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Cesare Sacchetti

La falsa opposizione sionista di Marine Le Pen

03/07/2024

Di Cesare Sacchetti

Il risultato, francamente, non ha destato alcuna sorpresa.

Che il partito di Marine Le Pen, il Rassemblement National, fosse destinato a vincere le parlamentari francesi con un buon margine di voti era effettivamente prevedibile e le spie del disagio dei francesi si erano già viste alla elezioni europee con il trionfo della leader francese e il tonfo invece di Emmanuel Macron e della sua coalizione chiamata “Besoin d’Europe”, ovvero bisogno d’Europa, nome non molto dissimile da “Più Europa” di Emma Bonino.

Del resto, l’offerta politica delle liberal-democrazie europee non è soltanto appiattita sulle idee poiché tutti hanno più o meno gli stessi programmi – nei quali nessuno si propone di uscire dal recinto di Bruxelles – ma anche nei nomi.

Ora se volgiamo un momento lo sguardo ai quotidiani del mainstream italiano ed europeo vediamo una raffigurazione di Marine Le Pen che in nulla assomiglia alla vera identità del suo personaggio politico.

Si parla di populismo, di sovranismo, di antieuropeismo o addirittura di “destra estrema”, quando il Rassemblement National altro non è che l’antico, per così dire, partito di destra liberal-conservatrice di Jacques Chirac dal quale la Le Pen ha persino mutuato parte del nome, in quanto il partito dell’ex presidente francese era chiamato Rassemblement pour la République per poi mutare nome nel 2002 quando divenne l’Union pour un mouvement populaire, presieduto da un altro ex inquilino dell’Eliseo, Nicolas Sarkozy, francese di origini askenazite oggi caduto in disgrazia dopo la recente sentenza di condanna per corruzione nei suoi confronti.

Come si vede, i serpentoni che si disfano della vecchia pelle per adottarne una nuova non sono solamente prerogative della politica italiana – laddove c’è il famigerato PCI che sta cambiando maschera dalla famosa svolta della Bolognina del 1989 nel tentativo di camuffarsi meglio e non farsi riconoscere dagli elettori – ma sono proprio una intrinseca caratteristica delle democrazia liberali europee.

Di quando in quando, queste formazioni politiche sono costrette ad una sorta di lifting politico dove si cambiano i connotati del volto del partito, ma la sostanza, che poi è ciò che conta, non viene mai nemmeno sfiorata.

E’ l’arte dell’inganno, o meglio l’arte di confondere gli elettori attraverso continui cambi di nome per provare a mascherare una semplice verità che dalle parti dell’Italia sembra essere stata compresa da un pezzo dagli elettori italiani.

Nei sistemi liberali l’apparenza deve cambiare per impedire che la sostanza cambi. E per sostanza si intende il fatto che lo status quo non viene mai toccato o soltanto minimamente messo in discussione.

Nessuno osa dire che fino a quando si consentirà alla massoneria di esistere, sarà essa la padrona della politica europea, e nessuno dirà che fino a quando si resta nell’euro e nell’Unione europea di kalergiana memoria, l’Europa marcerà inevitabilmente verso la sua estinzione morale, culturale ed economica.

Una volta Jacques Attali, intellettuale francese anch’egli di origini askenazite ed eminenza grigia della politica francese, disse che l’euro non era stato fatto di certo per la “felicità della plebaglia europea”, una frase che racchiude molto bene tutto il disprezzo che queste élite massoniche e finanziarie nutrono nei confronti delle masse, che ai loro occhi non sono altro che “mangiatori inutili” o bestiame da sterminare e da tenere costantemente sotto controllo attraverso la filosofia neomalthusiana.

Marine Le Pen e la mutazione del Fronte Nazionale

Marine Le Pen, ad oggi, ha raccolto il testimone di Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy, ed è oggi lei l’erede effettiva di quella scuola conservatrice liberale che si adopera perché tutto cambi perché nulla cambi.

La sua parabola è stata estremamente simile a quella di Matteo Salvini e, a posteriori, non si può non affermare che i due percorsi siano stati studiati dalle stesse menti che governano e dirigono le democrazie liberali europee.

Le democrazie liberali si fondano tutte sullo stesso principio. Esse per poter esistere devono dare alle masse l’illusione di essere “felici” al loro interno e dare a queste appunto la percezione che il voto in alternanza nei confronti una volta del centrodestra e un’altra per il centrosinistra diano al popolo qualche potere decisionale.

L’unica vera “decisione” che le masse prendono in tali sistemi in realtà è quella di giungere allo stessa destinazione da punti di partenza diversi.

Ogni strada della democrazia liberale porta a quella che giunge alla fine della sovranità dello Stato nazionale e al trasferimento dei poteri un tempo prerogativa esclusiva della nazione nelle mani appunto di spregevoli personaggi come Attali, membro, tra l’altro, del famigerato gruppo Bilderberg e vicinissimo alla massoneria alla quale si è rivolto pubblicamente in più di un’occasione.

Il tempio dell’illuminismo creato a suo tempo da altri due iniziati quali Voltaire e Rousseau, scelto non a caso come riferimento dal M5S,  è stato fatto per mettere fine all’idea che lo Stato dovesse essere il solo custode della sovranità nazionale ma soprattutto è stato eretto per mettere fine alle vestigia della civiltà cattolica e cristiana, la cui stessa esistenza rappresenta il katehon che impedisce la definitiva ascesa del tanto, da loro, agognato Nuovo Ordine Mondiale.

Marine Le Pen nasce per una esigenza semplice. E’ l’esigenza della preservazione di questo potere.

Così come in Italia un’ampia parte della popolazione, già maggioranza assoluta nel Belpaese, aveva compreso che di felicità nel mondo del globalismo ce n’era ben poca per gli umili e per gli “autoctoni”, destinati ad essere sostituiti dai migranti afro-asiatici, allo stesso mondo in Francia, dove il processo di sostituzione etnica è ancora più radicato, sono giunti alla stessa conclusione.

Ecco dunque l’esigenza di convogliare tale crescente bacino di dissenso verso i lidi “sicuri” di gatekeeper e false opposizioni che nascono con la precipua funzione di far restare il popolo nella gabbia della democrazia liberale e nella tirannia della massoneria e delle sue succursali, quali il Rotary e i Lions.

Marine Le Pen ha intrapreso il percorso già calcato da Matteo Salvini.

La vecchia Lega secessionista nasceva con l’esplicito proposito di minare l’Unità d’Italia per assecondare il progetto delle potenze straniere che volevano di fatto annettersi il Nord-Est e trasformare questo in un protettorato economico della Germania ordo-liberale.

Nel 2013 si decise di assegnare una nuova funzione alla Lega attraverso la sua conversione in una falsa Lega “sovranista” e il Carroccio si è servito di alcuni “economisti” quali i noti, o meglio famigerati, Claudio Borghi, Alberto Bagnai e Antonio Maria Rinaldi che in quegli anni infiammavano le platee, virtuali e reali, attraverso le loro sortire contro la moneta unica mentre oggi sono addirittura preda di un’amnesia e affermano di non aver mai detto di “voler uscire dall’euro”.

La stessa esigenza era maturata in Francia. Ormai il dissenso nei confronti dello status quo era arrivato a dei livelli d’allarme alquanto elevati, e da qualche parte bisognava pur far sboccare tale rabbia.

I repubblicani di Sarkozy non erano chiaramente adatti allo scopo in quanto troppo apertamente schierati a favore dell’eurocrazia e dell’immigrazione di massa, tanto che Nicolas Sarkozy disse apertamente che il meticciato era una “esigenza” imprescindibile, un vero e proprio imperativo politico che altro fine non ha se non quello compiere un genocidio etnico verso gli europei da sostituire con i nuovi “europei”, quelli degli Stati Uniti d’Europa, archetipo della falsa Europa concepito dal conte Kalergi, molto vicino ai Warburg e ai Rothschild.

La Le Pen ha dunque iniziato a battere il terreno della sovranità monetaria per conquistarsi quel credito che Sarkozy non poteva avere, ma per farlo occorreva prima prendersi completamente il Fronte Nazionale e liberarsi della eredità del padre e fondatore del partito, Jean Marie Le Pen.

Se c’è un uomo che ha rifiutato il mondo moderno e liberale in Francia, quello è sicuramente Jean Marie Le Pen.

Il fondatore del Fronte aveva già compreso molti decenni addietro che i veri padroni della democrazia altri non sono che coloro che si trovano dietro le quinte.

Sono quei gruppi sionisti e massonici che scrivono le “regole” e hanno persino stabilito che c’è una sola “verità” storica riguardo alla narrazione dell’Olocausto, vera e propria religione liberal-ebraica, e anatema a chi vuole presentare prove e testimonianze che differiscono da essa.

Le Pen lo fece e finì persino sotto processo a dimostrazione di tutta l’ipocrisia del liberalismo che predica il tanto tossico “libero pensiero” fino a poi di fatto adoperarsi per soffocare proprio tutte quelle manifestazioni di pensiero che mettono in discussione il liberalismo e denunciano i veri padroni di tale sistema politico.

Jean Marie non era, e non lo è ancora oggi, certo un estimatore dello stato ebraico e può essere considerato un fiero avversario del sionismo e delle sue mire imperialiste per il Medio Oriente che in tale ottica non sono altro che il perseguimento della Grande Israele, ovvero la ricostruzione della Israele biblica, i cui territori giungerebbero persino nella odierna Arabia Saudita.

Marine invece compie la sua ascesa sotto l’egida dello stato ebraico con il quale ha sin dal principio della sua scalata alla politica francese intrattenuto stretti rapporti.

Nonostante negli anni dal 2014 al 2017, i media volevano ancora far credere che la figlia di Jean Marie non volesse liberarsi del retaggio “antisemita” di suo padre, Marine aveva già mandato un suo uomo, Nicolas Bay, in Israele per avviare il processo di “normalizzazione” del suo partito.

Marine Le Pen in fin dei conti non ha fatto altro che seguire il percorso che prima di lei già segui Gianfranco Fini per il suo partito, Alleanza Nazionale, soltanto che il secondo ha voluto mostrare pubblicamente a tutti la sua sottomissione al mondo sionista tanto da recarsi in sinagoga e andare a sua volta in Israele, mentre la prima ha scelto una via più “discreta” ma che poi ha portato alla luce lo stesso risultato.

Il bacio della pantofola sionista appare essere un passaggio “obbligato” per chi vuole governare nelle democrazie liberali.

Chiunque voglia mettere piede all’Eliseo o a palazzo Chigi, è a tale tempio che deve prostrarsi ed è gli interessi dello stato ebraico che deve difendere prima di quelli della “sua” stessa nazione.

La creatura di Jean Marie Le Pen è stata così trasformata, “normalizzata” fino a diventare una comunissima destra liberale.

Sparite le sortite contro l’euro, annacquate quelle contro l’immigrazione di massa, e sostituite invece da prese di posizione a favore dei nazisti ucraini e dello stato ebraico, il quale afferma chiaramente che la presidenza di Marine Le Pen sarebbe “eccellente” per Israele, e ciò non sorprende affatto.

Le elezioni in Francia sono state di fatto un percorso a tre vie. Il primo, quello di Marine Le Pen, ormai donna fedele al movimento sionista mondiale; il secondo quello del gruppo della sinistra francese, il Nuovo Fronte Popolare, nel quale è fissa la presenza del massone dichiarato Melenchon, che nella sua piattaforma politica prevede il sostegno ai nazisti ucraini e la difesa dei “diritti” LGBT; il terzo, il partito di Macron, già uomo di Jacques Attali e al servizio della famiglia Rothschild.

Come si può in tutta onestà affermare di fronte a tale rosa di candidati sostenere che i francesi hanno “scelto” all’ultima tornata elettorale?

Se hanno scelto qualcosa, è stato un qualcosa già stabilito dai veri arbitri che gestiscono la politica francese e che dominano tutte e tre le forze politiche del Paese.

Lo sbocco finale è sempre lo stesso. E’ la distruzione dell’identità nazionale francese e la sua reiterata sottomissione a Israele e al mondo moderno anticristiano.

La Francia, vogliamo ricordarlo a quei beoti che ancora parlano di “modello” francese, è molto più indietro dell’Italia sotto questo punto di vista.

Gli italiani sono arrivati ad un punto tale che rifiutano in blocco l’intera offerta politica che il liberalismo gli propone per il semplice fatto che gli italiani hanno compreso che nella liberal-democrazia il loro destino è nelle mani di quegli stessi soggetti che dominano tutti gli attuali partiti, e non deve stupire che ogni singola istituzione abbia supplicato di andare al voto.

Il voto è il sangue che tiene in vita questo corpo malato. Il dissanguamento a tale sistema è l’unica via per liberarsi di questa oligarchia fino a quando non ci sarà davvero un’offerta politica che non sia quella decisa dallo stato ebraico, dalla lobby LGBT e dalla famiglia Rothschild.

Il cambiamento, considerato tutto questo, non potrà venire dalla Francia che appare ancora essere rinchiusa nell’inganno della falsa alternanza.

Il cambiamento verrà con ogni probabilità dall’Italia. E’ a questo Paese che noi suggeriamo di guardare con attenzione.

E’ qui che i tempi sono più maturi per mettere fine agli inganni del liberalismo e al dominio delle sue lobby.

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25 Commenti

  1. Sara

    Un altro bellissimo articolo, la verità spiegata con chiarezza.

    Lei, oltre che giornalista rarissimo poiché diffonde cose e situazioni vere e reali, potrebbe essere definito come un “divulgatore di verità”.

    Con stima, Sara

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      • Umberto

        Sempre un piacere leggerti, purtroppo devo ammettere che hai sempre ragione. Purtroppo per noi si intende, perché a quanto dici il mondo si divide in due parti; chi si infila le pantofole sioniste e chi si becca gli scarponi militari. D’altro canto abbiamo visto dal 7 ottobre quale è il potere delle lobby di sion nel mondo. Che di bravissimo Cesare.

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  2. Gabriele

    Grazie per dire la verita’…ormai sono convinto che tutta la controinformazione serva solo da contenitore per quelli più svegli e per tenerli imbambolati con le caxxate di Giordano Bruno, i ” benefici” dell’ IA e altre diavolerie…tranne il suo blog ovviamente che reputo il solo ad essere serio e veritiero…..lei dice che arriverà una politica non servile al sistema…..ma in Italia non esiste nessuno del genere, se esistesse lo avrebbero già fatto fuori, io penso sempre che coloro che rimangono vivi e’ perché sono servili al sistema invece quelli morti erano veramente contro di esso….vedi per esempio la morte di Raisi, Moro, Kennedy ,Gheddafi eccetera…..purtroppo dobbiamo solo sperare in Trump, tolto lui siamo finiti, di tutti gli altri non mi fido……
    Ci sentiamo un po’ tutti secondo me appesi al filo del 5 Novembre, anche se a volte noto cose strane, tipo il fatto che la Meloni voglia rimanere fino al 2027, cosa che sarebbe contraddittoria visto che in quel periodo dovrebbe esserci Trump….. Mi chiedo come possano resistere per altri tre anni questi peones…..
    Saluti

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    • La Cruna dell'Ago

      Ti ringrazio, Gabriele. Le condizioni per la creazione di una nuova offerta politica sono molto vicine, soprattutto con il crollo di questa classe politica.

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  3. Nico

    Caro Cesare, una domanda semiseria (ma non troppo): di quale morte dobbiamo morire?

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Noi siamo messi meglio, Nico. Abbiamo proprio rifiutato in blocco il pacchetto elettorale del globalismo.

      Rispondi
      • Aiccor

        Le sue sono parole di speranza ma, sarò pessimista, reputo il popolo italiano il più sottomesso tra tutti quelli europei ai poteri di cui sopra…. e non credo nemmeno che Trump sia una soluzione. Non so cosa dovrebbe accadere per assistere ad un vero cambiamento. Io credo che i nostri esponenti politici siano, oltre che corrotti, fisicamente minacciati se non fanno bene i “compiti” a casa

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        • La Cruna dell'Ago

          Mi dispiace ma se vivi nella tua percezione che gli italiani sono i più “sottomessi”, sei chiaramente vittima della solita vulgata autorazzista. Auspico che tu possa liberartene..

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        • marco baroncini

          Dovrebbe accadere una guerra contro la Russia, persa

          Rispondi
          • La Cruna dell'Ago

            Perché mai? Non ne abbiamo affatto bisogno..

  4. Veronica

    Grazie per le informazioni, unico a mettere in luce tutta la facciata Le Pen….
    quindi crede che il mondo, nello specifico l’ Italia riescano a liberarsi totalmente dalle massonerie, sionisti e compagnia,nonostante la Francia abbia ancora una Sarkozy al femminile? Ma in che modo? Cioè: pur di non perdere l’ Italia questi criminali piuttosto la distruggono a suon di bombe, atti terroristici, o usando le armi non convenzionali come le Haarp o chissà cos’ altro….perso per perso si portano tutto all’ inferno insieme a loro….

    Rispondi
  5. Isabel.

    Preferisco guardare attraverso i miei occhi la REALTÀ dei fatti che esponi con la tua prosa impeccabile piuttosto che ascoltare o guardare la stampa e la televisione bastarde che, ANCHE NEL MIO PAESE, si appropriano della VERITÀ per travestirla IN MENZOGNE. Rispettato ed ammirato Cesare: un PRIVILEGIO leggerti, sempre perché, oltre a IMPARARE, mi lasci PENSANDO. Da Mendoza, Argentina: un grande saluto.

    Rispondi
  6. davide

    buongiorno Sig Sacchetti. Volevo offrire a Lei e lettori del blog questo spunto: C’è un Blog (che ho apprezzato ma di cui per la verità non ho ancora capito chi lo gestisce per cui sono sempre cauto al riguardo) che nell’ultimo pezzo che ha pubblicato ci mette in guardia dai francesi e dalla loro volontà di saccheggiare l’Italia previo consenso di Londra. Riporta questa curiosa notizia: Il vecchio Le Pen era grande amico politico del nostro famigerato Giacinto Pannella detto Marco. I due erano in sintonia. Fatta qualche ricerca sono approdato a Radio radicale con un audio risalente alla morte del Giacinto. https://www.radioradicale.it/scheda/476079/scomparsa-di-marco-pannella-messaggio-di-jean-marie-le-pen (per chi volesse ascoltare sono 2 minuti e 36 sec)
    Nell’intervento il radiocronista riporta le sentite condoglianze del vecchio Le Pen ai radicali e racconta questo interessante dettaglio. I due si conobbero giovani a Parigi (la madre di Pannella era svizzera di lingua francese) e nacque una profonda amicizia.
    Pannella avrebbe invitato in Italia più volte Le Pen il quale improvvisò una visita inaspettata a casa di Pannella nel mentre questo (cit.) “era fuori per politica in giro per il mondo”. Ospitato dalla madre di Pannella, dopo un paio di giorni Le Pen prosegue il suo tour. Al ritorno di Pannella a casa, la madre elogia l’ospite inatteso per i modi molto civili e eleganti.
    Ora mi chiedo: cosa diavolo poteva avere in comune come idee un Pannella liberale chiaramente un agente infiltrato della distruzione di moralità e dell’ordine naturale del paese con un Le Pen che all’opposto è conservatore di destra e vicino alle idee del fascismo?
    Uno è omosessuale impenitente, l’altro accusato di essere omofobo.
    Viene da chiedersi: a Parigi chi li ha fatti incontrare e in quali ambienti ? Era una vera amicizia o solo finta per coprire innominabili finalità per entrambi ?
    Un saluto a lei e lettori del blog, un incoraggiamento a continuare e la ricordo nelle mie preghiere.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Salve Davide, se è vero, certamente suscita delle riflessioni. Non mi risulta che Jean Marie fosse un iniziato e, com’è noto, i due sono su posizioni del tutto opposte. Una sola richiesta: non citate blog esterni, per favore. Anche perché non conosco il blog in questione.

      Rispondi
  7. andrea

    Buongiorno Dott.r Sacchetti, e grazie dell’ottimo articolo come sempre, è un peccato che i francesi ci siano cascati.
    Mi scuso per l’ora ma non riuscivo a commentare oggi qui nel suo blog ero bloccato ,provo ora.
    Una domanda quando lei parla di crollo dell’attuale classe politica, cosa intende o meglio mediante quale meccanismo questa classe politica potrà sparire? come avverrà?
    Sempre Grazie!

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Salve Andrea, grazie. Come detto in precedenza, il meccanismo è quello già in corso. BRICS, de-dollarizzazione, guerra tra bande, etc. Rimando agli articoli precedenti.

      Rispondi
  8. Marco

    Un tuo commento sulla nuova headquarter NATO in provincia di Varese a Solbiate Olona , un noto blog ItaloSvizzero ne e’ entusiasta, anche se sappiamo che sono impostori visto che dicono che Conte e’ amico di Trump(ne abbiamo parlato anni fa) . Questa nuova governance NATO a cosa serve in concreto?

    Rispondi
  9. Armando

    Se viene dall’ Italia il cambiamento come lei afferma chi sarà a portarlo avanti se tutti come dice sono degli ingannatori? Non è forse invece il tempo che i patrioti (intesi come cappelli bianchi che combattono il male) si stanno unendo al potere in tutte le nazioni per favorire l’ entrata della Verità? A volte per “vincere” contro Babilonia bisogna saper essere degli ottimi bari!

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