di Cesare Sacchetti

Quanto c’è di vero nella crisi da coronavirus e quanto invece di emergenza costruita ad arte per alimentare la paura?

I lettori di questo blog probabilmente ricordano che ho provato a spiegare come questo misterioso agente virale non appaia un fenomeno spontaneo trasmesso da qualche pipistrello infetto.

Ho provato infatti a mostrare la ricerca seria e documentata fatta dal biologo americano Lyons-Weiler, e le altre fonti di informazione che riportano in realtà come i cinesi su questo virus possano averci messo le mani in laboratorio.

Allo stesso tempo, ho riportato il business miliardario che ruota attorno ai vaccini, in particolare quello di Bill Gates, e qui devo aver toccato un tasto dolente dal momento che si è scomodato il Corriere per commentare il mio articolo.

Non credo onestamente che sia una semplice influenza, perchè da quel che so, una influenza non si cura con farmaci anti HIV o anti-Ebola.

E non credo nemmeno che per un’influenza si arrivino a mettere in quarantena città popolate da milioni di persone, come è stato fatto in Cina.

Ad ogni modo, quelli che prima parlavano del virus come di un’influenza stagionale sono gli stessi che ora lo descrivono come una pestilenza medioevale.

Il governo PD-M5S eterodiretto dall’asse franco-tedesco ha prima derubricato a “razzismo” le legittime richieste di mettere in quarantena precauzionale chi tornava dalla Cina, e ora lo stesso governo approva un decreto che pare essere l’anticamera della legge marziale.

Semplice incompetenza oppure volontà di costruire una crisi a tavolino? A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina diceva un politico della Prima Repubblica.

Teniamo a mente che il sistema in tutti questi anni ci ha portato all’obbiettivo prestabilito proprio grazie ai meccanismi della crisi, spesso indotti e non frutto del caso.

Mario Monti in questo ci è certamente di aiuto. “Abbiamo bisogno delle crisi per arrivare alle cessioni di sovranità”.

   Mario Monti spiega a cosa servono le crisi

La logica del mondialismo e della necessità di costruire un supergoverno mondiale è fondamentalmente questa. Per arrivare a somministrare alle masse le soluzioni che vuoi farle digerire, devi prima creare un problema.

Non appare quindi un caso che i media che prima minimizzavano sul coronavirus ora invece stiano facendo tutto il possibile per alimentare il clima di paura.

Il sistema costruisce crisi per arrivare al suo obbiettivo

Si sta costruendo quindi il terreno ideale per preparare l’ingresso in scena del “salvatore”. Sostanzialmente stiamo assistendo ad una riedizione del 2011.

Allora partirono con la speculazione selvaggia sui titoli di Stato italiani. Poi la magistratura, la migliore amica delle élite transnazionali, ha avviato una serie di inchieste sulle olgettine.

Nel frattempo, i media alimentavano il clima da “emergenza nazionale” e sulle TV si iniziava a vedere il volto del “messia”, Mario Monti.

Risultato immagini per fate presto

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Il famigerato titolo del Sole 24 Ore che invitava a “fare presto” per nominare Monti premier

Il Quirinale intanto lavorava alacremente per spianare la strada all’uomo di Bruxelles, e a novembre del 2011, Berlusconi veniva praticamente costretto a dimettersi dopo avergli puntato una pistola alla tempia.

Il clima di emergenza permise all’esecutivo Monti di infliggere un colpo durissimo al già debole Stato sociale italiano. Fu approvato il pareggio di bilancio (incostituzionale) in costituzione e assieme ad esso la riforma Fornero delle pensioni.

Erano queste le “soluzioni” che le élite europee volevano.

Hanno seguito lo stesso identico schema del 1992, quando l’Italia veniva investita da una strategia stragista i cui mandanti sono ancora oggi da identificare.

Il 1992 e il 2011 hanno in comune molto. In entrambe le occasioni, si è utilizzata la leva economica per attaccare il Paese.

Nel primo caso, l’Italia fu vittima di un attacco speculativo lanciato da George Soros, agevolato dall’allora governatore di Bankitalia Ciampi, attraverso lo SME, il sistema monetario europeo antenato dell’euro al quale l’Italia apparteneva.

Nel secondo, fu vittima di un altro attacco speculativo sul debito, riuscito perchè l’Italia non stampa la sua moneta e basta un sussulto dei mercati per farla saltare in aria.

Questa volta invece sembra che si sia voluto ricorrere ad un’altra leva per innescare l’emergenza, quella sanitaria che a sua volta sta facendo piombare il Paese sull’orlo di una recessione devastante.

Le attività si stanno fermando, le strade sono vuote e le disdette degli alberghi non si contano.

La Cina, il Paese dov’è nata l’epidemia di coronavirus, ordina la quarantena per chi viaggia dall’Italia. La lista dei Paesi che considerano a rischio l’Italia si sta allungando sempre di più.

L’uomo della Troika è Mario Draghi

Il mondo quindi sta isolando l’Italia. Chi può essere quindi il personaggio designato dal sistema in questo clima di generale sfiducia che potrebbe “salvare” il Belpaese?

La risposta è facile, Mario Draghi.

Da tempo, i media ci stanno proponendo questa ipotesi e non è un segreto che il Quirinale non avrebbe nessuna difficoltà a consegnare le chiavi del Paese all’ex governatore della Bce.

Tutto questo, quando tra un mese l’Italia potrebbe firmare definitivamente il MES. La riedizione di “fate presto” questa volta potrebbe servire a utilizzare i conti correnti italiani come fondo di garanzia per le banche tedesche.

Non solo. Sul tavolo c’è anche la controversa questione dei T2, i Target2, il sistema di pagamenti dell’eurozona.

L’Italia attualmente avrebbe un passivo di 383 miliardi di euro, ma come ho avuto modo di approfondire in passato non c’è nessuna base giuridica che qualifichi questi saldi come debiti dell’Italia da pagare nei confronti della Germania.

Non è un segreto che la Germania miri alle riserve auree italiane e la scusa per impadronirsene sarebbe proprio quella di chiedere il conto di debiti che in realtà non esistono, ovvero i T2.

Non è quindi difficile immaginare cosa potrebbe accadere se arrivasse Draghi a Palazzo Chigi. Dal momento che l’eurocrazia manda il suo uomo di fiducia, quei saldi potrebbero diventare passività.

Draghi non consegnerebbe nessuna salvezza al Paese. Draghi sarebbe il cavallo di Troia perfetto per portare la Troika in Italia sotto il pretesto della crisi da coronavirus.

Le élite internazionali stanno per lanciare l’assalto definitivo all’Italia e stavolta l’epilogo potrebbe essere qualcosa di molto peggio del 2011.

Stavolta il Paese non è in condizioni di reggere un altro shock economico del genere. Il MES e gli effetti da coronavirus porterebbero in Italia conseguenze simili, se non peggiori, a quanto accaduto in Grecia nel 2011.

Se questo scenario dovesse avverarsi, le proteste di piazza potrebbero esplodere incontrollate.

Il “sogno europeo” sta per manifestarsi nella sua dimensione definitiva.  Quella della guerra civile.

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