di Cesare Sacchetti Sulle reti sociali già imperversano i vari meme, ovvero quelle immagini...
Il Terzo Segreto di Fatima e la guerra tra Ucraina e Russia: la salvezza dell’Europa arriverà da Mosca?
di Cesare Sacchetti
Una scatola che contiene un pezzo di carta, un foglio solo sul quale è scritto il destino dell’umanità, le righe probabilmente più importanti della storia.
E’ il foglio che viene consegnato ad ogni pontefice una volta che questi si siede sul soglio di Pietro.
Una volta che il Santo Padre assume l’ufficio petrino, allora viene messo al corrente del segreto dei segreti, quel Terzo Segreto di Fatima che la Vergine Maria decise di rivelare ai tre pastorelli portoghesi Francisco, Jacinta e Lucia, l’unica che continuò ad essere la testimone vivente di quel pesantissimo fardello che costituivano le rivelazioni di Maria alla Chiesa e all’umanità.

I tre pastorelli di Fatima
Francisco e Jacinta lasciarono presto questo mondo, solo due anni dopo che videro le apparizioni di Fatima, mentre Lucia rimase in vita, divenne una religiosa, e negli anni’40 del secolo scorso dopo diverse esortazioni del suo vescovo, riuscì a scrivere quelle importantissime verità che Maria voleva far sapere al mondo intero.
Suor Lucia era stata esplicita nelle istruzioni che aveva ricevuto dalla Vergine.
Il Terzo Segreto non avrebbe dovuto essere rivelato prima del 1960, anno nel quale il pontefice regnante avrebbe dovuto obbedire alle richieste della Madonna e mettere al corrente i fedeli del contenuto delle parole di Maria.
La censura su Fatima della massoneria ecclesiastica
Maria però, come nota, non venne obbedita.
Ci fu una drammatica riunione nel febbraio del 1960, un periodo nel quale Papa Giovanni XXIII, al secolo Angelo Roncalli, lesse il testo e decise di non rivelare il suo contenuto nel timore che i fedeli potessero associare le verità del Terzo Segreto al pontefice di allora, il “Papa buono” che stava portando una ventata di ecumenismo nel Vaticano attraverso il Concilio Vaticano II, vera e propria rivoluzione liberale e modernista di stampo massonico eseguita nel cuore della Chiesa.

Giovanni XXIII
Giovanni scelse il silenzio, la censura sul Cielo che per definizione non può essere censurato perché Esso ha sempre il potere di far arrivare i suoi messaggi e di eseguire le sue volontà.
Ci furono dei testimoni di quella decisione di silenziare Maria quel giorno.
C’erano diversi cardinali del tempo, tra i quali il braccio destro del “papa buono”, quel Augustin Bea, vero e proprio tessitore delle trame che portarono alla scrittura del famigerato documento Nostra Aetate, pietra angolare della rivoluzione conciliare che ridisegnò completamente i rapporti tra il cattolicesimo e il mondo ebraico.
Se prima il cattolicesimo affermava che il popolo ebraico si era macchiato di deicidio quando decise di condannare a morte Cristo attraverso l’iniquo verdetto del Sinedrio, Nostra Aetate riscrive la dottrina, tramite una generica condanna nei confronti dell’antisemitismo, senza entrare troppo nei particolari del significato di questa espressione.
In Vaticano, c’era evidentemente un’aria di “rinnovamento”, di conciliazione con il mondo moderno e i suoi errori, tanto che si decise di far scrivere un documento così rivoluzionario come Nostra Aetate a delle mani che non erano nemmeno quelle di teologi cattolici, ma piuttosto quelle del Congresso Ebraico che difatti si scrisse un documento su misura, “sartoriale”, concepito per soddisfare le sue esigenze e interessi, non certo quelle della Chiesa.
Fatima chiaramente disturbava.
Maria e le sue parole “turbavano” quel generale clima di unione con il mondo liberale e progressista, soprattutto perché nel Suo messaggio c’erano delle parole sull’apostasia della Chiesa, confermate da diverse autorevoli fonti, a partire proprio dall’ex segretario di Roncalli, il cardinal Oddi, senza dimenticare San Pio da Pietrelcina, e un altro testimone d’eccezione come il padre gesuita di origini irlandesi, Malachi Martin.

Padre Malachi Martin
Padre Martin è un altro testimone privilegiato di Fatima.
Era uno di quei religiosi presenti in quel fatidico giorno, ed una delle persone che verrà segnata dal Terzo Segreto per tutta la sua vita.
Il sacerdote gesuita comprese subito che stava nascendo una Chiesa molto diversa da quella del passato, poco cattolica, e molto vicina invece allo spirito della dichiarazione dei diritti dell’uomo di natura massonica.
Il culto dei diritti umani diviene il centro di gravità della Chiesa Cattolica.
I pontefici si recano in pellegrinaggio presso le Nazioni Unite, archetipo del governo mondiale, si spogliano della loro tiara, simbolo della potestà papale, come fece Paolo VI, e si fanno portavoce dell’ecumenismo, di quella voglia di portare Santa Romana Chiesa nell’alveo di quelle istituzioni secolari e secolarizzanti che un tempo invece venivano condannate con fermezza e rigore dottrinale da pontefici come Gregorio XVI in Mirari Vos e da Pio IX, inizialmente sedotto dal liberalismo e poi ravvedutosi, in Quanta Cura.
Padre Martin decide quindi di allontanarsi da Roma, dove dilaga l’apostasia che venne mostrata in una visione a Leone XIII nel 1884, e iniziò a scrivere una serie di preziose opere e di dense interviste, nelle quali raccontava la gravità della corruzione morale che aveva investito la Santa Sede.
Sul Terzo Segreto si può avere la quasi certezza che quanto rivelato dall’allora cardinal Joseph Ratzinger il 26 giugno del 2000, non corrisponde al testo che lessero i diversi testimoni di Fatima.
Ci sono certamente delle discrepanze già a partire dalla lunghezza del testo, se si pensa che il foglio scritto da Suor Lucia era di sole 24 righe, mentre l’allora cardinal Ratzinger si presentò in sala stampa con un testo di quattro pagine di 62 righe.
C’erano solo alcune parti che sembravano coincidere con quanto rivelato fino a quel momento, a partire sicuramente da quella che riguarda il Papa e il martirio che egli sarà chiamato a subire per riportare la Fede smarrita nella Chiesa.
Venne veicolata l’idea per diverso tempo che il pontefice di Fatima fosse Papa Giovanni Paolo II, anche se Wojtyla sopravvisse al suo attentato, la cui matrice sembra avere ragioni più di politica interna e internazionale piuttosto che essere legato ad una battaglia per la Fede.

Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II stesso nel corso di due conversazioni avvenute rispettivamente 20 e 21 anni prima si soffermò a commentare il contenuto del Terzo Segreto, senza ovviamente rivelarlo nella sua interezza.
Wojtyla nel 1980 disse davanti a dei cattolici tedeschi che il Terzo Segreto conteneva una parte che parlava di castighi sull’umanità, qualora non si fosse invertita la rotta sull’abbandono della Fede e su tutto ciò che esso aveva portato, a partire dalla diffusione dell’ateismo e della crescente infiltrazione della massoneria.
Interrogato poi sulle ragioni per le quali il segreto non era stato rivelato, Giovanni Paolo II rispose che i suoi predecessori sul soglio di Pietro hanno preferito non annunciare il contenuto dell’ultimo messaggio di Maria per non “incoraggiare il potere mondiale del comunismo a fare determinate mosse”.
Una frase a dir poco sibillina, che oltre a mostrare il prevalere di presunte logiche geopolitiche su quelle spirituali, sembra far pensare ad un ruolo esplicito della Russia in questa profezia.
Mosca sembra essere la chiave determinante per capire Fatima e gli avvenimenti che stanno avendo luogo in questi convulsi tempi.
Nel 1917, Maria disse esplicitamente ai tre pastorelli che se la Russia fosse stata consacrata al suo Cuore Immacolato, allora la nazione all’epoca investita dalla sanguinaria rivoluzione bolscevica voluta e finanziata dalla finanza ebraica newyorchese, sarebbe tornata alla cristianità e ci sarebbe stato un periodo di pace nel mondo.
In caso contrario, qualora tale richiesta non fosse stata esaudita, gli errori del comunismo si sarebbero sparsi ancora di più, la scristianizzazione avrebbe contaminato anche l’Europa, qualcosa che si può definire come il leitmotiv di tutta la seconda metà dell’900 fino a quando la stessa voglia di modernismo non è penetrata nel cuore della Chiesa attraverso il Concilio Vaticano II.
Ci sono ancora discussioni accese se la richiesta di Maria sulla Consacrazione della Russia sia stata o meno esaudita.
Il 25 marzo del 1984, giorno dell’Annunciazione di Maria, Papa Giovanni Paolo II, si recò a Fatima e officiò una Consacrazione senza pronunciare esplicitamente il nome della Russia, al posto della quale disse “ai popoli che tu [Maria] aspetti che ti affidiamo e consacriamo””, una formula giudicata da alcuni evasiva, non in linea con le richieste della Madonna.
39 anni esatti dopo, il 25 marzo del 2022, Papa Francesco, fece una nuova Consacrazione alla Russia e all’Ucraina, seppur nella richiesta della Vergine, l’Ucraina non era menzionata da nessuna parte, una scelta che ancora una volta è sembrata essere piegata dalla geopolitica, in particolare dalla volontà di non scontentare l’apparato Euro-Atlantico e i nazisti di Kiev, ricevuti da Bergoglio sin dalle prime battute della guerra russo-ucraina.
La Russia e il suo ruolo nel compimento di Fatima
Le parole di Wojtyla del 1980 però sembrano essere la chiave per comprendere davvero il pieno significato del segreto.
La Russia ha un ruolo decisivo.
Senza di essa, Fatima è incompiuta, e allora per comprendere davvero cosa ha detto Maria e cosa hanno nascosto purtroppo le gerarchie vaticane infiltrate dalla massoneria, occorre ancora una volta ascoltare un testimone privilegiato della profezia, come il citato Padre Martin.
Padre Martin negli anni’90 rilasciò alcune interviste sul contenuto del Terzo Segreto.
Le interviste di Padre Martin su Fatima
Una di queste, forse la più famosa, è quella concessa al conduttore radiofonico americano Art Bell, che interrogò il sacerdote gesuita sul contenuto del messaggio di Fatima.
Padre Martin fece delle rivelazioni a dir poco fondamentali sul Terzo Segreto e sul ruolo giocato dalla Russia.
Le sue parole furono queste.
“Il ruolo della Russia nella visione di Fatima è molto importante perché se vogliamo credere alla visione di Fatima, la salvezza per il mondo, la cura per i mali del mondo inizierà in Ucraina e Russia.”
Sono parole e rivelazioni profetiche che non possono non riportare ai giorni presenti, nel corso del conflitto tra la Russia di Vladimir Putin e il regime nazista ucraino, sostenuto dalla NATO e dall’Unione europea.
Il conflitto tra Ucraina e Russia è stato discusso certamente in profondità sotto l’aspetto geopolitico, considerata la sua enorme portata per la ridefinizione dei rapporti di forza tra il Patto Atlantico, orfano del sostegno di Washington, e Mosca, ma le sue implicazioni spirituali sono state del tutto trascurate, nonostante esse sembrino avere degli enormi legami con la profezia di Fatima del 1917.
Mosca perciò appare predestinata dalla Provvidenza per salvare la civiltà cristiana che l’Europa ha messo al bando, soprattutto dalla nascita dell’Unione europea nel 1992, una organizzazione sovranazionale di stampo mondialista nemica del cattolicesimo.
L’equivoco di fondo su Fatima sta però in una parte delle parole di Maria sulla Russia.
Maria descrive la Russia come portatrice di errori, ma non c’è dubbio che la Madonna si stesse esplicitamente riferendo alla condizione dell’URSS comunista del tempo, voluta dalla massoneria e dalla finanza askenazita di New York che si premurò di finanziare lautamente i bolscevichi.
La Russia oggi è un Paese che nulla ha a che vedere con l’Unione Sovietica.
Il crollo del muro di Berlino ha lasciato certamente delle macerie che hanno fumato per diversi anni nel Paese.
A Mosca, molti ricordano ancora l’inferno vissuto nel decennio degli anni’90.
Quegli anni furono anni di saccheggi, soprusi, depredazioni di un Paese lasciato alla sbando ed uscito dal comunismo in maniera volutamente disordinata per far sì che i nuovi padroni della nazione, gli oligarchi askenaziti, divenissero essi stessi lo Stato pur di impossessarsi liberamente delle risorse di una nazione intera.
Mosca oggi è un Paese molto diverso da quello di 30 anni fa e soprattutto da quello dei tempi del muro.
Se per quasi 80 anni, inclusi i primi anni dopo il crollo della cortina di ferro, la Russia è stata un Paese ateo e secolarizzato, oggi questa nazione può dirsi una delle più cristiane d’Europa.
Nelle aule del Parlamento russo, si discute apertamente della necessità di mettere un richiamo a Dio nella costituzione nazionale per ricucire quel rapporto con la cristianità che il bolscevismo aveva lacerato.

Il presidente Putin
Nell’altro emisfero dell’Europa, a Occidente, invece i Parlamenti, come in Francia, si premurano di dare protezione costituzionale agli infanticidi chiamati “aborti”, senza poi trascurare le leggi sul cosiddetto “suicidio assistito”, una formula linguistica contraddittoria scelta per mascherare l’eutanasia, che vengono discusse in Italia, Paese da sempre culla del cattolicesimo mondiale.
A Occidente, è evidentemente in corso un rinnegamento e una persecuzione dei valori cristiani, una guerra mossa dall’insanabile odio che le democrazie liberali, sistemi dominati dalla massoneria, nutrono verso la cristianità, tanto che ormai le istituzioni politiche Occidentali nemmeno citano più le ricorrenze cattoliche e cristiane, ma si premurano invece di ricordare quelle ebraiche e islamiche, i due culti più osservati dalle “laiche” repubbliche europee.
Un solco profondo è stato scavato tra Mosca e l’Occidente, una conseguenza sorta prim’ancora che dalle differenze politiche, da quelle spirituali e culturali, come si è visto, tanto che il Cremlino non esita a dire che il satanismo è il culto praticato dalle élite europee.
La metamorfosi della Russia: dal comunismo al cristianesimo
C’è stata chiaramente una profonda trasformazione della Russia, e padre Martin nel 1996 ha annunciato prima di ogni altro una mutazione che allora era veramente difficile da intravedere, specialmente nel caos che stava travolgendo il Paese in quell’epoca.
Il sacerdote si espresse così su questo punto.
“Ed è per questo che la Vergine nella visione di Fatima del 1917 avrebbe dovuto parlare attivamente della Russia. La Russia deve prima di tutto essere guarita dai suoi errori e poi aiuterà il mondo intero a guarire e a guarire dai suoi peccati. È un messaggio molto bizzarro perché in quel senso si dovrebbe dire che la salvezza sarebbe venuta dall’Occidente. Pensiamo sempre così perché siamo occidentali, ma no, secondo il messaggio di Fatima la salvezza verrà dall’Oriente e in particolare dall’ Ucraina e dallo Stato russo stesso, il che è straordinario.”
L’essenza del Terzo Segreto sarebbe quindi questa.
C’è una parte taciuta sull’apostasia che affligge la Chiesa, ma ce n’è un’altra nella quale si annuncia come la Russia, una volta abbandonato il comunismo, giocherà un ruolo decisivo nella salvezza dell’Europa.
Se si guarda alla situazione dell’Europa nei giorni attuali, chi può, in cuor suo, negare che oggi Mosca non rappresenti un vero e proprio katehon politico contro la deriva anticristiana che invece affligge l’Europa Occidentale e le sue corrotte e repressive democrazie liberali?
Lo stesso padre Martin appare incredulo da questa giravolta della storia.
Appare del tutto spiazzato dal completo cambiamento della Russia, passata dall’essere la culla del comunismo mondiale e delle persecuzioni contro i cristiani, a Paese invece a salvaguardia di quella civiltà oggi perseguitata dall’Unione europea e dalla NATO.
Padre Martin tornerà sull’argomento a breve distanza di tempo, quando rilascerà una intervista al giornalista canadese Bernard Janzen.
Janzen gli chiede se la Russia dopo la caduta del muro di Berlino ha ancora un ruolo di rilievo nel compimento della profezie di Fatima, e il sacerdote irlandese gli risponde così.
“Lo ha. Per quanto riguarda il messaggio di Fatima, è ancora valido, gli eredi della Russia sono ora fuori dai suoi confini nazionali. La Russia sarà convertita solo dal mio cuore immacolato, disse Maria, quindi la Russia è ancora in gioco. Perché? Questo mi porterebbe troppo dentro l’ambito dei segreti papali sul perché la Russia e Kiev sono coinvolte nella soluzione finale di questo problema, ma lo sono, ed è puramente e semplicemente una scelta di Dio, come scelse gli ebrei, fa delle scelte, ha le sue soluzioni preferite per determinate cose. Io non avrei scelto la Russia, Kiev o l’Oriente per la salvezza, ma la salvezza verrà a tutti noi dall’Oriente.”
Padre Martin è molto netto sulla questione.
C’è nella salvezza dell’Europa il ruolo della Russia e di Kiev, un riferimento che appare praticamente impossibile non legare alla guerra tra Russia e Ucraina di questi ultimi anni.
Sono in guerra due opposte visioni del mondo, a partire non solo dalla geopolitica e dal ruolo della supremazia atlantica perduta, ma anche dal lato spirituale.
In Ucraina, il cristianesimo è perseguitato.
Gli attacchi di Zelensky contro la Chiesa Ortodossa in Ucraina
La soldataglia di Zelensky non esita a entrare nelle chiese e ad arrestare preti ortodossi, senza dimenticare che in più di un’occasione nei campi dei nazisti di Azov sono stati trovati oggetti del culto satanico quali pentacoli e statue del Bafometto.
Il Terzo Segreto di Fatima non è perciò nel passato.
E’ nel presente che si sta vivendo, si sta manifestando davanti agli occhi di tutti,e indica la Russia come Paese decisivo per mettere fine alla tirannia terroristica della NATO, ma soprattutto per arrestare la guerra che l’Occidente liberale ha dichiarato alla civiltà cristiana.
Padre Martin parlò della salvezza che viene da Oriente, e da tali parole si comprende ancora meglio la paura che pervade le istituzioni europee.
Ci sono costanti e reiterati tentativi da parte delle gerarchie Euro-Atlantiche di scatenare il caos, di arrivare a provocare una guerra contro la Russia nella folle illusione che la storia si arresti, e che, in qualche modo, torni a dare alla NATO la centralità che aveva in passato.
Sono illusioni di uomini ormai in preda alla disperazione, pronti a tutto pur di arrestare ciò che non può essere arrestato, come l’esposizione pubblica di queste settimane, senza precedenti , delle pratiche pedofile che sono parte integrante del culto satanico.
Lo stesso padre Martin nel suo libro “Le Chiavi per questo Sangue” lo afferma esplicitamente.
Il sacerdote si sofferma ancora una volta sul Terzo Segreto non rivelato in quell’opera e commenta l’apostasia che affligge la Chiesa.
Martin parla esplicitamente del fumo di Satana penetrato in Vaticano, una diretta conseguenza della decisione di non rivelare il messaggio di Maria.
Soprattutto, l’ex segretario di Bea, parla di una parte del clero dedita alla pedofilia, una perversione praticata, spiega Martin, dai massimi livelli delle sette sataniche.
La Vergine non è stata ascoltata, e così ora il male è ovunque, dentro e fuori la Chiesa.
I castighi annunciati sono già in parte arrivati, se si pensa a quanto accaduto negli ultimi anni, alle chiese chiuse e sbarrate su ordine della massoneria ecclesiastica, alle letali vaccinazioni imposte e raccomandate dallo stesso Papa Francesco, fino all’unione aperta del Vaticano con gli architetti del Grande Reset, il fallito progetto transumanista di Davos.
Fatima evidentemente non è mai stata così viva come lo è ora.
Fatima è semplicemente adesso.
Gli anni presenti sono quelli di un passaggio, di una transizione dal corrotto mondo del recente passato a quello promesso da Maria una volta che finalmente la sua profezia annunciata nel 1917 si sarà definitivamente compiuta.
Il momento della definitiva realizzazione di Fatima sembra già iniziato.
Padre Martin disse che l’Ucraina e la Russia saranno la chiave dell’intera profezia, e che la guarigione sarebbe partita dal ruolo, seppur opposto, rivestito da questi due Paesi.
La guerra in Ucraina è stata evidentemente l’inizio della manifestazione di Fatima.
La Russia è la chiave di tutto.
Essa è chiamata ad una missione spirituale e politica per impedire che l’Europa precipiti nell’abisso, ma se ogni parte del Terzo Segreto indica che questi sono i tempi di Fatima, è impossibile di conseguenza non pensare che anche il Santo Padre, Leone XIV, non abbia un ruolo altrettanto decisivo nel far sì che ogni parte della storia vada nella direzione voluta dalla Provvidenza.
Ci sono forze e uomini chiamati a compiere un disegno.
Chi vive in questi tempi, è testimone del disegno di Fatima annunciato nel 1917.
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Democrazia liberale sulla carta, nei fatti una delle più insopportabili e vergognose dittature della storia, specialmente qui in Europa. Spesso in questo blog si è ventilata l ipotesi di un ritorno alla monarchia qui in Italia ma non intravedo meccanismi per farla instaurare ed accettare. Se da un lato la vicenda distopica della finta pandemia ha mostrato che tanta gente pare abbia bisogno di una sorta di tutore o padrone nel quotidiano e ha accettato passivamente tutti i soprusi, è anche vero di contro che la figura di un unico accentratore ri porterebbe il retaggio del duce e non credo sarebbe accettata dalla maggioranza del popolo italiano. Saluti
La democrazia liberale è esattamente quella che si è vista in questi decenni. Sulla carta e sulla pratica. È la dittatura di una oligarchia, e gli italiani che vogliono un ritorno al sistema politico del fascismo sono molti. Secondo i sondaggi, manipolati, dei media sarebbero il 35%. Dal momento che tali istituti sottostimano di parecchio, com’è noto, sono con ogni probabilità ben più del 50%.
Splendido articolo Dott. Sacchetti. Senza ombra di dubbio è tutto vero ed autentico ciò che descrive. Anche che milioni di italiani come me, che non vi ho mai creduto, si sono stancati di credere alle fandonie descritte dal polinomio repubblica-democrazia-costutuzione-capitalismo-ateismo-atlantismo-massoneria. Sono da sempre fiero di essere cattolico traduzionalista, fascista e monarchico. Me ne vanto e non me ne sono mai vergognato. L’unica soluzione possibile ai mali dell’Italia e del mondo intero è nel ritorno al nostro glorioso passato. La storia ed il futuro c’è lo dimostreranno molto presto.
La ringrazio, Mario. Credo che sempre più persone la pensino come lei.
Ciao Cesare hai saputo di Trump che vorrebbe mandare via 5000 uomini dalla base nato in Germania?? Speriamo che si sbrighi a mandare via sia Nato che UE per liberare l’Europa. Ma se già la procedura è di 12 mesi solo per ritirare 5000 uomini figuriamoci dalle basi di tutta Europa ..Ad ogni modo che Maria sia con noi
“Padre Malachi Martin
Padre Martin è un altro testimone privilegiato di Fatima.
Era uno di quei religiosi presenti in quel fatidico giorno, ed una delle persone che verrà segnata dal Terzo Segreto per tutta la sua vita.”
era nato nel 1021!
Hai sbagliato sacerdote…
https://it.wikipedia.org/wiki/Malachi_Martin
Nel 2026 ancora si va avanti con le profezie per capire dove stiamo andando a finire e mi pare giusto! Zero pragmatismo solamente un mucchio di idiozie basate su interpretazioni personali
Nel 2026, ancora dobbiamo leggere idiozie di agnostici e atei che non sono stati in grado di capire nulla di quello che è successo e continuano a non capire nulla dall’alto della loro ignoranza.
Certo è meglio la monarchia o il fascismo come quello ai tempi di Mussolini, che la pseudo democrazia, peccato che anche questo reprimeva i cittadini, aveva le tessere fasciste discriminatorie come il green pass, bruciava i bambini e ammazzava civili innocenti esattamente come il nazismo, ecco perchè Hitler e Mussolini andavano d’accordo anche tra loro. Quindi o democrazia liberale( massonerie e satanismo) o fascismo, cosa cambierebbe?
Il fascismo bruciava bambini? Mi sa che hai sbagliato sistema politico e ti confondi con il comunismo e le persecuzioni ai cristiani. La tessera del partito non era affatto requisito indispensabile per lavorare. Ti dava diritto a qualcosa in più, ma non eri tagliato fuori dalla società. Non dovevi uscire di casa con un’autocertificazione, non venivi malmenato se non avevi la mascherina, e ancora più importante, avevi in mano tutti gli strumenti della sovranità politica e monetaria, a differenza di ora con la liberal-democrazia, dove non hai nulla, nemmeno la facoltà di decidere come fare una manovra economica.
La madonna ci salverà sicuramente soprattutto dall’hanta virus che minaccia una nuova pandemia finanziata dai padroni del circo