di Cesare Sacchetti Se n’era parlato due settimane fa, il 22 febbraio, a pochi giorni dal...
La folle guerra di Israele all’Iran, il nuovo Ayatollah e il vicolo cieco dello stato ebraico
di Cesare Sacchetti
Giovedì scorso, le delegazioni americane e iraniane erano sedute al tavolo, ottimiste, sorridenti, convinte, anche nelle dichiarazioni che si potesse arrivare presto ad un accordo tra le parti e chiudere la annosa questione del nucleare iraniano.
Dev’essere stata tale convinzione da parte di Washington e Teheran di arrivare alla firma di un accordo che ha spinto lo stato ebraico a cercare la disperata mossa del tutto per tutto, l’attacco alla repubblica islamica nel tentativo, o meglio nell’illusione, che si potesse arrestare la riconciliazione tra Stati Uniti e Iran.
Israele così ha attaccato, e Trump, attraverso una serie di roboanti dichiarazioni, fa sapere di essere a bordo, anche se ci sono già diverse contraddizioni sul reale coinvolgimento americano nella disperata “impresa” israeliana.
Secondo quanto riferito da CENTCOM, il comando militare americano nel Golfo persico, gli Stati Uniti non hanno sofferto nessuna perdita, né umana né materiale.
Teheran ha iniziato a bombardare delle basi americane, tutte evacuate da giorni, segno che le due parti si erano sentite, come accaduto lo scorso giugno del 2025, quando gli Stati Uniti eseguirono dei raid aerei nei deserti intorno ai siti nucleari iraniani, rimasti perfettamente al loro posto, intatti.

La base USA di al-Udeid in Qatar era vuota da tempo
Si diceva che in guerra la prima vittima è la verità, ed è certamente vero, soprattutto di questi tempi in degli scenari geopolitici dove abbondano la disinformazione, il depistaggio e l’arte della dissimulazione.
Trump ne diede prova a tutti proprio lo scorso giugno.
Gli organi di stampa, assistiti dai falsi media alternativi, rullavano entusiasti i tamburi della terza guerra mondiale.
Si dicevano tutti convinti che Donald Trump avrebbe fatto scoppiare un terzo conflitto globale pur di compiacere lo stato ebraico, che invece venne bellamente beffato, lasciato lì con il cerino in mano mentre il presidente degli Stati Uniti si defilava e gridava “missione compiuta”.
Israele alla ricerca dell’impossibile regime change a Teheran
Si intravedono anche a questo giro delle similitudini con la crisi di giugno.
Israele è ossessionata.
Vuole a tutti i costi il regime change a Teheran, perché la Repubblica Islamica è un insopportabile macigno sulla strada della “chimera” dell’espansione dello stato ebraico, vagheggiata già da uno dei padri fondatori di Israele, l’ex primo ministro Ben Gurion.
Israele non cerca infatti una casa per gli ebrei in giro per il mondo dai tempi della diaspora.
Israele si fonda su un’idea, o meglio su una religione, di onnipotenza, di dominio incontrastato sul mondo intero.
Coloro che si mettono di traverso sono bestie, minacce da eliminare senza pietà, senza badare troppo che siano anche donne e bambini, il bersaglio preferito di Tel Aviv.
Gli Stati Uniti si sono ritrovati in condizione di vassallaggio, di servitù di un sistema di potere che ha trascinato Washington in un pantano di interminabili e sanguinose guerre per conto del sionismo mondiale, ma tale condizione si è arrestata nello stesso momento in cui è giunto Trump.
Ci sono alcuni, soprattutto i vari disinformatori alternativi, che ripetono da anni il mantra di Trump “sionista”, nonostante essi siano incapaci di spiegare come mai da quando il magnate newyorchese è presidente, le guerre scoppiate siano pari a zero.
Sono incapaci di spiegare costoro come mai, ad esempio in Siria, gli Stati Uniti si ritirino e lascino Israele alla mercé di un governo che non è stato chiaramente voluto da Tel Aviv, visto che le forze armate israeliane attaccano giorno e notte Damasco per rovesciare Al-Sharaa, molto vicino al presidente Putin.

Il presidente Putin e Al-Sharaa
C’è, come si diceva prima, il depistaggio che in pratica non è altro che l’arte di ingannare l’avversario, di simulare o dissimulare un determinato scenario pur di disinnescare una situazione di instabilità.
A Damasco, chi può negare che le cose non siano andate effettivamente così?
Uscito di scena Assad, la politica del governo siriano non è cambiata in nulla, ma la cosiddetta “comunità internazionale”, espressione che incarna un po’ tutto il complesso delle istituzioni liberali e globaliste è stata bella che buggerata, perché, in fin dei conti, volevano la caduta del “dittatore” siriano, senza però considerare lo scenario di instaurazione di un altro governo che non è nel loro controllo come il precedente.
Mosca è sempre in Siria, le basi sono lì, e la geopolitica di Damasco resta saldamente vicina ai BRICS, ovvero proprio ciò che non volevano l’UE, la NATO e l’ONU.
L’Iran e l’ayatollah: una sostituzione programmata?
A Teheran si può dire che c’è in atto una rivisitazione di quanto già visto in Siria?
L’Iran ieri ha smentito in diverse occasioni, fino alla tarda serata, la morte dell’ayatollah Khamenei.
Israele aveva subito iniziato a far circolare la notizia che il leader della Rivoluzione Islamica era uscito di scena, che finalmente l’Iran era “libero”, e che era giunto il tempo per gli iraniani di prendere in mano il loro destino, che nel linguaggio di Israele significa diventare uno Stato coloniale in mano allo shah di Persia, vera e propria marionetta nelle mani della lobby sionista.
A tarda notte, arriva l’improvviso dietrofront.
Teheran annuncia la morte dell’ayatollah, ma non si vede per le strade nessun moto o (contro) rivoluzione in grado di rovesciare la Repubblica Islamica, e di conquistare i palazzi del potere.
A Tel Aviv, devono essere molto miopi.
L’Iran è un sistema, un apparato teologico che ha una struttura molto solida e ben definita, pensata per sostituire una eventuale assenza o dipartita improvvisa del proprio leader.
La Rivoluzione Islamica non riguarda un solo uomo.
Si tratta appunto di una teocrazia legata all’osservanza della religione sciita islamica, una corrente dell’Islam, particolarmente avversa a Israele, poiché la meno prona alle infiltrazioni terroristiche che invece si vedono dalle parti dei wahabiti dell’ISIS, tagliagole, non a caso, assistiti da Israele.
Tel Aviv può, in cuor suo, guardare all’Iran e dirsi soddisfatta dell’accaduto?
Si dice che tra i favoriti per sostituire l’ayatollah, ci sia il generale Ali Larijani, fedelissimo della Rivoluzione, alla quale la sua famiglia partecipò già nel 1978.

Ali Larijani
Un vero e proprio pasdaran, designato già in vita pare da Khomeini, a dimostrazione che l’Iran era già pronto da tempo a questa evenienza che era comunque inevitabile, visto che l’ayatollah aveva 87 anni.
Trump, da par suo, ha già il terreno pronto per allontanarsi quanto prima da questa crisi.
Qualsiasi cosa sia accaduto al leader della Rivoluzione Islamica, e qualsiasi cosa abbia portato alla sua uscita di scena, reale o meno che essa sia, il presidente degli Stati Uniti si è già costruito l’uscita di sicurezza per togliersi quanto prima dal pantano mediorientale attraverso l’annuncio della fine della “dittatura iraniana”, e lasciare così Israele ancora una volta con il cerino in mano come fece lo scorso giugno.
Che ci sia un accordo tra le grandi potenze sull’esito di questa crisi, appare pacifico.
Mosca tace.
Il presidente russo, Vladimir Putin, non ha mosso un dito per intervenire contro il cosiddetto “attacco” americano, segno che l’azione militare è prevalentemente israeliana, e segno che le due parti non hanno mai smesso di sentirsi e di coordinare le loro strategie per disinnescare i vari scenari di destabilizzazione.
Il precedente del Venezuela
Lo si vide già a Caracas, due mesi addietro.
Gli Stati Uniti dichiararono di aver “prelevato” il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, senza però che le forze armate del Paese sparassero un colpo e con una facilità pressoché irrisoria.
A Caracas intanto c’è ancora il governo di Maduro. I ministri sono tutti al loro posto.
Trump si è rifiutato di mettere al posto di Maduro il fantoccio dell’UE e dell’ONU, quella Corina Machado, vincitrice del premio Nobel per la Pace, che è rimasta a bocca asciutta, beffata dalla manovra di Washington e del suo falso regime change, che nulla ha spostato nel palazzo Miraflores.
Una volta “rimosso” Maduro, e favorita la successione del suo vice, Delcy Rodriguez, gli Stati Uniti hanno avuto però il pretesto ufficiale per poter avviare la fase del disgelo con Caracas attraverso la rimozione delle sanzioni e un accordo commerciale che prevede la fornitura della tecnologia estrattiva americana per aumentare la produzione petrolifera senza portare ad alcuna privatizzazione delle risorse energetiche del Venezuela, come affermavano i vari Lucio Caracciolo e Marco Travaglio, assistiti, ça va sans dire, dai falsi media alternativi, smentiti anche in tale occasione.

Delcy Rodriguez e il segretario all’Energia USA, Chris Wright
Se si fa un giro su tali canali, si ascolta di nuovo la stessa stonata musica.
Si sente gridare nuovamente a Trump “sionista” o “guerrafondaio”, nonostante il presidente non abbia fatto scoppiare una sola guerra dall’inizio del suo primo mandato, e nonostante anche in tale occasione sembrano esserci tutti gli elementi per poter dire che gli Stati Uniti stiano seguendo una linea molto simile a quella vista in Siria, in Venezuela, e nello stesso Iran a giugno del 2025.
Ci si lamenta che non ci sia chiarezza e linearità da parte di Trump attraverso l’annuncio di non voler avere nulla a che fare con lo stato ebraico, ma questa è una guerra che si combatte contro un potente apparato, mediatico e politico, e la dissimulazione viene fatta prima di tutto contro l’avversario per fargli credere, almeno pubblicamente, che gli Stati Uniti non gli sono ostili.
Washington è infestata da lobby sioniste.
I presidenti del secolo scorso hanno dovuto tutti rendere conto a questi poteri, e chi ha “osato” disallinearsi è incorso nella fine del presidente Kennedy, ucciso sulla pubblica piazza di Dallas il 22 novembre del 1963, un monito della punizione inflitta a chi non esegue le volontà di Israele.
Trump si è trovato nelle medesime condizioni.
E’ incorso nella stessa trafila di attentati contro la sua vita, ad alcuni dei quali il presidente è scampato per puro miracolo, come si vide a Butler.
Se il presidente è “sionista”, allora bisognerebbe rispondere a delle semplici domande.
Perché mai contro di lui ci sono stati attentati nei quali c’era il coinvolgimento di gruppi sionisti, come a Butler, e perché ci fu una frode elettorale nel 2020 ai suoi danni, che fu finanziata da magnati e multinazionali vicine a Israele?

Trump uscito indenne dal miracolo di Butler
Se Israele ha il suo presidente, non si comprende perché mai debba cercare di fare di tutto per eliminarlo, così come non si comprende, se Trump è uomo di Israele, perché Tel Aviv non si sia espansa, e perché si sia fermato il genocidio di Gaza attraverso un consiglio di pace che sta per portare truppe straniere a guardia della Striscia, uno scenario che lo stato ebraico non voleva e non vuole in nessun modo.
Ci sono troppi fatti che indicano invece che Trump depista molto Israele, e la lascia alla mercé dei suoi avversarsi, come sta accadendo in queste ore.
I missili iraniani arrivano tutti a bersaglio.
Gli Stati Uniti non intervengono per fermarli, altro segno che Israele è sola in questa sua folle guerra, e che dovrà vedersela con l’Iran senza che qualcuno venga a salvarla, come accadeva ai tempi dell’amministrazione di George W. Bush.
L’alba di Israele è iniziata con altri missili iraniani che cadono e seminano devastazione.
Tel Aviv sembra caduta in una micidiale trappola per via della sua inguaribile volontà di potenza.
Lo stato ebraico inseguiva un sogno imperiale, mentre ora non è nemmeno più sicura del suo futuro in quel pezzo di terra occupato da 78 anni.
Se questa epoca è chiaramente una nella quale si assiste alla fine del potere della governance globale, è del tutto naturale che finisca anche il potere assoluto dello stato ebraico.
Il secolo di Israele sta finalmente volgendo al termine.
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Ottimo articolo.
Be’, che dire, il NON porgere l’ altra guancia ai sion e’ stata un’ azione eccezionale 😀👍🏻👊🏻👊🏻👊🏻👊🏻👊🏻👊🏻
Ma a parte la canaglia israelitica, comunque vorrei chiederle, forse ho capito male,ma lei e’ a favore della rivoluzione islamica? A favore dell’ islam? Spero proprio di no, l’ islam e’ un’ altro schifo, non solo da come trattano le donne e per altri motivi, ad esempio,lo sa che sgozzerebbero il suo cane (se ce l’ avesse) senza problemi? Sono un’ altra razza demoniaca….🤮
Poi, ma questo Israele con tutti i bombardamenti ricevuti e morti che ha avuto tra le fila dei suoi vertici possibile che ancora esiste al mondo?🤔 Dove le prendono ancora le risorse e le riserve belliche,economiche se sono stati devastati tre volte? Bah
Ma Bibi non era morto clinicamente l ‘anno scorso?
Giusto un po’ di chiarezza, ha ragione quando dice che siamo immersi in un fiume di informazioni ed e’ difficile capire la verità.
Poi non so se ha notato, siamo immersi continuamente da migliaia di informazioni ed eventi, saltiamo da una parte all’ altra senza che se ne viene a capo, adesso vedrà che l ‘attenzione sarà sull ‘Iran per 10 giorni poi improvvisamente si spegne tutto e si parlerà dei file epstein poi dopo un po’ non se ne parla più e l ‘attenzione sarà dirottata su un altro argomento apparentemente distaccato, poi la Groenlandia, poi si spegne e ritorniamo sugli alieni e così via….. Ci vogliono confondere eh? Crepate.
Grazie saluti.
Trump non e’ sionista , ma e’ contornato , condizionato da sionisti i quali sono ormai i padroni degli USA . Trump DEVE fare cio’ che dicono loro . Punto . Lo voglia o no .
Peccato però che non fa quello che dicono loro..
Trump vuole un cambio di regime in Iran; i sionisti vogliono un cambio di regime in Iran. Da cosa deduci che Trump non fa quello che vogliono i sionisti? le portaerei le ha mandate Trump proprio per fare quello che i sionisti gli hanno chiesto. Non si trovano lì per caso.
Lo deduco da tutti i fatti descritti nell’articolo che tu ovviamente hai ignorato.
Lei è ottimista ! Spiace per Trump ma tutto mi fa credere che è pappa e ciccia con gli ebrei. Lei dice, “per calcolo”; io ci credo poco.
L’Europa comunque esce con le ossa rotte da questi conflitti causati dalle smanie di grandezza di Israele che si vede “grande” come da promessa (???) biblica. E gli americani la stanno assecondando.
Usa ci ha spinto alla guerra coi russi, facendoci appoggiare l’Ucraina, e lasciandoci privi di rifornimenti di energia e materie prime; adesso se l’Iran blocca li Stretto di Hormuz, saremmo veramente a secco di gas e petrolio.
Nel complesso scacchiere geopolitico, nella lotta per essere ancora la prima potenza, l’America sta sacrificando l’Europa. E’ palese.
E io comincio ad avere una certa ostilità contro SUA, contro Trump e – figuriamoci! – contro il gioco sporco di Israele.
Per non mettere nel conto il gioco sporco, ricattatorio del Mossad dietro al marciume emerso dai files Epstein (non è che ricattano anche Trump, con fatti compromettenti segretissimi?)
No, io non dico “per calcolo”. Dico proprio che è dalla loro parte. Ripeto: se è dalla parte di Israele perché ritira le truppe dalla Siria e non dà copertura a Israele per i missili iraniani? Perché Israele ha cercato di eliminarlo più volte? Domande semplici, attendo…
Le toglie dalla Siria per metterle in Iraq e la storia della copertura io non l’ho vista, anzi ho visto un sacco di difesa aerea in funzione in numerosi video. Al massimo posso sperare che Trump non sia motivato in questa operazione, ma non andrei oltre e non mi basta.
no, non le toglie da lì per metterle in Iraq. Se ne sta andando pure dall’Iraq. Inutile cercare di tirare fuori scenari che non ci sono per giustificare la mancata copertura a Israele…
Buongiorno, Cesare, Spero che Dio ti legga e che le cose siano come le vedi. Succede che siamo così confusi e ingannati che le bugie ora interferiscono con le mezze verità, e le forze oscure si mascherano da luce per distrarci e instillare dubbi e preoccupazioni. Grazie per aver ricostruito questi eventi controversi e per aver fatto luce affinché non ne siamo alienati. Cordiali saluti da Mendoza, Argentina.
Grazie Isabel.
Sarebbe anche ora che lo stato ebraico così come è inteso in questo suo articolo termini e gli ebrei stiano nelle loro terre in pace e basta così. Poi, come tutto ciò che esiste in questo mondo, non si può fare di tutta l’erba un fascio, dato che anche tra gli ebrei c’è tanta brava gente, e alcuni li conosco anche io, ma quei maledetti “padroni del mondo” continuano a far classificare quella popolazione come un insieme unico di dèmoni che vogliono fare tabula rasa ovunque si girano per impossessarsi di “metri quadrati”.
È il vertice, pilotato sempre dai soliti ignoti con tutti i loro vari incaricati, che deve scomparire, altrimenti sarà il classico cane che si mangia la coda: qualcuno tenta di seminare la pace e loro gli spruzzano il fertilizzante che la fa sviluppare come guerra. Ne ho avuta piena verifica con la sorella di un mio amico, che ha sposato un ricco proprietario terriero palestinese ed è andata a vivere là. Questo signore, se pur di religione islamica, era, come mi ha riferito la sposa, una sorta di santo delle sue terre, infatti trattava i suoi braccianti e lavoratori meglio dei più magnanimi imprenditori di casa nostra, ed era ben visto da tutti: una persona pacifica, gentile, disponibile nei confronti di tutti i suoi dipendenti qualsiasi fossero le necessità. Addirittura lasciava le eccedenze di produzione di datteri e altre coltivazioni dei suoi terreni ai propri dipendenti a titolo gratuito per poter mangiare in abbondanza e non aver problemi di alimentazione. Un giorno gli arrivò un preavviso da parte delle forze militari israeliane dove lo si avvertiva che avrebbero attaccato la sua zona, quindi di regolarsi a sgombrare prima possibile il suo territorio per poter salvare tutte le vite umane che ne sarebbero state coinvolte. E così fece: raggruppò la sua famiglia e tutti i suoi dipendenti e si trasferì presso un parente. Per fortuna non ci fu nessun morto o ferito in quell’assalto israeliano e, quando terminarono tutti gli attacchi e lui venne a sapere che la zona si era riappacificata, tornò a casa sua pensando che gli israeliani erano stati perlomeno corretti ad avvertirlo, così tutte le vite si erano salvate. Casa sua? Nel tornare nelle sue terre, ha detto la sorella del mio amico, rimase stupefatto e nello stesso tempo con una tristezza enorme in sé: non esisteva più la loro casa, le capanne che ospitavano i suoi dipendenti, i macchinari agricoli, gli attrezzi… Più niente, tabula rasa di tutto e, peggio che peggio, c’erano dei picchetti israeliani che controllavano il territorio; quando lui tentò di entrare in quelli che erano i terreni di sua proprietà per cercare di rimboccarsi le maniche e ripartire da zero fu completamente sbarrato, gli fu impedito di tornare nelle sue terre perchè «Queste terre sono territorio israeliano» gli dissero i picchetti e, benché egli tentò di contrattare in tutti i modi non ci fu verso: le sue terre, che manteneva in modo più che pacifico con il resto del mondo, gli erano state razziate e poteva scordarsi di tornarci. Dopo un primo periodo di crisi, dove il poverino diede quasi fondo a tutte le sue ricchezze per riuscire a mantenere e collocare i suoi ormai ex dipendenti, riuscì poco alla volta a risollevarsi e adesso è un buon lavoratore che riesce a mantenere la propria famiglia abbastanza dignitosamente, ma senza più un metro qudrato di quelle che erano le sue terre. Ecco come le “alte vie” israeliane agiscono nei confronti degli altri. Io dico solo: «Basta, adesso basta!», tutto questo deve terminare e Trump lo reputo una sorta di “svitato” angelo venuto dal cielo per interrompere definitivamente tutte le azioni del demonio.
Ottima analisi, come sempre.
Aggiungerei però la possibilità che, come avvenuto in Venezuela, anche in questo caso la “operazione lampo” si sia realizzata in seguito ad accordi sottobanco con il governo iraniano, che ha optato per un cambiamento radicale offrendo la testa della “guida suprema”.
Del resto gran parte della popolazione iraniana è scesa in piazza a Teheran e in tutto il mondo per festeggiare la morte di Khamenei, significa che la teocrazia imposta al paese con la rivoluzione islamica, forse forse non è tanto gradita…
Grazie, Airone. La popolazione è scesa in piazza a favore dell’Ayatollah. E’ esattamente il contrario.
Buonasera, una riflessione e domanda al tempo stesso. Molta gente in questa fase storica pare abbia aperto gli occhi sulle nefandezze compiute dallo stato ebraico e se come sembra Usa, Russia, Cina ed altri paesi sono alleati ed Uniti contro il sionismo, per quale motivo non fermano una volta per tutte e soprattutto rapidamente Israele che è la sorgente del tormento e di tanti mali mondiali? Saluti
Max, se hai compreso l’articolo, dovresti aver capito che è proprio quello che stanno facendo.
Cesare, grazie come sempre per il tuo lavoro.
Faccio una domanda relativa ad una possibile lettura dell’accaduto: l’Iran è stata per anni una pedina più o meno consapevole del potere globalista- sionista (una scusa per… tutto). Adesso che si profilano un mondo multipolare e la fine del colonialismo globalista (che intanto cerca spasmodicamente una guerra per resettare il mondo a suo vantaggio), era necessaria sfilare l’Iran al globalismo che tentava di manovrare i passaggi per mettere ancora un suo uomo al potere. Trump ha concordato con Russia e Cina, coinvolgendo Iran e Israele, un’operazione machiavellica: i militari USA non hanno sparato un colpo, perchè l’ha fatto Israele (e di sabato!) praticamente costretta a farlo. L’Iran però ha sparato sull’Arabia Saudita (inedito), cioè i globalisti, avendone facoltà. E’ come se Israele avesse giocato per lo schieramento anti-globalista che in tutti questi anni l’ha utilizzata come un coltellino svizzero multiuso (e un modo di scaricare bombe che qualcuno produce e vende, vedi Gaza). Se Russia e Cina hanno dato l’assenso, l’Iran diventa davvero in quota al mondo multipolare, mentre Israele può diventare meno sionista. Essenziale è il ruolo USA, che determina gli equilibri/squilibri (presto anche in Ucraina?) sfavorevoli al globalismo sionista. In ogni parte del mondo, Iran incluso, le realtà non sono monolitiche e una quota di servi del globalismo è all’opera.
Ti convince uno scenario come questo? E’ possibile che l’attacco a Riad (e Dubai) segni un segnale forte che si vuole smettere di usare i soliti schemi propagandistici (es. Israele-Iran) per attaccare finalmente interessi e strategie di chi davvero desidera la guerra e ci campa senza esserne sfiorato?
No, Ruggero. L’Iran non è mai stata una pedina del sionismo. È da 46 anni la sua spina nel fianco.
Da fonte certa, mio figlio, il quale mi ha detto che alcuni cittadini tedeschi erano informati già da martedì scorso delle intenzioni di guerra degli usa e sion.
Hanno anticipato voli da quatar Oman e Bangkok.
Informati da addetti ambasciata tedesca.
Fra le potenze ci sono sempre dico sempre, accordi ” indicibili” a noi tocca pagare sempre di più tasse x compiacere i loro intrallazzi.
Buongiorno,
ho scoperto da poco questo blog ed apprezzo che l’autore permetta ai lettori di lasciare commenti.
Credo che nell’articolo non si voglia guardare in faccia alla realtà, condendo con mistificazioni della realtà per giustificare Putin che cerca una sponda in un (ex) terrorista, che ha spodestato il miglior alleato regionale di Putin, al fine di preservare la presenza russa nel Mediterraneo orientale.
Le domande da farsi sarebbe altre: sbandierare per venti anni la produzione di Uranio arricchito e non realizzare armi atomiche significa piazzare sulla schiena il cartello di bersaglio. Perché l’Iran non ha finalizzato il programma nucleare: difficoltà tecniche? Interferenze esterne?
Probabilmente, la presenza di navi cinesi e russe ha ritardato di qualche giorno l’attacco; allora perché Khamenei ed i vertici dei Pasdaran non sono riusciti a disperdersi in tempo? Parliamo di quaranta figure di vertice eliminate in poche ore, ovvio che i dubbi sulla tenuta degli apparati sono fondati.
La Turchia avrebbe avvisato il Qatar pochi minuti prima dell’attacco a Doha lo scorso settembre. Ankara pensa di ottenere vantaggio da un Iran debole?
Così come Russia e Cina non si sono sprecate più di tanto per evitare evitare l’attacco.
Pochi elementi interni al MAGA hanno contestato Trump, almeno pubblicamente. Il MAGA è meno isolazionista di quanto sembri? Certamente Kirk sarebbe stato contrariato e credo avrebbe salutato e girato i tacchi. O forse il MAGA sostiene Trump a prescindere? Situazione che in Italia ricordiamo bene, con il Berluska difeso a spada tratta tra imbarazzi mal celati, fino a quando il Berluska è risultato indifendibile alla sua base.
Il mio sembra essere il primo commento critico, ma la realtà sempre ci sbatte addosso.
La realtà la mistificherai tu. I fatti dicono che Trump ha già espresso l’intenzione di collaborare con il nuovo Ayatollah, cosa che non coincide con il piano di un fantomatico regime change di cui non si vede traccia. Se Russia e Cina tacciono, è perché sanno che in Iran non ci sarà nessun reale nuovo assetto politico, altrimenti puoi star certo che non sarebbero rimaste con le mani in mano..
Buonasera,
come si spiega il movimento di aerocisterne americane che orbitano per ore sui cieli israeliani decollando da basi israeliane (in questi momenti sono operativi diversi aerei da rifornimento) se gli Stati Uniti non portano supporto?
Oggi Trump ha detto chiaramente che sono stati uccisi i tre possibili successori di Khamenei che si prevedeva potessero essere eletti. Come è possibile che volesse dialogare con chi, in realtà, è rimasto sotto le bombe?
E se l’Iran non è in guerra con gli Stati Uniti, perché colpire l’ambasciata americana a Dubai?
Oggi vedremo se la notizia dell’elezione del figlio di Khamenei trova conferma.
Gli attacchi alle ambasciate e ai consolati sono realizzati da Israele. Ieri i sauditi hanno arrestato agenti del Mossad impegnati in varie azioni terroristiche. Gli aerei autocisterna erano a disposizione di Israele da tempo. La seconda domanda non è molto chiara. Può essere benissimo che voglia dire che Israele ha presumibilmente eliminato quegli uomini, oppure sta continuando a sostenere la retorica del “li stiamo colpendo tutti”.
Intendevo dire: chiaro che non voglia dialogare, ogni candidato è un obbiettivo, a meno che non passi in campo USA, come avvenuto in Venezuela dove Maduro è stato tradito dal suo stesso gruppo dirigente.
Bit Gates ammette ,scusandosi, un po’ di porcherie,minimizzandole e dopo ,sarà per scrupolo ,dona 500 mil di dollari per l’infanzia, la divoratrice di bambine ,che Dio la maledica,due giorni fa ,sotto giuramento,nega di conoscere Epstein ,la Clinton,è Obama non ricorda.e spergiura prima di deporre,.Ora per Legge potevano già essere arrestati ma due giorni fa Usa e Iran erano pronti ad normalizzare.e allontanare la guerra. Trump non voleva l’attacco ma i Khazari, eredi della Rusdi Kievh, la prima mafia estortiva, se siete cultori di Storia, del Medio-Evo , coloro che guidavano i Vikinghi Danesi nelle razie degli stessi alleati e poi ,IN ESCLUSIVA, Ricettavano la merce…..p.s.i.più.ricercati erano i bambini, appunto i Khazari moderni ,per rendiconto ,non per morale ,in quanto sconosciuta,hanno decretato Guerra….Gesù 💟 si è Incarnato nel mondo per innalzare la Nuova Legge e decretare la fine del Vecchio.
Gentile Sacchetti, perché non diciamo invece la verità: se anche Trump sia andato al potere con degli obiettivi, e dico SE, nel giro di pochi mesi ha compiuto un totale dietrofront: per prima cosa accetta e seguita ad accettare centinaia di milioni da miliardari suonisti; pensa che questi non ne chiedano un tornaconto? Per seconda cosa: è inutile fingere, Trump è invischiato sino al collo nell’affaire Epstein, centinaia di pagine lo menzionano ed il fatto che se ne impedisca la divulgazione è segno che sto dicendo il vero. Comunque, basta notare la tempistica: non appena sono filtrati i files Epstein, Trump ha compiuto una completa giravolta e si è appiattito sui desiderata di Israele. Ricattato? Sicuramente, perché era ricattabile, con buona pare di Maga e America First. Per ultimo, le sue dichiarazioni in merito all’assassinio di Khamenei dimostrano la sua totale complicità negli eventi tragici di questi giorni. Gli americani sono i primi ad essere stati presi per il culo. Poi i suoi lettori possono inventarsi tutte le dietrologie di questo mondo, ma i fatti parlano. Saluti.
Le pagine nelle quali è menzionato Trump sono quelle dove Epstein lo insulta e lo accusa di averlo fatto arrestare. I files Epstein li ha fatti uscire Trump proprio perché così ha potuto dimostrare a tutti chi era coinvolto nel suo giro pedofilo e chi no. Per quello che riguarda la campagna elettorale, Trump se l’è finanziata in larga parte da solo dal 2016. Il tuo problema e quello di altri è che raccogliete la varia disinformazione che leggere in vari canali spazzatura, la ripetete a pappagallo, senza nemmeno sapere se sia vera oppure no. Di verità non ce n’è nemmeno l’ombra nel tuo commento.
C’è già la terza guerra mondiale in atto e si ha il coraggio di dire che non c’è
Sì, ok, comprati la tuta antiradiazioni..Sono anni che andate avanti con questa storia e puntualmente cannate..Auguri..
Trump si tiene buoni gli ebrei che hanno potere finanziario in casa propria,a molti di essi Israele crea solo problemi. Non è sionista. Agli ebrei americani coi soldi non verrebbe mai la voglia di andare a vivere in Israele.
Trump era colui che doveva porre fine a qualsiasi guerra, oggi assistiamo ancora ad una competizione di missili tra iran, emirati arabi e Israele, india e Siria. E questo canale ha il coraggio di affermare che tutte le guerre sono cessate!! La terza guerra mondiale non è questa bellica, questo è l’antipasto, ma sarà quella climatica che di fatto deve ancora iniziare e quella della falsa invasione aliena che porrà gli ultimi capitelli del governo globale mentre ancora voi state qui a nutrirvi di false speranze invece di andare fuori a protestare aspettate il Salvatore o Dio che scende a fermare tutto questo, che non ci sarà mai.
Sì, ok, mettiti il cappello di stagnola in testa e inizia a gridare “ci salviamo da soli”. Vedrai che avrai successo. Siete stati smentiti anno dopo anno sulla terza guerra mondiale, e ancora continuate..
Attaccare mentre ancora si sta seduti a tavolo trattative… in tipico stile mafioso di camarilla anglosionistamerikana!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Grazie Cesare, per l’ennesima volta dimostri coerenza di pensiero e azione. questo è il sesto anno che ti seguo, ho avuto anche io momenti in cui non credevo alle tue analisi, ma mi sono dovuto ricredere non per “fede” ma perchè i fatti erano esattamente come tu li hai sempre raccontati. Volevo chiederti se hai notizie in merito all’operazione Epic Fury avvenuta in europa durante gli attacchi a Teheran, che ha portato all’arresto soggetti collegati alla rete finanziaria di Epstein, e contemporaneamente al recupero, da parte di soldati americani, di dati di una server farm in Iran finanziata da Obama che nasconde migliaia di file inerenti a coinvolgimenti di riciclo di denaro nelle banche Iraniane, sempre della rete sempre di Epstein. Servirebbe un’analisi dettagliata delle tue…
Buongiorno Cesare,
la leggo da tempo e assicuro che ci vuole tanta fede nel leggere nella sua prospettiva quanto sta accadendo.
Fa specie infatti vedere come ironizzava sulla notizia della morte della Ayatollah e quando questa si è palesata reale, passare ad altre ipotesi, come se l’eliminazione della guida suprema dello stato per eccellenza nemico di Israele si possa accettare con un’alzata di spalle.
Idem per il coinvolgimento Usa che nell’articolo afferma ‘senza perdite umane e materiali’: le 3 bare rimpatriate negli Usa e il consolato di Dubai in fiamme li considera in linea con quanto scritto?
Per finire lo stesso Trump è passato dall’ affermare che la durata della guerra doveva essere di 4 giorni per diventare di 4 settimane.
È veramente dura condividere la sua linea quando i fatti non lo confermano, e le assicuro che mi informo su canali che sono ben lontani dal mainstream e pure dalla controinformazione, ma se ha suggerimenti da darmi su cosa seguire per avere conferma della sua lettura dei fatti, lo accetto volentieri.
Grazie
Io non ho fatto ironia su quella morte, ma riportavo le fonti iraniane che hanno smentito fino alla tarda serata. Il cambio improvviso dell’Iran denota qualcosa di anomalo, e, ad oggi, non abbiamo certezze se quella morte sia o meno reale, ma se si insedia un Ayatollah di 20 anni più giovane, non cambia assolutamente nulla, anzi la situazione peggiora di molto per Israele. Ad attaccare i consolati e le ambasciate è Israele. I sauditi hanno già arrestato ieri diversi agenti del Mossad. L’Iran non ha abbattuto nemmeno un aereo americano. Gli attacchi sul territorio iraniano sono tutti fatti da aerei e droni israeliani. Va aggiunto inoltre il fatto che gli Stati Uniti non danno assistenza a Israele per intercettare i missili iraniani, tantomeno si adoperano per distruggere le basi missilistiche, altro segno che non c’è un supporto attivo. Non so dove altro ti informi, ma forse sono i canali che già due mesi fa dicevano che Trump aveva fatto un “regime change” in Venezuela per poi essere smentiti. Ricordo che Israele vuole lo shah, e Trump ha già detto di no..
Ieri l’Iran ha colpito l’ambasciata Americana a Riad, la base britannica a Cipro e l’altro ieri gli Emirati Arabi. Smentisca questo
Già smentito nel pezzo odierno. Sono stati elementi del Mossad. Arrestati ieri dai sauditi.