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L’infiltrazione della massoneria nella polizia e la natura eversiva delle logge
di Cesare Sacchetti
Il comunicato stampa della Metropolitan Police di Londra ha fatto tremare non pochi pilastri, soprattutto quelli all’interno delle logge massoniche.
I vertici di uno dei corpi di polizia più importanti del Regno Unito sono stati a dir poco categorici quando hanno dichiarato che è necessario che gli ufficiali siano tenuti a dichiarare la loro appartenenza alla libera muratoria.
Dalle parti della United Lodge of England, casa madre della massoneria internazionale, non l’hanno presa affatto bene.
Si era già incontrato questo organismo in altre occasioni, in particolar modo durante l’evoluzione della guerra massonica che c’è in seno alle logge italiane, soprattutto tra il Grande Oriente d’Italia e il Rito Scozzese Antico e Accettato, rito antichissimo, tra i più diffusi nei grembiulini e passaggio obbligato per salire ai piani superiori della libera muratoria, quelli che decidono veramente da che parte va l’organizzazione.

La sede della UGLE a Londra
L’UGLE si è stracciata le vesti quando ha saputo che i vertici della polizia metropolitana londinese hanno chiesto agli ufficiali di eseguire questa sorta di “coming out”, questa rivelazione della loro appartenenza alla massoneria, segno che probabilmente i vertici dei grembiulini inglesi sanno che se questa dichiarazione dovesse essere fatta, verrebbe fuori che tra la polizia e la massoneria di differenza ce n’è ben poca.
Massoneria e democrazia: storia di un’alleanza
Nel mondo Occidentale, la massoneria è praticamente ovunque e questa società segreta, poiché di questo si tratta, trova il suo brodo di coltura ideale proprio nella tanto decantata, da altri, democrazia liberale.
I padri della liberal-democrazia sono tutti iscritti alle logge.
Sono massoni coloro che al tempo del secolo dei lumi iniziarono a mettere in discussione l’ordine plurisecolare della società cristiana che metteva al primo posto le monarchie e il papato, in quanto la natura della massoneria non è altro che quella di una religione anticristiana.
La massoneria si propone di infiltrare ogni campo del vivere civile, ma per poter avere successo ha bisogno di un sistema politico che le consenta di esistere senza che le sue attività vengano limitate o messe fuori legge, come accadeva invece nei tempi che precedettero l’Unità d’Italia, traguardo fondato purtroppo su basi non cattoliche, ma intrinsecamente massoniche.
Massoni erano tutti i padri risorgimentali di spicco, dal conte Camillo Benso di Cavour passando per Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, ognuno dei quali, al di là delle loro lotte intestine, erano uniti da un profondo odio e disprezzo per la Chiesa.
Una volta che lo Stato liberale nasce, la massoneria si afferma in tutto il suo potere e influenza, e soltanto il ventennio fascista riesce a mettere fine allo strapotere massonico attraverso la nascita di un sistema politico ostile al liberalismo e alle varie plutocrazie che controllavano i vari deputati e senatori del Regno d’Italia.

Mussolini decretò lo scioglimento delle logge nel 1925
La caduta del fascismo è quell’evento che consente alla libera muratoria di risorgere dalle sue ceneri.
Sul finire della seconda guerra mondiale, il Grande Oriente d’Italia torna immediatamente operativo e diventa l’interlocutore privilegiato delle potenze angloamericane che occuparono l’Italia di Cassibile e la trasformarono de facto in un protettorato angloamericano.
La massoneria e le forze dell’ordine: uno stretto sodalizio
Se prima le logge erano sciolte e l’appartenenza clandestina a qualche massoneria clandestina era motivo di allontanamento, ai tempi dell’Italia repubblicana, l’ingresso in massoneria diventa l’ascensore sociale per sedere nelle cariche più importanti dello Stato.
La lista, con ogni probabilità parziale, della loggia massonica Propaganda 2, presieduta dal Gran maestro Licio Gelli, è lì a dimostrare come molti ufficiali fossero stati iniziati alla religione luciferiana dei liberi muratori, e tale iniziazione è stata il necessario passaggio per entrare nei gangli della pubblica amministrazione, fino a far diventare lo Stato una sorta di mero simulacro, una mera dependance al servizio delle logge.
Secondo la lista divulgata dopo che lo scandalo divenne pubblico, a fare parte della P2 su 972 iscritti erano almeno 204 membri delle forze dell’ordine, distribuiti tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Marina ed Aereonautica.
Dei citati 204, ben 177 erano ufficiali di questi corpi, e si possono perfettamente vedere le conseguenze del famigerato armistizio di Cassibile, e del doppiogiochismo degli inglesi che promisero a Mussolini delle garanzie per il suo ingresso in guerra “controllato”, senza poi esitare un istante a ucciderlo e ad affidare le chiavi del potere in Italia alla libera muratoria.

Licio Gelli
I piduisti erano parte di un sistema, un redivivo apparato integrato nella massoneria di palazzo Giustiniani la cui esistenza risale ai tempi del Risorgimento, e che gli angloamericani avevano voluto ricostruire per far sì che la Penisola fosse sotto il controllo dell’anglosfera.
A tale livello privilegiato della massoneria era stato affidato il compito di essere il garante dei vari poteri globalisti che all’epoca dominavano Washington.
La P2 è parte della storia d’Italia, e il suo ruolo eversivo si riverbera in diversi momenti chiave della repubblica, tra i quali c’è quello del rapimento di Aldo Moro.
Moro era diventato un problema, una sorta di variabile non calcolata dall’anglosfera che voleva essere sicura di neutralizzare i piani di un politico che voleva spingere il Paese al di fuori del ristretto territorio dell’atlantismo verso quello del blocco dei Paesi non allineati, un gruppo di nazioni che rifiutava i due imperialismi degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica.
SI mise in moto così la macchina che portò al rapimento e al sequestro del presidente della DC, e la P2 giocò un ruolo essenziale nella riuscita dell’operazione.
Iscritti alla P2 e al GOI erano gli uomini della famigerata sezione R del SISMI, istituita dal generale Santovito, e alla quale appartenevano Pietro Musumeci e GIuseppe Belmonte, assieme al colonnello Guglielmi, non presente nelle liste dei piduisti, ma presente però la mattina dell’agguato di via Fani, quasi come supervisore della sofisticata operazione di rapimento di Aldo Moro, eseguita con tecniche militari che soltanto pochi centri di addestramento in Italia praticavano, su tutti quelli di Gladio.
Nella famigerata via Gradoli c’è un altro incastro importante che alla fine riconduce ancora una volta a questa loggia massonica.

Via Gradoli, 96
In quella strada e in quel condominio al civico 96, al centro di tante trame dei misteri, da ultimo quella del caso Marrazzo, c’era uno dei covi delle BR, nel posto più impensabile che si potesse immaginare, ovvero in uno stabile dove molti appartamenti erano di proprietà di società di copertura dei servizi segreti, i cui vertici, come visto, erano in larga parte piduisti.
Vicino al covo delle BR di Mario Moretti, c’era un appartamento nel quale vivevano Gianni Diana e Lucia Mokbel, sorella del criminale Gennaro, e amica del vicequestore Elio Cioppa, altro piduista al quale Lucia aveva passato un appunto su dei presunti rumori che provenivano dall’appartamento nel quale viveva il capo dei brigatisti.
La P2 arrivava ovunque perché la repubblica liberale del’46-48 era il suo habitat naturale.
Se si volesse cercare di tracciare una linea di separazione tra massoneria e liberalismo, sarebbe impossibile farlo perché la prima è una diretta conseguenza del secondo.
Il liberalismo è ostile alla società cattolica.
Sotto la sua falsa apparenza di “neutralità” verso i vari culti, mette al bando il cristianesimo e apre la porta a tutte quelle religioni che sono ostili alla tradizione cristiana.
Il liberalismo si rivela così il perfetto cavallo di Troia dei nemici della cristianità, e la massoneria è il suo grimaldello per scardinare ogni angolo delle istituzioni e assicurarsi che queste siano asservite agli scopi della società segreta.
Le indagini affondate dalla polizia
La polizia non faceva e non fa eccezione.
Senza il controllo di questo corpo, i massoni non possono avere speranze di dominare la società perché prima o poi le loro attività verrebbero scoperte, i loro intrallazzi e cospirazioni eversive contro il Paese verrebbero alla luce, e si tornerebbe naturalmente all’approdo nel quale giunse il fascismo nel 1925, quando mise al bando tutta la massoneria, e non soltanto sue parti “deviate”.
L’intera società segreta è deviata per le ragioni appena citate perché sotto la ipocrita rappresentazione di una fratellanza al servizio dell’umanità, si cela in realtà una volontà di dominio e di sopraffazione della sovranità nazionale, da liquidare e sciogliere nella repubblica universale che i liberi muratori vorrebbero edificare.
Ne parlò nel 2013, tra gli altri, l’ex Gran maestro del GOI, Giuliano Di Bernardo, che una certa stampa cerca di accreditare come massone “buono”, nonostante egli, come gli altri suoi “fratelli”, si proponga di arrivare ad una tirannia globale dominata dal cosiddetto uno – dio, una sorta di figura anticristica che agli occhi dei massoni dovrebbe diventare il despota mondiale.

Giuliano Di Bernardo
Intuì la gravità della questione un uomo come il compianto magistrato Agostino Cordova, autore di una celebre inchiesta partita dalla procura di Palmi sulle superlogge, quelle strutture, come la P2, che costituiscono il piano superiore della massoneria, quelle che governano davvero il Paese e che contengono tutti i nomi di spicco di ogni campo della cosiddetta società civile.
Cordova venne affondato.
L’inchiesta gli venne sfilata dalle mani dalla solita ineffabile procura di Roma che si premurò di archiviare frettolosamente il tutto, senza nemmeno provare ad entrare in possesso dei nomi di quei massoni di élite, molti dei quali probabilmente magistrati, a dimostrazione che nella repubblica del’48 la magistratura è tutto tranne che “indipendente”, ma piuttosto sotto lo stretto controllo della società segreta massonica.
Una volta resosi conto degli ingranaggi che si erano messi in moto contro di lui, il magistrato calabrese provava a spiegare come fosse ormai diventato impossibile già nel lontano 1993 fare delle inchieste sulla massoneria, perché gli uomini delle forze dell’ordine, tra i quali diversi membri della controversa DIGOS, ogni qual volta ricevevano l’ordine di acquisire gli elenchi, facevano orecchie da mercante, e dicevano che non c’era nulla da trovare, forse perché in quegli elenchi c’erano anche i loro nomi.
La metastasi è stata libera di espandesi ovunque e la cosiddetta legge Anselmi nulla ha risolto, se non di fatto certificare la “regolarità” dell’esistenza della massoneria ufficiale sulla base che questa non sarebbe una società segreta, nonostante le sue riunioni siano coperte, le sue direttive mai rese note, e spesso in violazione delle leggi dello Stato, e infine, nonostante il suo scopo ultimo sia chiaramente di natura eversiva, data la sua ostilità alla sovranità nazionale.
Il mondo Occidentale si trova quindi afflitto dallo stesso problema, e se si guarda nei Paesi angloamericani, la situazione non muta, ma forse diviene persino peggiore per via della diffusione del culto protestante, così vicino idealmente ai frammassoni a causa della sua teologia luterana.
Un pentito della massoneria americana ed ex membro delle forze dell’ordine, Victor Ramos, ha raccontato quanto le logge comandino i corpi negli Stati Uniti.
Victor Ramos e le sue rivelazioni sulle infiltrazioni massoniche nella polizia
Gli ufficiali del corpo sono quasi sempre iscritti alla massoneria, e iniziano a fare cooptazione mano a mano che individuano i candidati più “degni” di entrare.
Una volta che il poliziotto diviene massone, la sua fedeltà non va più al corpo, ma alla massoneria, e se un fratello si trova sotto inchiesta per qualsiasi tipo di reato, il poliziotto grembiulino ha il dovere di lasciar andare il sospettato o di insabbiare quelle indagini che possano portare danno alla società segreta.
Si tratta di una vera e propria piovra che una volta entrata nei corpi finisce inevitabilmente per assoggettarli agli scopi delle logge in un dedalo di conflitti di interesse che rende pressoché impossibile tracciare una distinzione tra polizia e massoneria.
A Londra, la richiesta di rivelare la propria appartenenza alle logge è forse il segno di un cambiamento, un principio di ribellione allo strapotere della libera muratoria, che oggi si trova indebolita come non mai.
I massoni sono stati tra i principali sostenitori della società del Grande Reset.
Cinque anni addietro, non esitarono un istante a mettere a disposizione le loro logge pur di sottoporre i popoli alla vaccinazione di massa, così come i campioni del libero pensiero e orfani della spia al servizio degli inglesi, Giordano Bruno, non ci pensarono due volte a schierarsi a favore del certificato verde, il passaporto obbligatorio per entrare nel distopico mondo di Davos.
La massoneria oggi si guarda allo specchio e si scopre aggrinzita, debole e dilaniata dalle divisioni, sintomo che i piani non sono andati come previsto, e che il dominio incontrastato dei grembiulini inizia a vacillare.
Le richieste di rivelare la propria appartenenza alla massoneria potrebbero essere soltanto l’inizio della naturale fase successiva.
Quella di mettere al bando la libera muratoria e di espellere dalle istituzioni gli iscritti delle logge.
La massoneria è nemica delle nazioni, ma prim’ancora è nemica di Dio e degli uomini.
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Buongiorno, Cesare. Il tuo articolo è eccellente, descrivendo dettagliatamente, come è tua abitudine, ogni passo compiuto da questi SÁTRAPI che hanno sempre cercato di distruggere il cattolicesimo. Forse è per questo che ci sono così tanti membri ebrei tra i massoni. Ho avuto l’opportunità, nella mia città, Mendoza, in Argentina, di parlare con un massone di alto rango che conoscevo quando studiavamo all’Università, e lui mi ha confessato, senza alcuna vergogna, nel 2021, che dovevamo essere vaccinati con quelle schifezze chiamate “vaccini” contro il falso Covid. Grazie per denunciare e diffondere questo tipo di notizie, che non compaiono né in televisione né sulla stampa bastarda. Un grande saluto dalla mia patria.
Grazie Isabel. Spero che il vaccino se lo sia fatto quel professore, anche se ne dubito fortemente..
Suppongo che nessun poliziotto inglese dichiarerà spontaneamente la propria eventuale appartenenza alle logge….perché se è vero che, da come ho inteso, questo non comporterà sanzioni da parte dello Stato, è altrettanto vero che ne pagherebbero le conseguenze all’interno della loggia stessa. Ad ogni modo, come dice Lei, è un segnale, un inizio che può portare a sviluppi più interessanti in futuro. Per l’Italia, quale paese cattolico e non protestante, se ci fosse veramente un minimo di timor di Dio da parte della classe politica questa si affretterebbe a varare una legge basata sul fondamento di Cristo per il quale non si può servire a Dio e a Mammona. Pertanto, per fare un concorso pubblico o lavorare per lo stato, dovrebbe vigere il requisito minimo sindacale di nessuna appartenenza alla massoneria, con relative sanzioni penali e amministrative in caso di dichiarazione mendace/appartenenza.
Grazie sempre per il suo encomiabile servizio di informazione.
Grazie Claudio. Assolutamente d’accordo che gli iscritti alle logge debbano essere esclusi dell’accesso alla pubblica amministrazione.
Come sempre, un capolavoro di articolo della Cruna dell’Ago…quante vicende oscure si celano dietro ciò che vediamo; grazie per renderci più informati e consapevoli 🙏👏
Ti ringrazio, Silvia.
Salve,
Speriamo che muoia la massoneria e qualsiasi altro tipo di potere che vuole sottomettere l’ umanita’ che deve essere libera e lasciata in pace.
Qualcuno sa per quale motivo all’ improvviso si e’ spostata tutta l’attenzione sulla Groenlandia e non si parla più della guerra Russia Ucraina che fino ad un mese fa sembrava essere il tema principale?
Qual’e’ il senso di toglierla dal colonialismo danese per metterla al controllo americano? (La Groenlandia).
Perché l’Italia e’ stata salvata dai prossimi dazi?
La Groenlandia è strategica per il controllo dell’Artico. I dazi per la questione groenlandese non sono stati posti all’Italia perché il governo non si è pronunciato al riguardo.