di Cesare Sacchetti A Davos, questa piccola località svizzera circondata dalle Alpi, i volti sono...
Il documento della Casa Bianca che condanna l’UE e mette fine al governo mondiale
di Cesare Sacchetti
Lo si potrebbe giudicare, a prima vista, come un documento di carattere geopolitico, una di quelle pubblicazioni che delinea le strategie di politica estera degli Stati Uniti, ma in realtà è molto di più.
L’ultimo documento della Casa Bianca intitolato “Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America” sorpassa i confini della politica estera contingente, ed entra a pieno titolo in quelli della storia.
A Washington, si è definitivamente intrapresa un’altra strada.
Il corso del secolo americano nato e concepito prim’ancora dello scoppio della seconda guerra mondiale può dirsi definitivamente concluso.
A Yalta, nel 1945, i tre “grandi” vincitori della guerra si misero al tavolo per spartirsi le zone di influenza.
Il secolo XX: l’età degli imperi
Nasceva l’età degli imperi, l’età nella quale le sovranità nazionali dei singoli Stati iniziano ad essere ristrette sempre di più, esautorate da blocchi geopolitici internazionali, i quali a loro volta rispondevano ad altri interessi, di natura privata, soprattutto bancaria e finanziaria.
A Occidente, nasceva quella che è oggi chiamata l’anglosfera, fondata sull’’Euro-Atlantismo e sul ruolo decisionista degli Stati Uniti d’America.
Washington aveva il compito di mantenere tale “ordine”, o meglio aveva il compito di assicurarsi che ogni singolo Paese dell’area seguisse una linea di politica estera in linea non tanto con i veri interessi degli Stati Uniti, ma con quelli dei poteri che avevano in mano la superpotenza americana.
L’America è stata una potenza, per così dire, commissariata.
Mai realmente padrona del suo destino, e sempre soggetta alle volontà di chi voleva servirsi di tale blocco per perseguire un’agenda fondata sulla fine delle sovranità nazionali e sulla costruzione di una governance globale.
Winston Churchill lo disse chiaramente, senza indugi, e con inequivocabile chiarezza nel 1950, quando a Copenaghen, affermava espressamente che il futuro dell’umanità sarebbe stato quello di avere un supergoverno mondiale, retto a sua volta da vari blocchi regionali, nei quali c’era anche l’allora URSS.

Winston Churchill
Ci si illude infatti se si pensa anche soltanto per un istante che l’Unione sovietica sia stata una sorta di variabile imprevista nel risiko del mondialismo, quando essa è stata creata sin dal primo momento proprio dalla finanza ebraica di New York nell’ottica di marciare verso l’età degli imperi e dell’annullamento degli Stati nazionali.
Un altro devoto seguace del governo mondiale come il conte Kalergi la mise senza difficoltà alcuna nella sua mappa del governo mondiale, dove avrebbero dovuto esserci gli Stati Uniti d’Europa, un superaggregato regionale che di europeo avrebbe ben poco, se non il nome.
Kalergi, come gli altri seguaci del mondialismo, voleva una immigrazione di massa e la conseguente sostituzione etnica perché in tale aggregato globale, è necessario cancellare i tratti distintivi delle nazioni, annacquarli attraverso il famigerato “meticciato”, in modo da avere al di sotto di tale Leviatano globale una massa informe, indistinta, senza alcuna identità etnica e religiosa.

Lo schema di governo mondiale di Kalergi
Il secolo XX è stato pienamente modellato su tali idee.
Non c’è stata una singola istituzione politica ed accademica che non abbia perorato tale causa, e le classi politiche degli ultimi decenni, soprattutto degli ultimi 30 anni, si sono tutte prostrate a tale volontà.
La politica è stata messa da parte.
Al suo posto, hanno fatto ingresso elementi tecnocratici che attraverso Washington trasmettevano gli ordini da eseguire ai vari Stati satelliti dell’Europa Occidentale, ai quali veniva lasciata ben poca scelta, se non quella di eseguire le direttive impartite da quel grumo di poteri che avevano in mano la presidenza degli Stati Uniti, a partire dall’influente Council on Foreign Relations, fondato negli anni’20 e finanziato sin dal primo istante dalla famiglia Rockefeller che lo designarono come anticamera necessaria per mettere piede nella Casa Bianca.
Un simile potere ce l’aveva un altro esclusivo club, o meglio setta, come il Bohemian Grove, il ritrovo annuale dei potenti d’America e del mondo che si danno appuntamento tra le alte sequoie californiane per eseguire cerimonie di natura esoterica come il rito della cremazione che si tiene davanti alla statua di un gufo gigante, una rivisitazione della malvagia divinità del Moloch alla quale gli israeliti sacrificavano gli infanti.
C’è una “filosofia”, o meglio una religione alla base dell’idea del mondialismo, e se si ignora qual è la sua matrice, diventa arduo, se non impossibile, comprendere quali sono i principi che governano l’idea del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale, il cui motore non è altro che quello della massoneria e della religione luciferiana.
Washington a sostegno dell’Unione europea
Gli Stati Uniti d’Europa sono il prodotto di tale idea.
Essi non sono altro che una concezione in vitro di una falsa Europa, elaborata sin dal primo istante per sostituire l’identità cristiana del vecchio continente con un’altra artificiale.
Si tratta di un impianto politico, nel quale si cerca di scristianizzare l’Europa attraverso una invasione pianificata di immigrati islamici, assieme alla ideologia liberal-marxista che si propone di proibire l’osservanza della religione cristiana in nome dell’accoglienza e del “rispetto” di altri culti.
E’ una miscela che non di rado produce dei corto circuiti, perché far convivere l’islam con la secolarizzazione progressista si rivela impresa impossibile, ma la logica e la razionalità non sono certo caratteristiche del globalismo.
L’Unione europea è comunque senza dubbio parte fondante di tale operazione.
Sul finire della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti si assumono difatti il ruolo di garanti della costruzione dell’edificio “europeo”.
Viene costituito un apposito ufficio dell’OSS, il precursore della CIA, diretto dal generale William Donovan che si incarica di far affluire ingenti fondi al progetto comunitario.

William Donovan
Washington vuole gli Stati Uniti d’Europa perché la Casa Bianca non si discosta dall’idea che la sovranità nazionale è un concetto “superato” nella storia moderna, che deve lasciare il posto a centri e strutture al di fuori dei confini nazionali che l’uomo della strada spesso ignora.
L’età della governance globale sembra pressoché inarrestabile.
Verso la fine degli anni’80 viene accompagnata sull’uscio della storia anche l’URSS, poiché ormai il comunismo ha assolto abbondantemente alla sua fondazione, ed è il tempo di lasciare posto al momento unipolare.
L’impero americano diventa l’assoluto arbitro della storia.
Se c’è da far scoppiare una guerra e rovesciare un governo sgradito ai vari apparati mondialisti e allo stato di Israele, il presidente, mero intermediario di tali poteri, si limita a trasmettere gli ordini ricevuti.
La Casa Bianca non è il governo americano.
E’ l’archetipo del governo mondiale che passo dopo passo toglie dalla mappa tutti gli attori che possono creare qualche intralcio, financo ad arrivare agli omicidi politici alla luce del sole quali quello dell’ex presidente serbo Milosevic e del colonnello Gheddafi, il cui assassinio è stato oggetto di derisione da parte dell’ex segretario di Stato, Hillary Clinton, coinvolta in numerosi scandali e sospettata di diversi omicidi.
Washington impone la regola del sangue.
Chi si oppone, viene ucciso, fino a quando nella macchina, apparentemente perfetta, della governance globale si inseriscono quei “granelli” che la fanno inceppare.
Gli ostacoli che fermano la governance globale: Stati Uniti e Russia
Mosca risorge dalle sue ceneri, e inizia a poco a poco a gettare le basi di un’altra geopolitica, ovvero quella del multipolarismo, dove non c’è il diktat di un impero sui vari Paesi satelliti.
Alla Casa Bianca, arriva la variabile imprevista, quella che cambia definitivamente il corso della storia e accompagna il mondo verso una fase completamente diversa rispetto a quella degli ultimi 80 anni.
Si instaura al potere nel 2016 Donald Trump, il presidente imprenditore che vede il baratro nel quale i vari circoli mondialisti stanno portano il mondo e l’America, e decide di candidarsi per fermare l’infernale meccanismo.
Inizia una guerra senza sosta al presidente, fatta di colpi di Stato elettorali, false accuse di “eversione”, svariati tentativi di omicidio e incessanti campagne di fango da parte della stampa asservita agli oligarchi del mondialismo, ma tutto è vano.
Donald Trump riesce a tornare ufficialmente in carica anche per un altro mandato, e il mondo entra nella fase finale di un processo di smantellamento iniziato ormai 10 anni prima.
Il nuovo corso americano
Nel documento uscito nei giorni scorsi, c’è tutto.
C’è il requiem delle immigrazioni di massa e c’è l’indiscutibile ritorno sulla scena della nazioni.
A pagina 13 viene scritto esplicitamente che “l’unità politica fondamentale del mondo è e rimarrà lo Stato-nazione. È naturale e giusto che tutte le nazioni mettano i propri interessi al primo posto e salvaguardino la propria sovranità. Il mondo funziona meglio quando le nazioni danno priorità ai propri interessi.”
E’ il funerale di 80 anni di politica estera “americana” che invece aveva fatto del suo credo la supremazia dei poteri transnazionali su quelli nazionali, tanto che negli anni’90 un intellettuale d’area atlantista come Francis Fukuyama arrivò a dire che ormai la storia era “finita” perché l’impero americano aveva imposto la sua “pace”.
I confini che erano a loro volta spariti nell’epoca della società aperta sorosiana tornano sulla scena.
Uno Stato senza confini non è tale, e la bussola della politica estera di Trump non può non portare alla fine della immigrazione incontrollata e alla difesa di quelle linee territoriali che stabiliscono l’esistenza stessa di uno Stato.
Viene scritto in termini cristallini a pagina 15 quando si afferma che “ogni Paese che si consideri sovrano ha il diritto e il dovere di definire il proprio futuro. Nel corso della storia, le nazioni sovrane hanno proibito le migrazioni incontrollate e concesso la cittadinanza solo raramente agli stranieri, che dovevano anche soddisfare criteri rigorosi.”
Subito dopo non manca l’affondo contro gli incalcolabili danni portati dalla mancata difesa dei confini nazionali quando si enuncia “che le migrazioni di massa hanno messo a dura prova le risorse interne, hanno aumentato la violenza e altri reati, hanno indebolito la coesione sociale, hanno distorto i mercati del lavoro e minato la sicurezza nazionale. L’era delle migrazioni di massa deve finire. La sicurezza delle frontiere è l’elemento primario della sicurezza nazionale.”

Il “progresso” dei migranti
Ci sono praticamente in poche righe i danni che gli europei e gli americani hanno sofferto per colpa di chi ha sottoposto l’Occidente ad una invasione pianificata, causa prima dell’esplosione di reati di natura violenta assieme alla svalutazione dei salari che la manodopera a basso costo degli immigrati ha inevitabilmente portato.
L’Unione europea: una dittatura antinazionale
Successivamente, nelle valutazioni dello stato dell’arte dei vari blocchi regionali, c’è l’affondo più duro e veritiero sulle presenti condizioni dell’Europa.
Viene scritto chiaramente che l’Europa marcia verso il suicidio, a partire dalle norme che l’UE impone agli Stati membri, ma in termini ancora più chiari viene detto che il vecchio continente rischia “la cancellazione della civiltà” e sul banco degli imputati Washington mette chiaramente l’Unione europea “che mina la libertà politica e la sovranità” assieme a “politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando conflitti” senza dimenticare l’altra stilettata contro la censura delle opposizioni politiche eseguita da Bruxelles.
Il verdetto della Casa Bianca è impietoso, ma ricco di inconfutabili verità.
Se l’Unione europea continuerà a tenere in ostaggio l’Europa, si arriverà all’inevitabile perdita di identità del vecchio continente.
Il documento firmato da Donald Trump ha in pratica spazzato via in un sol colpo 80 anni di storia.
La strategia di sicurezza nazionale della Casa Bianca è del tutto antitetica a quella che i vari sionisti neocon stabilirono nel 2000 nel loro documento intitolato “Ricostruire le difese americane”, nel quale personaggi come Dick Cheney, Donald Rumsfeld, John Bolton e Paul Wolfowitz scrivevano che gli Stati Uniti dovevano sfruttare il momento unipolare nato dopo il crollo del muro di Berlino per imporre ancora di più la loro supremazia.

Da sinistra verso destra: Rumsfeld, Bush e Cheney, i falchi neocon
A distanza di 25 anni, il corso della politica estera di Washington è perfettamente compatibile con quello del mondo multipolare che vuole difendere la sovranità dei singoli Stati.
Gli Stati Uniti hanno spostato completamente il loro baricentro.
L’America da motore della destabilizzazione internazionale e di incessanti e sanguinose guerre, sono divenuti motore di pace attraverso la interminabile serie di accordi di pace raggiunti dal presidente Trump, tra i quali c’è quello di Gaza, che è riuscito a fermare il genocidio israeliano contro il popolo palestinese.
Inevitabilmente così l’apparato del mondialismo ha perduto il suo esercito privato attraverso il quale rimuoveva dalla scena tutti gli ostacoli che si frapponevano sul cammino della governance globale.
Sul palcoscenico della storia c’è quindi ora un intruso, che è chiaramente l’Unione europea.
L’UE è ormai l’unica che è rimasta aggrappata alle idee della governance globale, ed è l’unica che cerca la destabilizzazione contro la Russia nella speranza che il caos porti qualche “soluzione” ad un apparato che marcia ormai verso l’inarrestabile implosione.
L’Unione europea non è una organizzazione che però esiste di vita propria.
Nel momento stesso in cui Washington decide di far venire meno il suo appoggio a Bruxelles, l’UE non ha possibilità di sopravvivenza, perché essa dipende in tutto e per tutto dagli Stati Uniti, sia per quello che riguarda il commercio tra i due blocchi sia per ciò che riguarda la difesa.
A breve distanza da questo documento, il presidente Trump ha chiaramente affermato che dev’essere l’Europa a sobbarcarsi anche la NATO, circostanza che tutti sanno essere irrealizzabile perché senza il fondamentale supporto americano, non c’è nessuna organizzazione atlantica.
L’UE e la NATO sono dunque soltanto due vuoti simulacri della governance globale che esistevano soltanto per il solo fatto che erano gli Stati Uniti a tenerle in piedi.
Il divorzio tra Washington e Bruxelles non può che portare inevitabilmente alla fine di entrambe.
Il verdetto della storia è quindi inappellabile.
L’Unione europea è destinata all’estinzione, e l’idea del Nuovo Ordine Mondiale sulla quale essa era fondata, è da considerarsi fallita.
Il secolo XX degli imperi è finito.
Il secoli XXI delle patrie è appena iniziato.
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Articolo divino.
Grazie Massimo.
A questo punto dottor Sacchetti che fine fa la cd “Dottrina Kissinger” sul controllo dell’Energia e dell’agricoltura? Attualmente con Biden abbiamo avuto il disastro energetico con la provocata guerra russo-ucraina e relative sanzioni. Oggi abbiamo che Trump ha il monopolio USA sui cereali sommando le produzioni Canada+USA+Ucraina e il controllo del prezzo con la Borsa di Chicago. Ad oggi l’Italia se la può sognare la sua Sovranità Alimentare avendo dimezzato per il 2026 la produzione di grano tenero e duro. L’accordo con Putin in Alaska prevede che si prenda quanta Ucraina vuole ma non arrivi, ed è a 50 km!. a Odessa altrimenti dove carica il grano ucraino Trump da mandare in giro pel mondo? L’Italia e la Francia, soprattutto, avranno una crisi agricola epocale. Non mancherà il grano ma lo dovremo comprare da lui impestato di porcherie e al prezzo che farà lui. Ho visto all’opera la cd “Dottrina Kissinger” alla nascita nella metà degli anni ’70 e in Croazia all’inizio degli anni 2000. Ora è possibile che mollino l’osso e ci lascino raggiungere la nostra Sovranità Alimentare?
Il grano già lo importiamo da anni per via dell’abbandono della produzione nazionale. Si torna alle produzioni nazionali, Graziano, come era prima della globalizzaione.Il grano è l’ultima cosa che abbiamo bisogno di importazioni. Tra l’altro, è questo un falso problema anche nel breve periodo perché l’UE ha veramente poco tempo a disposizione. Non ci saranno difficoltà per importare il grano ucraino/russo.
Non sarei troppo ottimista su Gaza per quanto riguarda Trump, il tipo e’ molto amico di bibi
E’ così “amico” che gli ha fatto saltare il piano della Grande Israele e ha inagurato una politica estera filo-araba, fatto senza precedenti per Washington…
Elio non ascoltare i giornalai Italiani. Loro dicono sono falsitá per ingannare il popolo Italiano. Fai la ricerca e devi impegnare a trovare sempre la veritá. Non sono gli altri che devono dirti cosa é vero. Solo tu lo sai che cosa é vero dopo aver un approfondito ricerca soprattutto da fonti estere. E’ cosi evidente che l’amministrazione Trump non ha dato nessun appoggio a Israele. Il nuovo mondo é iniziato tra gli Stati Uniti e i Sionisti del governo Israeliano. I globlalisti hanno perso.
EWWIWA!
Ottimo articolo.
Che sia accelerato il passo perché ormai da troppo tempo siamo saturi di ogni cosa….
Spero che le cose stiano come descritto nell’articolo. Anche se la tregua di Gaza non la definirei tale. Per il resto, mi trovo in gran parte d’accordo.
Su una cosa, che è poi la più importante, parliamo esattamente la stessa lingua: i veri nemici della libertà e della sovranità dei popoli europei sono proprio l’UE e la NATO e come tali vanno sradicati e relegati al passato. Ma proprio perché animali morenti sono anche più pericolosi. Se non stiamo attenti e vigili, potrebbero osare ogni cosa per prolungare la propria sopravvivenza
quindi si può dire che questo documento rappresenti la pietra tombale sul PNAC?
Senza dubbio, anche se i neocon sono stati completamente sbaragliati nel corso degli ultimi 9 anni.
Scusate, chi era quel sionista che su x preannunciava la morte di Charlie kirk in anticipo e che un mese fa scrisse che sarebbe successo qualcosa a Trump il 14 dicembre? Cioè proprio dopo una settimana di distanza dal colpo duro dato all’ ue due giorni fa ecc….
Se e’ vero che siamo alla fine allora questi globalisti diventeranno ancora più pericolosi e pronti a tutto…. Speriamo spariscano adesso.
Buona sera dott. Sacchetti. Complimenti per l’ottimo articolo e per il lavoro, come sempre, ineccepibile. Sono contento che, nonostante il giornalismo moderno sia diventato una fogna, ci siano ancora persone oneste e trasparenti che continuano a fare quello che un giornalista deve sempre fare: dire la verità ed essere completamente onesto. La ringrazio molto e ringrazio Dio per avermi fatto buttare un occhio sui suoi articoli.
Ho una domanda da porle, dato che l’UE ormai è agli sgoccioli e presto verrà eliminata del tutto, cosa succederà alle pensioni di invalidità secondo lei? Verranno rimosse del tutto o rimarranno in qualche maniera? Chiedo perché io purtroppo sono invalido (soffro di autismo) e la mia situazione è piuttosto complicata e questo non trovo sia il momento adatto per parlarne. Io percepisco una pensione che mi aiuta a vivere nella mia condizione, vorrei solo sapere se mi verrà tolta e quindi dovrò trovare il modo di arrangiarmi o se posso stare tranquillo (la prego dott. Sacchetti, non mi fraintenda, sarei felicissimo se l’UE finisse anche domani e ritornare non solo alla lira, ma alla nostra dipendenza e sovranità, chiedo solo se mi sarà permesso percepire la mia pensione anche senza l’UE, la mia è solo una preoccupazione che sono sicuro lei mi saprà chiarire immediatamente, se avrà la voglia ed il piacere di rispondermi).
La ringrazio di nuovo per tutto il lavoro svolto, non vedo l’ora di sapere cosa ci riserva il futuro, grazie molte dott. Sacchetti!
Salve Mart, ti ringrazio. Quando si tornerà alla lira, percepirai la tua pensione di invalidità in lire. Non cambierà nulla in tal senso per te, anzi, nell’ottica di un ritorno alla sovranità monetaria, ci saranno maggiori garanzie perché lo Stato sarà in grado di stampare la moneta attraverso la quale elargisce stipendi e pensioni.
La ringrazio molto dott. Sacchetti. Non ha idea di quanto mi abbia reso felice dicendomi questo. Le chiedo di nuovo scusa se l’ho infastidita ma non so usare ancora bene questo tipo di siti…la ringrazio di nuovo, ci stiamo finalmente avvicinando verso il futuro che la nostra Santissima e Pia Madonna ha proclamato a Fatima, il mondo sta per cambiare per il meglio, che Dio ci benedica tutti e che benedica l’Italia soprattutto!
No, si figuri. Quale fastidio? La ringrazio e le mando un saluto.
Solo quando gli italiani prenderanno coscienza della realtà, qui magistralmente descritta da Cesare Sacchetti, cambierà radicalmente la nostra situazione. Allora: fuori dalla UE e ritorno alla Moneta Nazionale; Armistizio con la Russia con ripristino rapporti commerciali e culturali; nuova Assemblea Costituente e nuova Costituzione; primo articolo della nuova Costituzione “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio”; abolizione di tutte le leggi che favoriscono il Piano Kalergi e stop all’immigrazione dai paesi islamici; guerra alle nuove ideologie woke, cancel culture, gender; stop alle leggi di morte (aborto, eutanasia, matrimoni omosessuali, cambio sesso, ecc.; leggi fondate sul Giusnaturalismo, sul Principio di Sussidiarietà e sulla Filosofia Cristiana; continua………………..
Salve dott. Sacchetti. Avevo lasciato un commento sotto questo bellissimo articolo. Ma non lo vedo e non so se mi abbia effettivamente risposto. Mi deve perdonare ma non sono avvezzo a questo genere di sito web. Mi può dare una mano a recuperarlo per favore?
Buongiorno Cesare, grazie articolo perfetto.
Una cosa però mi chiedo.
Ho sempre avuto dei dubbi sulla persona e la posizione della Meloni che avevo rivalutato con la proposta sul riportare l’oro agli Italiani.
Purtroppo se non sbaglio, c’è stata una marcia indietro.
Non sembra che facciamo un passo avanti e due indietro?
O forse semplicemente sono io ad essere troppo frettolosa..
Grazie ancora
un saluto
Salve Mariella, la ringrazio. La proposta in questione è soltanto fumo per provare a raccattare i voti perduti. Se vogliono l’oro, devono nazionalizzare la banca d’Italia.
Certo, è chiaro. Serve ormai una mossa decisa.
Basta tentennamenti
Che € e $ siano giunti al limite della loro vita, anche se con posizioni diverse, è un dato di fatto, testimoniato dai grandi movimenti di fondi negli ambienti “grigi e neri” della finanza internazionale. Per il resto spero che il crollo della UE, che auspico e, come conseguenza diretta dell’€, non sia troppo violento e rapido, perché un simile crollo si scaricherebbe completamente sulle spalle della gente comune,
Il $ non è messo meglio, ma ha legami internazionali (tutt’ora moneta di scambio, anche se ancora non per molti anni) in grado di ammorbidirne la caduta, nonostante gli US siano sull’orlo di un disastro economico: in pochi anni la concentrazione della ricchezza in poche mani e il livello interno di povertà hanno superato limiti fino ad ora impensabili; recuperare le posizioni lavorative e stabilità economica sarà praticamente impossibile in un periodo inferiore a 20/30 anni. Periodo tutto da gestire e non è detto che l’operazione sia possibile, nonostante il trasferimento “forzato” negli US di aziende europee. Purtroppo il sistema “democratico” non garantisce omogeneità e continuità “operativa”.
Nel frattempo il resto del mondo si sta riposizionando, molto rapidamente e, ogni giorno che passa, diventa sempre più evidente la sua forza, rispetto al vecchio occidente.
Gli Stati europei una volta tornati alla loro sovranità monetaria hanno tutti gli strumenti per assicurare stabilità interna. Certo, si devono fare determinate politiche quali nazioalizzazioni di risorse strategiche, banca centrale pubblica, IRI, etc. Gli USA sono in crescita. L’ultimo trimestre hanno fatto registrare un +3,8%. La produzione industriale cresce ogni mese da gennaio, a differenza della nostra che cala ogni mese da tempo. Il disastro economico ce l’abbiano noi, non loro..