di Cesare Sacchetti Alexander Adarich quel giorno risulta che avesse una serie di appuntamenti e...
L’omicidio di Melania Rea e il caso ancora aperto del magistrato Ferraro
di Cesare Sacchetti
Ci sono storie che riportano indietro nel tempo, che conducono in dimensioni eteree nelle quali a tratti si fa fatica a capire quale sia la linea di separazione tra verità e finzione.
Una volta che si leggono tali storie, ci si chiede se quello che si sta vivendo sia tutto il frutto di un sogno o peggio di un incubo, oppure se si sia messo davvero piede in un mondo oscuro, ignoto, dalle mille sfaccettature e dove se non si segue il filo logico che unisce tutto, si rischia di perdersi tra i labirinti di questo luogo.
Il luogo nel quale è entrato Paolo Ferrato, magistrato romano dalla specchiata reputazione e riconosciuta professionalità, è qualcosa di molto simile.
Ferraro probabilmente mai nella sua vita avrebbe mai immaginato di trovarsi a far parte di una vicenda a dir poco kafkiana, nella quale il magistrato da inquirente diviene oggetto del giudizio, di una implacabile persecuzione che vuole distruggerlo a tutti i costi.
I fatti risalgono almeno al 2007, quando Ferraro venne invitato ad una cena alla Farnesina da un altro magistrato nella quale gli venne presentata un’avvenente donna di nome Sabrina, non una coincidenza casuale come si vedrà a breve, ma un incontro programmato nel quale viene gettata una sorta di esca al magistrato romano.
Il magistrato Ferraro e la setta della Cecchignola
Ferraro decide di andare a convivere con questa donna.
Si trasferisce nel 2008 in un posto lontano dalla città giudiziaria di piazzale Clodio, alla città militare della Cecchignola, dove si stabilisce assieme a Sabrina, ex moglie di un ufficiale dell’esercito, e il suo bambino di 12 anni.

La città militare della Cecchignola
Sembra che non possa succedere nulla di male.
Una coppia che decide di andare a convivere in un posto dove uno dei due aveva già una certa famigliarità, e invece accadono cose strane, inconsuete in quell’appartamento.
Il piccolo dodicenne chiede aiuto a Ferraro.
Il magistrato capisce che c’è qualcosa che non va, che tra le sue mura domestiche forse avveniva qualcosa che aveva sconvolto profondamente il bambino, e allora decide, dall’alto della sua esperienza, di iniziare a registrare quello che avveniva in quella casa non appena lui ne usciva per andare al lavoro.
Le registrazioni portano nel cuore di quel mondo oscuro del quale si diceva al principio.
Entrano altri uomini in quella casa, ufficiali dell’esercito, bambini rom, e Sabrina, la donna con la quale il giudice conviveva, li accoglieva per fare delle pratiche di carattere esoterico, dei riti che possono definirsi satanici e che prevedono l’uso di parole chiave per suscitare delle reazioni precise in determinate persone.
Ferraro scopre che quelle parole evocano dei comandi.
Gli ufficiali che entravano nella sua casa erano tutti stati edotti alle tecniche di controllo del pensiero partorite dalla CIA nell’ambito del programma MK-Ultra, annunciato ufficialmente nei primi anni’70, e chiuso per poi essere convertito nel programma Monarch, del quale il tenente colonnello Michael Aquino, discepolo della chiesa di Satana di Szandor LaVey e fondatore del tempio di Set.
Le vittime del programma vengono sottoposte ad abusi, torture, somministrazioni di droghe, necessarie per stordire il soggetto, obnubilare i suoi ricordi e iniziare a frammentare la sua psiche, fattore determinante per la funzionalità di Monarch, pena la completa pazzia delle vittime.
Ferraro non crede ai suoi occhi, o meglio alle sue orecchie.
Si ritrova suo malgrado in un universo fatto di sette esoteriche alle quali appartengono alti ufficiali in grado, potenti massoni che fanno e disfano le varie carriere all’interno dello Stato.
Raccoglie tutto quel materiale, quelle numerose registrazioni e inizia a compilare un fascicolo grazie anche alla collaborazione di un ufficiale di polizia giudiziaria e di una psicologa.
Il magistrato vuole andare fino in fondo.
Vuole scoprire chi c’è dietro quelle strane riunioni, vuole perseguire i responsabili di quella potente setta esoterico e massonica, ma il sistema si attiva prontamente contro di lui.
Ferraro diventa suo malgrado come il protagonista del romanzo di Kafka, Josef K.
Viene incredibilmente sottoposto ad un TSO nel 2009, senza la minima ragione giuridica e sanitaria.
Nel suo blog chiamato Comitato di Coordinamento Difendiamo la Democrazia, oggi chiuso, e recuperabile solo attraverso siti di archiviazione, accusa la sua ex moglie, Silvia Canali, cognata di Lucio Caracciolo, e alcuni magistrati della procura di Roma, quali Stefano Pesci, di aver ordito il suo ricovero coatto.
Ferraro raccontò con queste parole la macchinazione ai suoi danni.
“Silvia Canali nell’ottobre 1995 fu mandata “sotto” al PM Paolo Ferraro, partecipava degli stessi mondi, riferibili a Stefano Pesci sin dal 1985 (esoterico militari), e organizzò e cogestì il sequestro di persona, già IMPOSTO telefonicamente da Stefano Pesci nel febbraio 2009, casualmente scoperto ed ascoltato mentre “operava” pressando l’ìnterlocutore ( “va bloccato, TSO o lo fate voi o lo facciamo noi”), ed al volo eseguito poi un mero sequestro di persona in radice illegale perchè non arrivassi a denunciare tutto a Perugia, sotto la spinta determinante dello psichiatria di apparato deviato LUIGI CANCRINI.”
Secondo il togato quindi, c’era un attento scrutamento del suo profilo già negli anni’90 da parte di determinati ambienti giudiziari che forse temevano la sua integrità, la sua indipendenza, il non voler accettare di svolgere il proprio servizio a favore di determinati apparati deviati, ma solo e soltanto in nome della giustizia.

Paolo Ferraro
Ferraro viene per questo preso dal suo appartamento il 23 maggio del 2009 e portato di forza presso l’ospedale San Filippo Neri di Roma nel quale viene ricoverato per tre giorni, nell’imbarazzo e nella paura, anche, dei sanitari che si trovavano lì, resisi conto che il giudice era perfettamente sano, autonomo e non aveva nemmeno l’ombra di un disturbo psichico.
Il magistrato capisce quale potente macchina si era scatenata contro di lui.
C’erano stati già dei pesanti segnali, degli avvertimenti mafiosi quando era stato appiccato un incendio sul terrazzo della sua casa, un monito per intimargli di smetterla, di non proseguire oltre le sue inchieste che stavano entrando in un territorio proibito, quello nel quale ci sono i veri fili che reggono la disgraziata repubblica di Cassibile.
L’esplosione dello scandalo e l’omicidio Rea
Nonostante gli sforzi profusi dai suoi “colleghi” magistrati, il caso inizia ad esplodere e a diventare di rilevanza nazionale.
Gli organi di stampa non possono ignorare quella figura, troppo autorevole e troppo professionale, né tantomeno tentare di farla passare per “pazzo”, come pure avevano in un primo momento provato.
Su alcuni siti si trovano in quegli anni, nel 2011, degli articoli oggi dimenticati, nei quali viene ben descritto l’affaire della Cecchignola, come questo pezzo del 10 giugno 2011 intitolato “Melania Rea e le sacerdotesse del sesso”.
Ferraro quanto accadutogli e l’autore dell’articolo scrive così del suo incontro con il togato.
“Il magistrato possiede i file audio,sconcertanti,tenebrosi,che fotografano momenti sconcertanti di una relazione sessuale,dettagli…. che a suo dire sono la testimonianza dello sdoppiamento della personalità dei suoi partecipanti,un festino alterato dall’assunzione di ketamina un potente anestetico dissociativo,che procurano fenomeni cosiddetti near-death experiences. La ritualità degli accoppiamenti,il modello sviluppato e utilizzato,lascerebbe presagire che vi sia una struttura interna,doppia,alle organizzazioni militari, “un secondo esercito”. Reclute adepti,il magistrato parla di “rane pescatrici”,ovvero personalità che hanno la funzione di centrifugare eventuali adepti,quello che dicono,cosa pensano,cosa fanno. Struttura paramilitare,festini hard, comandi esoterici, persecuzione. Il magistrato Paolo Ferraro dice di essere perseguitato “vogliono farmi fuori dalla magistratura”,”quella che ci troviamo di fronte è la più grande inchiesta italiana negli ultimi venti anni”.
Ferraro produce quelle che possono definirsi a tutti gli effetti delle prove che in una qualsiasi inchiesta giudiziaria sarebbero state più che sufficienti per autorizzare intercettazioni, pedinamenti, eseguire dei mandati di arresto e sgominare questa vasta setta massonica esoterica che si trova in ogni ganglio dello Stato, ma il magistrato deve fare i conti con il muro di gomma dei suoi “colleghi” che gli dicono di smetterla, di non proseguire oltre perché sta arrivando ad un livello troppo alto.
I riti esoterici e i programmi di controllo mentale Monarch sembrano essere la chiave di lettura privilegiata anche per risalire ai mandanti dell’omicidio di Melania Rea, trovata morta il 20 aprile del 2011 nei pressi di Ripe di Civitella.
Melania era sposata con Salvatore Parolisi, caporal maggiore in servizio presso la caserma di Ascoli.

Melania Rea e Salvatore Parolisi
La 28enne sparisce il 18 aprile del 2011, e suo marito dà l’allarme della scomparsa il giorno stesso.
Due giorni dopo viene ritrovata nel bosco di Colle San Marco.
Sul suo corpo sono state inferte almeno 35 coltellate.
A informare le autorità del ritrovamento è un anonimo informatore, mai identificato, un individuo che forse non era incappato nel cadavere per caso e che sapeva probabilmente qualcosa di più sulle circostanze di quella orribile morte.
Gli inquirenti della procura di Teramo sembrano non avere molti dubbi.
Le indagini si concentrano subito su Parolisi, che avrebbe ucciso la donna perché aveva un’altra relazione con una sua soldatessa allieva e voleva liberarsi di sua moglie, ormai divenuta una zavorra.
Parolisi però stranamente non si premura nemmeno di occultare il cadavere della moglie che aveva presumibilmente ucciso, e avverte le autorità della scomparsa di Melania.
L’arma del delitto non c’è, non viene mai ritrovata, e non ci sono tracce a lui direttamente riconducibili sul corpo della vittima.
Secondo gli avvocati difensori del caporale, non c’è nessuna prova diretta che dimostri che Parolisi abbia ucciso sua moglie, eppure i binari dell’inchiesta non deviano da lui, che si è sempre dichiarato innocente.
Il magistrato Ferraro aveva proposto un’altra pista, forse quella che poteva condurre veramente alla verità.
Lo racconta al sito Corsera e lo scrive anche sul suo blog.
Il togato romano ha dichiarato che ci sarebbe stato un incontro da Melania Rea e il magistrato della procura di Roma, Stefano Pesci, il 23 marzo del 2011, a nemmeno un mese di distanza dal ritrovamento del corpo della donna in quel bosco.
Secondo Ferraro, nella caserma Clementi di Ascoli Piceno, c’erano delle attività non molto dissimili da quelle che avvenivano nel suo appartamento alla Cecchignola.

La caserma Clementi di Ascoli Piceno
C’era un altro troncone di quella setta esoterica e massonica che nelle forze armate abusava di diverse donne sempre nell’ambito della famigerata programmazione Monarch.
Il magistrato espone la sua versione al sostituto procuratore Monti che si stava occupando delle indagini sull’omicidio della Rea, ma il filone nemmeno viene mai aperto.
Succedono però dei fatti strani, inquietanti dopo la deposizione di Ferraro alla procura di Teramo.
Vengono bruciate le auto di un ufficiale dell’Arma e di un magistrato, un monito a non addentrarsi in un territorio “proibito”, quello nel quale c’è il vero potere che tiene in mano le democrazie liberali.
A sostenere che la Rea probabilmente fosse lei stessa una vittima del programma Monarch e che avesse scoperto cosa accadeva nella caserma del marito è stato anche il GIP Giovanni Cirillo.
Ferraro intanto viene accompagnato d’urgenza alla porta della magistratura per fantomatici “motivi di salute” nel 2012.
Il CSM ha fretta di liberarsi di lui.
Secondo gli avvocati che lo assistono, il procedimento è a dir poco anomalo, e in una conferenza stampa convocata nel 2013, l’ex giudice spiegherà di aver avuto il “torto” di aver fatto il suo mestiere e di aver scoperto le attività di una setta massonica e satanica molto pericolosa e molto potente, protetta in ogni anfratto dello Stato, ridotto a mera dependance di queste logge.
La sua voce nonostante tutto continuerà a denunciare l’infiltrazione della massoneria nella magistratura anche negli anni successivi.
Gli organi di stampa iniziano però a dargli sempre meno visibilità.
L’attenzione su quel magistrato scomodo a poco a poco si spegne, ma la mano della massoneria continuerà a controllare sia le forze armate sia i togati.
In una intervista del 2012, il giudice spiegò con grande lucidità come funziona il vero potere.
L’intervista di Paolo Ferraro del 2012
C’è una struttura composta da massoneria e servizi.
Sopra di essa, c’è un apparato superiore, una supegladio sovranazionale come la definisce lo stesso giudice, che regge le sorti della repubblica dalla fine della seconda guerra mondiale e che l’hanno trasformata, suo malgrado, in una dependance della ormai sempre più decaduta governance globale.
Paolo Ferraro se n’è andato nel gennaio del 2022, dimenticato e sempre meno citato anche da una certa falsa controinformazione che gli fu mandata subito vicino per sorvegliarlo sin dai primi anni delle sue denunce, e per depistare coloro che volevano sapere chi comanda veramente in Italia.
Il magistrato lo disse.
Sono i poteri che uccisero Falcone e Borsellino, avversati per tutta la loro carriera giudiziaria da quei magistrati massoni che poi ipocritamente li compiansero dopo la loro morte.
Viene quindi quasi da sorridere se si pensa al dibattito sul referendum per la separazione delle carriere dei magistrati.
Al netto delle disquisizioni tecniche sulla opportunità di separare la carriera requirente da quella giudicante, cosa cambia nella sostanza se a governare le toghe sono le sette delle quali parlava Ferraro e che ogni qual volta si cerca di fare un’inchiesta scomoda si attivano per sopprimerla?
Cosa cambia se i togati continuano ad avere il loro parlamentino nel CMS, ad avere delle correnti, come dei partiti, e ad essere sottratti da qualsiasi controllo da parte di altri apparati dello Stato?
Se si vuole iniziare a smontare questi poteri paralleli, allora occorre partire dalla storia del magistrato Ferraro e dalle sue attualissime denunce ancora oggi indispensabili per decriptare i molti misteri d’Italia dal 1945 ad oggi, nei quali si incontrano sempre le stesse tracce.
Sono le tracce della massoneria, delle sette sataniche e dei poteri d’Oltralpe ai quali questi infedeli sono asserviti.
Questo blog si sostiene con il contributo dei lettori. Se vuoi aiutare anche tu la libera informazione clicca qui sotto. Se preferisci invece sostenerci tramite versamento bancario, puoi versare il tuo contributo a questo IBAN: IT53J0200805047000105110952
17 Commenti
Rispondi
Altro in notizie …
Morte di un banchiere ucraino: eliminazione di un testimone scomodo per l’UE e la politica italiana?
di Cesare Sacchetti Alexander Adarich quel giorno risulta che avesse una serie di appuntamenti e di incontri da fare a...
Viaggio nel mondo di Jeffrey Epstein: satanismo, pedofilia, talmudismo, Rothschild e “pandemie”
di Cesare Sacchetti Se si inizia a leggere l’enorme mole di documenti e files del caso Epstein, si deve iniziare a...
Le istruzioni di Trump sull’Italiagate all’ambasciatore americano e il panico della politica italiana
di Cesare Sacchetti Un tweet, o post, sulla rete sociale Truth da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald...






Ottimo articolo, penso che sia impossibile essere più chiari di così.
Domanda:
in teoria, chi potrebbe essere il prossimo presidente che potrebbe sostituire l’ attuale presidente di Cassibile in un ottica di parafulmine per reggersi ancora in piedi questa repubblica? Non credo non abbiano preparato un sostituto per cercare di non crollare….. Mi sembra ci siano elezioni per il 2029…..
Buonasera Gabriele. Si parla insistentemente di Gentiloni o di Calenda. Dalla padella alla brace. Ma il Dott Sacchetti ci aveva già provvidenzialmente avvertiti. Saluti e complimenti a lui.
ma credo che la separazione dei poteri sia importante … Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu … benchè il veleno del potere massonico si diffonda in tutto creato … monarchia, aristocrazia e democrazia sarebbero equivalenti se prevalesse la sapienza rettitudine e buona fede, ma purtroppo spesso cadono in tirannia, oligarchia, e demagogia … il male è sempre preente ma va sempre allontanato se capito
Non lo sono affatto perché la monarchia parte da una concezione che il potere deriva da Dio. La democrazia invece dal popolo. La separazione dei poteri è una costruzione massonica che serve a consegnare tutto il potere alla logge. I risultati sono ben visibili ora..
Grazie dell’articolo Dott.Sacchetti, istruttivo ed eccezionale come al solito. Da questo si comprende come funziona la politica e il perché delle continue scelte scellerate dei nostri governi e dell’unione europea, sempre contrari al bene del popolo. Poveri noi, povera Italia.
Ti ringrazio.
Buongiorno Dott. Sacchetti, complimenti e grazie per il lavoro che svolge. Molte persone iniziano ad acquisire consapevolezza del mostro nascosto che ci circonda ed ahimè condiziona il quotidiano da innumerevole tempo. Preso atto di ciò, l unica soluzione reale ed ovvia per ritrovare pace e prosperità sarebbe abbattere la bestia. Sul piano pratico questo “Male” dispone purtroppo di molto potere, tenendo ancora sotto controllo i ruoli chiave. Cito un esempio a noi vicino e al tempo stesso le giro una domanda. La maledetta unione europea fonte di tormenti e problemi per i suoi cittadini, non gode più oggi per fortuna di fiducia da parte di tanti, ma continua in ogni caso imperterrita con i suoi folli propositi e distopici programmi. Il problema rimane questo, malgrado un malcontento sacrosanto chi veramente potrebbe scioglierla per non dire meglio distruggerla? Poteri più forti tipo Trump e Putin uniti con prove delle loro malefatte e processi? Grazie e un saluto
Grazie Max. L’apparato eurocratico non è mai stato così debole come lo è ora, proprio perché nella struttura della quale parlava Ferraro è venuto meno l’anello più importante, ovvero quello degli Stati Uniti.
Diciamo che le 117 famiglie askenazite che governano il mondo da secoli attraverso linee di sangue non vanno più d’accordo fra loro, ma sopratutto chi è sopra di loro ha decretato la fine di questo mondo e l’inizio di una nuova umanità, il resto sono episodi perchè il concetto di tempo a cui ci siamo stati educati è pura illusione.
No, questo è una sintesi del cumulo di sciocchezze e depistaggi che propalano i soliti canali della falsa controinformazione. Le famiglie più potenti del mondo volevano tutte una cosa, la governance globale, e ad affondarla sono stati politici come Trump e Putin.
Evidente come Magistratura sia fondamentale e centrale per ripugnante gestione di questo cuore di tenebra chiamato Repubblica Italiana!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Se in Italia ci fossero Giornalisti come Lei la Nostra Patria avrebbe una Difesa,ma non disperiamo Il Signore Conosce i nostri cuori…in Lui poniamo la nostra Fiducia.Nicolò Elio Cocuzza
Grazie mille, Nicolò. La Provvidenza ci assisterà.
Una curiosità dott Sacchetti: la vicenda giudiziaria di Salvatore Parolisi come è finita?
Un carissimo saluto a lei e a tutti i frequentatori de la cruna dell ago.
Salve Davide, condannato a 20 anni di carcere.
Grazie Dott. Sacchetti nel conferire onore alla memoria del magistrato Ferraro
Grazie Gaetano.