di Cesare Sacchetti Nel mezzo della seconda guerra mondiale, in Italia c’era una diffusa aria di...
Lo strappo della FSSPX e la Fraternità che ha tradito lo spirito di monsignor Lefebvre
di Cesare Sacchetti
A Ecône, il paesino circondato dalle verdi vallate svizzere, nella casa della Fraternità Sacerdotale San Pio X, erano convinti che il meteo fosse foriero di segni positivi per ciò che stava accadendo.
La FSSPX ha deciso, nonostante le esortazioni a desistere del Santo Padre, Leone XIV, di procedere con le ordinazioni di quattro vescovi, consumando così lo strappo definitivo con la Chiesa di Roma.
Sopra il prato sul quale si erano addensati i fedeli per assistere alla cerimonia improvvisamente però hanno iniziato a fare la loro comparsa delle nubi minacciose che di lì a poco hanno scatenato un violento temporale sulla cerimonia.
Chissà se in quel momento i leader della Fraternità che avevano indicato nel bel tempo una sorta di approvazione spirituale del loro operato, non abbiano iniziato a meditare sul loro gesto e a capire che qualcosa di molto grave era stato appena fatto.
La stampa ci è andata a dir poco a nozze.
I media non vedevano l’ora di rotolarsi nel fango di una crisi della Chiesa che è stata pensata e studiata in anticipo da personaggi e ambienti che si fregiano dell’etichetta di tradizionalisti, ma che in realtà non lo sono mai stati, come si vedrà meglio a breve.
C’è soprattutto uno scorretto paragone tra le ordinazioni che fece il compianto monsignor Marcel Lefebvre, il fondatore della Fraternità, nel 1988 e ciò che è avvenuto oggi.
Sono innanzitutto interamente diverse le dinamiche e le circostanze delle due ordinazioni.
Lefevbre era a dir poco temutissimo dalla curia di Giovanni Paolo II, che in quegli anni era molto preso dalle sue iniziative ecumeniche che lo avevano portato a benedire le prove tecniche di una nuova religione mondiale di stampo new ageano in quel di Assisi, nel lontano 1986.
Wojtyla andò nel paese di San Francesco d’Assisi per prendere parte ad una iniziativa che lo portò persino a impedire nell’ingresso della basilica di Assisi lo stendardo della Madonna di Fatima, mentre non lo turbò apparentemente il fatto che sopra l’altare di quel luogo di culto cristiano vennero posti i falsi idoli del Buddha.
L’incontro “interreligioso” di Assisi
Il Buddha di Assisi del 1986 può considerarsi a tutti gli effetti come il padre putativo della Pachamama di Bergoglio del 2018.
Cercare ancora oggi di leggere il papato di Francesco come una variabile imprevista nella storia della Chiesa degli ultimi 60 anni sarebbe un esercizio di superficialità storica o forse di una certa malafede che vuole condannare giustamente il papato bergogliano senza però entrare nel merito della cause che lo hanno provocato.
Lefebvre e la denuncia della massoneria in Vaticano
Monsignor Lefebvre, vescovo acuto e retto, aveva senza dubbio tale “colpa”, ovvero non si fermava alla superficie, ma si calava nella profondità e non aveva timore di dire che la Chiesa era profondamente affetta da un’apostasia, annunciata nel Terzo Segreto di Fatima, ma mai rivelata ancora oggi ai fedeli.
Il prelato francese parlava così senza timori della presenza della massoneria che si era infiltrata nella Chiesa, e se si guarda alla storia del Vaticano nell’ultimo secolo come si poteva e può dargli torto, se si pensa che già ai tempi di Papa Giovanni Paolo I, la massoneria ecclesiastica era arrivata ai massimi vertici della Santa Sede.
La denuncia di monsignor Lefebvre sulla infiltrazione della massoneria nella Chiesa
C’era un certo “puzzo morale della compromissione” che è costato moltissimo alla Chiesa, e che l’ha portata fino agli ultimi disgraziatissimi anni di Francesco, pontefice che conversava abilmente con massoni e abortisti, ai quali rendeva tutti gli omaggi e gli onori che non venivano resi ai cattolici che volevano e vogliono realmente servire la Chiesa.
Lefebvre è stato questo, è stato un uomo che voleva servire Dio e la Sua Chiesa, senza lasciarsi andare alle derive del Concilio Vaticano II, che attraverso dei documenti alquanto ambigui, e in diversi parti eretici, si adattava allo spirito del mondo fino a diventare di fatto una istituzione dall’impronta laica e massonica.
Un uomo come il missionario originario di Tourcoing, faceva molta paura, ma lui, sempre con rispetto, non cercò subito lo strappo con Roma, non agì d’impeto come i suoi indegni successori, quando chiese invece ripetutamente l’autorizzazione della Santa Sede per l’ordinazione dei suoi vescovi.
I testimoni che erano al suo fianco lo confermano, anche se gli organi di stampa si sono ben guardati dall’ascoltarli, cercando piuttosto costantemente di demonizzarli agli occhi di una disinformata opinione pubblica.
Uno di questi è stato senza dubbio monsignor Richard Williamson, uno dei quattro vescovi ordinati da Lefebvre, che spiegò come il vescovo francese chiese per anni il permesso di nominare i quattro prescelti, ma la curia di Giovanni Paolo II scelse la strada del temporeggiamento.
A Roma, sapevano molto bene che la salute di monsignor Lefebvre stava gradualmente peggiorando, anche perché la curia spiava il prelato, lo aveva persino fatto pedinare, talmente tanta era la paura e il terrore che il retto vescovo infondeva alla massoneria ecclesiastica che si era seduta sul soglio di Pietro.
Lefebvre così, preso da frustrazione ed esasperazione, decise di ordinare quattro vescovi perché deluso dai continui rinvii come si può chiaramente cogliere dalla sua fitta corrispondenza con l’allora prefetto per la congregazione della dottrina della fede, il cardinal Joseph Ratzinger.
Inizialmente, sembrava ci fosse un accordo per la nomina di un vescovo, ma quando il fondatore della FSSPX chiese una data certa, Ratzinger fece ancora una volta melina, qualcosa che non iniziò nel 1988, ma che, secondo appunto monsignor Williamson, si trascinava da anni.
Monsignor Lefebvre decise così di nominare i quattro vescovi, e se fece la scelta giusta o sbagliata resta oggetto di discussione, anche se bisogna considerare l’esasperazione alla quale era stato portato un uomo che aveva intuito e denunciato i pericoli della rivoluzione conciliare.
La Fraternità cambia volto e caccia monsignor Williamson
Ciò che non viene detto dalla stampa e dai media mainstream è che dopo la morte di Lefebvre nel 1991, la sua Fraternità iniziò di fatto a mutare e ad andare incontro ad una progressiva “normalizzazione”.
Diversi sacerdoti abbandonarono già allora l’ordine, consapevoli che la FSSPX senza Lefebvre difficilmente poteva reggere le sfide future, fino a quando nel 2009, Joseph Raztinger, divenuto nel frattempo Papa Benedetto XVI, decise di sollevare la scomunica per i quattro vescovi ordinati nel 1988, tra i quali c’era appunto monsignor Williamson.
Alcuni attribuiscono questa decisione ad una magnanimità di Ratzinger, ma in realtà Benedetto sapeva che ormai la Fraternità non era più un “pericolo”, poiché molti dei suoi leader non erano ormai più in reale contrapposizione con il Concilio Vaticano II e perciò la riconciliazione poteva avere luogo perché il muro di Lefebvre era crollato.
Sembrava tutto risolto per la curia, fino a quando non venne teso un agguato a monsignor Williamson che espresse le sue opinioni sulla persecuzione degli ebrei nella seconda guerra mondiale, non negandola, ma esprimendo delle riserve sul numero degli ebrei deceduti che, a parer suo, e persino di altri esponenti della comunità ebraica, non raggiunsero mai i 6 milioni.

Monsignor Richard Williamson
Tanto bastò per Benedetto XVI per prendere pubblicamente le distanze da lui perché nella Chiesa post-conciliare, uno dei primi tabù è proprio mettere in discussione ciò che promana dalla lobby sionista, sulla falsariga della linea tracciata da Nostra Aetate, il documento scritto dal Congresso Ebraico Mondiale che sollevava di fatto l’ebraismo dall’accusa di deicidio.
Williamson era a quel punto l’unico vero corpo estraneo, tanto che la stessa FSSPX, così “avida” di vescovi oggi, non ci pensò due volte a cacciarlo nel 2012, segno che ormai la Fraternità era ampiamente compromessa, come si potè subito intuire quando si sedette sul soglio di PIetro, il Papa venuto dalla fine del mondo, Francesco.
La FSSPX e la protezione di Francesco
L’atmosfera tra uno dei pontefici più controversi, vero e proprio agente della rivoluzione massonica in Vaticano, e la Fraternità è stata sin dagli inizi tutt’altro che tesa, ma cordiale.
Bergoglio a pochi mesi dalla sua elezione ha salutato cordialmente monsignor Bernard Fellay, il superiore che cacciò a pedate Williamson, che venne poi ricevuto nel 2016 da Francesco nel corso di un colloquio privato.

Monsignor Fellay
Francesco non tuona contro la FSSPX.
Non la considera affatto come una minaccia, tanto è vero che concede loro la possibilità di somministrare i sacramenti e di celebrare i matrimoni.
La Fraternità che si dichiara ancora oggi, indegnamente, custode della Tradizione, non era affatto a disagio dall’avere degli strettissimi rapporti di collaborazione con il Papa che si mise in ginocchio davanti all’idolo della Pachamama, il quale invece veniva ringraziato.
Il superiore che successe a Fellay, don Pagliarani, ancora oggi in carica, disse che Francesco non nutriva ostilità nei riguardi della Fraternità, ma nonostante la protezione accordata da Bergoglio, a nessuno della FSSPX, neppure per un istante, passò per la mente di procedere alla nomina autonoma di quattro vescovi.
Nulla li spinse a cercare uno strappo, nonostante sul soglio di Pietro ci fosse un intimo amico di abortisti, comunisti, trans, immigrati clandestini, senza dimenticare nell’elenco la massoneria ebraica del B’nai B’rith e la paramassoneria del Rotary, fino ad arrivare a conclamati preti pedofili come Julio Grassi, protetto per tutta la vita da Bergoglio, anche quando il sacerdote pedofilo finì dietro le sbarre.
Nulla evidentemente riusciva a scuotere Pagliarani e i suoi dal torpore che li affliggeva, nemmeno la farsa pandemica durante la quale lo stesso Francesco decise di chiudere le chiese, mentre imponeva il letale vaccino ai dipendenti del Vaticano e si confermava ancora una volta come un emissario del forum di Davos.
Il sonno della Fraternità non viene scosso da nessuno di questi atti, tra i quali francamente c’era a dir poco l’imbarazzo della scelta per alzare quantomeno la voce e dire che la Chiesa non aveva mai subito umiliazioni simili.
Il falso tradizionalismo e la massoneria ecclesiastica
Solo la fine di uno dei pontificati più devastanti per la storia della Chiesa, fa uscire da un letargo durato 12 anni la FSSPX, così come escono dal sonno solo ora altri sacerdoti “tradizionalisti” che ai tempi di Francesco invitavano alla prudenza, e che oggi si sono tramutati nei più accesi piromani verso il papato di Leone XIV, nonostante ieri ci fossero molte più ragioni per indignarsi di oggi.
Se Francesco infatti si è fatto portatore dell’eresia panteistica, Leone l’ha invece condannata subito, senza dimenticare anche la distanza netta tra le loro posizioni sulla immigrazione, sulla quale Papa Prevost ha ribadito la potestà dello Stato di decidere gli ingressi sul proprio territorio e il diritto del migrante di restare nel proprio Paese, a differenza di Bergoglio che incitava in ogni modo possibile il traffico di esseri umani fino a cristificare il migrante stesso per la gioia della lobby immigrazionista di Sant’Egidio.
Il “tradizionalismo” è dunque così miope da non vedere le macroscopiche differenze tre un pontefice e un altro?
Purtroppo no, perché la vista dei sedicenti tradizionalisti non è affatto offuscata, ma piuttosto si vede chiaramente che sotto quell’abito che costoro portano c’è il classico lupo vestito da agnello.
L’infiltrazione della massoneria ecclesiastica e dei nemici della Chiesa non ha riguardato difatti solo la struttura gerarchica del Vaticano, ma anche diversi apparenti oppositori del Vaticano II.
La massoneria ecclesiastica si è mossa su un doppio binario.
SI è premurata di salire ai vertici della Chiesa, ma si è data anche molto da fare, soprattutto dopo la morte di monsignor Lefebvre, per anestetizzare qualsiasi eventuale “minaccia” al modernismo fino a infiltrare gli ambienti della tradizione e a renderli a loro volta agenti della rivoluzione modernista.
Sono logiche che si riscontrano ugualmente nel campo civile, nella politica dove nel corso degli ultimi 20 anni sono stati seminati molti infiltrati del potere massonico e globalista, ossessionato dal controllo del dissenso.
I sedicenti oppositori del sistema presentano tutti però un limite strutturale.
Ognuno di essi, alla fine, è costretto a rivelare la sua identità.
Quando si giunge allo stadio critico del sistema, e quando è in gioco la sopravvivenza stessa di un apparato, allora ogni maschera, ogni infingimento viene meno e l’infiltrato si muove freneticamente per cercare di salvare il potere che dichiarava di voler contrastare.
Quanti falsi oppositori si sono visti di questo tipo negli ultimi anni?
Quanti di loro affermavano di voler fermare la deriva del globalismo e del forum di Davos per poi appoggiarla su tutta la linea?
La Chiesa si trova in un momento a dir poco cruciale della sua storia, e se ci si affida alle sole dinamiche “politiche” si commette un errore madornale, quale quello del materialismo storico, il quale cerca di leggere la storia con le sole lenti del conflitto economico, senza nemmeno prendere in considerazione la battaglia spirituale che si sta combattendo.
Questa battaglia è in corso più che mai adesso.
Infuria letteralmente nella Chiesa, e a scatenarla è stata un uomo giunto in punta di piedi, che ha scelto il nome del pontefice che vide l’apostasia della Chiesa e che vide la tremenda infiltrazione subita dal Vaticano.
Leone XIV ha compiuto tale miracolo.

Leone XIV
La sua sola venuta ha risvegliato coloro che dormivano il sonno degli ingiusti con Francesco, e in questo momento il mandato della massoneria ecclesiastica è solo uno.
Spaccare la Chiesa, dividerla in sette e settine fino a portare il fedele tra le braccia di massoni, di guru new ageani che si dichiarano papi e di tutti i nemici di questa istituzione.
C’è perciò una guerra spirituale, e il fedele deve usare accortezza, sagacia e soprattutto fede per individuare il nemico che oggi si sta rivelando più che mai.
Occorre schierarsi tra coloro che vogliono distruggere questa istituzione e coloro che vogliono invece provare a salvarla.
Occorre ricordare cosa disse Maria nel Terzo Segreto di Fatima, ancora oggi non rivelato ai cattolici.
Maria annunciò l’apostasia della Chiesa e la sua successiva liberazione.
I nemici della Chiesa si sono tutti attivati ora.
Se non sono questi i segni che la battaglia finale è giunta e che i 100 anni di apostasia sono alla fine, allora cos’altro sono?
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In Cina la Chiesa patriottica (quella di partito) può fare i Vescovi (patriottici) che sono più fedeli al governo che alla Chiesa….
I vescovi nominati dal governo cinese con l’assenso di Roma rientrano nell’accordo, siglato nel 2018 . L’intesa prevede che i vescovi siano eletti localmente attraverso le procedure stabilite da Pechino, ma il Papa detiene l’ultima parola e il potere di veto….. Ma non ricordo veti… Un accordo simile con la Fraternità S.PIO X.????????
Buongiorno, Cesare. Così come il numero degli ebrei morti in guerra è stato gonfiato, ed è un PECCATO metterlo in discussione, anche nel mio paese, in Argentina, è un PECCATO mettere in discussione il PRESUNTO NUMERO DI SCOMPARSI durante gli anni ’70, durante il governo di Rafael Videla, al quale è OBBLIGATO PER LEGGE attribuire la scomparsa di persone che in seguito sono RICOMPARSE in Messico, Spagna e in altre parti del mondo. Papa Francesco stesso ha avuto la SVERGOGNA di appoggiare le MADRI e le NONNE dei TERRORISTI che PRETENDEVANO risposte sui FIGLI e NIPOTI di coloro che volevano portare l’ANTIMODIA CASTRO-CHEGUEVARISTA in Argentina, che i militari COMBATTERONO SU RICHIESTA DEL POPOLO ARGENTINO. La stampa e la televisione bastarde convalidano sempre le menzogne, ed è proprio per questo che un lavoro come il tuo ci aiuta a recuperare la verità nascosta dietro la menzogna mascherata e travestita. Un grande saluto per te.
Hola Isabel!
Ti chiedo di capire bene: quindi i desaparecidos sono molti meno di quanti proclamati dalle madri di plaza de Mayo, e molti sono saltati fuori in altri paesi perché erano stati fatti fuggire?
Ho capito bene?
E quindi, quanti sarebbero in realtà?
L’unico Movimento spirituale (non religioso) che non ha mai accettato, nei suoi 50 anni di vita, di essere inglobato in una qualsiasi religione ecclesiastica è “Vita Universale”.
Vous êtes fou et dangereux. Vous avez choisi le chemim de la mensonge, c’est à dire, le chemin de satan. Tous les hommes de Leon xiv sont des hommes de Françisco. L’iniltration massonique est dans l´Eglise et on peut bien supçonner de votres intentions. UNSBSCRIBE!!!
Tout d’abord, vous devriez avoir honte de vous. Face à des arguments démontrant de manière irréfutable comment la FSSPX a été protégée par Bergoglio, vous n’avez rien trouvé d’autre à faire que de lancer des insultes. Je suis aux côtés de l’Église. Vous, vous êtes du côté des infiltrés. Allez-y, partez ; personne ne vous regrettera.
Mah…mi sembra che la storia raccontata faccia un po’ acqua da tutte le parti… Intanto si da per scontato che sia Bergoglio sia Prevost siano tranquillamente pontefici di Santa Romana Chiesa. Infatti a nessuno , nonostante reiterate richieste di chiarimenti,sembra interessare la problematica ” lettera di dimissioni” che Benedetto lesse in latino l’ 11 feb 2013 scritta in violazione della normativa del CDC. Se Benedetto non si è mai validamente dimesso stiamo parlando di acqua fresca. Nulla di cio che Francesco ha detto, fatto, omesso, nomine comprese, ha valore.Per 10 anni (non un giorno) i fedeli cattolici hanno avuto sotto gli occhi due papi. Normale?.In questo dilemma non risolto si inserisce per forza anche la figura di Leone 14.
La messa in latino poi è stata vietata senza se e senza ma dal solito Bergy. Ma quelli della FSPX hanno continuato imperterriti a celebrare in rito tridentino. Che la Massoneria si sia installata nella stanza dei bottoni in Vaticano non ci piove, che sia anche ora di reagire, pure. Il marcio deve uscire. Tutto .Che la FSSPX possa fare da grimaldello nonostante i dubbi? Io me lo auguro
Ancora con la bufala smentita trilioni di volte delle dimissioni “invalide”. Lo stesso Ratzinger ha confermato la validità delle sue dimissioni. Ma quando la smettete di andare dietro ai cialtroni del codice Da Vinci?
La completa scristianizzazione della chiesa (non è più la Chiesa di Cristo) è avvenuta con Bergoglio. Prevost è l’intelligente continuazione del rozzo predecessore, “papa” che ha solo ripulito abiti e paramenti per far credere che ci sia ancora una parvenza di cattolicità. Santo Padre Leone XIV? Per favore non bestemmiamo!
La solita sciocchezza. Per parlare di “continuità” di fronte ad un cambio così netto di rotta o si è ciechi o in malafede.
Tra qualche settimana la Congregazione dei Figli del Santissimo Redentore nominerà un proprio vescovo senza l’approvvazione del Vaticano. Credo che questa congregazione neghi che Leone XIV sia il Papa, quindi, di fatto, hnno già consumato lo scisma con la Chiesa di Roma.
Sa dirci qualcosa di più su questa Congregazione?
Come fa lei a sapere quello che dice il segreto di Fatima se ancora non è stato rivelato ? Qualquadra non cosa a meno che non è un indovino e conosce cose che altri non sanno
Non lo dico io, ma i testimoni ocular del segreto. Nell’articolo che ho scritto c’è un link sul terzo segreto. Gli indovini li trova altrove.
Leone ha incontrato leader ebrei, musulmani, ortodossi, anglicani e ha pregato con loro. Ma sie è sempre rifiutato di incontrare un gruppo di cattolici e di ascoltarli?
Leone non ha pregato con ebrei o musulmani. Pagliarani è stato ricevuto da Fernandez. Inoltre Leone ha anche scritto a Pagliarani che se n’è ovviamente fregato.