di Cesare Sacchetti Come ci si aspettava, la stampa in queste ore è interamente ai suoi piedi....
Il CD di Zandvoort: la galleria degli abusi sui bambini insabbiati dalle élite pedofile
di Cesare Sacchetti
Anni fa, nel 1998, si iniziò a parlare di questa storia in Francia.
A poca distanza dal Paese transalpino, era appena scoppiata una bufera, non ancora del tutto sopita, quale quella dello scandalo Marc Dutroux, il pedofilo e assassino seriale belga, responsabile di almeno quattro omicidi di bambine e adolescenti, e probabilmente diversi altri mai indagati dalle autorità belghe.
Un uomo in quel momento proprio nei Paesi Bassi stava cercando di fare luce su una enorme rete pedofila, strettamente legata a quella del caso Dutroux.
Quell’uomo era Marcel Vervloesem, fondatore della associazione Morkhoven, che si occupava di dare assistenza ai bambini vittime di abusi pedofili.

Marcel Vervloesem
Marcel sapeva cosa voleva dire essere vittima di un orco.
Lo era stato anche lui, nella sua infanzia, e una volta divenuto adulto decise di mettersi al servizio di quei bambini che non erano stato protetti e difesi come capitò a lui da bambino.
Le indagini di Marcel Vervloesem
Vervloesem aveva una grande capacità investigativa.
Sapeva mettere insieme i pezzi di una vasta rete che aveva nei Paesi Bassi uno dei suoi quartier generali.
Verso la seconda metà degli anni’90, Marcel entra in contatto con un uomo, Jan Gerrit Ulrich.
Jan è un pedofilo.
Dopo essere entrato in contatto con lui, l’attivista antipedofilo olandese entra nella casa di Ulrich e scopre un vero e proprio database degli orrori.
Ulrich aveva nella sua casa di Zandvoort almeno otto computer, tutti accessi, e tutti contenenti materiale pedopornografico.
Marcel lo avvisa che non poteva restare in silenzio dopo quello che aveva visto.
Non poteva tacere di fronte a quella vastissima quantità di materiale pedofilo, e informa Ulrich che doveva necessariamente chiamare la polizia.
Il pedofilo lo ferma e gli dice di aspettare.
Il CD della galleria pedofila
Gli mette tra le mani un CD, il famigerato CD di Zandvoort, sul quale c’è una sterminata quantità di immagini pedofile, alcune delle quali danno il voltastomaco.

Alcune delle vittime della rete pedofila di Zandvoort, (immagine della fondazione princessedecroy)
Sul CD infatti ci sono bambini sodomizzati, picchiati brutalmente, e in alcuni casi anche materiale, se possibile, persino più estremo, come i famigerati film snuff.
I film snuff sono un vero e proprio culto delle élite pedofile e sataniche che sono disposte a pagare cifre molto elevate per averli.
Durante lo scandalo Dutroux, venne fuori che proprio in Belgio e in Olanda c’erano dei sexy shop che sotto la facciata dell’attività legale di vendita di comune materiale pornografico, offrivano ad alcuni clienti selezionati quei filmati dove diversi bambini venivano torturati e uccisi.
Dutroux stesso è stato una sorta di esecutore, un macellaio al servizio di questi circoli satanici che si metteva all’opera per soddisfare le richieste dei suoi “facoltosi” clienti.
Marcel così entra nel tunnel degli orrori per mezzo di Ulrich che probabilmente stava cercando una via di fuga da quel giro, forse pentito della sua perversione e del suo traffico di quell’orribile materiale.
Jan pagò certamente un prezzo molto alto.
Ci sono dei codici non scritti nel circolo pedofilo, delle regole inviolabili che costano la vita a coloro che le violano.
Ne parlò, tra gli altri, il cineasta americano di origini ebraiche, Stanley Kubrick, il quale aveva una conoscenza profonda del problema pedofilo, quando spiegò all’attrice Nicole Kidman che tali élite governavano le istituzioni più importanti del pianeta ed erano vincolate da tale inconfessabile segreto.
Ulrich venne ucciso poco dopo aver consegnato il CD a Marcel, durante un viaggio in Italia, a Pisa per la precisione, da un altro pedofilo quale Robert Van Der Plancken, che si trovava con lui in quel momento.
Il caso inizia a diventare di dominio pubblico.
La polizia olandese fa irruzione nella casa di Ulrich a Zandvoort, e sequestra il materiale che aveva già visto in parte Marcel.
A questo punto, la vicenda inizia a impantanarsi.
Ci sono dei meccanismi collaudati ogni qualvolta un scandalo pedofilo emerge.
Le autorità investigative dei vari Paesi Occidentali sistematicamente si bloccano, non seguono le piste investigative che potrebbero portare all’arresto degli influenti personaggi dei quali parlava Kubrick.
Sono capi di Stato, banchieri, politici di primo piano, economisti e capitani di industria tutti uniti da questa perversione, sviluppata quasi certamente in seno alle logge massoniche, poiché in tali luoghi gli iniziati a poco a poco, quando salgono di grado, iniziano a perdere la loro residua umanità, aprono la loro anima a desideri di natura satanica, come appunto la pedofilia.
Ne ha parlato un ex massone del 33° grado come William Schnoebelen, ma anche il compianto padre Malachi Martin che rivelò dell’esistenza di queste sette sataniche che facevano della pedofilia un loro imprescindibile rito.
Il satanismo è presente anche in questa storia, ovviamente.
La sparizione di Manuel Schadwald
Marcel inizia a indagare anche su un altro caso di un bambino che era scomparso qualche anno prima in Germania come Manuel Schadwald.
Manuel viveva a Berlino e scomparve nel 1993.

Manuel Schadwald
Di lui si persero le tracce, fino a quando la rete di attivisti antipedofili guidata da Vervloesem sostenne che il bambino, che aveva 12 anni al momento della sua sparizione, venne portato a bordo di un yacht. l’Apollo, di proprietà del citato Ulrich.
Lì Manuel andò incontro al suo atroce destino.
Venne abusato e poi ucciso mentre i suoi assassini facevano riprendere la sua uccisione davanti alle telecamere per eseguire quei famigerati film snuff dei quali si diceva in precedenza.
Il film sarebbe finito proprio nel materiale a disposizione del pedofilo di Zandvoort, e ancora oggi probabilmente quel orrendo filmato è ancora nelle mani della polizia olandese che sequestrò migliaia di foto e video.
I servizi segreti olandesi avrebbero compilato un rapporto dettagliato sull’omicidio del bambino tedesco, il cui corpo è stato poi gettato in mare dopo il suo assassinio.
A bordo di quello yacht, non c’erano uomini qualunque.
Secondo Marcel, c’erano personaggi di “alto” profilo, apparentemente persino membri della famiglia reale belga, già accusata di essere coinvolta nel caso Dutroux, e l’allora ministro della Giustizia olandese, Joris Demmink.

Joris Demmink
Vervloesem afferma di avere un video dell’omicidio rituale di Manuel Schadwald, dove si vede proprio l’ex ministro Demmink prendere parte a tale cerimonia satanica.
I testimoni e le indagini condotte dagli attivisti contro la pedofilia di quegli anni sono riusciti a scoprire che questa rete pedofila apparteneva ad una setta satanica chiamata Abraxas, un nome scelto per rendere omaggio ad un demone.
Ancora una volta emerge il filo rosso del satanismo, il vero filo conduttore di queste reti pedofile, tutte unite dalla loro devozione a Lucifero, al quale sacrificano diversi bambini.
Nonostante le rivelazioni clamorose, e le prove schiaccianti di abusi pedofili, il CD di Zandvoort finisce in un vicolo cieco.
Il muro di gomma e l’insabbiamento pedofilo
In Olanda, succede quello che era successo poco prima in Belgio.
Le autorità ricevono l’esplicito ordine di fermarsi, e allora le immagini escono dai Paesi Bassi e finiscono in Francia, portate lì da altri attivisti nella speranza che qualcuno prima o poi riesca ad abbattere il muro di gomma.
Marcel Vervloesem decide di spedire quel materiale direttamente nelle mani dell’allora presidente francese, Jacques Chirac, il quale lo invia a sua volta all’allora ministro della Giustizia, Élisabeth Guigou.
Élisabeth Guigou consegna poi quelle foto e quei video al magistrato francese Yvon Tellec, procuratore dei minori, che non muoverà un dito.
In Francia, come in Belgio e in Olanda, non si muove nulla.
La macchina giudiziaria riceve le prove degli abusi di una vaste rete pedofila e non muove un dito.
C’è una ragione, come si diceva in precedenza, per la quale in Europa Occidentale la magistratura si muove in un perimetro ben delimitato.
Nelle democrazie liberali, ad avere il potere è la massoneria, e nella massoneria ci sono appunto quegli uomini che appartengono alla rete pedofila che mai indagheranno su sé stessi.
In Francia, si è assistito nuovamente alla conferma di questa regola.
Le liste dei clienti di Zandvoort e il caso Coral
Nel CD di Zandvoort, c’erano anche uomini delle élite pedofila francese.
Ulrich aveva una lista di clienti del giro pedofilo, scritta in codice.
Tra questi, c’erano personaggi Claude Sigala, presidente dell’associazione Coral, Willy Marceau, membro della stessa associazione, Jacques Dugué, uno dei fornitori di Zandvoort, e vicino a Dutroux, con il quale si scambiò materiale pedopornografico, e una vecchia conoscenza già incontrata in altri contributi in passato come il controverso pastore Marcel Doucé.
Il Coral è una ferita ancora aperta nella storia della Francia.
Lo si può definire sotto certi aspetti una sorta di Forteto francese, un luogo che doveva accogliere bambini autistici per fornirgli assistenza, ma nel quale in realtà i vari fondatori abusavano dei bambini.
Al Coral, esattamente come al Forteto, erano di casa personaggi dell’alta società francese come Jack Lang, ministro della Cultura proprio negli anni nei quali nei quali iniziò ad emergere lo scandalo del Coral, e fino a poco tempo fa, presidente dell’Istituto del Mondo Arabo a Parigi.

Jack Lang
Lang è stato costretto a lasciare l’incarico per via della tempesta provocata dagli Epstein files, una mole di documenti ed email pubblicata dall’amministrazione Trump, nella quale l’ex ministro francese è citato molte volte, soprattutto per via dei suoi strettissimi rapporti con il pedofilo Jeffrey Epstein, che non mancò di finanziare le iniziative del politico socialista francese.
Si comprende così perché nel lontano 1977 Lang firmò un appello assieme ad altri intellettuali francesi per depenalizzare la pedofilia, in un tentativo, nemmeno troppo dissimulato, di autoassoluzione e di sdoganamento di tale perversione.
Dopo il ‘68, l’impensabile è diventato “pensabile” in Europa, e il pensiero della Scuola di Francoforte e di pervertiti come Magnus Hirschfeld ha iniziato a non incontrare più gli argini e le barriere presenti nell’Europa cristiana prima dell’infausta secolarizzazione.
Lang venne accusato di abusi pedofili anche negli anni precedenti al caso Epstein, nel 2011 in particolare, quando la stampa francese parlò dell’arresto di pedofili francesi in Marocco impegnati a fare sesso con ragazzini in una villa a Marrakech.
La stampa francese non fece però il suo nome.
Troppo perentori probabilmente gli ordini dall’alto, così come i media francesi non dissero nulla di un’altra testimonianza sconvolgente, riferita da una ex guardia presidenziale francese.
Secondo l’uomo, durante la sua visita dello scorso anno sull’isola di Brégançon, residenza estiva del presidente francese, Lang avrebbe partecipato ad altri atti sessuali con giovanissimi in compagnia di personaggi come Claude Leveque, scultore già accusato di pedofilia, sotto l’egida del presidente Macron, vittima a sua volta di abusi pedofili ricevuti all’età di 14 anni da parte della sua attuale “consorte”, Brigitte Macron, o meglio Jean Michel Trogneux.
Brigitte Macron, o meglio Jean Michel Trogneux, prima di assumere la sua identità fittizia e di cambiare identità di genere era proprio intima del citato pastore Doucé.
Il pastore Doucé è un altro di quegli uomini che custodiscono quelle inconfessabili verità sui Macron.

Joseph Doucé
Secondo l’inchiesta giornalistica di Natacha Rey, Doucé sarebbe stato l’uomo che nel suo centro Centre du Christ Libérateur, accoglieva diversi pedofili, e l’uomo avrebbe aiutato Jean Michel Trogneux a diventare Brigitte Trogneux e in seguito Brigitte Macron.
Doucé era certamente un uomo della élite pedofila, ma era anche un uomo che portava con sé la verità su Brigitte, costatagli forse la vita per via del suo misterioso assassinio avvenuto nel 1990, quando lasciò la sua casa prima di seguire uomini probabilmente membri dei servizi segreti.
L’inchiesta giornalistica di Serge Garde
Nel 1998, le prove che in Francia era attiva una vasta rete pedofila composta da questi personaggi erano sulla scrivania del magistrato Tellec, il quale ebbe il “coraggio” di affermare che i bambini in quelle foto non erano nemmeno francesi.
Un giornalista del quotidiano L’Humanitè, Serge Garde, ricevette quelle foto e quei video, e decise di fare quello che la magistratura non voleva fare.

Serge Garde
Informò il pubblico francese ed internazionale dell’esistenza di questo CD e mostrò sul suo quotidiano le foto di tutti quei bambini vittime di abusi.
Molti genitori si recarono così a Parigi, da altre parti della Francia, ma anche da altri Paesi, persino dagli Stati Uniti.
Almeno 88 genitori riconobbero i propri figli vittime di quegli orrendi abusi.
Il giornalismo, almeno in questa occasione, era riuscito a dimostrare che le autorità mentivano, ma la magistratura non arretrò.
I magistrati francesi affermarono che in realtà i genitori avevano torto, che si confondevano e che altri bambini erano stati identificati in Olanda, ma un’altra giornalista francese, Laurence Beneux, andò nei Paesi Bassi, chiese alle autorità olandesi delle conferme che non vennero trovate.
Ancora bugie.
Il muro di gomma della pedofilia sembra imperforabile, così come si era già visto in Belgio.
I nomi proibiti delle élite pedofile
Se si fosse scavato nel CD di Zandvoort, si sarebbe inevitabilmente finiti nel caso Dutroux, e se si fosse entrati in quel tunnel, si sarebbero incontrate tutte le reti pedofile d’Europa.
La rete pedofila è come un gioco di scatole cinesi.
Dentro una scatola, ce n’è un’altra, e poi un’altra ancora.
Il tunnel Dutroux portava a nomi proibiti, i cosiddetti “insospettabili”.
Un uomo quale l’ex deputato belga Laurent Louis ebbe il coraggio di iniziare a dire quei nomi.
Louis disse che nella lista di clienti Alberto II, ex re del Belgio, il principe Alessandro, figlio del sovrano Leopoldo III, Michael Aquino, militare americano del Pentagono già fondatore della setta satanica “Il tempio di Set”, il commissario di polizia Philippe Beneux, il magistrato Vincent Baert, il politico socialista André Cools, il cardinal Danneels, già noto per essere stato parte della famigerata mafia di San Gallo che propiziò l’elezione di Bergoglio, e Herman Van Rompuy, ex primo ministro del Belgio ed ex presidente del Consiglio Europeo.
Sono gli intoccabili.
Sono gli uomini che tengono in mano le redini delle democrazie liberali europee e che hanno anche infiltrato la Chiesa Cattolica, da molti anni occupata dalla massoneria ecclesiastica.
Sono anche gli uomini che siedono ai vertici dell’Unione europea e della NATO, le due organizzazioni che costituiscono l’architrave del decadente potere mondialista.
Entrambe hanno sede a Bruxelles, una città che per le élite sataniche occupa un posto speciale, in particolare se si pensa alle testimonianze delle vittime di tali aguzzini abusate nel Chateau des Amerois.

Il Chateau des Amerois
Jean Nicolas e Frédéric Lavachery nel loro libro sul caso Dutroux parlano di questo luogo e di come esso sia stato utilizzato per riti satanici e pedofili.
Un alto ufficiale americano della NATO avrebbe assistito a tali riti e disgustato dallo spettacolo ha rivelato tale informazione, confermata anche da un gendarme che si era occupato dell’affaire Dutroux.
Ovunque ci sia una rete pedofila, c’è un sistema stratificato, del quale fanno parte immancabilmente, magistrati e poliziotti, che, afferma Dutroux, lo aiutarono anche a rapire alcune delle sue vittime.
Nel caso Bar España, si sono verificate le stesse identiche dinamiche.
C’erano coinvolti esponenti del partito popolare come Carlos Fabra, vicinissimo all’ex premier Rajoy, ma la magistratura non si sta muovendo per punire i colpevoli, ma coloro che portarono alla luce la verità.
In Olanda, successe la stessa cosa a Marcel Vervloesem.
Dopo aver portato alla luce il CD di Zandvoort, Marcel venne accusato, incredibilmente, di fantomatici abusi pedofili.
Lui che aveva combattuto per tutta la sua vita gli aguzzini venne sottoposto ad una campagna di fango che lo ha portato dietro le sbarre per tre anni, nonostante i suoi falsi accusatori abbiano confessato di aver mentito in cambio di denaro.
La corruzione è endemica in tale sistema e la giustizia è l’arma in mano alla massoneria e alla pedofilia.
Ogni caso viene insabbiato, e le vere vittime vengono perseguitate mentre i colpevoli difesi.
La stampa agisce in tale logica come la portavoce di tali reti pedofili.
Alla fine, la stessa identica e immutabile verità viene ribadita.
Le democrazie liberali sono il paradiso dei pedofili.
Questo blog si sostiene con il contributo dei lettori. Se vuoi aiutare anche tu la libera informazione clicca qui sotto. Se preferisci invece sostenerci tramite versamento bancario, puoi versare il tuo contributo a questo IBAN: IT53J0200805047000105110952
Altro in notizie …
Emma Bonino: una vita al servizio della massoneria e del mondialismo contro l’Italia
di Cesare Sacchetti Come ci si aspettava, la stampa in queste ore è interamente ai suoi piedi. Ogni qual volta muore...
Il dissenso verso l’UE ai massimi storici: gli europei uniti dalla resistenza alla dittatura di Bruxelles
di Cesare Sacchetti A Bruxelles, forse iniziano ad aprirsi delle crepe in seno ai vari istituti che compongono...
Le origini oscure di Netflix: da Sifgmund Freud a Edward Bernays
di Cesare Sacchetti Molti sono già famigliari con il suo logo, quella N stilizzata accompagnata da un breve timbro...






0 commenti