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Cesare Sacchetti

L’indagine del Copasir su Renzi e quella guerra tra bande dello stato profondo italiano

09/01/2024

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di Cesare Sacchetti

Quando si pensa a Marco Carrai, si pensa inevitabilmente a Matteo Renzi. Carrai è stato una sorta di eminenza grigia nella costruzione del personaggio di Matteo Renzi.

Si parla di costruzione del personaggio perché Matteo Renzi è stato fabbricato nei laboratori politici dell’anglosfera e dei potenti ambienti sionisti che avevano già stabilito molti anni prima dell’ascesa dell’ex premier di avviare una sorta di rinnovamento nella classe dirigente del partito democratico.

Un rinnovamento che ovviamente non riguarda i contenuti dell’offerta liberal – progressista di questo partito quanto quello dei volti.

I centri del potere che hanno gestito l’Italia dal 1945 in poi avevano già deciso verso la fine degli anni 2000 che occorreva l’immagine di un personaggio ancora più liberal e meno legato alla nomenclatura del PD erede del PCI.

Occorreva, in altre parole, un personaggio che fosse la brutta copia dem di quello che Obama era alla Casa Bianca.

L’unione tra questi due mondi, quello dello stato profondo americano e quello italiano, sembra aver suggellato lo scandalo dello Spygate concepito secondo diverse fonti proprio da Barack Obama che si è servito di Renzi per attuare il suo golpe contro Donald Trump.

Il laboratorio dell’anglosfera è comunque famoso per costruire cloni di questo tipo un po’ ovunque nel mondo e se si guarda agli altri Paesi si può trovare, ad esempio, Emmanuel Macron come versione omologa transalpina di quello che è stato Matteo Renzi in Italia.

Sono i centristi liberal-democratici che non hanno altro scopo che eseguire l’agenda del Nuovo Ordine Mondiale come ha scritto persino il New York Times dedicato a Renzi in un articolo dal titolo alquanto esplicito: “Matteo Renzi mira a sconvolgere il vecchio ordine mondiale”.

Renzi è stato scelto proprio per questa ragione. La sua missione era quella di accompagnare l’Italia verso una delle fasi più avanzate del progetto mondialista, laddove le ultime vestigia di ciò che era rimasto dell’Italia prima del golpe di Tangentopoli andavano del tutto rimosse.

Renzi doveva consegnare l’Italia all’asse franco-tedesco e far si che questa marciasse senza tentennamenti verso il disegno della finanza internazionale che voleva la nascita degli Stati d’Uniti d’Europa e la definitiva cessione di sovranità dell’Italia verso questo superstato europeo.

Il piano non è andato in porto e Renzi creato dagli ambienti atlantisti e sionisti è stato progressivamente abbandonato dagli stessi uomini che avevano costruito artificialmente il suo personaggio politico.

E’ questa una vecchia regola o consuetudine che domina questi contesti massonici, laddove nessuno è veramente indispensabile e dove quando qualcuno diventa troppo ambizioso o d’intralcio ai piani superiori viene rimosso senza pietà e da lì inizia inesorabile il suo declino.

Renzi, Carrai e la lobby sionista in Italia

E’ indiscusso però che la genesi di Renzi sia stata anche propiziata da un personaggio che probabilmente non è molto famigliare al grande pubblico quale Marco Carrai.

Marco Carrai è stato per diverso tempo console onorario di Israele in Toscana. E’ considerato da molti come uno degli uomini di spicco della lobby sionista in Italia e il suo rapporto con Renzi è strettissimo tanto che i due si considerano quasi fratelli.

La carriera di Renzi è stata sin dal principio accompagnata e favorita dagli ambienti del sionismo che in Italia e nel resto d’Europa controllano senza sforzo sia il centrodestra sia il centrosinistra.

Le uniche differenze che sussistono tra le due coalizioni sono soltanto quelle che vedono il centrodestra molto più vicino ai membri del sionismo messianico che mirano ad un’espansione dello stato di Israele, mentre il centrosinistra si trova più vicino agli ambienti liberali dell’ebraismo che certamente assegnano ad Israele un ruolo prioritario ma non considerano l’imperialismo israeliano una priorità negli obiettivi del mondialismo e delle sue varie derivazioni.

Avevamo già trattato in passato questa logica del conflitto controllato tra le due parti del mondo ebraico e per chi fosse interessato ad approfondire rimandiamo al contributo in questione.

Ora è interessante notare che sui quotidiani, specialmente sul Fatto Quotidiano molto vicino al M5S, sta circolando un’inchiesta che riguarda molto da vicino proprio i due fratelli politici Marco Carrai e Matteo Renzi.

A condurre tale indagine è il Copasir, il comitato di controllo sull’operato dei servizi segreti, che in questo momento è presieduto da Lorenzo Guerini, membro del PD e un tempo lealista renziano.

L’oggetto dell’indagine del Copasir sono gli affari che Renzi e Carrai hanno condotto dal 2019 in poi.

I due sono stati impegnatissimi nel costruirsi una rete di contatti dove agivano quasi da intermediari per aziende quali Atlantia di proprietà della famiglia Benetton, per la Pirelli oppure per il gruppo indiano dell’acciaio JSW Steel.

In questi anni, l’uomo della Leopolda è stato molto attivo al di fuori delle aule parlamentari e ha stretto rapporti molti fitti con l’Arabia Saudita, circostanza che gli è valsa molte critiche per il ruolo dell’erede al trono saudita Mohammed bin Salman nell’uccisione di Khasoggi, giornalista saudita molto vicino ai Clinton che fu ucciso e smembrato nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul.

Renzi è stato mosso da una vera e propria frenesia affaristica che lo ha visto accumulare consulenze su consulenze fino a quando è uscita recentemente la sua dichiarazione dei redditi nella quale si legge che il senatore di Italia Viva avrebbe lo scorso anno guadagnato cifre pari a 3 milioni di euro.

Cifre da capogiro che sembrano andare molto al di là dei compensi percepiti per delle conferenze ma ciò che ci pare interessante mettere in rilievo è l’improvvisa attenzione dei media nei confronti di Renzi.

Così come è certamente interessante il fatto che ad aprire l’indagine sul giro d’affari di Renzi sia stato il Copasir presieduto da quel Guerini che un tempo era un fedele alleato del senatore fiorentino.

Questo pare confermare che in questo momento tra gli ambienti dello stato profondo italiano ci sia una feroce resa dei conti che vede i vari clan dell’establishment farsi guerra gli uni contro gli altri.

L’indagine su D’Alema: guerra tra clan della sinistra?

Qualche tempo fa, i lettori probabilmente ricorderanno che a finire nell’occhio del ciclone fu invece uno degli uomini di spicco della vecchia guardia del PD quale Massimo D’Alema.

D’Alema è finito sotto la lente investigativa della procura di Napoli per via di un suo coinvolgimento in un traffico d’armi con la Colombia e nell’inchiesta sarebbero anche coinvolte Fincantieri e Leonardo.

Ora ciò che molti spesso non guardano nella genesi di queste inchieste è l’elemento scatenante che le mette in moto e la tempistica.

In questo caso, l’inchiesta della procura di Napoli è partita dopo un esposto presentato dall’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo presieduta da Gennaro Migliore, che è un membro del partito di Renzi, Italia Viva.

Non è certo un segreto che tra D’Alema e Renzi non corra buon sangue quando i due da anni si scambiano dichiarazioni al vetriolo e si considerano a tutti gli effetti nemici.

Nel suo percorso da “rottamatore”, il senatore di Italia Viva aveva il preciso obiettivo di sbarazzarsi della vecchia guardia piddina e questo non poteva non portarlo a scontrarsi con D’Alema, al quale negò nel 2014 la carica di ministro degli Esteri dell’UE, assegnata poi a Federica Mogherini, oggi sparita dai radar della politica.

Anche in questo caso si tratta però ci troviamo di fronte un conflitto che non riguarda tanto i fini in quanto ognuno di questi personaggi è fedele all’Euro-Atlantismo e all’anglosfera, ma piuttosto è un conflitto che riguarda il predominio di quelle posizioni di potere sempre al servizio degli stessi padroni.

Questa enorme “coincidenza” che ha partorito l’inchiesta di Napoli su D’Alema non può di conseguenza non saltare all’occhio, e non può non sollevare una riflessione sul fatto che queste inchieste che riguardano i vari personaggi della politica italiana assomiglino ad una prosecuzione della guerra politica in atto sotto mezzi giudiziari.

La magistratura è tutto fuorché un corpo indipendente, e se è indipendente essa lo è certamente dallo Stato in quanto essa ormai non agisce più da tempo per far rispettare lo Stato di diritto ma si limita a proteggere lo status quo in declino che vede il dominio di potentati d’affari , lobby atlantiste e circoli massonici di vario tipo.

Quando i togati si mettono in moto raramente lo fanno perché mossi da qualche senso di giustizia che probabilmente non hanno mai conosciuto, ma lo fanno sotto impulso dei vari referenti politici e massonici che governano il sistema correntizio della magistratura.

Non sarà sfuggito a molti che in questo momento il sistema politico italiano attraversa una profonda crisi strutturale che è dovuta ai cambiamenti che stanno avvenendo sullo scacchiere internazionale.

La classe politica attuale non è, forse già era, altro che una protesi del potere dell’anglosfera che nel 1992 decise di liberarsi della precedente classe politica, giudicata non abbastanza prona ai voleri di Londra e Washington, per sostituirla con una congrega di scendiletto che non sanno fare altro che eseguire gli ordini piovuti dall’estero.

Questo status quo è giunto alla sua fine poiché l’era stessa dell’anglosfera sta volgendo al termine soprattutto per il divorzio degli Stati Uniti dall’Euro-Atlantismo.

Ciò ha prodotto degli orfani smarriti quali sono oggi i peones del Parlamento italiano che non avevano altra possibilità di sopravvivenza se non quella di vedere saldo il potere dell’anglosfera e delle sue varie derivazioni.

Il fallimento della farsa pandemica ha finito poi con l’esacerbare ancora di più la condizione di isolamento degli attuali partiti che si ritrovano senza protezioni internazionali e con il peso, morale e penale, sulle spalle di aver eseguito per conto del forum di Davos un numero abnorme di abusi e di illeciti di vario tipo sotto forma di restrizioni della libertà personale e di obblighi vaccinali che stanno producendo la strage in corso dei “malori improvvisi”.

E’ del tutto evidente quindi che la fine di un potere sul piano globale non può non portare alla fine di una sua succursale locale, come quella che esiste in Italia e nel resto d’Europa.

Appare difficile credere che queste inchieste giudiziarie e indagini parlamentari siano soltanto il frutto della casualità.

Ciò ci porta a considerare l’altro elemento che avevamo accennato prima, ovvero quello che riguarda la tempistica di queste inchieste.

La magistratura non si era mai mossa prima nei confronti di D’Alema,  né i vecchi compagni del PD di Renzi erano giunti al punto di autorizzare un dossier di più di 400 pagine sul loro vecchio compagno, Matteo Renzi.

Quanto sta accadendo pare essere una feroce guerra intestina tra gli ambienti dello stato profondo italiano che vistisi abbandonati dai vecchi referenti hanno iniziato ad azzannarsi gli uni contro gli altri nella speranza di poter uscire indenni dal processo storico in corso.

A nostro avviso pare difficile che qualcuno di questi personaggi possa sopravvivere alla fine di un ciclo storico ma crediamo che un fatto sia pacifico.

Anche uno dei protagonisti di questa guerra, Massimo D’Alema, sembra esserne perfettamente consapevole quando arrivò a dichiarare in termini molto espliciti al festival dell’Economia di Trento che “avevamo tutti pensato che con la fine della guerra fredda e il crollo del comunismo ci sarebbe stato un Nuovo Ordine Mondiale. Ma c’era un deficit di politica ora riempito dal ritorno brutale del Novecento e dell’Ottocento.”

D’Alema sa perfettamente cosa sta accadendo. Sa che siamo alla chiusura di un ciclo storico e sa che probabilmente né lui né molti altri riusciranno a sopravvivere a questa fase.

Non dovremo comunque sorprenderci se nei prossimi mesi vedremo fiorire e spuntare dal nulla nuove inchieste.

Così come non dovremo sorprenderci se qualche altro personaggio minore del mondo dello spettacolo come Chiara Ferragni, costruita interamente dalle varie corporation globaliste, verrà sacrificato.

C’è un sistema che sta attraversando una profonda crisi e c’è qualcuno che si illude che buttare giù qualche vecchio compagno di viaggio possa servire a mettersi in salvo.

Si tratta appunto di una illusione, ma ormai nello stato profondo italiano si vive solo di questo.

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14 Commenti

  1. Aurora Maria Marchesi

    Ottimo articolo. Speriamo che crollino quanto prima.

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  2. Gabriele

    Bell’ articolo,, complimenti. Rimane solo da chiedersi quanto tempo ancora ci vorra’ visto che comunque ancora sono sempre i cittadini italiani a soffrire fino alla fine…. Speriamo presto.

    Rispondi
  3. Claudio

    Articolo veramente interessante.
    La cosa che mi colpisce di più di quello che scrivi, è riguardo alla magistratura:

    “La magistratura è tutto fuorché un corpo indipendente, e se è indipendente essa lo è certamente dallo Stato in quanto essa ormai non agisce più da tempo per far rispettare lo Stato di diritto ma si limita a proteggere lo status quo in declino che vede il dominio di potentati d’affari , lobby atlantiste e circoli massonici di vario tipo.”
    Quindi la magistratura ha meno potere dello stato che la usa per i propri scopi; è solamente uno scambio di favori per mantenere le posizioni di potere.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Grazie per gli apprezzamenti, Claudio. No, non ha meno potere dello Stato. È controllata dagli stessi ambienti massonici che sono ai vertici dello Stato. Lo Stato come entità vera e dotata di poteri al servizio della collettività in questo momento non c’è perché esso è in mano alle logge massoniche.

      Rispondi
      • GABRIELE

        Scusi se mi intrometto, ma quindi quando questo sistema crollerà, anche la magistratura non potrà rimanere in piedi visto che come ha detto anche lei è al servizio del potere che sta scomparendo? un effetto domino?
        grazie.

        Rispondi
    • raffa raffa

      prima di leggere il tuo commento….ho pensato la stessa identica cosa che hai scritto.
      E non solo…
      avrei riportato la dichiarazione di Sacchetti sulla giustizia..se non fosse che l’hai fatto tu

      SI…la magistratura è tutto fuorché un corpo indipendente! Si vede benissimo.

      Quindi ho letto la risposta che Cesare ti ha rivolto “È controllata dagli stessi ambienti massonici che sono ai vertici dello Stato.”
      SI …..SI VEDE ANCHE QUESTO. A luce spenta o accesa, da tanto è evidente.

      Rispondi
  4. MB

    Buongiorno e Buon Anno,

    trovo incredibilie che sia stato assegnato il titolo di “Rottamatore” al discepolo prediletto di De Mita. Che il personaggio sappia muoversi nel guado mi sembra evidente, ma porta stampato il marchio di provincialotto che nessuna conferenza in Medioriente potrà mai cancellare.
    Triste vedere come i Carrai di turno siano costretti a coltivare certi personaggi.

    Buona serata.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Il termine “rottamatore” faceva parte di una campagna di marketing per guadagnarsi le simpatie dell’opinione pubblica. Simpatie che non ha mai comunque avuto. È sempre stato un personaggio alimentato dai media.

      Rispondi
      • MB

        Concordo. Sotto il marketing niente.

        Buona serata

        Rispondi
    • Marina Bracci

      Secondo me si autodefiniva “rottamatore” facendo intendere che voleva buttare a mare il vecchio modo di fare politica, in realtà intendeva rottamare l’Italia.

      Rispondi
  5. anto

    La crisi UE e’ ormai palese, basterebbe infatti ascoltare le puttanate degli euroinomani di casa nostra per capire che sono venuti a mancare quelli che un tempo passavano le veline da sbattere in faccia al popolo bue.
    La segretaria DEM e’ l’esempio perfetto di tale crisi, infatti non sa che cazzo dire e quando ci prova spara solo cazzate. Non e’ l’unica pero’, come dicevo prima appena aprono bocca si capisce che non hanno piu’ alle spalle quelli che davano gli ordini.
    Sono tutti allo stato brado, nessuno escluso.
    Lo stesso vale per i loro servi dell’informazione che puntualmente vengono sbugiardati pure dalle community note su twitter, ormai prossimi alla piu’ che meritata estinzione dove nessuno ne sentira’ la mancanza.

    Rispondi
  6. Nicola

    Buongiorno Cesare, non c’entra con l’articolo in questione ma le volevo chiedere quando scriverà qualcosa da Milei. Non riesco a spiegarmi il suo silenzio, accenna nei suoi post su telegram a tanti fatti che avvengono nel mondo ma per questo presidente che, sembra, potrebbe rappresentare una svolta epocale, nemmeno un cenno, come mai?
    E sì che di cose ne sono successe, dopo la campagna elettorale con la motosega, le elezioni vinte, il WEF, le dichiarazioni pro Trump e Musk…. può scrivere un articolo e dirci cosa ne pensa? Grazie

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Ne ho parlato in risposta ad alcuni commenti su Telegram, Nicola, e anche qui sempre rispondendo ai commenti di alcuni lettori..

      Rispondi

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