui quali il presidente americano sembra punti di più è quello del giro di tangenti che ruota attorno allo sporco appoggio al regime nazista ucraino.
A Kiev, c’è un manipolo di avvoltoi che intascano i finanziamenti che i Paesi europei gli versano non senza però aver ricevuto una grossa fetta della torta in cambio.
I Paesi dell’Europa Occidentale si sono trasformati di fatto in delle centrali di riciclaggio del denaro sporco ucraino.
I vari membri della cerchia di ceffi di Zelensky sposta questi capitali in tutti i Paesi europei, a partire proprio dalla Spagna, luogo nel quale il “presidente” con mandato scaduto da più di un anno, ha comprato 26 case, e ovviamente anche dall’Italia, meta dove il “leader” ucraino ha comprato almeno 8 appartamenti.
L’Italia è diventata suo malgrado un centro di questi traffici, già dall’anno passato quando un altro dei finanziatori di Zelensky, il magnate ucraino di origini ebraiche più ricco e potente del Paese, Rinat Akhmetov, iniziò a comprare larghi appezzamenti di terreno in Sardegna, non senza però versare le solite ricche tangenti ai politici italiani, ignorati da una magistratura ormai completamente compromessa.

Rinat Akhmetov
Zelensky, come Sanchez, non riesce a controllare l’ufficio che ha iniziato le inchieste contro la sua corrotta cerchia, ovvero quell’agenzia anticorruzione, la NABU, che ha già spiccato diversi mandati di cattura verso i suoi uomini, tra i quali il suo stretto sodale, Timur Myndich, anch’egli di origini ebraiche come il “presidente” e attualmente latitante in Israele, e Andrey Yermak, arrestato qualche settimana fa, ricevuto in più di un’occasione dal raggiante Crosetto, che non si trattiene dall’entusiasmo quando vede questi personaggi di fronte a lui.
Oltre agli scandali ucraini, sul fronte italiano non va dimenticato che ci sono sempre sul tavolo i dossier caldi dello spionaggio illegale del 2016 eseguito contro Trump su ordine di Obama, assistito, secondo diverse fonti, da Matteo Renzi, molto sovraesposto mediaticamente in questa fase forse per via degli insistenti avvisi che giungono dagli Stati Uniti.
Washington comunque segue una strategia molto semplice.
Utilizza le cosiddette “backdoor”, ovvero quelle porte di servizio nelle varie democrazie liberali europee, delle quali si è servita in passato per difendere lo status quo della NATO e dell’Unione europea, e che oggi si rivelano delle micidiali trappole per topi nei confronti di sistemi politici che sono stati vassalli dell’Euro-Atlantismo e della governance globale per 80 anni.
L’Unione europea annaspa, vaneggia di una “NATO europea” e di un esercito europeo, ma la verità è che Maastricht è stata costituita per essere un’appendice dell’impero americano, e nel momento stesso in cui l’impero viene sciolto, l’UE non può più chiaramente vivere di vita propria.
Donald Trump perciò non sta facendo altro che premere i bottoni sulla sua tastiera per esacerbare quelle fragilità di quei sistemi politici europei che hanno cercato di rovesciarlo in ogni modo sin dall’inizio della sua avventura politica, in linea con quanto scritto nel documento pubblicato dal dipartimento di Stato.
Gli Stati Uniti non sostengono più le organizzazioni sovranazionali.
Non riconoscono delle strutture prive di legittimità politica, al soldo di gruppi di potere privati con un’agenda globalista ben precisa, ma vogliono rapportarsi soltanto con gli Stati nazionali, gli unici veri esclusivi legittimi possessori della sovranità nazionale, un concetto represso e accantonato dalla fine della seconda guerra mondiale in poi.
C’è perciò in atto uno smantellamento che porterà inevitabilmente alla fine dell’Unione europea e delle sue classi dirigenti.
Su questo blog la si è definita in più di occasione una “Mani Pulite alla rovescia”, poiché la prima tangentopoli fu fatta esplicitamente per togliere dalla scena una classe politica giudicata troppo indipendente per gli standard atlantisti, mentre la seconda, quella attuale, viene messa in atto per liberare l’Europa e l’Italia da delle classi politiche completamente corrotte e completamente sottomesse al capitale e alle solite massoneria.
La Prima Repubblica venne infangata e demonizzata da una stampa che aizzò l’opinione pubblica contro dei partiti che, al netto di tutto, avevano reso l’Italia la quarta potenza industriale attraverso il modello dello Stato imprenditore e soprattutto tramite la disponibilità di una valuta nazionale.
La Seconda Repubblica invece non ha praticamente dato nulla agli italiani, se non trascinarli nell’inferno del “sogno europeo”, fatto di austerità economica, di suicidi per le tasse troppe elevate, di disoccupazione di massa, mascherata spesso tramite la dicitura degli “occupati”, e da una immigrazione selvaggia che ha fatto esplodere i casi di stupri in tutta l’Europa Occidentale.
Se nella Prima c’era della corruzione, c’era a livelli ben inferiori a quelli presenti, ma soprattutto agli italiani restava la possibilità di vivere una vita dignitosa, con salari che consentivano di crescere delle famiglie, mentre nella Seconda, non c’è nulla, se non il puzzo del malaffare arrivato a livelli indescrivibili, e con un popolo abbandonato da un manipolo di mercenari e banditi senza scrupoli.
Una tangentopoli alla rovescia non farà altro che spazzare via questo grumo infetto del quale nessuno, se non il solito circolo di parassiti, sentirà la mancanza.
Gli 80 anni della repubblica di Cassibile sono alle porte, e presto forse si passerà dalla celebrazione del suo compleanno alla celebrazione del suo funerale.
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Tralascio i complimenti per l’eccellente disamina dei fatti e vengo subito al sodo ponendo la domanda che mi sorge spontanea ogni qual volta che, nei suoi articoli, capisco che il crollo della Ue e di questa nefasta classe politica si avvicina sempre di più. Io ho 54 anni, pertanto ricordo perfettamente tangentopoli, ero un ragazzino di 20 anni all’epoca ma nonostante la giovane età mi chiesi lo stesso per quali motivi l’inchiesta non toccò mai l’allora PDS. Ovviamente poi le motivazioni mi furono chiare dato che il pds era stato designato per realizzare in Italia i piani della governance globale. Pertanto la domanda che le pongo, ora che non sono più un ragazzo di 20 anni, è questa: “abbiamo una classe politica in Italia in grado di sostituire quella attuale?” Mi auguro di si, perché le pseudo opposizioni che si trovano facilmente sui vari social non mi incantano, anzi mi fanno ridere e non ho voglia di avere una terza repubblica ancora serva di qualche potenza straniera. Vorrei tanto che gli ultimi anni della mia vita trascorrano in un paese veramente libero e sovrano visto che i miei migliori ormai non me li ridà più nessuno. La prego di perdonare il mio tono un pochino esacerbato e sfiduciato ma le assicuro che siamo in tanti ad essere veramente stanchi di vedere come è stato ridotto questo Paese che da solo vanta più storia e gloria di tutti gli altri messi insieme.
Con stima.
Ciao Claudio, ti ringrazio. Non ce l’abbiamo già pronta. E’ tutta da costruire. Ci sono tante persone eccellenti che possono fare bene a questo Paese.
Buon pomeriggio Cesare,
per prima cosa complimenti per l’articolo. Mi soffermo solo un attimo sulla classe politica da costruire: non deve essere facile per le eccellenze che non possono non esserci (una gestisce da qualche anno un certo blog….) resistere e vivere nell’attesa di poter finalmente mettere mano alla situazione e cambiare il verso discendente della parabola di questo Paese…. Non lo è per chi è consapevole, figuriamoci per quelli che dovranno fare (più degli altri, perché le mani dovremo rimboccarcele tutti….).
Prendo spunto da questo articolo per condividere un dubbio che ho rispetto agli eventi post-92 e che volevo porre già sull’articolo precedente su Falcone… Il dubbio è ….Forza Italia, Berlusconi e il partito azienda nato dal nulla che sconfisse la “gioiosa macchina da guerra di Occhetto”. Secondo te è stato un incidente di percorso o un evento calcolato dai manovratori per illudere gli Italiani di aver scelto, semplicemente per evitare “sospetti” rispetto all’avvento dei “democratici di sinistra” in modo e preparare meglio il terreno, con un’attesa di fatto di qualche mese? O potrebbe esserci dell’altro? Perché rispetto a quanto avevano programmato (e questi qua sappiamo che programmano bene, almeno finché Dio lo permette) c’è stata una sorta di variabile impazzita che anche loro non hanno saputo contenere? Oppure semplicemente “era giù tutto previsto” anche per ritrovarsi il Cavaliere e gli altri personaggi di cui oggi sopravvivono il pronipote di Badoglio e la carciofara della Garbatella, giusto per citarne alcuni? Grazie anticipatamente per la risposta.
p.s. sono anch’io del 1972 come Claudio, ricordo le ultime settimane di Cossiga al Quirinale, lo vidi anche un sabato, il 29 febbraio del 1992, giorno del mio 20esimo compleanno, mentre suonavo con la Banda Militare al Cambio della Guardia e lui si affacciò da una scalinata che dava sul cortine interno del Quirinale. Sembra passato un secolo e, soprattutto, la cosa che mi dispiace è che allora e per molto tempo ancora, non sono riuscito a mettere a fuoco tutti gli eventi. Non so cosa avrebbe comportato acquisire la consapevolezza prima, però a volte, quando ci ripenso, mi arrabbio un pò con me stesso per aver vissuto 15 anni almeno in una sorta di limbo…. Ma adesso sono qua e va bene così.
Ciao Vittorio, a quell’età era difficile capire se non si aveva una formazione molto precisa in grado di far capire subito quali meccanismi si stavano attivando. La discesa in campo di Berlusconi non era stata minimamente prevista. Fu una delle ragioni principali per la quale la magistratura si attivò contro di lui.
Rispondo un po’ a tutte queste domande.
Il PCI di Milano dei primi anni ’90 era stato di fatto azzerato.
Ho recuperato, qualche tempo fa, un vecchio libro degli anni ’90 dove si racconta la botta che aveva ricevuto. Cos’ come la Lega Lombarda aveva vissuto un attimo di crisi prima di essere nei fatti salvata da Berlusconi.
Il sistema basato su appalti del PCI era il più furbo tra tutti i partiti, benché fosse condannato all’eterna opposizione riceveva quote per stare tranquillo.
Fossero stati tutti gli indagati zitti come Citaristici e Greganti, forse, l’indagine si sarebbe arenata.
Berlusconi, in realtà, aveva cominciato a pianificare la discesa in campo almeno dal 1991. Molti dei suoi più stretti collaboratori lo sconsigliavano dal tentare l’avventura. Ma Berlusconi sembra che abbia dovuto andare all’attacco. Forse con supporto atlantico.
Evidente che il PDS non governarà mai. Tra elezioni vinte da Berlusconi e periodi al Governo trascorsi sotto la minaccia di Bertinotti e dal desiderio di compiacere Berlusconi. Chissà perché.
Anche qui, altre imprecisioni. L’indagine sul PCI non è nemmeno mai partita. Hai probabilmente letto qualche libro dove si riporta questa vulgata che non corrisponde al vero. La vera indagine sui fondi neri del PCI la stava facendo Falcone che era arrivato ad un passo dal far uscire fuori tutta la corruzione del PDS. Berlusconi non aveva il sostegno atlantico. A Washington avevano già deciso che sarebbe andato al potere il PDS come puntualmente accaduto dopo che Scalfaro si adoperò per fare un golpe mentre cospirava contro il primo governo Berlusconi.
Dubito che la CIA non si fosse accorta di Berlusconi che preparava il partito che avrebbe vinto.
Sinceramente vedo difficile che Washington volesse a capo dell’Italia degli ex-PCI essendo il governo degli Stati Uniti a guida repubblicana.
La caduta di Berlusconi nel 1994 è stata causata dalla Lega Nord, la quale sarebbe stata salvata da Berlusconi stesso qualche anno dopo, in seguito ad una serie di scandali come il fallimento della finanziaria EdilCreditNord.
Mi sembra che Berlusconi abbia avuto un ottimo rapporto con gli USA, fino a quando è stato considerato troopo legato a Putin. Ma fino al 2008 Berlusconi veniva visto come un buon contatto con Mosca.
Aggiungiamo le guerre in Iraq ed Afghanistan a sancire un buon legame con gli USA.
Nel 1991/1992, Berlusconi ancora non aveva lanciato la sua piattaforma politica, quindi un suo ingresso in politica non era desiderato. Lo vedi difficile, ma è quello che è accaduto, documentato sia dai fatti accaduti prima e dopo il ’92. Berlusconi non è mai stato la prima scelta atlantica, tanto è vero che si è subito ritrovato investito da una massiccia campagna di stampa da parte dei quotidiani anglosassoni contro di lui.
Vedo che all’interno di Fininvest si parlava di Berlusconi politico fin dal 1991, così viene testimoniato che Berlusconi non era così convinto, almeno inizialmente e che molti consiglieri fidati suggerivano cautela.
Alla fine il supporto di Marcello Dell’Utri è stato determinante.
Non capisco tanta compiacenza verso Berlusconi. Se il PDS ed i suoi derivati sono esecrabili, Forza Italia e la Lega non sono state meglio. Come testimonia la maggioranza attuale, di fatto a guida Forza Italia.
I provvedimenti più vergognosi (ricordo la legge Lorenzin ed il Green Pass, passando per la Bicamerale ed i governi Monti e Draghi) sono stati approvati da PD e FI uniti in maggioranza di fatto.
Come succede anche in Consiglio Comunale a Milano.
Inoltre Berlusconi mi è sempre sembrato più attento ai propri problemi che alla politica internazionale, dove non mi sembra che abbia tenuto una postura differente. Grazie a Berlusconi gli ex-MSI sono stati accolti in Israele, giusto ad esempio.
Vorrei ricordare un punto fermo della piattaforma di Berlusconi nel 1994: sbarramento verso chi aveva ricevuto un solo avviso di garanzia e corteggiamento verso Di Pietro.
Se gli USA avessero voluto estrometterlo, ne avrebbero avuto di materiale. E difficilmente se la serebbe cavata modificando le leggi a proprio vantaggio.
Nel 2011 viene estromesso e, per tutta risposta, aveva sostenuto Monti ed assunto una postura più marcatamente filo-EU. Infatti stava iniziando una campagna di acquisizioni in Germania.
“Non capisco tanta compiacenza verso Berlusconi. Se il PDS ed i suoi derivati sono esecrabili, Forza Italia e la Lega non sono state meglio.”
Il problema è che tu leggi poco e in maniera disattenta perché da parte mia non c’è stata nessuna “compiacenza”. Ho scritto più volte che Berlusconi non poteva toccare i fili del sistema perché lui era legato ad esso. Il fatto che non fosse il rappresentante designato di Washington è una evidenza, non una speculazione. L’apparato angloamericano ha sempre diffidato di Berlusconi tanto che sono state fatte violente campagne stampa contro di lui proprio per tale ragione. Nel 2011 decisero che era il momento di rimuoverlo e così fecero. Difatti da quel momento anche quella minima parvenza di “ostilità” all’apparato eurista si è dissolta molto rapidamente.
Sul fatto che Berlusconi non fosse anti-sistema, credo che concordiamo in pieno.
Mi associo con quanto scritto da Claudio. Sono classe 1966 e ancora più di Claudio ho visto e vissuto passare l’Italia da primaria e mondiale potenza industriale e manifatturiera alla condizione miserevole di adesso. Come Claudio non ho compreso cosa veramente era mani pulite ma la perplessità del Partito democratico della Sinistra indenne da tutte le purghe è stato l’inizio del tarlo che scavando piano piano mi ha portato a comprendere che ci raccontavano solo quello che certi circoli di potere volevano che sapessimo senza tutto il resto. Da lì e certamente grazie a quell’invenzione che già fu internet cominciai a scavare fonti che raccontavano tutta un altra storia ben diversa da quella dei media.
Penso (non a torto) che ai circoli mondialisti sia sfuggita e sottovalutata la capacità di internet di fare girare a una gran massa di gente le notizie e le analisi molto difformi se non opposte alla propaganda dei media che lor signori controllano. Come il Blog del Dott Sacchetti.
Ciao Claudio stammi bene!
Ennesimo pregevole articolo, Cesare, grazie mille!
Perdonami il dubbio, però: fuori dal Raphael c’erano militanti del MSI e dell’ex PCI (PdS in primis), ma ce n’erano anche del PSI come scrivi o è un piccolo refuso?
Ciao Berto, ti ringrazio. No, erano del PDS e del MSI. Grazie anche per la segnalazione sul refuso.
Ci mancherebbe, ancora grazie a te!
Benedetto Croce ebbe a scrivere qualcosa di questo tenore: ” meglio un politico bravo, anche se un poco ladro, che un onestuomo ma incapace. Quest’ultimo fa molti più danni”.
Il problema, a tutti i livelli per tutti gli stati nazionali nonchè quel carrozzone di europa sedicente politica, è che oggi abbiamo gestori della cosa pubblica poco bravi ma molto ladri!
Buongiorno Dott. Sacchetti, Questi centri di potere purtroppo sono ancora molto forti. I settori chiave tipo magistratura, media ecc. ,ovviamente corrotti ed asserviti, sono tuttora in mano loro. Finché avranno risorse economiche ed operatività non sarà così facile abbatterli. Speriamo ci si potrà riuscire presto,Saluti e complimenti per la bella analisi fatta
Le persone eccellenti che potrebbero fare bene a questo paese, non si impantaneranno nelle leggi e norme in vigore attualmente in Italia tranne se verrà messo un grande masso sul passato oppure dare fuoco a tutto il cartaceo esistente e iniziare daccapo.
Non saprei dare una valutazione.
Il caso scoppia solo dopo che Sanchez ha negato l’uso delle basi spagnole durante l’intervento in Iran.
La corruzione è evidente, ma, guardando ai numeri, è decisamente meno di molti altri casi.
La fine della Lega Nord è legata ai 60 milioni di Euro.
Oppure il tentativo indipendentista della Catalogna era stato scaturito dal ritrovamento di miliardi ad Andorra nascosti dagli autonomisti di Barcellona che hanno tentato la carta della rivolta per evitare confische e prigione.
Inoltre Trump ha appena promosso la Polonia come Nazione di massima affidabilità in ambito europeo.
Non che la Polonia brilli per trasparenza.
Forse finirà l’era Sanchez per una nuova era che vedrà protagonista la Destra di Vox. Che sembra una copia spagnola del RN francese.
E guardandosi intorno non vedo nulla di nuovo.
Magyar manterrà una linea non differente da Orban, ma, come primi provvedimenti ha bloccato l’uscita dalla CPI ed ha permesso il Gay Pride a Budapest. Credo che Magyar sia solo interessato a continuare a percepire i ricchi sussidi da Bruxelles badando a non alzare polveroni.
I veri poteri da colpire sono altri.
Ci sono diverse imprecisioni qui. In Iran, ormai dovrebbe essere chiaro che gli Stati Uniti non hanno eseguito nessun attacco tantomeno hanno rifornito Israele. A Trump serviva solo un pretesto per dimostrare come Sánchez gli fosse ostile e lo ha colto subito. Il governo di Magyar non ha ancora detto nulla sul Pride e il divieto resta in vigore. I fondi l’Ungheria li ha presi per anni. Ultima cosa: Budapest non ha cambiato la sua posizione sul sostegno a Kiev.
Sempre articoli centratissimi , illuminati e taglienti come sciabole . Difficile trovare eguale nellinformazione italiana. Infatti il paese dei caproni odia Trump e non capisce che è proprio grazie a lui che siamo ancora tutti vivi . Servono persone eccellenti la massa è troppo manipolabile , dopo il covid poi è proprio evidente che la maggioranza proprio non ce la fa . Infatti Trump fa bene a farsi odiare ma a tirare dritto per la
Sua strada . La storia giudicherà
Ti ringrazio, Sigfrido. Trump è ben consapevole che il popolo non può capire determinate dinamiche, almeno nell’immediato. Se la democrazia non è mai stata uno dei metodi di governo prediletti per quasi 20 secoli, una ragione ci deve pur essere.
Tutto strameritato Dottor Sacchetti, non regalo nulla. La forma di governo può essere alla fine irrilevante . Ciò che conta è la dignità con la quale i cittadini sanno difendere il loro Paese senza cadere nell’errore che si possa essere “cittadini del mondo” senza prima esserlo della propria terra. L’unico diritto che hai è quello che sai difendere .
Aspettiamo con viva trepidazione e incessanti preghiere che vengano aperti presto, il più presto possibile, anche i “cassetti” relativi alle varie cricche del malaffare e della malavita legalizzata operanti in Italia: quelle cricche le quali, usurpando le istituzioni della libera repubblica italiana e raggirando la buona fede del popolo italiano, ci hanno ingannati, oppressi, derubati, taglieggiati per decenni nella sciagurata storia d’Italia che va dagli anni Novanta fino ai nostri giorni. Possa la Giustizia divina, avvalendosi del braccio secolare dei nuovi restauratori dell’ordine e del diritto tra le genti, colpire duramente, senza pietà né misericordia, gli affamatori e persecutori dei popoli, in primo luogo del popolo italiano; di questo popolo che ormai da decenni geme sotto il tallone di poteri iniqui e tirannici. Invito molti Italiani di buona volontà a pregare regolarmente, come ormai faccio io da alcuni anni, perché la testa del serpente infernale, incarnata nelle varie controfigure che hanno oppresso e taglieggiato il nostro Paese da molti anni, venga recisa di netto; prego anche di poter assistere, sedendo in prima fila, a questo spettacolo. Aspetto da anni di vedere questi malviventi con la testa schiacciata nella polvere.
Ciao Cesare.Aspettiamo con fiducia Aimone di Savoia.Serve solo la monarchia a questo paese.Una sola persona al comando.Il resto sarà tutto da cestinare.
Il blog del Dr. Sacchetti deve essere conservato per i posteri come tesoro nazionale, in quanto l’unico a riportare fatti con verità e assoluta precisione.
Per riallacciarmi all’utente Claudio, io di anni ne ho 55 e ho smesso di votare proprio con l’avvento di Tangentopoli. Provenendo da una famiglia socialista con grandi simpatie per l’MSI del compianto Almirante, mi era stato spiegato fin dall’inizio che lo scopo di quell’operazione era proprio spazzare via la classe politica che ci aveva dato l’eccellenza nel mondo -ricordiamo che eravamo la quarta potenza industriale nel mondo con Craxi e Andreotti- e che la rovina era iniziata con la privatizzazione della Banca d’Italia, prodromo della futura disfatta di questo paese, che non ha più alcuna sovranità.
E il fatto che si parli oggi di quella cloaca dell’Ucraina come di “paese sovrano e indipendente ingiustamente invaso dalla Russia” grida al cielo vendetta umana e soprattutto divina.
L’unione Europea è un abisso di abiezione e male assoluto che va smantellata dalle fondamenta anche a base di parecchi esorcismi, e non scherzo affatto.
E se i Presidenti Trump e Putin riescono, e io credo proprio di sì, a far crollare definitivamente questa associazione criminale di stampo massonico e pedosatanico, non solo avranno la mia gratitudine fino al mio ultimo giorno, ma mi metto a disposizione per lustrar loro le scarpe finché vivo, perché vedere saltare quel verminaio a Bruxelles, covo della peggior feccia pedosatanica – ricordiamo tra tante la vicenda Dutroux in primis, in cui torture e omicidi di bambine erano puro intrattenimento per le élite belghe ed europee, inclusi i reali del Belgio- sarebbe un vero dono del Signore non solo a me, ma a tutta l’umanità che cerca giustizia e un ritorno alla grazia di Dio.
Su Di Pietro dico solo che lo disprezzo da oltre 30 anni e a tutt’oggi coltivo ancora il dubbio che costui abbia veramente una laurea in giurisprudenza e passato il concorso da magistrato.