Gli Epstein nel corso della storia: gli agenti della rivoluzione mondiale

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28/07/2026

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di Cesare Sacchetti

Epstein è un nome salito ai (dis) onori delle cronache solo nei tempi più recenti per via del famigerato Jeffrey Epstein.

Epstein è stato molto di più di un uomo che ce l’ha fatta.

La sua parabola è quella di un personaggio che è stato preparato meticolosamente, prim’ancora che il suo nome iniziasse ad essere pronunciato nei salotti dell’alta società newyorchese.

Ogni porta è stata aperta al miliardario pedofilo del Mossad che nel giro di poco tempo è riuscito a guadagnarsi la cattedra di matematica presso la prestigiosa Dalton’s School, nonostante fosse privo dei requisiti accademici per poterlo fare, fino ad arrivare, ancora più inspiegabilmente, pochi anni dopo a Wall Street, nel cuore della finanza anglosionista a gestire patrimoni da capogiro.

Gli apre le porte un altro importante membro di quel mondo quale Lex Wexner, fondatore dello storico marchio di intimo Victoria’s Secret, che si affida a lui nonostante Jeffrey fosse un signor nessuno nel giro della finanza newyorchese.

C’era qualcosa di più grande, di più pianificato per la vita di Jeffrey Epstein che tra la fine degli anni’80 e l’inizio degli anni’90 diventa di fatto l’uomo incaricato di gestire il traffico di esseri umani per conto del Mossad affiancato dalla sua sodale, Ghislaine Maxwell, figlia del famigerato Robert, morto in circostanze poco chiare al largo delle Canarie.

Ghislaine Maxwell e Jeffrey Epstein

Epstein doveva diventare l’uomo del mondo di mezzo, il trafficante che gestiva una rete pedofila internazionale non certo per suo conto, ma per poteri molto più “grandi” che sono quelli con i quali lui interagiva nella sua corrispondenza quotidiana.

Tra i cosiddetti file di Epstein, si trova una fitta corrispondenza con Ariane de Rothschild, vedova di Benjamin de Rothschild, esponente del ramo francese della famigerata famiglia di banchieri, scomparso improvvisamente nel 2021 per cause non del tutto appurate, come non di rado accade agli uomini che frequentano i piani alti di tale apparato.

I banchieri Epstein che aiutarono Hitler

Jeffrey lo diceva chiaramente, senza indugi, che lui era a tutti gli effetti un agente dei Rothschild, ma nella corrispondenza con Ariane c’è una email in particolare che fa pensare a qualcosa di più grande dietro tale cognome.

Epstein conosceva molto bene la storia del giovane Adolf Hitler.

Sapeva che nei suoi primi anni a Vienna, quelli più misteriosi e mai realmente approfonditi, il giovane austriaco era poco più che uno spiantato che faticava a sbarcare il lunario e che non aveva nessun astio nei confronti degli ebrei.

Il 20enne al contrario era un estimatore degli ebrei così come lo era della famiglia Rothschild verso la quale lui manifestava grande ammirazione a differenza di quello che avrebbe detto alcuni anni dopo nelle pagine del Mein Kampf.

Jeffrey Epstein sapeva che Hitler all’epoca, tra il 1908 e il 1913, era un aspirante pittore e che aveva scelto come meta per il suo soggiorno un luogo come l’ostello di Männerheim, dal quale lui avrebbe dovuto stare il più lontano possibile.

Hitler infatti aveva eletto come suo domicilio una pensione che era stata finanziata da tre abbienti famiglie ebraiche, i più noti e ricchi Rothschild, i Gutmann, e gli Epstein che già allora dominavano la scena viennese.

Gli Epstein a Vienna erano proprietari del Palais Epstein, avevano accumulato una fortuna nel giro di poco tempo, e Jeffrey quando scrive ad Ariane afferma che sia assolutamente vero il fatto che il futuro fuhrer del nazismo fosse stato aiutato da quelle famiglie ebraiche, compresi gli Epstein.

In un’altra email, stavolta indirizzata a Steve Bannon, il suo aiutante allontanato dal presidente Trump anni addietro, sembra esprimere molta preoccupazione che gli organi di stampa potessero venire a sapere di questa circostanza.

Epstein aveva sulla sua scrivania un articolo di un quotidiano dello Utah del 1976, una chicca da attenti collezionisti, nel quale si raccontavano le difficoltà giovanili di Hitler a Vienna e di come la famiglia degli Epstein di Vienna in pratica lo tirò fuori da una situazione di estrema precarietà.

L’articolo di giornale conservato da Epstein

Il pedofilo del Mossad era preoccupato.

Temeva che quell’articolo di giornale potesse diventare di dominio pubblico, e soprattutto temeva che molti potessero associare il suo nome a quello di Hitler, anche se, almeno ufficialmente, non sono note parentele tra Jeffrey Epstein e ramo della famiglia ebraica di Vienna.

Forse però Epstein sapeva qualcosa che gli altri non sapevano, e questo spiega la sua inquietudine manifestata al fido Bannon.

Epstein è certamente un nome molto diffuso tra gli ebrei askenaziti.

Gli askenaziti sono il ceppo etnico più ampio tra gli ebrei contemporanei tanto da rappresentare l’80% dell’intera popolazione ebraica mondiale.

A detta di alcuni, le origini di questa etnia sarebbe un rebus, ma secondo diversi ricercatori e demografi ebrei, i cosiddetti askenaziti non sarebbero altro che gli eredi dei cazari, ovvero i sudditi del regno di Cazaria governato da Re Bulan tra l’VIII e il IX secolo d.C, il quale decise, per ragioni di opportunità politica, di far convertire il suo popolo alla religione ebraica.

Arthur Koestler, autore del celebre saggio intitolato “La tredicesima tribù” dedicò ampio spazio a tale interessante ipotesi, fino a quando non venne una conferma più scientifica da parte del genetista Eran Elhaik, che dimostrò come gli ebrei askenaziti avessero a tutti gli effetti il DNA dei cazari.

Epstein viene da lì.

E’ il figlio di una conversione che ha cambiato la storia dell’ebraismo e che ha creato un ebreo etnicamente molto diverso da quello sefardita, e già nel suo cognome si può incontrare questa transizione.

Epstein viene infatti da Eppstein, un luogo della Germania, Paese cardine degli askenaziti, dove c’era un castello appunto nel quale è nato il ceppo di questa famiglia oggi molto diffuso tra gli ebrei cosiddetti “moderni”.

Israel Epstein: il comunista “cinese”

Il nome Epstein però sembra portare con sé una storia molto particolare.

Se non c’è dubbio alcuno che Jeffrey mostrava preoccupazione per una eventuale associazione tra lui e i banchieri Epstein che soccorsero Hitler, è altrettanto vero che ci sono stati altri Epstein nel corso della storia del’900 con ruoli altrettanto delicati.

Tra questi c’è senza dubbio Israel Epstein, un uomo di cui si sa poco in Europa Occidentale, ma che ebbe un ruolo a dir poco di primissimo piano nella rivoluzione comunista in Cina.

Israel Epstein

A detta del rabbino americano Stephen Wise, il comunismo non è altro che una espressione della religione talmudica per via della sua profonda avversione per il cristianesimo e per il rabbioso desiderio di voler demolire tutti i fondamenti della società tradizionale, fondata sulla supremazia del diritto naturale.

Certamente è noto come la larghissima parte dei bolscevichi fossero tutti di origini ebraiche, così com’è altrettanto noto che a mettere a disposizione le immense risorse finanziarie necessarie per rovesciare e uccidere lo Zar Nicola II e la sua famiglia furono uomini come Jacob Schiff e Max Warburg.

Le trame dell’alta finanza newyorchese erano note a diverse agenzie di intelligence già allora, a partire da quella americana, ma il presidente Wilson piuttosto che aiutare quello che in quel momento era un suo alleato nella prima guerra mondiale, la Russia imperiale, aiutò piuttosto Trotzki a lasciare gli Stati Uniti per fare ritorno in Russia tanto da dargli gentilmente un passaporto americano.

Meno noto è invece il decisivo contributo dei bolscevichi ebrei alla costruzione della futura rivoluzione comunista in Cina.

Già nei primi anni’20, dopo l’instaurazione del regno di terrore dell’URSS, Lenin e Trotzki, interessati a portare il comunismo in tutto il mondo, mandarono in Cina un loro esponente, Gregory Voitinsky, per iniziare le prove di costruzione del cantiere comunista cinese, al quale contribuiva Chen Duxiu, un marxista cinese, anch’egli di origine ebraiche, e fondatore del partito comunista cinese nel 1921.

Chen Duxiu

A Shangai, c’era una fervente comunità cinese ebraica molto interessata alla causa del comunismo che negli anni’40 vide il suo compimento attraverso l’istituzione della Repubblica Popolare Cinese, ancora oggi esistente.

Mao Zedong ovviamente è il nome più noto, o famigerato, associato all’instaurazione del comunismo in Cina, responsabile di un massacro di contadini non inferiore a quello praticato dai “colleghi” sovietici negli anni precedenti, ma c’erano degli uomini che non venivano dalla Cina proprio come Israel Epstein.

Epstein, nato nel 1915 a Varsavia, allora parte dell’impero russo, era figlio di un sovversivo impegnato contro lo Zar, come i bolscevichi, e crebbe in Cina dopo che la sua famiglia si trasferì lì quando lui aveva solo 2 anni.

Israel decise comunque da adulto di raccogliere a pieno l’eredità del padre.

Dedicò la sua vita alla causa comunista da giornalista, fino a quando, dopo il successo di Mao, divenne uno dei pochi stranieri, tutti di origini ebraiche, a ricevere degli incarichi di altissimo prestigio dal partito comunista cinese.

Il giornalista “cinese” divenne il portavoce del regime comunista nel mondo, l’uomo incaricato di gestire le sue pubbliche relazioni internazionali, nonché membro della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese.

Altri stranieri di origine ebraiche ebbero dei ruoli di primissimo piano nella rivoluzione comunista cinese, e tra questi si possono citare Sydney Rittenberg, Frank Coe, Sol Adler, e Michael Shapiro, che fecero parte di un gruppo di lavoro per tradurre i testi di Mao Zedong in inglese.

Mao Zedong

Shapiro può considerarsi a tutti gli effetti come l’uomo della propaganda del regime, colui che aveva il compito di trasmettere l’idea del “Grande balzo in avanti” che il partito comunista voleva far arrivare alla popolazione cinese, mentre Coe e Adler ebbero degli incarichi direttivi di primaria importanza presso il Tesoro cinese.

Due delle funzioni più strategiche della dittatura comunista quali la gestione della moneta e la propaganda mediatica erano affidate così a non cinesi, uomini di origini ebraiche, nati negli Stati Uniti o in Polonia, come Epstein, trapiantati in Cina pur di far si che quel sanguinario regime continuasse a massacrare i suoi oppositori, soprattutto i cristiani, e a deportare chiunque considerato come ostile o nemico della nomenclatura del partito comunista.

Israel Epstein era così importante per il regime che lo stesso Mao Zedong gli insignì diverse onorificenze, come fece in seguito anche Hu Jintao, ex segretario del partito comunista epurato da Xi, che si recò al suo funerale nel 2005.

Ci sono stati, come si vede, altri Epstein impegnati nella rivoluzione mondiale, ma i banchieri di Vienna e il “cinese” Israele hanno avuto altri “illustri” omonimi anche in Europa.

L’Epstein che creò il fenomeno dei Beatles

Il più famoso, o famigerato, è certamente Brian Epstein, il noto agente dei Beatles.

Brian Epstein

I Beatles non sarebbero nemmeno probabilmente esistiti senza di lui.

I quattro ragazzi di Liverpool nei primi anni’60 erano una delle tante bande rock di quel periodo e non calcavano importanti palcoscenici, se non quelli di qualche triste bordello tedesco.

Nel 1963, c’è l’improvvisa ascesa.

Brian Epstein insiste moltissimo verso George Martin, dirigente della EMI, per concedergli un’audizione, nonostante i membri del gruppo avessero, come detto dallo stesso Martin, espresso solo “spazzatura”.

La musicalità non apparteneva ai Beatles.

Nessuno di loro aveva scritto delle canzoni di rilievo prima delle loro audizioni, ma, magicamente, dal 1963 in poi arriva la loro improvvisa trasformazione ed ascesa, fino ai successi degli anni a venire, molto più sofisticati ed elaborati delle canzoncine scritte agli esordi.

Non pochi esperti musicali concordano sul fatto che altre mani e altre menti, più colte, abbiano accompagnato questa crescita del gruppo, soprattutto quella di Theodor Adorno, filosofo di origini ebraiche tra i più influenti fondatori della scuola di Francoforte.

Theodor Adorno

La scuola di Francoforte aveva in mente un tipo di società destrutturata, priva dei suoi valori tradizionali, e il passaggio dal vecchio mondo al nuovo è stato indubbiamente favorito dallo show business, ovvero dalle varie bande rock divenute fenomeni globali che dovevano modellare la nuova gioventù nichilista e in guerra con le tradizioni cristiane.

I Beatles sono una delle armi più potenti di questa guerra culturale, e Brian Epstein è senza dubbio la mente che costruisce questo fenomeno dal nulla, anche se la parabola dello stesso Epstein è fitta di misteri.

Brian infatti non vantava nessuna esperienza come manager di gruppi rock.

A scuola, si era fatto notare più per le espulsioni accumulate che per il suo talento, e lontano dalle aule scolastiche era stato arrestato in almeno un’occasione vicino ad un bagno pubblico dove si davano appuntamento i vari omosessuali di Londra.

Dopo aver lasciato l’Accademia di Arti Drammatiche, decide di intraprendere la carriera di manager musicale, senza nessuna esperienza nel settore, e riesce subito a far firmare un contratto ai Beatles, che prima di incontrarlo non avevano cavato un ragno dal buco.

Qualcuno o qualcosa voleva probabilmente che lo sconosciuto Brian Epstein diventasse il manager della band più popolare del pianeta, così come qualcuno o qualcosa ha costruito la incredibile parabola di un gruppo rock che non aveva scritto nulla di rilevante prima che il loro mentore li prendesse sotto la sua ala protettrice.

Nel corso di tutta l’ascesa dei Beatles, c’è stata sicuramente una fortissima influenza ebraica che andava al di là dello stesso Epstein.

La epocale tour della band negli Stati Uniti fu possibile solo grazie all’impresario Sid Bernstein, ebreo newyorchese, che spalancò ai quattro le porte dello Shea Stadium di New York.

I legami tra i Beatles e gli ebrei andavano anche oltre la sfera degli affari e della loro carriera.

Paul McCartney, o il suo sosia, secondo diversi esperti forensi, si sposò nel 1969 con Linda Eastman, figlia di un noto avvocato di New York, che aveva cambiato il suo nome da Epstein a Eastman.

Paul McCartney e Linda Eastman (Epstein)

Brian Epstein non era quindi l’unico Epstein nella vita dei Beatles, anche se non sono noti rapporti di parentela tra Linda e il manager del gruppo.

Ringo Starr ha deciso a sua volta di sposarsi nel 1981 con una donna a sua volta di origini ebraiche, Barbara Bach, nota negli anni precedenti per essere stata una Bond girl, un’attrice che aveva interpretato una delle spasimanti del famoso agente di Sua Maestà, James Bond.

George Harrison, dopo aver sposato e divorziato da Pattie Boyd, decise di seguire l”esempio” dei suoi amici Paul e Ringo, e si unì a Olivia Arias, una ebrea sudafricana dalla quale ebbe un figlio, a tutti gli effetti ebreo, come i primi tre figli di Paul McCartney, secondo quanto previsto dalle tradizioni talmudiche, in base alle quali il gene dell’ebraismo si trasmette dalla madre, e non dal padre.

John Lennon infine non sposò una donna ebrea, ma di lui è famigerato il suo disprezzo verso il cristianesimo, che lo aveva portato ad urinare su tre suore, e ad affermare che i Beatles erano persino più popolari di Cristo, da lui considerato come il capo di una “religione fascista”.

Altrettanto nota la sua passione per il mondo dell’occulto e l’esoterismo, che lo portò ad avvicinarsi sempre di più all’ebraismo, tanto che nelle settimane precedenti il suo omicidio avvenuto nel 1980 a New York, aveva iniziato a visitare frequentemente il rabbino Shlomo Riskin, al quale rivolgeva domande mistiche e di carattere teologico.

Nonostante la sua apparente professione di ateismo, John manifestava un vivo interesse per la religione ebraica fino a prendere la decisione di studiare l’alfabeto ebraico e i testi sacri di questo culto, a dimostrazione che John Lennon era probabilmente qualcosa di più dell’ateo che voleva far credere.

Ogni epoca storica, come si vede, ha avuto il suo Epstein.

Gli Epstein più noti dall’inizio del secolo scorso fino ai giorni attuali sono stati tutti degli agenti di primissimo piano della rivoluzione mondiale e delle sue espressioni.

Ogni Epstein in diversi Paesi del mondo ha portato avanti il disegno dei nemici della cristianità.

Le strade degli Epstein portano tutte verso il cuore della rivoluzione mondiale.

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11 Commenti

  1. Isabel.

    Buongiorno, Cesare. Ottimo articolo, come sempre. Ogni volta che ti leggo, mi arricchisco grazie alle preziose informazioni che possiedi e metti a nostra disposizione. L’ho appena finito di leggere e mi è venuta la convinzione che, tra i pilastri fondamentali di questo personaggio nefasto, ci sia nientemeno che il satrapo Yahweh stesso. Da Mendoza, Argentina, un grande saluto.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Ciao Isabel, ti ringrazio, ma Yahweh non c’entra nulla con loro.

      Rispondi
  2. Massimo

    Questo articolo è veramente fatto su misura per tutte quelle pecore , e sono tante purtroppo, che seguono in modo massiccio i concerti di Vasco.Difficile debellare ciò che gli askenazi hanno costruito nei secoli , ci vuole molta pazienza.Ma ci stiamo riuscendo anche grazie a una persona come te che diffonde queste verità nascoste.Hai tutta la mia stima profonda da anni.Ciao.

    Rispondi
  3. tom

    Interessante. Va anche detto – ed è molto importante – che Jeffrey Epstein è stato membro dal 1995 al 2007 della Trilateral Commission, fondata da David Rockefeller nel 1973. Elenchi ufficiali dei membri qui: https://isgp-studies.com/tc#sources – poi bisognerebbe approfondire l’intuizione di Zagami che vuole/vorrebbe Jeffrey Epstein un frankista.

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    • La Cruna dell'Ago

      Grazie, ma di quel che dicono i massoni, i quali spesso depistano, mi fido poco.

      Rispondi
  4. raffaella maynardi araldi

    COMPLIMENTI!
    (sto inviando il tuo articolo ai miei amici)

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  5. Decio Meridio

    Non risulta che Olivia Harrison sia ebrea.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Sì, lo è. Olivia Arias, ebrea sudafricana. Basta aprire il link con la fonte dell’informazione.

      Rispondi
  6. Pi

    Se invece vogliamo cercare gli Epstein “de noantri” possiamo cominciare ad indagare i Segre: oltre all’ineffabile Liliana e ad Emilio premiato col Nobel la stessa pagina di disambiguazione di Wikipedia ci offre una lista succosa di imprenditori, intellettuali e professionisti che stranamente si trovano sempre nell’ombra di qualche potente che “ci mette il nome”:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Segre

    Ps: altrettanto stranamente questa pagina si dimentica del Segre comandante dell’esercito del Regno d’Italia che condusse le operazioni della breccia di Porta Pia.

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