Morte di un banchiere ucraino: eliminazione di un testimone scomodo per l’UE e la politica italiana?

05/02/2026

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

di Cesare Sacchetti

Alexander Adarich quel giorno risulta che avesse una serie di appuntamenti e di incontri da fare a Milano.

L’uomo era uno dei banchieri più vicini a Volodymyr Zelensky.

Per le sue mani, sono passati grossi affari, decine e decine di milioni di euro che sono stati spesi in Italia per operazioni immobiliari di vario tipo, spesso pure manovre di riciclaggio per lavare denaro sporco.

C’è una rete che si serve di Zelensky e della sua coorte di faccendieri, che vengono utilizzati dai potenti oligarchi ucraini di origine ebraica che per spostare soldi in ogni parte del mondo.

Epstein e le mani di Israele sull’Ucraina

L’Ucraina è principalmente questo.

Un centro di affari sporchi, una delle lavatrici preferite dalla criminalità internazionale che porta a Kiev i propri soldi, li investe in attività di vario tipo, tra le quali non manca il traffico di esseri umani e di bambini.

Sono questi i giorni della massiccia rivelazione di un vasto intreccio di scandali e frequentazioni di diversi personaggi della politica internazionale con Jeffrey Epstein.

Jeffrey Epstein

Epstein arrivava ovunque.

Non c’era luogo o persona politica di rilievo dell’establishment globalista che si negasse alle richieste del pedofilo del Mossad, che spesso aveva la fila alla sua porta per via di tutti i personaggi che volevano parlare con lui.

Il vero potere passava da quest’uomo che nel corso degli ultimi 30 anni ha vestito i panni di agente privilegiato del sionismo internazionale e del potere della governance globale, degli ambienti nei quali la pedofilia è pervasiva, perché laddove c’è il mondialismo c’è inevitabilmente il traffico pedofilo, e, alla fine di tale concatenazione, si incontra l’adesione al culto luciferiano che domina e forma questo corrotto universo.

L’uomo del Mossad non poteva non arrivare dunque anche a Zelensky.

E’ una naturale conseguenza perché quello che viene chiamato come regime nazista ucraino non è altro che una emanazione della influenza dello stato ebraico, se si considera il fatto che i vari membri saliti al potere dopo il golpe dell’Euromaidan ai danni del presidente Yanukovich sono in larghissima parte di origine ebraica e sono tutti molto vicini allo stato di Israele.

Tra i files di Epstein emerga chiara e incontestata questa verità.

Zelensky e i suoi erano nelle mani di Tel Aviv.

Ad avere il controllo di uno stato divenuto ormai un mero simulacro dell’anglosfera era alla fine lo stato ebraico che attraverso i suoi agenti trasmetteva le sue direttive a Zelensky, instaurato al potere per dichiarare guerra alla Russia.

Nei documenti, è proprio Zelensky che chiede l’aiuto degli israeliani per rovesciare Vladimir Putin.

Israele e gli ambienti Euro-Atlantici vogliono liberarsi ad ogni costo del presidente russo.

Gli uomini della governance globale vogliono di nuovo riportare in vita la vecchia Russia di Boris Eltsin.

Il supergoverno globale vede come una tremenda minaccia una Russia forte e indipendente, ben consapevole che se Mosca si oppone a questa idea di dominio mondiale, la tirannia dei globalizzatori non può avere il sopravvento.

Zelensky è quindi, evidentemente, soltanto un figurante scelto per alimentare le tensioni tra Kiev e Mosca, e trasformare l’Ucraina in uno stato canaglia che si getta contro la Russia come un kamikaze nel disperato tentativo di rovesciare il presidente russo.

Epstein era a Kiev nei giorni prima dell’ascesa al potere di Zelensky.

Era lì probabilmente per assicurarsi che le elezioni avessero l’esito prestabilito da Israele e dalla NATO, e che non ci fossero intralci ad un risultato già scritto prim’ancora che i cittadini ucraini si recassero alle urne.

L’uomo del Mossad però non poteva non sfruttare l’occasione di essere l’eminenza grigia del fantoccio di Kiev per rinfoltire un po’ le fila delle sue vittime.

Il miliardario pedofilo si era difatti recato nell’Ucraina Orientale, nel Donbass, vittima di persecuzioni da parte dei nazisti ucraini, per prelevare e trafficare altri bambini e bambine, finiti nella sua maledetta isola caraibica, e nelle case di potenti pedofili tutti fedeli alla governance globale, come Bernard Henry Levy, secondo quanto riferito da un ex dipendente della fondazione di Olena Zelenska.

L’Italia: il centro di riciclaggio dei nazisti di Kiev

Zelensky quindi collettore del malaffare, della pedofilia e di tangenti che vengono spostate ovunque, soprattutto negli ultimi tempi in Italia.

Kiev non ha avuto difficoltà a trasformare l’Italia in uno dei suoi centri d’affari sporchi.

A Roma, ci sono da anni, governi al guinzaglio dell’apparato atlantico e dello stato di Israele, che ha trasformato il Paese in una sorta di suo parco giochi personale, tanto che gli agenti del Mossad scorazzano liberamente per l’Italia, impartiscono direttive ai servizi italiani, e favoriscono il trasferimento di cittadini israeliani nei pressi della zona del lago Maggiore, luogo che pullula di spie, senza che ancora si sia ben compreso come il Viminale abbia rilasciato dei permessi di soggiorno, e con quale status, a dei cittadini extracomunitari.

Rinat Akhmetov

L’impossibile diventa possibile nel mare magnum di questa corruzione, sempre più dilagante già quando si vide l’estate scorsa come la Sardegna fosse diventata uno dei punti di riferimento del riciclaggio ucraino, scelto dal corrotto magnate Rinat Akhmetov, che stava comprando possedimenti su possedimenti per trasformare l’isola nella sua personale lavatrice di soldi sporchi.

Adarich: l’uomo delle tangenti in Italia

Adarich era uno degli uomini deputati a queste faccende.

A lui spettava il compito di investire i soldi sporchi che passavano dalle mani di Zelensky e i suoi in vari settori, soprattutto quello immobiliare, come si accennava in precedenza.

 

Alexander Adarich

Quel giorno probabilmente per il banchiere era un altro di quelli dedicati a queste attività, ma qualcosa è andato storto.

L’uomo precipita dal quarto piano di un Bed and Breakfast a via Nerino, nel centro di Milano.

Nel suo appartamento sembra che siano entrati almeno tre uomini.

Non una visita di cortesia, ma un brutale interrogatorio che ha portato il banchiere ad essere legato, probabilmente ad una sedia, con delle fascette da elettricista, visti i profondi segni sui suoi polsi, picchiato, strangolato dai sicari che poi lo scaraventano di sotto per simulare un suicidio.

Ultimamente, ci sono molte precipitazioni sospette in Italia, una strana serie di dubbi “suicidi” che è iniziata in modo particolare non appena si è scatenata una durissima guerra nella massoneria italiana, dilaniata da scismi e faide di vario tipo, culminata non solo nelle carte bollate in tribunale, ma nelle minacce di morte esplicite rivolte ai vari massoni appartenenti alle opposte fazioni in guerra.

Adarich è precipitato anche lui di sotto, ma stavolta, o per incuria o necessità dei suoi esecutori, la faccenda non è stata liquidata frettolosamente come un suicidio, ma come un omicidio in piena regola.

Secondo quanto riferito a questo blog da diverse fonti di intelligence dei Paesi dell’Europa Orientale, gli uomini giunti nell’appartamento del banchiere non erano italiani.

Si tratterebbe di emissari di intelligence straniere, in particolar modo il servizio britannico MI6 e l’immancabile Mossad.

Il mandato dei sicari era chiaro, e incontrovertibile.

Era indispensabile recuperare tutto il materiale che aveva in mano il banchiere, tanto è vero che i suoi cellulari e il suo computer portatile sono spariti.

Il banchiere testimone decisivo per la NABU

Gli uomini dovevano assicurarsi che non ci fossero le prove degli investimenti di Adarich in Italia, perché il 54enne era un pezzo importante della finanza ucraina che aveva delicati compiti di riciclaggio per conto di Zelensky e della sua cerchia più ristretta.

Adarich risultava essere stato chiamato dalla NABU, l’ufficio investigativo che in questo momento, assistito dall’FBI americana, sta scoperchiando il verminaio delle mazzette ucraine.

Decine e decine di milioni di euro stanziati dai Paesi europei per aiutare il regime nazista ucraino sono stati inviati a Kiev, ma la nomenclatura “ucraina” si è intascata non pochi soldi di questi aiuti a fondo perduto.

L’ufficio anti-corruzione ucraino ha iniziato a scoperchiare un vaso di Pandora, fatto di società fittizie nelle quali sono stati trasferiti i soldi dei vari Paesi europei, finiti nelle tasche di corrotti figuri come Timur Myndich, ex produttore televisivo che costruì il demenziale personaggio televisivo di Zelensky.

Timur Myndich

Myndich è uno degli uomini più fidati di Zelensky.

Dotato anche lui dell’immancabile passaporto israeliano, l’uomo, appena prima che iniziassero le perquisizioni della NABU presso il suo appartamento, si è volatilizzato ed è riuscito in qualche modo ad eludere i controlli al confine ai quali sono sottoposti i vari ucraini che vogliono lasciare il Paese.

Se ci si chiama Timur Myndich in Ucraina, i controlli così rigorosi per gli ucraini comuni, spesso gettati nel tritacarne del fronte di guerra senza nemmeno addestramento ed armi adeguate, spariscono, e così il “buon” Myndich oggi risulta essere andato nello stato che di fatto ha le leve da remoto del regime nazista sempre più allo sbando, ovvero Israele.

Se c’è da dare rifugio a criminali di vario tipo, in particolar modo pedofili, Israele non si tira di certo indietro, purché, ovviamente, si dimostrino le proprie origini askenazite, in omaggio alla filosofia suprematista così ben spiegata dallo stesso Epstein nelle sue email.

Adarich sapeva tutto dei 100 milioni di euro passati nelle mani di Myndich.

Aveva con ogni probabilità le prove di tutti i passaggi che questa enorme mole di denaro aveva compiuto fino ad arrivare in diversi Paesi europei, soprattutto l’Italia, ormai resa succursale delle tangenti e del giro di corruzione che ruota attorno ai fondi inviati a Kiev.

Il banchiere però aveva una rete di contatti qui in Italia.

Si muoveva nel Paese grazie a degli uomini che lo aiutavano a smistare tutto quel denaro investito in molteplici attività.

Secondo quanto riportato dalle citate fonti di intelligence, c’era un uomo in particolare in Italia che si occupava di questi affari, un notaio di uno studio probabilmente di rilievo che si è occupato di gestire tutti i passaggi di proprietà immobiliari che Adarich doveva fare per conto degli uomini che a lui avevano affidato quel denaro, tra i quali oltre al citato Myndich, c’era anche lo stesso Volodymyr Zelensky.

L’uomo d’affari non faceva un passo senza l’indispensabile aiuto di questo notaio e di uomini della politica italiana che avevano le mani in pasta in questa torta della corruzione ucraina, così vasta da coinvolgere personaggi di alto profilo delle istituzioni italiane e comunitarie, tra i quali risultano esserci molti commissari europei, a partire da Kaja Kallas, commissario agli Esteri, attualmente impegnata in una faida contro Ursula Von der Leyen, già coinvolta nello scandalo del Pfizergate e di accuse di tangenti ricevute proprio dal colosso farmaceutico americano.

Adarich era quindi diventato un testimone scomodo, un uomo che se messo all’angolo dall’inchiesta della NABU, non aveva molte altre vie d’uscita da questa storia, se non quella di iniziare a collaborare con gli uomini di questo ufficio investigativo.

A Kiev, hanno perso il controllo di questo ente.

Zelensky e i suoi già l’estate scorsa aprirono il consueto libro delle bufale quando cercarono di accusare la NABU di essere eterodiretta da Mosca, mentre questo ufficio è in realtà molto vicino a Washington.

Sono gli Stati Uniti in realtà l’epicentro di queste indagini.

Una volta concluso il disastroso viaggio di Zelensky alla Casa Bianca dello scorso agosto, fonti di intelligence americane riferirono che i presidenti Trump e Putin nel corso di una conversazione telefonica concordarono di accelerare l’uscita di scena del “presidente” ucraino, restio a qualsiasi accordo di pace, attraverso il magma della corruzione ucraino, nel quale ci sono dentro tutti gli uomini di “alto” rango del circolo nazista di Kiev, assieme ai vari politici europei.

Zelensky non può fermare la NABU in nessun modo, e allora ecco che arrivano gli omicidi eccellenti, i cadaveri scaraventati dalla finestra, i portatili e i computer che spariscono, in quella che appare una rivisitazione di un copione non molto dissimile da quello che portò al “suicidio” di David Rossi, il banchiere del Monte dei Paschi di Siena, depositario di altri ingombranti segreti.

Sembra quindi che tutto stia andando secondo quanto venne osservato su queste pagine diversi mesi fa.

Il sipario sulle istituzioni europee e sulla repubblica di Cassibile sta calando.

I malcapitati figuranti rimasti sul palcoscenico hanno iniziato ad azzuffarsi tra di loro.

La scia di morti eccellenti è destinata probabilmente ad allungarsi.

Altri scandali seguiranno, e altri nomi di rilievo verranno travolti da accuse di corruzione.

Gli argini che reggevano l’anglosfera e l’establishment italiano sembrano ormai essere definitivamente crollati.

Questo blog si sostiene con il contributo dei lettori. Se vuoi aiutare anche tu la libera informazione clicca qui sotto. Se preferisci invece sostenerci tramite versamento bancario, puoi versare il tuo contributo a questo IBAN: IT53J0200805047000105110952

0 commenti

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Altro in notizie …

 

ISCRIVITI A LA CRUNA DELL' AGO 🔔

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.