Keir Starmer e la sua presenza sull’isola di Epstein: chi è veramente il primo ministro inglese?

15/01/2026

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di Cesare Sacchetti

Keir Starmer torna nuovamente nell’occhio del ciclone.

Nelle passate settimane, a Downing Street le acque sono state piuttosto agitate perché si era diffusa l’indiscrezione che uno dei membri del suo governo, il ministro della Sanità Wes Streeting, stava ordendo una trama contro di lui per farlo cadere e prendere al suo posto.

Le congiure nei palazzi londinesi sono di casa, ma stavolta il primo ministro inglese si trova di nuovo sulla graticola per un caso molto più scottante e compromettente.

Secondo quanto rivelato da un informatore del dipartimento di Giustizia americano al sito The People’s Voice, Starmer sarebbe stato uno degli ospiti della famigerata isola di Jeffrey Epstein, laddove avevano luogo orrendi abusi e torture nei confronti delle vittime che venivano trasportate lì.

Secondo una deposizione fatta dalla stessa Ghislaine Maxwell agli uomini del dipartimento di Giustizia, l’isola non era soltanto un luogo di perversioni e di traffici, ma anche un vero e proprio centro di programmazione per il famigerato programma Monarch.

Ghislaine Maxwell

Monarch non è altro che l’erede del programma MK-Ultra varato dalla CIA subito dopo la seconda guerra mondiale e portato avanti fino ai primi anni’70, quando l’agenzia fu costretto a chiuderlo, almeno ufficialmente, per le pressioni ricevute una volta che il programma divenne di dominio pubblico.

MK-Ultra significa semplicemente controllo mentale.

Le varie agenzie di intelligence studiano da tempo le tecniche di manipolazione e controllo delle menti  che avvengono attraverso efferate torture necessarie per spezzare la volontà del soggetto, e frammentare la sua psiche, impedendo così che la vittima perdesse completamente la ragione per via degli abusi subiti.

L’isola di Epstein e i potenti del mondo

A Little Saint James, si faceva tutto questo.

Si portavano ragazzini e ragazzine di diversi parti del mondo, li si davano in dote a vari potenti in cerca di schiavi sessuali, e spesso il tutto finiva sulle cassette e i dischi digitali di Jeffrey Epstein, che di volta in volta immagazzinava tutte le devianze dei signori dell’alta società, i quali finivano in un vortice di ricatti che si perpetuava così per tutta la loro vita.

Una volta entrati nel circolo, non si esce più, a meno che il soggetto vittima della rete di ricatti non fosse disposto a distruggere la sua immagine pubblica, a perdere prestigio e potere, qualcosa di estremamente raro da quelle parti, soprattutto se si pensa al profilo psicologico e spirituale di questi deviati pedofili.

Jeffrey Epstein sapeva molto bene come appagare gli appetiti di questi personaggi e come approfittare delle loro debolezze per poi compiacere al meglio gli interessi dello stato di Israele.

Nell’oggettistica rinvenuta nelle case di Epstein, non mancano mai i riferimenti allo stato ebraico, a partire dal vestiario del miliardario pedofilo, ricco di felpe donate dall’esercito israeliano, assieme al testo “sacro” del giudaismo moderno, quel Talmud che contiene non poche frasi blasfeme rivolte contro Gesù e Maria.

Epstein mentre mangia una torta che ricorda parti anatomiche femminili. Alle sue spalle, i libri del Talmud

Epstein raccoglieva e passava tutto ai suoi referenti del Mossad, che così si assicuravano che i vari potenti in giro per il mondo, eseguissero alla lettera le indicazioni, o meglio gli ordini, di Israele, pena la distruzione della loro carriera.

Secondo quanto riferito dalla fonte del DOJ a The People’s Voice, Keir Starmer era a sua volta su quell’isola maledetta, e anche lui sarebbe finito nella collezione privata di Epstein.

Su quell’angolo di paradiso tropicale in mezzo al mar dei Caraibi, avvenivano abusi contro bambini, e di casa erano personaggi come l’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton –  che si è rifiutato in queste settimane di comparire davanti al Congresso americano assieme alla sua consorte Hillary Clinton proprio per deporre sul suo ruolo nel caso Epstein – la famosa supermodella Naomi Campbell, ex di Flavio Briatore, il cui nome è presente nell’agenda dell’uomo del Mossad, il principe Andrea della famiglia reale dei Windsor, e il celebre attore Kevin Spacey, che, viene descritto dai sopravvissuti, come uno dei più violenti e perversi della compagnia.

Kevin Spacey

Spacey non è nuovo a molestie e abusi di vario tipo.

La sua carriera è stata segnata sin dai primi anni da una lunga lista di abusi che l’industria di Hollywood ha di volta in volta contribuito a insabbiare e a tacere.

Sin dai tempi del suo ruolo probabilmente più iconico, quello del delinquente zoppo Verbal Kint nel celebre noir “I soliti sospetti”, venivano riportati casi di abusi contro di lui, tanto che la produzione fu costretta a sospendere le riprese per qualche giorno, ma ciò comunque non gli fece perdere quella parte, forse anche perché il regista del film, Bryan Singer, è stato accusato in diverse occasioni di violenze sessuali pedofile.

A Hollywood, tale perversione sembra essere la “norma”.

I vari attori, produttori e registi di grido sono tutti legati da questo inconfessabile segreto, come spiegava eloquentemente Kubrick a Nicole Kidman, e così la cabala pedofila fondava la sua solidità sull’insabbiamento reciproco dei vari misfatti commessi da tutti coloro che si trovavano in questa cerchia.

Spacey c’era dentro fino al collo, nonostante sia riuscito a venirne fuori a Londra nel 2023 attraverso una controversa assoluzione, ma non pienamente negli Stati Uniti, dove diversi suoi accusatori sono morti in circostanze poco chiare, qualcosa di molto frequente in questi circoli, a partire dalla interminabile lista di testimoni e personaggi scomodi per i coniugi Clinton, ognuno dei quali morto “suicida” oppure, qualora non si fosse riuscito a mascherare la morte come auto-inflitta, come omicidio.

La parabola di Keir Starmer

Secondo le citate fonti, Starmer era lì, ripreso in inequivocabili situazioni compromettenti, e se ciò corrisponde al vero, la intera parabola del personaggio Starmer diventa ancora più chiaramente comprensibile.

Il primo ministro inglese nasce come avvocato di importanti e influenti ONG come la Berings Foundation, molto impegnata nell’attivismo LGBT, e consulente di studi legali come Allen & Overy, legati al famigerato speculatore del Quantum Fund, George Soros, fondatore della Open Society e architetto di una lunghissima serie di colpi di Stato e rivoluzioni colorate in giro per il mondo, tra le quali quella dell’Euromaidan del 2014 in Ucraina.

Starmer però brucia veramente le tappe.

A soli 39 anni, nel 2002, diventa il consigliere della persona più potente del Regno Unito, e una delle figure più influenti della governance globale, come la regina d’Inghilterra, Elisabetta II, considerata da molti come uno dei capi della massoneria internazionale.

La regina Elisabetta

Londra viene considerato il centro di tutto, più di Washington sotto certi aspetti che si è ritrovata ad essere il braccio armato della governance, anche se la mente e la cabina di regia restava sempre sul suolo britannico, scelto dalla famiglia Rothschild molto tempo addietro come loro luogo di direzione degli affari internazionali.

Il giovane avvocato inglese così inizia a consigliare la regina sulle questione giuridiche più delicate che riguardano la vita del regno, ma sarebbe da ingenui pensare che si possa arrivare alla sovrana del regno senza già prima essere stati scelti e vagliati accuratamente da quegli ambienti finanziari e massonici che hanno in mano la politica dell’Inghilterra.

Starmer sembra un predestinato.

La consulenza a Elisabetta è soltanto un passaggio verso un altro incarico, forse ancora più importante, come quello giunto nel 2008 di capo della Crown Prosecution Service, l’ufficio giudiziario più importante del regno, una sorta di procura generale che si occupa dei casi più rilevanti nel Paese.

Il pedofilo Savile e il salto di carriera di Starmer

Sul tavolo dell’allora procuratore generale Starmer arriva un dossier scottantissimo, ovvero quello che riguarda il famigerato DJ pedofilo Jimmy Savile, vicinissimo a Israele come Epstein, contro il quale ci sono centinaia di denunce di abusi sessuali contro minori e bambini.

Jimmy è un vero e proprio orco.

Nel dossier che lo riguarda, e che era nelle mani di Scotland Yard e degli stessi investigatori del CPS, c’era tutta la lista di nefandezze che l’uomo aveva commesso, inclusa la sua devianza necrofila, qualcosa che rende ancora più agghiacciante il suo profilo.

Jimmy Savile

Eppure non un rinvio a giudizio viene emesso contro Savile.

Le prove sono lì, alla luce del sole, schiaccianti e praticamente incontrovertibili, ma Starmer lascia in pace il predatore, che gode della protezione del principe Carlo, oggi re, sin dagli anni’70, quando il primogenito della regina veniva “educato” da un altro personaggio come Lord Mountbatten, a sua volta famigerato pedofilo.

Nelle stanze dei Windsor, la pedofilia pare endemica, e pensare che lo scandalo tocchi soltanto l’emarginato fratello di Carlo, Andrea, significa ancora una volta peccare di ingenuità oppure cadere nella trappola dei media che hanno messo sulla graticola solo Andrea senza parlare del resto della famiglia.

Savile muore da “innocente” nel 2011, nonostante ci fossero tutti gli elementi per portarlo alla sbarra, e quello probabilmente dev’essere stato un momento da “sliding doors” per Starmer, che negli anni successivi entra nella Commissione Trilaterale, una delle cime dell’Olimpo del mondialismo, indispensabile nelle democrazie liberali Occidentali per diventare primi ministri e capo di Stato, una parabola già seguita proprio dal citato Bill Clinton, ospite del Bilderberg l’anno prima di essere eletto presidente, e da Emmanuel Macron, delfino di Jacques Attali, eminenza grigia di tutti i capi di Stato francesi degli ultimi 45 anni.

Sembra che la storia per Starmer sia stata già scritta, esattamente come per Emmanuel Macron.

Il potere che conta, quello che siede nei consigli di amministrazione della banche e quello che sposta centinaia di miliardi, sembra aver già deciso che un giorno il giovane Starmer varcherà la soglia di Downing Street, ed è effettivamente questo quello che avverrà nel 2024.

Il giovane politico laburista viene costruito in vitro.

Al suo fianco c’è la enigmatica moglie Victoria, di origini ebraiche, e della quale ancora oggi si ignora persino l’anno di nascita, qualcosa di impensabile per la first lady inglese.

Starmer e la moglie Victoria

Starmer si dichiara “ateo”, eppure nella sua vita c’è una forte impronta ebraica.

I suoi figli crescono seguendo le tradizioni ebraiche, e il suo matrimonio è stato celebrato presso la sinagoga di Saint John’s Wood, la stessa dove si sposarono Lynn Forrester de Rothschild ed Evelyn de Rothschild, storico direttore della rivista The Economist, una pubblicazione considerata da sempre come una messaggera dei piani delle élite, e che oggi è in vendita, a dimostrazione che i tempi non sono dei migliori anche per i ricchissimi Rothschild, i quali hanno messo all’asta anche la collezione d’arte della famiglia.

Secondo alcuni osservatori, il premier inglese sarebbe egli stesso un prodotto della fabbrica Monarch, che nel caso del Regno Unito, non sarebbe altro che l’istituto Tavistock, ufficialmente un centro studi sulle relazioni comportamentali, ma nella realtà una agguerrita macchina da guerra per l’ingegneria sociale che ha contribuito non poco alla degradazione della morale nel Regno Unito e nel mondo.

Il Tavistock è stato lautamente finanziato dalla monarchia britannica, dai Rockefeller e dai citati Rothschild perché serviva sconvolgere il mondo Occidentale, trascinarlo in un vortice di nichilismo e di disvalori anti-nazionali, e a dare una spinta decisiva a tale processo fu il periodo degli anni’60 e della musica rock e pop dei Beatles, che, secondo l’ex agente dei servizi britannici, John Coleman, sarebbero stati costruiti e lanciati sin dal principio da questi ambienti che avevano bisogno di travolgere le masse con questa ondata di ribellione verso tutto ciò che fino a quel momento rappresentava la società tradizionale.

I programmi per il controllo mentale sono praticamente un must di questi istituti.

Le agenzie di intelligence se ne servono per i loro scopi, come mezzo per creare degli agenti, dei sicari da utilizzare in varie missioni, degli schiavi sessuali da dare in dote ai vari politici, oppure per creare dei politici completamente sottomessi alla volontà di questi centri di potere.

Se si guarda la parabola di Starmer, si trovano diverse similitudini con quella del citato Macron, anch’egli allevato sin dall’adolescenza dall’enigmatico Jean Michel Trogneux, che aveva assunto la falsa identità di Brigitte sul finire degli anni’80, per poi diventare “moglie” del futuro presidente della Francia.

La sua presenza a Little Saint James sarebbe quindi quasi consequenziale, un “naturale” approdo di un personaggio che sin da giovane era stato scelto per salire ai vertici del potere politico britannico e servire ancora una volta gli scopi della decaduta governance mondiale.

C’è spesso questa costante, come si vede, nel potere del globalismo.

Laddove c’è un membro del Bilderberg o della Trilaterale, c’è spesso una sua appartenenza al circolo della pedofilia.

Le conclusioni sono quindi incontrovertibili.

La pedofilia e il globalismo sono una cosa sola.

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6 Commenti

  1. Emiliano Regosa

    Cesare io riporto nella mia pagina Facebook i tuoi bellissimi articoli, posso ? È tutto ok ? Non è che magari per qualche motivo che non conosco, non dovrei ?

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Ciao Emiliano, ti ringrazio. Certamente, basta solo che condividi i link. Un saluto.

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  2. Claudio

    E’ davvero sconcertante vedere da quali “personaggi” siamo governati, perché per quanto si possa essere informati e prendere quindi le dovute contromisure, si subiscono inevitabilmente le scelte che questi “governi” impongono alla collettività. Tralascio i complimenti, scontati, per l’articolo e vorrei porre un quesito. Nel pezzo si citano più volte il programma MK-ULTRA e MONARCH, non ritenete che lo sviluppo frenetico della Intelligenza Artificiale (tanto cara ad esempio al filantropo Bill Gates) possa avere anche come scopo, una volta raggiunta la perfezione dei software, un nuovo programma su base planetaria di manipolazione della mente? Sarà che ho una certa età ma temo che la I.A. porterà più dolori che gioie alla società.

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    • La Cruna dell'Ago

      Grazie Claudio. Sì, ci sono anche potenziali applicazioni per il controllo mentale, ma l’aspetto più preoccupante è quello dei dispositivi elettronici impiantati nelle persone per cambiarne i comportamenti.

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  3. Pi

    Aggiungo un dettaglio: il presidente del Tavistock Institute è un certo Joe Lewis, ovvero un finanziere dalle ovvie origini coinvolto in uno scandalo in Argentina per essere riuscito ad acquistare un ampio territorio demaniale in Patagonia (il lago Escondido e le terre circostanti) ed averlo trasformato in uno stato privato la cui sicurezza viene gestita da “ex” membri delle forze armate israeliane.

    Tutto ciò alcuni fa, oggi grazie al presidente Milei per appropriarsi di terre dello stato argentino basta che qualcuno vi appicchi un incendio (legge recente seguita da caso ancora più recente di piromani ex-idf).

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